Rise of the Argonauts

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Rise of the Argonauts
Sviluppo Liquid Entertainment
Pubblicazione Codemasters
Data di pubblicazione 12 dicembre 2008
Genere Videogioco di ruolo
Tema Mitologia
Modalità di gioco Singolo giocatore e Multiplayer
Piattaforma PlayStation 3, Microsoft Windows, Xbox 360
Supporto Blu-ray Disc e DVD
Periferiche di input Joypad Tastiera Mouse

Rise of the Argonauts è un videogioco di ruolo sviluppato da Liquid Entertainment e pubblicato da Codemasters. Il gioco ruota attorno al mito di Giasone e i suoi Argonauti e la sua ricerca del vello d'oro[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Giasone, re di Jolco si prepara a sposarsi con l'amata Alceme principessa di Micene, quando viene colpita ed uccisa da una freccia lanciata da un misterioso assassino, seguito da un assalto al palazzo da mercenari ioniani, Giasone riesce a scacciare i mercenari e raggiungere l'assassino e ucciderlo, che gli rivela prima di morire di essere facente parte dei Linguanera, una setta di assassini seguaci delle Titanessa Ecate, dopo essere tornato da Alceme porta il suo corpo nel tempio dove si sarebbero dovuti sposare. Qui Giasone apprende dagli dei suoi protettori del vello d'oro, un artefatto magico che ha il potere di far resuscitare i morti, tuttavia l'unico in grado di sapere dove si trovi il vello è l'oracolo di Delfi. Lascia quindi il suo regno nelle mani dello zio Pelia, e si imbarca sulla nave Argo insieme ad Ercole e Medea, una strega Linguanera che si vuole redimere una volta che ha capito che Ecate chiedeva troppi servigi. La prima tappa di Giasone e a Delfi per consultare l'oracolo qui incontra anche Pan, dall'oracolo, si apprende che per trovare il vello d'oro, Giasone dovrà trovare e portare al cospetto dell'oracolo i discendenti di tre divinità, Ermes, Ares ed Atena, quindi una volta che Pan si unisce a loro hanno ha disposizione tre isole da visitare:

  • Saria: - In questa isola, Giasone dovrà trovare un discendente di Ermes, ma trova un villaggio di centauri, decimati da degli attacchi di satiri e da una bestia chiamata Hep'naje qui incontra anche Atalanta che gli farà da guida nella selva, quando si offre di aiutarli, a riaccendere le erme di Ermes, per poter accedere al suo tempio, qui Ermes gli dona il potere di vedere con gli occhi del dio, rendendolo capace di vedere gli spiriti delle persone morte che non hanno ricevuto il rito funebre, così vede la madre e il padre di Atalanta, uccisi quando ella era piccola dalle manticore, prima di officiarli il rito funebre, scoprono che Hep'naje è controllata dal centauro Nesso, che è l'ammaestratore del villaggio, cercando prove per poterlo accusare, riescono ad uccidere la bestia Hep'naje e a strappargli un pezzo di pelle con il marchio di Nesso, tornando al villaggio, vengono attaccati da Nesso, che si rivela essere un Linguanera, e li attacca, ma viene sconfitto ed eliminato, con la minaccia di Hep'naje terminata, Lika, il capo villaggio accetta la richiesta di Giasone di seguirlo sulla nave, essendo un discendente di Ermes, a lui si unisce al gruppo anche Atalanta.
  • Micene: - La città di re Licomede, padre di Alceme e discendente del dio Ares. Furioso per la perdita della figlia, si rifiuta di ascoltare Giasone e lo condanna a ritrovare il proprio onore nell'arena. Giasone accetta: combattendo prima contro molti gladiatori, poi contro l'imbattuto campione Achille, riesce a convincere il re della sua innocenza. Distrutto dal dolore, Licomede decide di abdicare e di mettere in palio il trono nell'arena stessa. Giasone viene a conoscenza di un piano per uccidere il re, ordito dai Linguanera. Ancora una volta nell'arena, il re di Iolco sconfigge ogni bestia gettatagli contro dall'organizzatore Patroclo. L'ultimo incontro è contro Docon, campione Ioniano: durante la sfida, Patroclo tenta di uccidere Licomede. Il re non si lascia sorprendere e uccide Patroclo con il Pugno di Ares (la mazza sacra scettro dei re di Micene). Nel frattempo Achille combatte assieme a Giasone contro i Linguanera. Sconfitti tutti i nemici, Licomede si riprende dalla disperazione e decide di accompagnare Giasone nel suo viaggio. Nell'accettare Giasone come genero, gli dona il Pugno di Ares. Achille, desideroso di far conoscere la propria fama al mondo intero, si unisce al gruppo per ottenere maggiore gloria.
  • Citra: - Un'isola che si dice maledetta, sulla quale è presente un tempio di Atena, in cui era originariamente custodito il vello d'oro, qui con Pan che fa da guida essendoci già stato in precedenza scopre la città in stato di abbandono, e gli abitanti scomparsi, al loro posto sono presenti delle statue, ad un certo punto, davanti agli Argonauti, compare una ragazza misteriosa che gli fa cenno di seguirla, arrivati davanti al tempio, la ragazza rivela al gruppo che il villaggio è stato pietrificato per proteggerli dall'attacco dei mercenari ioniani, pietrificati anch'essi, Giasone e i suoi amici dovranno liberare dall'incantesimo gli abitanti e riaprire le porte del tempio con l'aiuto degli abitanti stessi, una volta sconfitti tutti i soldati nemici e liberato gli abitanti, finalmente hanno accesso al tempio, dove apprendono la storia del vello d'oro e dove la ragazza misteriosa si rivela essere Atena stessa, che dice a Giasone che dovrà affrontare Perseo capitano della guardia del tempio, e sua sorella Medusa sacerdotessa del tempio, e anche Faedone, straniero che si è inserito nella struttura governativa dell'isola e la corrotta, affrontandolo davanti ai vari filosofi, Faedone si scopre essere un Linguanera, ed il principale responsabile della sparizione del vello dal tempio, Giasone uccide Faedone, e convince Perseo a lasciarlo proseguire, Medusa era una bellissima sacerdotessa di Atena, ma incantata da Faedone, cominciò a vantarsi fino a che Atena non decise di punirla, trasformandola in una creatura enorme e gigantesca con serpenti giganteschi al posto dei capelli, e rendendola pazza ossessionata dalla bellezza della sua statua d'oro, dopo una lunga battaglia, in cui Giasone distrugge la statua, interviene Perseo che fa rinsavire la sorella facendole osservare la sua immagine riflessa sullo scudo, e facendola tornare umana, in seguito Medusa accetterà di seguire Giasone sulla sua nave, mentre Perseo assiste gli isolani nella ricostruzione.

Con tutti e tre i discendenti degli dei, gli Argonauti tornano a Delfi dall'oracolo per poter finalmente saper dove trovare il vello, l'oracolo gli rivela che il vello si trova nel Tartaro, e che per poter accedere al Tartaro sono necessari il sangue dei discendenti di quattro dei, essendo l'oracolo già discendente di Apollo gli serviva gli altri discendenti. Dopo un rito in cui ogni discendente versa delle gocce del suo sangue in una pozza che racchiude le acque di quattro fiumi infernali: Lete, Acheronte, Flegetonte, e Stige, per poter permettere a Giasone e a soli altri due Argonauti di entrare nel Tartaro, gli Argonauti si ritrovano nel Tartaro, dove incontrano i Titani Prometeo ed Epimeteo, tenuti prigionieri e torturati da Ecate e dai suoi seguaci, e li uccidono su loro stessa richiesta, per poter far finire i loro tormenti, e più avanti incontrano anche i redivivi Faedone e Docon, ma li battono ancora una volta, più avanti rincontrano anche Nesso, che si trova sorpreso nell'essere nel Tartaro, dato che i Linguanera gli avevano promesso il paradiso, dopo di esso trovano finalmente il vello, protetto da un ultimo seguace di Ecate nel Tartaro Isifiro che si avvale di un esercito per scontrarsi con Giasone che riesce a sopravvivere e una volta ottenuto il vello, ritornano su Delfi, nel ritornare a Jolco, scoprono l'isola devastata dai Linguanera, con i cadaveri di molti abitanti che galleggiano nelle acque nei dintorni dell'isola, viene inoltre scoperto che lo zio di Giasone, Pelia è anch'egli un Linguanera. Dopo aver officiato il rito funebre per i suoi sudditi deceduti, Giasone organizza un ardito piano di attacco per riconquistare il palazzo e l'intera isola, porta con sé due Argonauti, mentre altri due attaccheranno da un altro lato dell'isola, mentre gli altri ospiti sarebbero stati al sicuro sull'Argo, (in caso di fallimento si sarebbero diretti a Micene, dove Licomede avrebbe radunato il suo esercito è attaccato i Linguanera) una volta raggiunto l'entrata del Palazzo, Giasone entra con Ercole ed Achille, lasciando Atalanta e Pan fuori ad occuparsi dei nemici in arrivo, dopo molti furiosi combattimenti all'interno delle sale ormai irriconoscibili del suo palazzo, Giasone raggiunge l'entrata del mausoleo, dove lascia indietro i suoi due compagni a combattere le orde di Linguanera in continuo sopraggiungere, qui affronta Skiav, un subordinato di Pelia, dopo aver sconfitto anche questo nemico, all'interno del mausoleo, Giasone affronta finalmente suo zio.

Dopo un lungo combattimento, Giasone giustizia Pelia, dopo di che usa il vello per resuscitare Alceme, La scena finale, mostra Giasone e Alceme che finalmente si sposano, in una grande cerimonia, con molti invitati e amici.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Argonauti[modifica | modifica wikitesto]

Giasone: Il giovane re partito per cercare il vello d'oro. Il capo degli Argonauti e l'unico personaggio controllato dal giocatore. Le abilità di Giasone dipenderanno da quali divinità egli sceglierà di allearsi. L'intera personalità di Giasone verrà decisa dalle azioni e scelte del giocatore.

Ercole: Il figlio di Zeus e vecchio amico di Giasone. Conoscendo il dolore di Giasone per la perdita della moglie, si unisce all'amico in questa avventura. Possessore della sua leggendaria forza, le armi di Ercole sono solo le sue mani nude.

Atalanta: La donna più veloce al mondo nonché l'unico membro femminile degli Argonauti. È stata allevata dai centauri e si unisce all'equipaggio di Giasone per salvare il suo popolo e vedere il mondo. Impugna un arco in combattimento.

Achille: Un grande e invincibile combattente nell'arena di Micene. Tuttavia cerca ancora qualcosa per cui combattere, ed egli ha tutto: donne, ricchezza, fama, ecc. Si unisce a Giasone solo per la gloria e in battaglia impugna una lancia a doppia punta.

Pan: Un vecchio e saggio satiro, che viaggia per il mondo da quasi ottocento anni. Pan è il mago del gruppo, si unisce a Giasone per poter fare da cronista.

Altri personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Re Licomede: L'orgoglioso re di Micene nonché padre di Alceme, il re inoltre aveva intrapreso anni prima una crociata per scacciare i Linguanera dalla Grecia, per questo inizialmente non crederà alle parole di Giasone, successivamente avendo capitò l'innocenza del genero, salirà sull'Argo.

Dedalo: Lavorava come fabbro nell'arena dei Micene, poi si unirà a Giasone e i suoi Argonauti.

Medea: Ex-strega Linguanera, seguace di Ecate, decide di aiutare Giasone seguendolo e consigliandolo, essendo già stata Linguanera, e aiutandolo con la sua magia. È doppiata nella versione originale da Piera Coppola.

Medusa: Profettessa di Atena sull'isola di Citra, all'inizio era una bellissima ragazza, ma adulata da Faedone, cominciò a ritenersi persino superiore di bellezza alla dea, e si fece costruire una statua d'oro, con le sue fattezze, ma Atena decise di punirla trasformandola in un orribile creatura, dopo con l'incontro con Giasone tuttavia torno alle sue sembianze originali, e decise di seguirlo per ringraziarlo.

Lika: Capotribù del villaggio di centauri sull'isola di Saria, è anche il padre adottivo di Atalanta.

Argo: Costruttore della sua omonima nave, la governerà fino all'ultima isola, dopo di che verrà ucciso da uno dei seguaci di Ecate, e il suo posto verrà preso da Dedalo.

Capitano Idas: Capitano della guardia iolcana e guerriero molto abile, si ritira all'inizio del gioco dopo l'attacco.

Isifiro: Il guardiano finale del vello d'oro è il più forte dei linguanera del Tartaro, intrappola i due argonauti con Giasone e si avvale dei minotauri ma Giasone riesce a sconfiggerlo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Video Anteprima

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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