Lyocell

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Con il nome lyocell (o tencel) si intende una fibra prodotta dalla cellulosa frantumata disciolta in NMMO-monoidrato (N-metilmorfolina-N-Ossido-monoidrato); il prodotto risultante è di consistenza simile al miele, ma si indurisce quando oltrepassa la filiera. Esso non è, come molti pensano, un sottogruppo delle fibre di viscosa, bensì delle fibre di rayon.

Le caratteristiche principali sono l'ottima resistenza, la buona traspirabilità e l'assorbimento dell'umidità. Il tessuto di lyocell è resistente fino a 40 °C senza nessun problema; se esso si lava a 60 °C, tuttavia, si nota un restringimento del 5% circa.

Il processo di produzione è poco inquinante: anche i solventi utilizzati sono atossici, oltre ad essere completamente riciclabili. Tuttavia, sebbene il lyocell sia biodegradabile, se posto in una discarica non si decompone completamente. In ogni caso, da appositi studi, risulta che esso riesca a decomporsi in soli 8 giorni in determinati ambienti.

Indice

[modifica] Usi del lyocell

Per le sue caratteristiche peculiari la fibra lyocell è una materia prima per l'industria tessile (abbigliamento, tessuti tecnici, arredamento). Si usa anche per ottenere della carta con caratteristiche particolari, cuoio sintetico, prodotti per l'igiene, filtri, capi per la protezione dei lavoratori e addirittura sigarette con basso tenore di catrame.

[modifica] Storia

La prima azienda a produrre il lyocell è stata la Courtaulds Fibers Inc. nel 1988, nell'impianto sperimentale S25; solo quattro anni dopo, nel 1992, iniziò a commercializzarlo, sebbene con un altro nome: il tencel. Solo successivamente la produzione si espanse, e iniziò anche a produrlo la Lenzing AG, una compagnia austriaca, sotto il nome commerciale di Lenzing Lyocell.

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