Protesta di Spira

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Chiesa della Commemorazione che commemora la protesta di Spira

La Protesta di Spira fu una petizione, firmata il 19 aprile 1529 da sei Fürst (principi elettori) e 14 libere città imperiali (che rappresentano la minoranza protestante), a Spira. La petizione è contro il "Reichsacht" (Bando Imperiale) contro Martin Lutero, così come la proscrizione delle sue opere e i suoi insegnamenti, e fa richiesta di una predicazione senza ostacoli della fede "evangelica" (cioè Protestante).[1]

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1517 il teologo e monaco cattolico agostiniano tedesco Martin Lutero, dell'Università di Wittenberg, capitale del Ducato di Sassonia, ha pubblicato le 95 tesi, condannando la pratica delle indulgenze praticata dal Papa cattolico. Questo fatto storico ha dato origine ad una serie di scontri religiosi tra Lutero e il Vaticano, che ha man mano coinvolto diversi principati e nobili tedeschi, così come settori popolari, che hanno condiviso le proposte religiose di Lutero.

Nel 1521 papa Leone X col suo Decet Romanum Pontificem scomunicò Lutero e pochi mesi più tardi il neo eletto imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V (anche re di Spagna) promulga l'Editto di Worms, che dichiara Lutero un fuggitivo ed eretico e mette al bando le sue opere in tutto l'impero. Ma, nonostante l'ordine imperiale, Lutero è protetto da Federico III di Sassonia e da altri nobili tedeschi e la riforma religiosa comincia a diffondersi, sia geograficamente che per il suo contenuto, mentre si radicalizza il confronto con il papa. Nel frattempo, nel 1522, appare a Zurigo, e si estende in Svizzera, una nuova tendenza guidata dal teologo riformatore Ulrico Zwingli, dalla quale originerà un'altra corrente ancora più radicale, che si chiamerà Anabattismo.

Tra il 1524 e il 1525, teologi luterani e predicatori anabattisti scateneranno la sanguinosa Guerra dei contadini tedeschi, brutalmente repressa con decine di migliaia di morti. In conseguenza diversi stati cattolici tedeschi formarono la Lega di Dessau per combattere gli evangelisti.

Dieta di Spira del 1526[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dieta di Spira (1526).
Giovanni, principe elettore di Sassonia del Sacro Impero Romano Germanico, uno dei leader della Protesta di Spira. Immagine da una delle vetrate della Chiesa della Commemorazione, a Spira.

A quel punto il luteranesimo si era ulteriormente diffuso mentre il Sacro Romano Impero era minacciato dall'Impero Ottomano, guidato da Suleiman Kanuni il Magnifico, che aveva conquistato l'Ungheria e che si stava preparando ad attaccare l'Austria. La minaccia esterna ha portato l'imperatore Carlo V, a cercare un rinvio del conflitto religioso interno e, allo scopo, ha convocato una riunione della Dieta Imperiale (Reichstag), una assemblea di nobili, laici e religiosi che avevano incarichi con funzioni legislative. La Dieta si riunì a Spira nel 1526 e si concluse con il consenso del Re Ferdinando I inviato da Carlo V, che "ciascuno Stato potrà vivere, governare e credere come gli si confà, rispondendone davanti a Dio e a sua Maestà Imperiale". Si trattava di un armistizio religioso, durante il quale veniva sospeso l'Editto di Worms, che proibiva il luteranesimo.

La risoluzione della Dieta di Spira nel 1526 è stata utilizzata dai principi luterani per espandere ulteriormente il nuovo credo religioso. Subito dopo la Dieta, il Langraviato d'Assia e l'Elettorato di Sassonia formano la Lega di Torgau e l'anno seguente Giovanni principe elettore di Sassonia istituisce ufficialmente la Chiesa Luterana e assume la carica di primo vescovo della stessa. Nei successivi tre anni, la maggior parte della Germania settentrionale ha adottato le idee di Lutero, ad eccezione del margraviato di Brandeburgo, il ducato albertino di Sassonia-Meissen e il Ducato di Brunswick-Wolfenbüttel.[2]

Dieta di Spira del 1529[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dieta di Spira (1529).

Nel 1529 Carlo V riunì la Dieta imperiale di Spira, questa volta con l'intenzione di annullare la tregua del 1526 e di ripristinare pienamente l'Editto di Worms, per combattere definitivamente il luteranesimo e costringere principi elettori ad imporre il cattolicesimo nell'Impero Romano Germanico.

Come nel 1526, l'imperatore Carlo V non ha potuto partecipare alla Dieta di Spira ed ha inviato a suo nome suo fratello Ferdinando I. Né vi ha partecipato Lutero, che Carlo V aveva considerato eretico e messo fuori legge con l'editto di Worms, ma erano presenti alcuni dei suoi principali sostenitori, tra cui il teologo Filippo Melantone, che ha partecipato come accompagnatore nella delegazione di Giovanni di Sassonia.

In apertura della Dieta, il 15 marzo, Ferdinando ha annunciato la decisione dell'imperatore di ripristinare completamente l'Editto di Worms, dicendo:

« Quelli che finora hanno rispettato l'Editto di Worms devono continuare a farlo. Nelle zone in cui non vi sono state devianze non ci saranno nuovi sviluppi e nessuno potrà rifiutare la messa. Infine, le sette che contraddicono il sacramento del vero corpo e sangue (in riferimento ai zwingliani svizzeri), non saranno assolutamente tollerate, non più degli anabattisti. »

Il 19 aprile, la maggioranza dei membri della Dieta ha accettato la decisione imperiale di revocare la risoluzione del 1526. A luterani hanno detto che hanno dovuto accettare la decisione della maggioranza. Ma la decisione imperiale significava racchiudere la Riforma luterana entro i limiti della Sassonia, al fine di preparare il loro annientamento. A quel punto i principi luterani hanno lasciato la stanza per discutere la posizione da adottare. L'idea generale era che la Dieta del 1526 aveva stabilito la tolleranza religiosa e che doveva essere mantenuta. "In materia di coscienza la maggioranza non ha alcun potere" era il principio su cui si basava la posizione dei luterani.

Al ritorno alla Dieta, Ferdinando ha rifiutato di ascoltarli. Per questo motivo, i principi hanno scritto una "protesta" e la lessero. Ferdinando ha respinto la posizione dei principi dissidenti e ha richiesto che dovevano "accettare e rispettare la decisione."

Il giorno dopo, i luterani hanno presentato una lettera di protesta, dove hanno sostenuto che l'autorità secolare non può imporre la sua autorità in materia di fede. Il re ha rifiutato di ricevere la lettera, ma la stessa è stata stampata e distribuita pubblicamente.

I "Protestanti"[modifica | modifica sorgente]

I 6 Principi[modifica | modifica sorgente]

Libere città imperiali[modifica | modifica sorgente]

Il testo della storica protesta comincia:

« Protestiamo attraverso questo manifesto, davanti a Dio, nostro solo Creatore, Conservatore, Redentore e Salvatore, e che un giorno sarà nostro Giudice supremo, come pure davanti a tutti gli uomini e tutte le creature, e per fare questo, che noi, nel nostro nome, e per il nostro popolo, non daremo il nostro consenso né la nostra adesione in alcun modo al decreto proposto, in tutto ciò che è contrario a Dio, alla Sua Santa Parola, ai diritti della nostra coscienza, e alla salvezza delle nostre anime. »

La Dieta ha tenuto la sua ultima riunione il 24 aprile e la decisione ufficiale è stata letta ancora una volta, senza alcun riferimento alla protesta luterana. In risposta i principi e i delegati delle città luterane si riunirono il giorno 25 e hanno scritto un documento di ricorso, in cui hanno ribadito le loro obiezioni. Quest'ultimo è quello che è considerato la data e il testo della protesta. Lo stesso giorno l'elettorato di Sassonia, Assia, e le città di Strasburgo, Ulm e Norimberga, si sono impegnati segretamente a stipulare un trattato difensivo in caso di attacco da parte dell'Imperatore o da uno degli Stati cattolici.

Eventi successivi[modifica | modifica sorgente]

Chiesa della Commemorazione in ricordo della Protesta, a Spira, costruita tra il 1893 e il 1904.

Dopo la protesta di Spira, Lutero e Zwingli, i leader dei due principali movimenti di riforma con base rispettivamente a Wittenberg e Zurigo, si incontrarono a Marburgo nel 1530, dove precisarono le loro teorie religiose e le differenze. Quasi contemporaneamente, l'imperatore Carlo V convocò una nuova Dieta di Augusta, dove i luterani presentarono la Confessione di Augusta, scritta da Filippo Melantone, considerato uno dei testi fondamentali del protestantesimo e parte del Liber Concordiae luterano. Nel 1531 gli stati luterani hanno costituito la Lega di Smalcalda, che porterà a confrontarsi in due guerre contro l'imperatore, nella Guerra di Smalcalda (1546-1547), favorevole all'Impero e la Guerra dei Principi (1552-1555), favorevole ai protestanti, che si concluse con la Pace di Augusta, che divideva l'impero in due confessioni cristiane (luterana e cattolica) e concesse ai principi tedeschi la possibilità di scegliere la confessione da praticare nei loro Stati.

Nel frattempo, nel 1529 era iniziata la separazione politica della Chiesa d'Inghilterra sotto la guida di Enrico VIII, la separazione sarebbe stata completata nel 1536 incorporando il movimento di riforma in Inghilterra. Nello stesso decennio, il francese Giovanni Calvino si stabilì a Ginevra e da lì le idee protestanti si diffusero in Scozia, Ungheria e Germania.

Per tutto il XVI secolo divisione religiosa è cresciuta negli Stati del Sacro Romano Impero fino allo scoppio della Guerra dei Trent'Anni (1618-1648), una delle più sanguinose della storia, che ha coinvolto tutta l'Europa e si è conclusa con la Pace di Westfalia, che ha segnato la nascita del moderno ordine internazionale basato sullo Stato-nazione. Gli stati tedeschi si frammentarono in oltre 300 entità autonome che si riunificarono solo nel 1871, con l'Impero tedesco (Secondo Reich).

Con la fondazione dell'impero tedesco nel 1871, ha preso forma il progetto di costruire una chiesa in memoria della "Protesta di Spira". La costruzione della stessa iniziò nel 1893 e terminò nel 1904.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Roland Bainton, Here I Stand - A Life of Martin Luther, 2007, ISBN =1-4067-6712-3.
  2. ^ Lindsay, Tomás, capitolo V.- Desde la Dieta de Spira de 1526 hasta la paz religiosa de Augsburgo de 1555 in Historia de la Reforma, Iglesia Bautista Berea de Monterrey.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John Emerich Edward Dalberg Acton, Ernest Alfred Benians, Sir Adolphus William Ward, George Walter Prothero, The Cambridge Modern History, New York, Macmillan & Co., ltd, 1904.
  • Johann Jakob Herzog, Philip Schaff, Albert Hauck, The New Schaff-Herzog Encyclopedia of Religious Knowledge, Funk and Wagnalls Company, 1911.
  • Ellen G. White, capítulo = 11. La protesta de los príncipes - pp 179 -192 in El conflicto de los siglos, Mountain View, CA, Estados Unidos, Publicaciones Interamericanas, 1975.
  • Philip Schaff History of the Christian Church, Volume VII, 1882
  • Karl Brandi (HON. D. PHIL., LITT. D) - The Emperor Charles V - coauthor, C. V. Wedgwood - transltr. Publisher: Alfred A. Knopf. Publication: New York 1939.
  • S Macdonald, The Emperor Charles V - Dynast and Defender of the Faith 1500–1558 - Hodder Arnold, 1992 ISBN 034053558X

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]