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| sen. Santi Romano |
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| Luogo nascita |
Palermo |
| Data nascita |
31 gennaio 1875 |
| Luogo morte |
Roma |
| Data morte |
3 novembre 1947 |
| Titolo di studio |
Laurea in giurisprudenza |
| Professione |
Docente universitario |
| Legislatura |
XXIX |
| Data |
6 aprile 1934 |
| Incarichi parlamentari |
- membro della commissione parlamentare incaricata di dare il proprio parere sui progetti dei nuovi Codici civile, di procedura civile, di commercio e per la marina mercantile (10 dicembre 1935)
- membro della commissione per il giudizio dell'Alta Corte di Giustizia (29 agosto 1937 - 2 marzo 1939, 17 aprile 1939 - 5 agosto 1943)
- membro della commissione per il regolamento interno (28 novembre 1938 - 2 marzo 1939)
- membro della commissione per l'esame del disegno di legge "Istituzione della Camera dei Fasci e delle Corporazioni" (15 dicembre 1938)
- membro della commissione per la verifica dei titoli dei nuovi senatori (26 marzo 1939 - 5 agosto 1943)
- membro della commissione di finanze (17 aprile 1939 - 5 agosto 1943)
- membro della commissione degli affari esteri, degli scambi commerciali e della legislazione doganale (17 aprile 1939 - 28 gennaio 1940)
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| Pagina istituzionale |
Santi Romano (Palermo, 31 gennaio 1875 – Roma, 3 novembre 1947) è stato un giurista italiano.
Carriera accademica [modifica]
Laureato in giurisprudenza nel 1896 all'Università di Palermo, lavorò per molti anni come docente universitario e fu professore ordinario di diritto costituzionale all'Università di Modena (1906), di diritto amministrativo all'Università di Pisa (1909), di diritto costituzionale all'Università di Milano (1925) e di diritto amministrativo e costituzionale all'Università La Sapienza di Roma (dal 1928 al 1943).
Percorse una brillante carriera accademica, venendo nominato preside della facoltà di giurisprudenza a Pisa, dal 1923 al 1925, e a Milano, dal 1925 al 1928. Fu inoltre presidente del Consiglio di Stato dal 1928 al 1944, accademico d'Italia, e socio dell'accademia dei Lincei dal 1935 al 1946, nonché corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino, e dell'Accademia di scienze, lettere ed arti di Palermo e di Modena.
Nel corso della sua vita ricevette numerose onorificenze: fu nominato dal re Vittorio Emanuele III cavaliere dell'ordine, cavaliere ufficiale, commendatore, grande ufficiale e gran cordone della Corona d'Italia. Santi Romano aderì al fascismo e nel 1934 il sovrano lo nominò senatore del Regno.
Carriera giurisdizionale [modifica]
Dopo affidamenti iniziali che, per la scelta del presidente del Consiglio di Stato, si sarebbe attinto all'interno dei ruoli dell'organo, a sorpresa Benito Mussolini lo nominò - ad appena due mesi dalla sua iscrizione al PNF, che rimonta all'ottobre 1928 - alla massima carica di giustizia amministrativa italiana. Benché vi siano molti argomenti contrari alla tesi che avrebbe dovuto procedere alla "fascistizzazione" del Consiglio di Stato[1], nella critica del Dopoguerra gli fu rimproverato, tra l'altro, il parere favorevole espresso sull'istituzione del primo maresciallato dell’Impero e sul suo conferimento a Mussolini: Santi Romano si giustificò poi con Vittorio Emanuele Orlando, ricordando che il parere gli era stato richiesto dopo che la legge era stata approvata dalle due Camere "e concerneva soltanto la questione giuridica se tale legge ledeva le prerogative regie, non l’opportunità politica del provvedimento. Sono anche oggi convinto della esattezza del mio parere”. Lapidaria, tre giorni dopo, la risposta del vecchio Orlando: “Per quanto mi riguarda, io non posso escludere che l’opinione da Lei espressa sia discutibile, come invece escludo che l’averla manifestata diminuisca e ferisca la stima per un Maestro come Lei. Ma bisogna far pure i conti con l’altrui malignità”[2].
L'8 luglio del 1944 fu accusato di aver fiancheggiato il regime fascista di Benito Mussolini ma, riguardo a quest'accusa, la Corte di Cassazione emise l'anno dopo una sentenza di decadenza. Nel 1948 il procedimento giudiziario nei suoi confronti finì del tutto, sia per la morte avvenuta nel 1947, sia per l'intervenuta amnistia politica voluta dal segretario del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti.
Contributo scientifico [modifica]
Santi Romano è noto per essere stato il principale fautore, in Italia, della teoria istituzionistica del diritto: secondo questa dottrina la norma giuridica, malgrado la sua importanza, non spiega tutto il mondo del diritto ed anzi, per essere qualificata come giuridica, essa deve già scaturire dal diritto inteso nel suo aspetto fondamentale. Ciò consente di capire, per usare una sua espressione, che "Il diritto, prima di essere norma e prima di concernere un semplice rapporto o una serie di rapporti sociali, è organizzazione, struttura e posizione della stessa società in cui si svolge e che esso costituisce come unità, come ente per sé stante". Per sintetizzare, quindi, il diritto è istituzione, onde il nome della teoria. Conseguentemente, scaturendo il diritto dalla struttura della società, nulla vieta che di ordinamenti giuridici ne esista una pluralità. In questo consiste uno dei caratteri più innovativi della sua teoria, seguita e apprezzata ancora oggi. Un particolare concetto di Santi Romano è poi quello relativo alla violenza rivoluzionaria, considerata una violenza giuridicamente organizzata e non violenza in quanto tale.
La teoria di Santi Romano ha preso spunto da quella di Maurice Hauriou e fu sostenuta da Georges Renard, ma non dal celebre giurista austriaco Hans Kelsen, che entrò anzi in vivace polemica con il professore siciliano. Oggi la maggior parte della dottrina è schierata in favore della teoria istituzionistica del diritto.
Tra i suoi numerosi allievi figurano Vezio Crisafulli, Carlo Esposito e Massimo Severo Giannini.
Opere essenziali [modifica]
- Principi di diritto amministrativo italiano (1901)
- L'ordinamento giuridico (1918)
- Corso di diritto coloniale (1918)
- Corso di diritto internazionale (1926)
- Principi di diritto costituzionale generale (1945)
- Frammenti di un dizionario giuridico (1947)
- ^ Il Consiglio di Stato ai tempi di Santi Romano, di Guido Melis, Relazione al convegno su “Il Consiglio di Stato durante la presidenza di Santi Romano”, Consiglio di Stato, Roma, 6 febbraio 2003, consultabile su ((http://www.giustizia-amministrativa.it/documentazione/studi_contributi/melis_santiromano.htm)).
- ^ Ibidem.