Phoenix (I Cavalieri dello zodiaco)

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« Ali della fenice! »

(Colpo principale di Ikki, nella versione originale e del manga, e nell'adattamento italiano dell'anime)
Ikki
Phoenix
Phoenix
Universo I Cavalieri dello zodiaco
Nome orig. 鳳凰星座の一輝 (Phoenix no Ikki)
Lingua orig. Giapponese
Autore Masami Kurumada
Studio Toei Animation
Editore Shūeisha
1ª app. * Anime: Episodio 5
Interpretato da Goro Inaki musical degli SMAP, anni '90
Voci orig.
Voci italiane
Sesso Maschio
Luogo di nascita Giappone Giappone
Data di nascita 15 agosto
Abilità vedi sotto
Parenti
  • Andromeda (fratello)
  • madre (deceduta)
  • Pegasus, Sirio, Crystal, Aspides, Asher, Gerki, Ban e Black (fratellastri, solo manga)
  • Alman di Thule (padre deceduto, solo manga)

Ikki (鳳凰星座の一輝 Phoenix no Ikki?), nella traduzione del manga Ikki di Phoenix, è un personaggio dell'anime e manga I Cavalieri dello zodiaco. È un Cavaliere di bronzo, appartenente alla costellazione della Fenice.

Il suo nome originale in giapponese significa "la prima luce" o anche "un punto di splendore". Secondo Kurumada invece significa "una persona unica", ma anche "una persona sola".

Creazione e concezione[modifica | modifica wikitesto]

Nella creazione di Phoenix Kurumada ricorse al metodo Osamu Tezuka, modellandolo su Musashi Asuka, personaggio del suo precedente lavoro Fuma no Kojiro. Entrambi i personaggi presentano un uguale aspetto fisico (e nella versione animata delle rispettive serie entrambi hanno i capelli color blu scuro) e un carattere simile, un profondo affetto nei confronti del proprio fratello minore (o della sorella, nel caso di Musashi), entrambi originariamente sono nemici del protagonista ma poi si uniranno al suo gruppo, tutt'e due portano nel cuore la morte di una persona a loro cara (Esmeralda per Phoenix, la sorellina Irina per Musashi), ed arrivano in aiuto dei suoi compagni solo quando la situazione si fa critica. Infine l'episodio in cui il Generale degli Abissi Lemuri cerca di uccidere Phoenix nascondendosi sotto l'illusione di Esmeralda ha un suo parallelo in Kojiro durante il combattimento in cui Musashi viene aggredito dal guerriero di Chaos Shura, che lo attacca prendendo le sembianze di Irina[1].

Nell'intervista del 1989 pubblicata sull'artbook Jump Gold Selection 3 l'autore ha affermato di aver creato il personaggio di Phoenix pensando a lui come il nemico più forte e di avergli perciò assegnato la costellazione della Fenice e che il suo colpo segreto (il Fantasma Diabolico) è stato creato con l'intento di mostrare il passato dei protagonisti[2].

Nel concepire il design dell'armatura del personaggio Kurumada si è rifatto maggiormente alla fenice orientale (鳳凰 cinese fenghuang; giapponese Oh-Oh?), come provano le tre code sulla schiena (quattro nella versione manga delle prime due armature del guerriero), mentre la capacità della corazza di rigenerarsi viene dal mito di quella greca.

Storia serie classica[modifica | modifica wikitesto]

Santuario[modifica | modifica wikitesto]

Presentato come il più grande degli orfani raccolti da Alman di Thule, viene mandato ad allenarsi sull'Isola della Regina Nera (Death Queen Island, in originale), in cui sarebbe dovuto finire suo fratello Andromeda, ma essendo il luogo di addestramento più pericoloso e debilitante, Ikki, per amore fraterno, si offre al suo posto. Qui riceve un durissimo addestramento, dove coltiva la forza ma anche l'odio. Nel manga la Death Queen Island viene definita come un piccolo inferno in terra, per via delle durissime condizioni ambientali: un'arida isola con un vulcano attivo, dove di giorno fa molto caldo mentre di notte molto freddo, la stessa descrizione che poi viene data nell'anime.

Dopo l'esperienza sull'Isola della Regina Nera, Phoenix torna a Nuova Luxor cambiato radicalmente nello spirito, e fa la sua prima comparsa come nemico da sconfiggere, a capo dei Cavalieri Neri: il suo intento è quello di rubare l'armatura del Sagittario per diventare il più forte dei Cavalieri.

Impossessatosi di soli cinque pezzi dell'armatura d'oro, decide di sfidare Pegasus, Sirio, Crystal e il fratello Andromeda in un combattimento per impadronirsi degli altri quattro pezzi mancanti, venendo però sconfitto dal cavaliere di Pegasus sostenuto dalla forza dei suoi tre compagni. Durante lo scontro vengono spiegate le ragioni del cambiamento del ragazzo: questo è stato causato, fra l'altro, dalla morte della ragazza di cui si era innamorato sull'isola, Esmeralda, per mano del suo maestro Guilty, che addirittura sarà costretto ad uccidere nel duello mortale per ottenere l'armatura della Fenice. Nel manga, dopo aver ucciso il suo maestro, Phoenix si reca nel territorio dei cavalieri neri, sconfiggendo senza ucciderli i quattro che lo aiuteranno nel furto dell'armatura ed annientando anche un gruppo di altri nove cavalieri neri, e uccidendo infine il tiranno dell'isola Jango.

Successivamente, passato dalla parte dei cavalieri di Atena, interviene più volte in aiuto di suo fratello e dei suoi amici nella lotta, prima contro alcuni Cavalieri d'Argento mandati dal Grande Sacerdote, sconfiggendo Agape e, nel manga, anche Damian, e successivamente contro i Cavalieri d'Oro alle dodici case, in particolare con Virgo, custode della sesta casa (in questo epico scontro Phoenix, privato dei cinque sensi ed anche del sesto, risveglierà il settimo senso e si annullerà nel suo cosmo assieme al cavaliere d'oro) e, una volta resuscitato da Atena dopo essere stato riportato sulla terra da Virgo e Mur, lotterà contro Gemini, durante il durissimo scontro finale in cima al Santuario.

In questa saga, la differenza fondamentale fra anime e manga sta nel fatto che, nel primo, Phoenix è inizialmente alleato del cavaliere dei Gemelli, mentre nel secondo agisce di propria volontà, spinto anche dal profondo odio verso il defunto padre (Alman di Thule) di cui vuole distruggere ogni traccia (quindi anche i suoi fratelli e la Fondazione Grado), non potendolo più uccidere personalmente. Nell'anime, inoltre, prima del duello alla sesta casa, Phoenix affronta e uccide sull'isola di Kanon i due cavalieri d'argento allievi di Virgo, Pavone e Loto. Nell'anime, inoltre, combatte anche contro Phoenix Nero.

Asgard[modifica | modifica wikitesto]

Nella serie di Asgard, esistente solo nell'anime, Phoenix compare in aiuto del fratello contro Mime, sconfiggendolo in un duro scontro, e successivamente affronta in un difficile scontro il cavaliere ombra Alcor, per poi usare il suo cosmo per aiutare Pegasus nella battaglia contro Orion. Inoltre proteggerà Pegasus con il suo corpo dalle sfere di energia e dalla lancia scagliati dalla sovrana di Asgard Ilda di Polaris.

Poseidon[modifica | modifica wikitesto]

Durante la battaglia contro il dio dei mari Nettuno, affronta prima il generale dell'Oceano Antartico Lemuri, sconfiggendolo facilmente ed abbattendo la colonna di cui era custode, e successivamente si scontra contro Dragone del Mare, scoprendo che in realtà si tratta di Kanon, fratello gemello di Gemini, e scoprendo il segreto della rinascita del dio dei mari e il modo per fermarlo. Successivamente si unirà agli altri cavalieri ed ad Atena per lo scontro finale contro Nettuno in persona, sfruttando la capacità dell'armatura di Phoenix di diventare dorata bruciando al massimo il cosmo.

Hades[modifica | modifica wikitesto]

Nella serie di Hades, il cavaliere della Fenice entra in azione durante la battaglia negli Inferi, dove alla quinta prigione infernale sconfigge in un duro scontro il giudice Eaco. In seguito scopre che Hades ha scelto suo fratello come corpo ospite e cerca di liberarlo scontrandosi con lui alla Giudecca, venendo però fermato dall'affetto verso il fratello e successivamente sconfitto dal dio e imprigionato nel Cocito. Liberato dall'inferno di ghiaccio da Pandora, ex-sacerdotessa del dio degli Inferi che ha capito di essere stata soltanto usata, raggiunge l'Elisio grazie all'aiuto della fanciulla, che dona lui un artefatto divino: non essendo stata la sua armatura bagnata dal sangue di Atena, infatti, il cavaliere non avrebbe potuto superare l'iperdimensione tra gli Inferi e l'Elisio. Prima di tuffarsi nell'iperdimensione uccide gli ultimi sei Specter ancora in vita. Giunto all'Elisio, affronta insieme ai suoi compagni in un durissimo scontro prima il dio della morte Thanatos e poi lo stesso Hades, riuscendo prima ad indossare (grazie all'intercessione del dio Nettuno) l'armatura d'oro del Leone e poi ad acquisire un'armatura divina grazie al sangue di Atena. Unendo il suo cosmo a quello dei suoi compagni e a quello di Atena, i cavalieri sconfiggono definitivamente il dio dell'oltretomba.

Next Dimension (in corso)[modifica | modifica wikitesto]

Phoenix sulla copertina del 3° volume dell'edizione italiana di Saint Seiya - Next Dimension - Myth of Hades

Nel manga sequel della serie classica Saint Seiya - Next Dimension - Myth of Hades, il ragazzo si reca sull'Olimpo per aiutare il fratello contro la guerriera di Artemide "La Scommune" (comandante dei corpi di attacco delle Satelliti), per poi ritornare nel passato (attraverso il varco spazio-temporale aperto da Cronos, dio del tempo) ai tempi della precedente guerra sacra avvenuta nel 1743, per aiutare suo fratello Andromeda ed Atena nella loro missione volta a salvare Pegasus dalla maledizione di Ade. Giunto nel XVIII secolo, Phoenix si scontra brevemente alla prima casa dello zodiaco con Suikyo, uno dei tre Giganti dell'Inferno, che colpisce con il Phoenix Genma-ken, ma l'avversario, nonostante la tecnica subita, riesce a fuggire proseguendo la sua scalata del Santuario; raggiunta la seconda casa dello zodiaco, Phoenix contempla il cadavere del cavaliere del Toro Ox, ucciso in precedenza in un duro scontro proprio da Suikyo, ma rimasto eroicamente in piedi anche dopo la morte. Giunto alla casa dei gemelli, incontra Cain, il quale gli intima di ritornare indietro. Phoenix, che deve ad ogni costo proseguire per poter giungere da Atena, è costretto ad un durissimo duello contro il potente gold saint dei gemelli, dal quale viene ferito gravemente. Cain a questo punto riconosce Phoenix come alleato e dalla parte del giusto, e decide di salvarlo usando una sua tecnica di guarigione chiamata Kishikaisei, ma dinnanzi a Phoenix, Abel e Cain appaiono e scompaiono scambiandosi il posto più volte, questo gold saint nasconde un arcano segreto. Alla fine Cain guarisce Phoenix, che poi continua il suo cammino, il cavaliere intuisce che Cain e Abel sono simili a Gemini e Kanon, ma che nello stesso tempo nascondono un segreto ben diverso.[3] Giunto alla quarta casa, Ikki incontra il Gold Saint di Cancer del XVIII secolo, DeathToll insieme al quale combatte nella Yomutsu Hirasaka un gruppo di oltre dieci Spectre, che vengono tutti sconfitti, ma poi giunge uno dei tre campioni dell'Inferno, Vermeer del Grifone. Il Giudice(che è più forte di un cavaliere d'oro) mette in difficoltà Ikki con la tecnica Cosmic Marionation, ma DeathToll lo salva teletrasportandolo nel mondo dei vivi. Ikki poi ritorna nella Yomutsu Hirasaka è salva il Gold Saint di Cancer dalla furia del Giudice, è insieme a lui lo sconfigge scagliandolo nel pozzo che conduce nell'Ade. Poi insieme a DeathToll raggiunge la quinta casa del Leone...

Saint Seiya Omega[modifica | modifica wikitesto]

Ikki apparirà solo nella parte finale della seconda serie di Saint Seiya Omega, dove sconfiggerà un Pallasite di seconda classe Mira, ed un Pallasite di prima classe, Aegaeon (2 guerrieri di Pallas).

Personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Phoenix è il fratello maggiore di Andromeda, nonché il più grande (sia fisicamente che di età) tra i cinque protagonisti (nel manga tutti fratelli, figli di Alman di Thule). Sin da piccolo si rivela una persona dal carattere sanguigno, l'esatto opposto del fratello fragile ed emotivo. Appare come un ragazzo dal fisico atletico, con gli occhi e i capelli blu (neri nel manga) spettinati. Sulla fronte ha una cicatrice non sempre visibile perché coperta dai capelli. Solitamente veste con una maglietta blu su jeans rossi.

Carattere[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il suo carattere borioso, complesso e solitario, Phoenix, in realtà, ha una grande bontà d'animo e interviene sempre in aiuto dei più deboli e dei suoi amici cavalieri quando c'è pericolo. Ciò che lo distingue caratterialmente dagli altri cavalieri di bronzo (in particolare dal fratello minore, verso cui si dimostra molto protettivo) è la reazione agli eventi emotivi: mentre gli altri confessano e manifestano il proprio dolore o il proprio affetto senza vergognarsi, riuscendo anche a piangere davanti agli altri compagni, Phoenix cerca sempre di apparire insensibile e distaccato, un atteggiamento che lo rende addirittura antipatico agli occhi degli altri cavalieri, in particolar modo a Pegasus.
La sua freddezza si manifesta anche nella saga di Ade durante il suo scontro con Pandora, in cui afferma che a differenza dei suoi compagni non ha problemi ad attaccare una donna se questa è sua nemica, oppure quando in Next Dimension dice a Sion che indipendentemente dal fatto che sia dalla parte di Atena o meno, se non lo lascerà passare lo affronterà.

Avendo passato tutta l'infanzia a fare da figura genitoriale al fratello più piccolo, ha dovuto imparare a far fronte alle difficoltà contando solo sulle proprie forze senza chiedere aiuto, anzi rifiutandolo persino. Emblematici, di questo suo disprezzo per la richiesta e l'accettazione di aiuto, sono due episodi:

  • La battaglia dove affronta il Cavaliere d'oro di Virgo della Sesta casa: in quell'occasione Andromeda interviene contro il cavaliere d'oro impartendo un ordine ben preciso e minaccioso (cosa decisamente insolita per il ragazzo, di carattere sensibile e pacifico). Eppure Phoenix rifiuta, perché ha capito cosa fare per poter vincere contro il nemico, facendo promettere al fratello di allontanarsi e di non intervenire.
  • Il secondo episodio è quello in cui il cavaliere della Fenice sostituisce il fratello nella battaglia contro Mime, uno dei cavalieri di Asgard guidati da Ilda di Polaris. Immobilizzato dalle corde della lira di Mime, è ancora Andromeda che interviene contro il nemico per impedirgli di dare il letale colpo di grazia al fratello, il quale anche questa volta gli dice di non intromettersi e di ritirare la sua catena poiché non può tollerare di ricevere aiuto, non essendo nella sua indole.

Si tratta quindi di un carattere complesso, pieno di inibizioni, e di un personaggio solitario e, come si è visto, incredibilmente orgoglioso ed indipendente (infatti non compare mai all'inizio di ogni avventura dei Cavalieri protagonisti, ma interviene sempre quando la situazione si fa più critica) e che spesso si dimostra duro e cinico (ad esempio l'episodio dell'anime riferito alla condizione di Sirio, ridotto a cecità a causa della battaglia contro Argor: in questa occasione, Phoenix dice a Pegasus che Dragone non riacquisterà mai la vista e che i suoi piagnistei sono inutili, ma subito dopo, lontano dagli altri, Phoenix tra sé e sé si rivolge a Pegasus dicendogli di non preoccuparsi perché Sirio riprenderà a vedere).

In sintesi, ciò che sta alla base del carattere problematico di Phoenix è l'aver toccato con mano il lato oscuro, cosa che nel manga è dovuta oltre al dolore per la morte di Esmeralda anche all'odio provato per il proprio padre. Durante lo scontro con Arles, Phoenix interviene nella battaglia in favore di Pegasus e in quel momento esterna finalmente l'origine del suo disadattamento in un pianto breve e colmo di rabbia che non riesce, per quanto si sforzi, a fermare. In questo episodio Phoenix fa di tutto per aiutare Pegasus a prendere lo scudo di Atena, che rappresenta l'unico mezzo per poter salvare Lady Isabel, consapevole che a lui non sarà mai permesso di prenderlo per via del suo passato.

Sul lato amoroso si segnala il sentimento provato dal cavaliere per Esmeralda, la ragazza che si prendeva cura di lui durante l'addestramento sull'isola della Regina Nera, nonché per Pandora, sacerdotessa di Hades, nel cui cuore il cavaliere della Fenice riesce a far breccia.

Armatura[modifica | modifica wikitesto]

L'armatura della fenice è un'armatura speciale: possiede infatti l'abilità, unica nel suo genere, di rinascere dai suoi frammenti quando viene distrutta in battaglia, proprio come la leggendaria fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Ogni volta che l'armatura ritorna in vita grazie al cosmo del cavaliere diventa più resistente: questa caratteristica, in un certo senso, la rende superiore a qualsiasi altra.

L'armatura della fenice è inoltre dotata di tre code composte da scaglie che si possono usare come armi da lancio, altra caratteristica più unica che rara.

Dopo la battaglia delle Dodici Case l'armatura è stata riparata e rigenerata grazie al sangue dei Cavalieri d'oro ed è diventata Phoenix la Luce[4].

Nella saga di Hades, Phoenix indossa anche l'armatura del Leone. Questo episodio ha lasciato perplessi migliaia di fans, in quanto risulterebbe inappropriato che, nel caso di promozione al rango di cavaliere d'oro, Phoenix debba divenire proprio il cavaliere del Leone, soprattutto vista l'indiscussa abilità del cavaliere della Fenice nel padroneggiare l'arte delle tecniche illusorie e delle tecniche psichiche. Infatti il cavaliere, ottenuta l'investitura sull'isola della Regina Nera, viene richiamato al Grande Tempio da Arles, che sembra avergli insegnato proprio l'arte di manipolare il pensiero e di creare illusioni, tecniche indiscusse del cavaliere della terza Casa. Questo viene confermato anche nell'anime quando Phoenix interviene per salvare il fratello Andromeda durante lo scontro contro il fantasma di Gemini alla terza casa, interrompendo telepaticamente l'influsso di Arles e salvando il fratello dalla Dimensione oscura in cui stava precipitando; in quel frangente, infatti, Arles afferma, all'indirizzo di Phoenix: "Come osa?! Ha dunque dimenticato che sono stato io ad insegnargli la sottile arte di manipolare la mente?". Non solo: durante lo scontro nelle stanze del Grande sacerdote, Phoenix interviene per evitare la morte di Pegasus, stremato dai colpi di Gemini; questi lo scaglia nella Dimensione oscura, ma Phoenix ritorna indietro senza alcuna apparente difficoltà affermando "Che vuoi che sia per me la tua Dimensione oscura, io che provengo dall'Isola della Regina Nera, luogo che tu hai reso un inferno desolato e senza vita? Cosa vuoi che sia per me?".

È importante tenere in considerazione un dato tuttavia: sarebbe plausibile e giustificabile che Kurumada abbia scelto di far indossare a Phoenix le vestigia di Ioria se si considera che il cavaliere è nato proprio sotto il segno del Leone, e che quindi questa, in base al suo segno, sarebbe l'armatura d'oro più appropriata.

Costellazione e segno[modifica | modifica wikitesto]

Fenice giapponese sul tempio di Kinkaku-ji a Kyoto

Phoenix è protetto e prescelto dalla costellazione della Fenice. La figura astronomica della fenice non è di origine classica, essendo stata introdotta da navigatori danesi, pertanto non ha un mito associato. Kurumada ha scelto, per rappresentare l'animale ed il mito associato, la usuale commistione di culture: la fenice era infatti conosciuta pressoché ovunque, fino agli arabi che l'hanno resa probabilmente celebre grazie all'epiteto araba fenice. A livello comportamentale, Phoenix, ritirandosi per alcuni periodi per riparare la propria armatura o semplicemente per stare solo, ricorda la fenice araba, che decideva di lasciarsi ardere dal sole per rinascere più potente. Esteticamente, invece, come appare almeno in manga ed anime, Kurumada ha ripreso molto marcatamente la fenice orientale di matrice cinese e giapponese, più fantasiosa e distante da quella araba che ricorda molto un'aquila: la lunga coda presente anche nell'armatura, le cui piume bronzee vengono anche lanciate dal cavaliere, è identica a quella presente nelle creature leggendarie presenti sui templi giapponesi, a loro volta richiamanti il Fenghuang cinese.

Non essendoci altri miti associati alla fenice, se non la sua immortalità e il suo canto meraviglioso, l'autore ha scelto di associare a Phoenix colpi infuocati per via della capacità del leggendario uccello di ardersi e rinascere. Il Fantasma diabolico esula completamente ed è da raccordare più al luogo di addestramento del cavaliere.

Tecniche[modifica | modifica wikitesto]

  • Fantasma diabolico (鳳凰幻魔拳 Phoenix genmaken?, lett. Colpo dell'illusione maligna della fenice talvolta translitterato dalla Star Comics come Houo Genmaken[5]): Phoenix colpisce il cervello dell'avversario provocando illusioni e incubi che ne debilitano anche il fisico e il cosmo. Può essere anche usata per penetrare nel profondo della mente del nemico, portando alla luce ricordi e segreti. Come visto in Next Dimension, questa tecnica può anche paralizzare il corpo di avversari molto potenti, è viene considerata alla stregua di una tecnica leggendaria.
  • Ali della fenice (鳳翼天翔 Hoyoku tensho?): Phoenix crea un potente vento che colpisce l'avversario, seguito poi da uno o più micidiali colpi, inferti con il suo pugno che assume le sembianze di una fenice infuocata. Nella Taizen viene specificato che Phoenix migliora questa tecnica mortale in continuazione, quindi essa diventa sempre più potente duello dopo duello.
  • Pugno della Fenice (Phoenix no Ken) (presente solo nel manga): Phoenix lancia un pugno potentissimo e molto veloce.

Altre abilità[modifica | modifica wikitesto]

  • Phoenix può utilizzare le piume delle tre code della armatura della Fenice lanciandole come fossero piccoli dardi molto taglienti.
  • Può rigenerare totalmente la sua armatura anche se viene distrutta, proprio come la leggendaria fenice che risorge dalle ceneri.
  • Phoenix, nel corso dell'opera, dimostra di aver la capacità di poter raggiungere qualunque luogo desideri. Questo suo potere viene vagamente spiegato con il fatto che egli riesce a far ciò grazie alle Ali della Fenice. Nel manga/anime classico lo vediamo comparire direttamente alla sesta casa della Vergine, nel regno sommerso di Nettuno e nell'oltretomba senza alcuna difficoltà. Grazie alle Ali della Fenice riesce a ritornare anche dalla Dimensione oscura di Gemini e dal Golden Triangle di Kanon. In Next Dimension arriva senza problemi anche sull'Olimpo.
  • Come visto in Next Dimension, Ikki può usare il suo cosmo anche per bruciare all'istante oggetti che lo circondano, come i fili di Vermeer che avevano stretto il suo corpo.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Phoenix è apparso in tutti i film dedicati ai Cavalieri, dove il suo ruolo è principalmente quello di giungere in aiuto del fratello in battaglia combattendo contro i vari guerrieri di turno, nel quinto Phoenix si scontrerà contro l'avversario fianco a fianco con suo fratello Andromeda. È un personaggio del manga sequel Next Dimension, ed ha avuto una breve apparizione cameo nel primo capitolo del numero 7 di Episode G (volume 13 dell'edizione italiana) e nella tavola iniziale di Lost Canvas[6] (inoltre nella storia uno dei nuovi Specter, Kagaho di Bennu, gli assomiglia molto come aspetto e carattere (l'autrice per realizzarlo si è ispirato a lui sicuramente), insieme agli altri protagonisti della serie classica. Nel romanzo I Cavalieri dello zodiaco - Gigantomachia fa una breve apparizione nell'ultimo capitolo distruggendo il nuovo corpo di Tifone prima che questi venga al mondo e uccidendo Echidna.
È presente nel musical sulla serie con protagonisti gli SMAP degli anni novanta ispirato alla serie di Nettuno, dov'è interpretato da Goro Inagaki, uno dei membri del gruppo[7]. È apparso inoltre in tutti i videogiochi tratti dalla serie, anche nei due per Playstation 2 e nei due per Playstation 3. Come per altri protagonisti di anime e manga classico, sul personaggio sono stati rilasciati vari articoli di merchandising, come action figure con le differenti armature (si vedano i vari modellini della serie classica, Dx e Myth Cloth).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kojiro - La guerra delle spade sacre OAV 2
  2. ^ Raccolta delle interviste a Masami Kurumada in icavalieri dello zodiaco.net, fansite. URL consultato il 20 marzo 2011.
  3. ^ Saint Seiya Next Dimension volume 6 JPOP
  4. ^ nome apparso solo nella versione italiana della serie animata che si è adeguata ai nomi utilizzati dalla Giochi Preziosi per i modellini dei Cavalieri con le nuove armature
  5. ^ Houo o Ho-oh sono due modi differenti di transcrivere la pronuncia degli ideogrammi giapponesi per "fenice". In questo caso la casa editrice non ha tenuto conto del fatto che gli ideogrammi sono letti Phoenix tramite il furigana. Il significato del nome però non cambia
  6. ^ nella serie animata di Lost Canvas la scena è presente in apertura del terzo episodio
  7. ^ Articolo sul musical

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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