Pyrus pyrifolia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Nashi
Nashi, frutto
Frutto di Pyrus pyrifolia
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Genere Pyrus
Specie P. pyrifolia
Nomenclatura binomiale
Pyrus pyrifolia
(Burm.f.) Nakai, 1926

Il nashi (Pyrus pyrifolia (Burm.f.) Nakai, 1926) è una pianta di origine orientale appartenente alla famiglia delle Rosacee[1], il cui frutto è comunemente conosciuto anche come pera-mela.

Nashi in sezione
Fiori di nashi

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nashi è originario delle zone a clima temperato e subtropicale della Cina centrale (dove è chiamato li, mentre il termine nashi è invece di origine giapponese e significa "pera"). In Cina era coltivato e consumato già circa 3.000 anni fa. Nel I secolo a.C., ai tempi della dinastia Han, esistevano infatti ampie coltivazioni di nashi lungo le rive del Fiume Giallo e del fiume Huai.

Nel XIX secolo, durante il periodo della corsa all'oro, il nashi, denominato poi "pera cinese", fu introdotto in America dai minatori cinesi, i quali cominciarono a coltivare questa specie lungo i fiumi della Sierra Nevada. Sul finire del '900, è iniziata la sua coltivazione anche in Europa.

L'interesse da parte di produttori e consumatori, dapprima notevole, è andato poi diminuendo, tanto che oggi è considerata una coltivazione marginale ed il consumo interno è limitato.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il frutto, con un lungo peduncolo, ha forma rotonda e appiattita, simile a quella della mela, mentre la polpa, con un'acidità bassa o inesistente, è compatta, succosa e croccante simile a quella delle pere (da cui il nome improprio di "pera-mela"). Il sapore è dolce e profumato, con tonalità leggermente alcoliche.

La buccia è liscia o leggermente ruvida, di colore da dorato-bronzato a giallo-verde, differente a seconda delle varietà.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

È una pianta forte, resistente e abbastanza rustica. Richiede terreni leggeri, fertili, irrigabili, con pH non eccessivamente acido poiché non tollera la carenza di magnesio e i terreni argillosi e calcarei.

È molto resistente alle intemperie, in particolare al freddo dei mesi invernali, mentre soffre le brinate tardive che possono provocare forti danni se queste avvengono durante la fioritura.

La Cina è tuttora il principale produttore di nashi al mondo, con una produzione annua che si aggira intorno a 1.000.000 di tonnellate[1] . Il secondo produttore mondiale è il Giappone con 500.000 tonnellate, seguono la Corea del Sud (50.000 t), la Nuova Zelanda (10.000 t) e gli Stati Uniti (5.000 t).[senza fonte]

In Italia il nashi viene coltivato in maniera marginale. Il periodo di raccolta comprende agosto e settembre e la commercializzazione del prodotto italiano si estende fino a dicembre.

Cultivar[modifica | modifica sorgente]

Esistono decine di cultivar, tra cui le più importanti:

  • Chojuro (Giappone, 1893)
  • Nijisseiki (Giappone, 1898)
  • Niitaka (Giappone, 1927)
  • Shinko (Giappone, 1941)
  • Kosui (Giappone, 1959)
  • Hosui (Giappone, 1972)

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pyrus pyrifolia in The Plant List. URL consultato il 12 ottobre 2012.

Soffre la presenza della carpocapsa. Va trattata nei periodi opportuni

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]