Soccorso vitale al traumatizzato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
L'incidente stradale è un evento traumatico in cui si applica l'SVT.

Il Supporto Vitale di base al Traumatizzato, abbreviato anche con SVT (in inglese BTLS, Basic Trauma Life Support o PTC, Pre-hospital Trauma Care), è un protocollo di soccorso utilizzato generalmente da Pubbliche Assistenze e Misericordie finalizzato al primo trattamento di infortunati che hanno subito un trauma, cioè un evento causato da una considerevole quantità di energia che agisce sull'organismo provocandone danni. Questo tipo di soccorso è quindi rivolto non solo ad infortunati che hanno subito ad esempio incidenti stradali, ma anche a persone annegate, folgorate, ustionate, o che hanno subito ferite da arma, poiché in tutti questi casi le lesioni sono provocate dalla dissipazione di energia sul corpo. Si parla di politrauma nel caso in cui una persona abbia subito traumi a più di un apparato. Anche se una persona ha tutti e quattro gli arti rotti, ma la cute non è lesa e non vi sono lesioni a vasi o nervi, non si tratta quindi di politrauma.

È di grande importanza il tempo che intercorre tra l'evento del trauma e il soccorso, poiché minore è l'intervallo di tempo e maggiore è la possibilità che la persona traumatizzata possa sopravvivere. L'SVT fa proprio il concetto della golden hour (ora d'oro), sottolineando come il tempo tra l'evento e la centralizzazione presso un "trauma center" non debba essere superiore ai 60 minuti, limite oltre il quale si ha una netta caduta delle possibilità di out-come positivo.

Dinamica del trauma[modifica | modifica wikitesto]

Quando un cittadino chiama il 118 gli vengono poste alcune domande sulla dinamica dell'evento, che servono agli operatori per valutare la gravità del trauma, stabilire un codice di priorità e inviare la squadra di soccorso più adeguata. Esistono degli elementi predittivi che indicano una ipotetica maggior gravità del trauma (Elementi di Dinamica Maggiore) ai quali è quindi associato un codice di massima priorità. I principali elementi di Dinamica Maggiore sono:

  • l'età del paziente: minore di 5 anni e maggiore di 55;
  • la violenza dell'impatto: uno scontro frontale o l'eiezione di una persona fuori dall'abitacolo;
  • lo scontro tra mezzi di dimensioni opposte: bicicletta/camion, auto/pedone, auto/moto;
  • persone decedute sullo stesso veicolo;
  • Estricazione complessa (tempo di estricazione superiore ai venti minuti)
  • Caduta da altezze maggiori di 3 metri.

In altri casi di traumi (folgorazione, ustione, annegamento, ferite d'arma) la priorità è tipicamente massima, vista la complessità e la pericolosità delle forze fisiche coinvolte.

Danni primari e secondari[modifica | modifica wikitesto]

Il danno che viene causato direttamente dal trauma è chiamato danno primario. Ad esempio in un incidente stradale i danni primari che può subire una persona possono essere la rottura di ossa e legamenti. I danni secondari sono quelli che il paziente riporta a seguito di un trauma; infatti l'energia del trauma (cinetica, termica, ecc...) agisce anche agli organi interni e può procurare danni più o meno gravi. I danni secondari più frequenti possono essere l'ipossia (mancanza di ossigeno), l'ipotensione (abbassamento della pressione arteriosa dovuta all'instaurarsi si uno stato di shock), l'ipercapnia (aumento dell'anidride carbonica nel sangue) e l'ipotermia (abbassamento della temperatura corporea).

Catena della sopravvivenza[modifica | modifica wikitesto]

In caso di trauma esiste una procedura che serve per coordinare le azioni di soccorso, chiamata catena di sopravvivenza del traumatizzato, che si divide in cinque fasi principali[1]:

  • chiamata di emergenza: allertamento precoce tramite numero d'emergenza (in Italia 118);
  • triage effettuato per valutare la gravità dell'evento e il numero delle persone coinvolte;
  • SVT precoce;
  • Centralizzazione precoce presso Trauma Center (Golden Hour);
  • ALS precoce;

Squadra di soccorso[modifica | modifica wikitesto]

Una squadra che agisce su un SVT dovrebbe essere composta da almeno tre persone: Capo Squadra, Primo Soccorritore e Autista Soccorritore. Lo schema seguente è puramente ideale, in quanto l'equipaggio può variare a seconda dell'Organizzazione, della legge regionale in materia di soccorso e del tipo di urgenza.

  • Il Capo Squadra (detto anche con il termine inglese team leader) è in genere il soccorritore con più esperienza o anzianità e gestisce e coordina le operazioni da fare durante un servizio. Il capo squadra è inoltre colui che effettua tutte le valutazioni. In una squadra in cui è presente un infermiere od un medico del 118 il ruolo di caposquadra passa automaticamente a loro.
  • L'Autista Soccorritore, oltre a guidare il mezzo di soccorso, si occupa della sicurezza dello scenario ed aiuta gli altri soccorritori nelle manovre di immobilizzazione.[2]:
  • Il primo soccorritore (detto anche leader di manovra) si posizione alla testa del paziente traumatizzato e ne immobilizza la testa tenendola in posizione neutra fino al posizionamento del collare adeguato per poi in successione messo sull'asse spinale. Nel caso in cui il paziente indossi un casco, il primo soccorritore si occupa della rimozione, mantenendo la medesima immobile senza creare movimenti alcuni, stando sempre e comunque alla testa.

Il Supporto Vitale al Traumatizzato[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basic Life Support.

Il supporto vitale di base al traumatizzato parte dagli stessi principi del normale BLS. Il BLS al traumatizzato prevede due valutazione: Primaria e Secondaria.

È fondamentale l'immediata valutazione della Coscienza del traumatizzato, qualora questa sia assente deve essere applicato immediatamente il protocollo BLS. Nel caso di infortunati incarcerati è determinante una rapida valutazione delle Funzioni Vitali di Base (ABC) che è necessaria per indirizzare l'equipe di soccorso verso un'estricazione rapida (in caso di incoscienza o compromissione di una delle FV) o un'estricazione convenzionale.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dispositivo di estricazione.

Strategie di approccio:

Stay & play vs Scoop & run: ad ogni paziente il suo.

Queste due strategie vanno scelte in base alle caratteristiche del paziente e della realtà sanitaria locale; la strategia dello scoop & run va applicata a pazienti critici che non gioverebbero di intervento, anche se medico e avanzato sul territorio ma necessitano di ospedalizzazione immediata e trattamento. Tra le condizioni che necessita di Scoop&run vi sono le ferite penetranti al tronco (torace, addome), radice degli arti e collo, ovvero siti anatomici le cui ferite non sono comprimibili in modo efficace.

Valutazione primaria[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver effettuato la valutazione rapida ed una eventuale estricazione se necessario, si esegue la valutazione primaria che è suddivisa in cinque punti: A, B, C, D ed E.

A - Airway and Spine Control (vie aeree e stabilizzazione del rachide cervicale)

Il Primo Soccorritore si posiziona alla testa stabilizzandola manualmente mente il Capo Squadra applica il collare cervicale. Il capo squadra valuta lo stato di coscienza chiamando la persona e stabilendo un contatto fisico, per esempio toccandole le spalle; se lo stato di coscienza risulta alterato è fondamentale darne rapida comunicazione alla Centrale Operativa 118. Sempre in questa fase il team leader scopre il torace del paziente e controlla le vie aeree, posizionando, se il paziente è incosciente, una cannula oro-faringea. È importante somministrare sempre O2 ad alti flussi al traumatizzato.

B - Breathing (respirazione)

Se il paziente risulta incosciente, dopo aver allertato il 118, il capo squadra procede con la manovra del GAS (Guardare, Ascoltare, Sentire) che serve per valutare se la persona respira. In caso di respiro assente viene eseguito il classico BLS effettuando due ventilazioni (possibilmente collegando il pallone autoespandibile alla bombola dell'ossigeno facendola erogare ad alti flussi) e si passa poi alla fase C. Nel caso in cui il respiro sia presente o nel caso in cui il paziente sia cosciente si posiziona la mascherina somministrando ossigeno ad alti flussi e si esegue l'OPACS (Osservo, Palpo, Ascolto, Conto, Saturimetro). Il capo squadra con questa manovra valuta diversi parametri del paziente: infatti osserva e palpa il torace verificando che non vi siano avvallamenti o anomalie, ascolta il respiro controllando che non vi siano gorgoglii o rumori, conta la frequenza respiratoria ed usa il saturimetro per valutare l'ossigenazione nel sangue.

C - Circulation (circolazione)

In questa fase viene verificato se il paziente ha riportato emorragie massive che necessitano quindi un'emostasi immediata. Se non vi sono emorragie massive, o comunque dopo averle tamponate, vengono valutati diversi parametri riguardanti la circolazione, il battito cardiaco e il colorito e la temperatura della cute. Se il paziente nella fase B è incosciente e non respira - dopo avergli effettuato due ventilazioni - si passa alla fase C che consiste nel controllo della presenza del polso carotideo, posizionando due dita sulla carotide e contando fino a 10 secondi. Se non c'è polso si passa alla rianimazione cardiopolmonare praticata nel BLS effettuando massaggi cardiaci. Se c'è polso e non c'è respiro si assiste la respirazione effettuando circa 12 insufflazioni al minuto con il pallone autoespandibile collegato alla bombola dell'ossigeno che eroga ad alti flussi. Se il polso carotideo risulta assenta la valutazione primaria si ferma a questo punto.

Il paziente cosciente viene trattato in maniera differente. Viene valutata la pressione arteriosa tramite lo sfigmomanometro e il polso radiale: se quest'ultimo risulta assenta significa che la massima (sistolica) è minore di 80 mmHg. (Dal 2008 le fasi B e C sono state unificate in un'unica manovra, per cui la verifica di presenza del polso carotideo è contemporanea a quella del respiro)

D - Disability (disabilità)

A differenza della valutazione iniziale in cui viene valutato lo stato di coscienza tramite la scala AVPU (gli infermieri e i medici utilizzano la Scala di Glasgow), in questa fase viene valutato lo stato neurologico della persona. Il soccorritore effettua delle semplici domande al paziente valutando:

  • memoria: si domanda se si ricorda l'accaduto
  • orientamento spazio-temporale: si domanda al paziente in che anno siamo e se sa dove si trova
  • danni neurologici: si effettua il test di Cincinnati
E - Exposure (esposizione)

In questa fase si valuta se il paziente ha riportato lesioni più o meno gravi. Il capo squadra spoglia il paziente (tagliando i vestiti se necessario) e fa una valutazione dalla testa ai piedi controllando eventuali lesioni o emorragie. I protocolli prevedono di controllare anche i genitali, ma spesso non risulta possibile sia per volontà del paziente sia perché risulta più semplice chiede al paziente se sente egli stesso dei dolori. La stessa cosa vale per quanto riguarda la parte in cui andrebbero tagliati i vestiti; può capitare che il paziente sia contrario e alcune volte gli stessi soccorritori decidono di non farlo se il paziente non riporta dolori, muove bene gli arti e assicura di non aver subito colpi in una determinata zona del proprio corpo. A seguito del controllo testa-piedi il paziente viene ricoperto con un telo termico per evitare una possibile ipotermia.

Alla fine di questa fase, se il paziente è sempre stato cosciente, il team leader comunica tutti i parametri dell'ABCDE alla centrale operativa del 118, la quale gli dirà che cosa fare e in quale ospedale trasportare il paziente. Ogni qual volta che avvengono dei cambi sostanziali nei parametri del paziente, il capo squadra deve comunicarli subito al 118.

Scoop and run o stay and play[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver completato la valutazione primaria ed aver avvertito il 118 delle condizioni, la centrale operativa decide se far trasportare il paziente in ospedale oppure se inviare un altro mezzo di soccorso come ad esempio un'automedica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le fasi possono essere più o meno di cinque a seconda della fonte, questo perché rappresentano solo un modello ideale della catena della sopravvivenza.
  2. ^ A seconda delle leggi, del tipo di associazione e dell'equipaggio, l'autista può essere anche un semplice dipendente stipendiato senza alcuna qualifica professionale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • SVT - il soccorso extraospedaliero al traumatizzato, Andrea Franci, Materiali Assistenza - Sanità, Comitato Regionale Toscano