Sei libri

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I Sei libri (in arabo: ﺍﻟﻜﺘﺐ ﺍﻟﺴﺜﻪ, al-Kutub al-sitta) sono le sei principali opere di tradizioni storico-giuridiche ( ḥadīth ) registrate da musulmani e che costituiscono per i sunniti - subito dopo il Corano - la seconda fonte del diritto islamico e, con il Testo Sacro dell'Islam, completano la sharīʿa.

Gli autori delle opere sono: Bukhārī, Muslim ibn al-Hajjāj, Abū Dāwūd al-Sījistānī, al-Tirmidhī, Ibn Mājah e al-Nasāʾī.

Più importanti sono considerati le opere dei primi due, entrambe chiamate al-Jāmiʿ al-ṣaḥīḥ ("La sana raccolta", "La corretta raccolta"), tanto da essere ricordate col duale arabo Ṣaḥīḥānī (I due Ṣaḥīḥ), così come i loro autori sono ricordati come al-Shaykhānī (I due shaykh).
ordinate cronologicamente

Gli sciiti preferiscono invece altre opere di hadīth, fra cui quelle di Abū Jaʿfar Muḥammad b. Yaʿqūb al-Kulaynī, di al-Bābūya al-Qummī o di Abū Jaʿfar Muḥammad b. al-Ḥasan al-Ṭūsī.

Vi sono anche raccolte di hadīth, cosiddetti "qudsī" (sacri), in cui il Profeta riferisce parole di Allah che non furono raccolte nel Corano. Esistono poi le "sīra" (vita), ovvero raccolte di hadīth ordinati cronologicamente per descrivere la vita di Maometto.

Traduzioni italiane:

  • Al-Bukhari, Detti e fatti del profeta dell'islam, a cura di V. Vacca, S. Noja, M. Vallaro, UTET, Torino 2003 (prima ed. 1982
  • Al-Nawawi, Il giardino dei devoti. Detti e fatti del profeta, a cura di A. Scarabel, SITI, Trieste 1990
  • Tabari, Vita di Maometto, a cura di S. Noja, Rizzoli 1985

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