Rayon (fibra)

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Il Rayon è una fibra trasparente che si ottiene dalla cellulosa.

La cellulosa viene trattata con una base e solfuro di carbonio per produrre viscosa.

Le fibre di cellulosa del legno o del cotone vengono sciolte con soda caustica che reagisce con il solfuro di carbonio dando un composto solubile in acqua che è una soluzione colloidale, chiamata viscosa, che fatta passare attraverso piccoli ugelli in un bagno di acido si riconverte a cellulosa. Lo stesso processo utilizzando sottili fessure al posto degli ugelli, fornisce il cellophane.

Il rayon fu inizialmente chiamato "seta artificiale" o "seta del legno" e il nome rayon fu usato per la prima volta nel 1924.

Al contrario del nylon, il rayon assorbe l'acqua, rendendo i tessuti ottenuti molto più confortevoli per essere indossati.

Oltre il rayon viscosa esistono altre varianti di rayon, come il rayon alla nitrocellulosa (sviluppato nel 1891 ma messo fuori produzione a causa della sua alta infiammabilità), il rayon cuproammoniacale (sviluppato nel 1890 e con applicazioni industriali dal 1911 e che assomiglia moltissimo alla seta). Esiste anche un processo all'acido acetico che dà luogo agli acetati tessili e al triacetato di cellulosa, molto usato, per molti anni, nelle pellicole cinematografiche.

Storia dell'industria del rayon in Italia[modifica | modifica sorgente]

I primi tentativi di realizzare in Italia una industria di quella che allora era denominata "seta artificiale" ebbero una svolta decisiva quando una compagnia di navigazione, la SNIA: "Società di Navigazione Italo Americana", avente per scopo l'esercizio dei trasporti marittimi tra Italia e Stati Uniti, con il mutare del mercato dei noli, decise di investire nell'attività industriale i capitali esuberanti.

Si operò, pertanto l'assorbimento della Società Viscosa di Pavia (1920), della Italiana Fabbriche Viscosa di Venaria (1920) e della Italiana Seta Artificiale di Cesano Maderno (1921).

Il programma proseguì nel 1925 quando veniva iniziata la costruzione del nuovo stabilimento di Torino Stura e nel 1927 la SNIA Viscosa assumeva il controllo del Gruppo Seta Artificiale con gli stabilimenti di Varedo e di Magenta; La produzione annua di rayon che nel 1920 era di soli 500 000 kg, al momento della crisi del 1929 aveva superato i 9 milioni 500 000 kg.

Il proprietario del gruppo Riccardo Gualino si era avventurato in eccessi speculativi e si era trovato in urto con il governo in carica, che non lo aiutò a superare la crisi. Dopo un interregno di Senatore Borletti, si fece largo un imprenditore che aveva fatto esperienza nel settore tessile con il commercio in Polonia e in Unione Sovietica: Franco Marinotti. Il nome commerciale della produzione era "seta Gloria".

Negli stessi anni l'industria della seta artificiale si sviluppò:


Nel frattempo il legislatore aveva proibito l'uso del nome seta per i prodotti non derivanti dal baco da seta, e quindi l'industria della seta artificiale cambiò nome ed adottò quella di rayon.

L'approssimarsi della seconda guerra mondiale fece nascere il problema dell'approvvigionamento della cellulosa, di cui l'Italia era tributaria dall'estero con il tentativo di utilizzare la "canna gentile" (Arundo donax), capace di consentire una produzione legnosa annua molto più elevata di quella caratteristica delle essenze arboree già da tempo impiegate.

Nell'insieme l'Italia aveva raggiunto un posto di riguardo nella produzione mondiale e si trattava di una industria che per tutte le lavorazioni a valle della filiera (preparazione subbi, orditoi, binatura, torcitura ecc.) impiegava in larga percentuale manodopera femminile.

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