Potentilla reptans

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Cinquefoglia comune
Potentilla reptans ENBLA01.jpg
Potentilla reptans
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Genere Potentilla
Specie P. reptans
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Rosidi
(clade) Eurosidi I
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Nomenclatura binomiale
Potentilla reptans
L., 1753
Nomi comuni

Erba pecorina
Potentilla strisciante
Cinquefoglia
Spillabuco

La Cinquefoglia comune (nome scientifico Potentilla reptans L., 1753) è una piccola pianta erbacea dal portamento strisciante e dai fiori gialli, appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Il genere di questa pianta (Potentilla) è abbastanza numeroso, 200 è più specie delle quali oltre una cinquantina sono spontanee dei nostri territori. La famiglia (Rosaceae) è una delle più importanti sia perché comprende fiori diffusissimi come le rose ma anche per il discreto numero di generi (alcune classificazioni elencano oltre 400 generi per diverse migliaia di specie).
La specie di questa scheda appartiene alla sottofamiglia delle Rosoideae[1] caratterizzata dall'avere l'ovario semi-infero (o supero) con molti carpelli, l'androceo perigino e i frutti di tipo achenio.
All'interno del genere secondo il Fiori (Adriano Fiori, botanico italiano 1865 – 1950) la specie di questa scheda appartiene alla sezione Potentillastrum caratterizzata dall'avere i fiori gialli o biancastri, petali più lunghi del calice, numerosi stami e carpelli (le altre sezioni sono : Fragariastrum, Sibbaldia e Comarum)[1].

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

“Cinquefoglia comune” deriva da un genere polimorfo e di difficile classificazione in quanto alcune specie differiscono per caratteristiche minime.
Qui di seguito sono indicate alcune varietà e sottospecie (l'elenco può non essere completo e alcuni nominativi sono considerati da altri autori dei sinonimi della specie principale o anche di altre specie):

  • Potentilla reptans L. var. angustiloba Ser. (1825)
  • Potentilla reptans L. var. incisa Franchet (1884)
  • Potentilla reptans L. var. minor Ser. in DC. (1825)
  • Potentilla reptans L. var. reptans : è la specie base
  • Potentilla reptans L. var. sericea Bréb. (1838)
  • Potentilla reptans L. var. sericophylla Franchet (1884) : si presenta con peli appressati; la lamina fogliare a volte è divisa in tre lobi.

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

La specie di questa scheda facilmente si ibrida con Potentilla erecta (entrambe sono specie molto comuni in Italia e si trovano ovunque) ed è probabile che la specie Potentilla anglica che ha caratteri intermedi tra le due specie sopra citate sia una specie ibridogenica[2].
Nell'elenco che segue sono indicati alcuni ibridi interspecifici :

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

La specie di questa scheda, in altri testi, può essere chiamata con nomi diversi. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Potentilla cacerensis Rivas Mateos (1900)
  • Potentilla repens L. (1756)
  • Potentilla subpedata C. Koch (1841)

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle specie del genere Potentilla, se guardate da lontano o distrattamente, possono essere confuse tra di loro: i fiori sono straordinariamente simili e a volte differiscono per particolari poco significativi. Qui indichiamo solamente la specie che senz'altro è quelle più vicina a quella di questa scheda:

  • Potentilla erecta (L.) Raeuschel – Potentilla tormentilla : come dice il nome il portamento è eretto e non strisciante, inoltre il numero dei petali dei fiori è normalmente quattro.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di questa pianta è nato grazie alle grandi virtù medicinali che le si attribuivano anticamente. Infatti il nome generico (Potentilla) deriva dal vocabolo latino potens (= potenti proprietà curative) o portentum (= prodigiose possibilità sprigionate dalla pianta) e dal diminutivo illa, quindi potenti proprietà curative in un piccolo fiore[1]. Il nome specifico (reptans) deriva ovviamente dal portamento strisciante della pianta.
A classificare questa pianta è stato il biologo e naturalista svedese Carl von Linné (1707 – 1778); studio che è stato pubblicato nel 1753 nell'opera “Species Plantarum”.
I tedeschi chiamano questa pianta Kriechendes Fingerkraut ; i francesi la chiamano Potentille rampante ma anche Quintefeuille; mentre gli inglesi la chiamano Creeping Cinquefoil.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento
Località Marcador, Mel(BL), quota 341 m s.l.m. - 12/04/2007

Il portamento di questa pianta è decisamente strisciante e prostrato. Tutta la pianta presenta una pelosità più o meno scarsa. La forma biologica è emicriptofita rosulate (H ros), sono quindi piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, e hanno le foglie disposte a formare una rosetta basale. Il ciclo biologico della pianta è perenne e la sua altezza massima oscilla tra i 10 e 20 cm.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

La radice è del tipo fittonante.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

I fusti sono striscianti e stoloniferi lungamente striscianti; inoltre ai nodi sono radicanti (producono radici – a volte da questa zona può nascere una nuova pianta). Questo tipo di fusto può arrivare fino alla lunghezza di 1 metro.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie
Località Praloran, Limana (BL), quota 319 m s.l.m. - 01/06/2008

Le foglie principali sono quelle della rosetta basale e sono profondamente pennate, divise in cinque (raramente sette) distinti segmenti palmati (chiamati lobi o foglioline) e dentati lungo i bordi (6 -7 denti per lato). Le foglie sono picciolate, mentre la forma dei segmenti è oblungo – ovata e la superficie può essere glabra oppure pubescente. Alla base delle foglie, adnate al picciolo, sono presenti delle stipole fogliacee. Dimensione dei lobi maggiori: larghezza 8 – 20 mm, lunghezza 16 – 60 mm.
Le foglie del fusto sono progressivamente più piccole e sub - sessili, ma fondamentalmente simili a quelle basali.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza si compone di singoli fiori su peduncoli a portamento eretto che si originano all'ascella delle foglie basali. Lunghezza dei peduncoli : 5 – 8 cm.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

Il fiore
Località Valle di San Lucano (Col di Pra), Taibon Agordino (BL), quota 843 m s.l.m. - 07/04/2007

I fiori sono ermafroditi, attinomorfi, pentaciclici (sono presenti i 4 verticilli fondamentali delle Angiosperme: calicecorollaandroceo (con doppio verticillo di stami) – gineceo) e pentameri. Il ricettacolo è piatto e asciutto nonché fruttifero. La dimensione totale del fiore è di 15 – 20 mm.

* K 5+5, C 5, A molti, G molti (supero)
Calice ed epicalice
Località Praloran, Limana (BL), quota 319 m s.l.m. - 01/06/2008
  • Calice:il calice verde, persistente e con tubo corto, è formato da 5 doppi sepali triangolari-ovati (con apice ottuso), pelosi e tutti più o meno uguali; quindi è presente un secondo calice chiamato epicalice (o calicetto). Questo può essere interpretato come un residuo delle stipole di foglie trasformate in sepali. Dimensione dei sepali: larghezza 2 mm, lunghezza 4 – 6 mm.
  • Androceo: gli stami, del tipo a filamento, sono villosi nella metà inferiore e sono inseriti direttamente sul calice (androceo perigino); il loro numero supera la ventina (fiore di tipo “diplostemone”[3]) e sono disposti tipicamente in tre serie : 10+5+5; il nettario è disposto ad anello internamente agli stami. Le antere sono ellissoidi e di colore giallo (marrone in seguito).
  • Fioritura : fiorisce tra maggio e settembre.
  • Impollinazione :impollinazione tramite api e mosche. È anche una pianta auto-fertile (omogamia) : di notte e in condizioni meteorologiche avverse i fiori si chiudono, in questo modo si attiva la auto-fertilizzazione in quanto le antere entrano in contatto con gli stimmi.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto ha una struttura multipla composta da diversi piccoli, secchi e pelosi acheni (aggregato di acheni). Il frutto (di colore giallo-marrone) si trova inserito nel ricettacolo che è persistente.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

  • Habitat: questa pianta si può trovare negli incolti (oppure anche nelle colture), tra i ruderi e macerie o i fanghi umidi, stagni o fossi; ma anche nei prati poveri e pascoli mesofili e igrofili (ambienti vegetali che prediligono le zone umide) oppure fossati o margini dei sentieri e strade. Il substrato può essere indifferentemente sia calcareo che siliceo, mentre il pH è neutro; il terreno deve avere buoni valori nutrizionali ed essere mediamente umido.
  • Diffusione altitudinale : l'altitudine preferita dalla specie oscilla tra il piano e i 1600 m s.l.m.. In montagna quindi frequenta il piano collinare e quello montano.

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale :

Formazione : comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe : Molinio-Arrhenatheretea
Ordine : Potentillo-Polygonetalia
Alleanza : Potentillion anserinae

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sostanze presenti: tannino, resina, gomma e ossalato di calcio[4].
  • Proprietà curative: la medicina popolare usa la “Cinquefoglia comune“ per le sue proprietà astringenti (limita la secrezione dei liquidi) e antiflogistiche (guarisce dagli stati infiammatori), questo grazie all'elevato contenuto di sostante tanniniche. Altre proprietà sono : antidiarroiche (calma la diarrea per mezzo sia di azioni astringenti e sedative dell'intestino), febbrifughe (abbassa la temperatura corporea) e odontalgiche (attenua il dolore ai denti).
  • Parti usate: le radici e le foglie sotto forma di decotto o sciroppo.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Le foglioline giovani si possono mangiare nelle insalate.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

L'industria cosmetica usa questa pianta per produrre creme antirughe (sembra che la pelle venga rilassata da impacchi preparati con alcune parti della pianta).

Giardinaggio[modifica | modifica wikitesto]

Può essere usata anche per i giardini rocciosi e alpini. Non è una pianta difficile ha bisogno di un ambiente ben drenato, abbastanza secco e soleggiato (comunque tollera anche terreni lievemente umidi e in mezza ombra). Il suolo deve essere più alcalino che acido. Si deve fare attenzione a dove si mette l'impianto in quanto è invasivo (in ambienti favorevoli ad ogni anno si espande per oltre 1,5 metri). Si propaga o per seme o per divisione in primavera o in autunno[5].

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.
  • Maria Teresa della Beffa, Fiori di campo, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2002.
  • Roberto Chej, Piante medicinali, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1982.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 424.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 582, ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume primo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 776.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
  2. ^ Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  3. ^ 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  4. ^ Roberto Chej, Piante medicinali, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1982.
  5. ^ Plants For A Future. URL consultato il 18 dicembre 2008.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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