Rockology

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Rockology
Artista Eric Carr
Tipo album Studio
Pubblicazione 19 ottobre 1999
Durata 47 min : 17 s
Dischi 1
Tracce 9
Genere Hair metal
Heavy metal
Hard rock
Etichetta Spitfire Records
Produttore Bruce Kulick
Registrazione dal 1986 al 1989. Alcuni brani sono stati completati nel 1999.

Rockology è il primo ed unico album solista dell'ex batterista dei Kiss, Eric Carr, morto nel 1991 a causa di due emorragie cerebrali. È stato pubblicato postumo il 19 ottobre del 1999.

Il Disco[modifica | modifica sorgente]

Il disco venne pubblicato 8 anni dopo la morte del batterista. I brani contenuti sono presi da varie demo incise tra il 1986 e il 1989 da Carr in compagnia del suo collega nei Kiss, il chitarrista Bruce Kulick (che si occuperà della produzione del disco). Originariamente, i pezzi qui contenuti erano incompleti e solo nel 1999 sono stati completati da Kulick assieme al tastierista Adam Mitchell.

I Brani[modifica | modifica sorgente]

Quelle che seguono sono delle descrizioni dei brani contenuti nell'album, spiegate dallo stesso Bruce Kulick[1].

Eyes of Love[modifica | modifica sorgente]

Brano che doveva far parte dell'album successivo a Hot in the Shade (l'ultimo dei Kiss con Carr alla batteria). Nel brano Carr canta e suona basso e batteria. La versione iniziale era priva di assoli e vennero aggiunti da Kulick solamente nel 1999.

Somebody's Waiting[modifica | modifica sorgente]

Ballad scritta da Carr nel 1989 e anch'essa doveva far parte della stessa scaletta di "Eyes of Love". Come il precedente, anche questo pezzo era privo di assoli e vennero aggiunti nel 1999.

Heavy Metal Baby[modifica | modifica sorgente]

Il pezzo non ha un testo ben definito e presenta un'improvvisazione vocale di Carr nell'intento di trovare la lirica giusta per il brano.

Just Can't Wait[modifica | modifica sorgente]

Composto nel 1987, è rimasto incompleto per quanto riguarda le parti vocali. In seguito, Kulick e Mitchell aggiunsero le parti di chitarra e tastiere.

Mad Dog[modifica | modifica sorgente]

Tratto da un'audiocassetta (esiste solamente una copia originale). Carr usa la drum machine e suona il basso, Kulick la chitarra.

You Make Me Crazy[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente si chiamava "Van Halen" come tributo alla band omonima. Anche questo pezzo è preso da un'audiocassetta. Carr suona il basso e la drum machine e Kulick la chitarra.

Nightmare / Nightmare (live demo)[modifica | modifica sorgente]

Brano incompleto composto agli inizi del 1987. Mentre veniva registrato su un mangianastri, la cassetta si fermò. Qui, Carr suona la chitarra acustica, accompagnato da Kulick che suona quella elettrica.

Too Cool For School[modifica | modifica sorgente]

Esso doveva entrar a far parte della colonna sonora di una serie televisiva animata chiamata "The Rockheads", la quale non fu più creata.

Tiara[modifica | modifica sorgente]

Ballad scritta e suonata da Carr con le tastiere.

Can You Feel It[modifica | modifica sorgente]

Carr suona la batteria e il basso, Kulick la chitarra. I due avrebbero voluto che Bryan Adams cantasse il pezzo.

Nasty Boys[modifica | modifica sorgente]

Come "Too Cool for School", doveva essere inserito in "The Rockheads". Venne composto da Carr alla batteria e il basso e da Kulick alla chitarra.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. "Eyes of Love" (Eric Carr, Bruce Kulick, Adam Mitchell) - 3:29
  2. "Somebody's Waiting" (Carr, Kulick, Mitchell) - 3:48
  3. "Heavy Metal Baby" (Carr, Kulick, Mitchell) - 4:34
  4. "Just Can't Wait" (Carr, Kulick, Mitchell) - 3:56
  5. "Mad Dog" (Carr, Kulick, Mitchell) - 3:16
  6. "You Make Me Crazy" (Carr, Kulick, Mitchell) - 4:04
  7. "Nightmare" (Carr, Kulick, Mitchell) - 4:22
  8. "Nightmare (Live Demo)" (Carr, Kulick, Mitchell) - 3:42
  9. "Too Cool For School" (Carr, Kulick, Mitchell) - 3:59
  10. "Tiara" (Carr, Kulick, Mitchell) - 4:26
  11. "Can You Feel It" (Carr, Kulick, Mitchell) - 4:02
  12. "Nasty Boys" (Carr, Kulick, Mitchell, Jonathan Daniels) - 3:27

Componenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Commenti di Bruce Kulick su "Rockology"
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