Cydia pomonella

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Carpocapsa del melo
Cydia pomonella
Cydia pomonella
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
(clade) Ecdysozoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
(clade) Amphiesmenoptera
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Infraordine Heteroneura
Divisione Ditrysia
(clade) Apoditrysia
Superfamiglia Tortricoidea
Famiglia Tortricidae
Sottofamiglia Olethreutinae
Tribù Grapholitini
Genere Cydia
Specie C. pomonella
Nomenclatura binomiale
Cydia pomonella
(Linnaeus, 1758)

La carpocapsa del melo (Cydia pomonella (Linnaeus, 1758)) è un lepidottero Tortricide tra i più dannosi per le Pomacee.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le larve (carpofaghe) sono di colore biancastro, con il capo scuro poi si inscuriscono sempre di più diventando giallastre ed infine rosee; la loro lunghezza è di circa 15-20 mm. Gli adulti sono, invece, farfalle di dimensioni medio-piccole (15-22 mm di apertura alare); questi hanno ali anteriori di colore grigiastro, marezzato con striature bronzee trasversali, più intense nel margine distale. La carpocapsa sverna come larva matura racchiusa in un bozzolo negli anfratti della scorza della pianta ospite, oppure alla base della stessa, nel terreno. Può compiere fino a 3 generazioni annuali.

Incidenza[modifica | modifica wikitesto]

Le larve danneggiano i frutti, scavando gallerie al loro interno. Queste, in seguito, si riempiono di escrementi e le larve vi rimangono fino a terminare lo sviluppo; in seguito scavano una galleria d'uscita e si incrisalidano negli organi legnosi. Il danno sui frutti determina la cascola diretta e i frutti non possono essere commercializzati.

Oltre al melo può colpire anche pero, noce e pesco.

Lotta[modifica | modifica wikitesto]

La lotta si esegue con metodi di lotta integrata e guidata. Il monitoraggio è la lotta principale che viene eseguita in presenza di attacchi massivi, mediante trappole feromoniche. In base alla soglia di intervento, se supera una certa soglia, si possono effettuare trattamenti insetticidi, mediante: Clorpirifos-etile, Fenitrotion, ecc. Si stanno mettendo in pratica anche varie metodologie biotecnologiche, quali la confusione sessuale; oppure, nella lotta biologica, si stanno da poco utilizzando preparati a base di Cydia pomonella GV, un virus che può sostituire la lotta chimica. Infine vi si può anche applicare il fungo Beauveria bassiana, come lotta microbiologica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Capinera, J. L. (Ed.), Encyclopedia of Entomology, 4 voll., 2nd Ed., Dordrecht, Springer Science+Business Media B.V., 2008, pp. lxiii + 4346, ISBN 978-1-4020-6242-1, LCCN 2008930112, OCLC 837039413.
  • (EN) Kükenthal, W. (Ed.), Handbuch der Zoologie / Handbook of Zoology, Band 4: Arthropoda - 2. Hälfte: Insecta - Lepidoptera, moths and butterflies in Kristensen, N. P. (a cura di), Handbuch der Zoologie, Fischer, M. (Scientific Editor), Teilband/Part 35: Volume 1: Evolution, systematics, and biogeography, Berlino, New York, Walter de Gruyter [1998], 1999, pp. x + 491, ISBN 978-3-11-015704-8, OCLC 174380917.
  • (EN) Scoble, M. J., The Lepidoptera: Form, Function and Diversity, seconda edizione, London, Oxford University Press & Natural History Museum [1992], 2011, pp. xi, 404, ISBN 978-0-19-854952-9, LCCN 92004297, OCLC 25282932.
  • (EN) Stehr, F. W. (Ed.), Immature Insects, 2 volumi, seconda edizione, Dubuque, Iowa, Kendall/Hunt Pub. Co. [1987], 1991, pp. ix, 754, ISBN 978-0-8403-3702-3, LCCN 85081922, OCLC 13784377.

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