Patrick Geddes

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Patrick Geddes

Sir Patrick Geddes (Ballater, 2 ottobre 1854Montpellier, 17 aprile 1932) è stato un biologo, botanico e urbanista scozzese.

Pioniere dell’ecologia[modifica | modifica wikitesto]

È divenuto celebre per le sue idee innovative nei campi della sociologia, dell’educazione, dell’urbanistica, e per aver elaborato diversi concetti tra cui quelli di bioregionalismo, di conurbazione e di architettura del paesaggio. È stato Patrick Geddes in fatti il primo a definirsi architetto del paesaggio, titolo ripreso in seguito professionalmente dalla ditta di Frederick Olmsted[1]. Concepiva un parco urbano praticamente come una «cattedrale laica per la città»[2], un ecosistema in equilibrio tra passato e presente che lascia il futuro aperto e permette di sviluppare il senso civico degli abitanti, alla pari del museo o dell’università.

Masterplan per Tel Aviv, 1925

È principalmente a Dundee, dove l’insegnamento universitario lo impegna solo sei mesi all’anno, che matura il suo pensiero sul town planning, pianificazione urbana strettamente collegata con la giustizia sociale, in modo che l’urbanismo di Geddes coinvolge sempre gli abitanti in comunità attive al mantenimento del proprio ambiente, integrated communities. Pensiero che poi sviluppò in pratica in diverse parti di Gran Bretagna e all’estero, particolarmente in Palestina ed in India.

Insegnante atipico[modifica | modifica wikitesto]

Benché del tutto refrattario al sistema scolastico ed universitario (non prese mai nessun diploma)[3], insegnò la zoologia all’università di Edimburgo dal 1880 al 1888, la botanica all’Università di Dundee dal 1888 al 1919, e la sociologia all’Università di Bombay dal 1919 al 1924. Fu anche corrispondente di alcuni dei suoi contemporanei famosi, quale Charles Darwin, Mahatma Gandhi e Rabindranath Tagore.

Tra tante affinità con il gran poeta bengali, Geddes condivide il gusto dell’insegnamento e il rispetto dell’infanzia. «Più progredisce la scienza della psicologia e più si impara e si approfondisce non solo l’influenza fondamentale dei genitori e degli avi, l’importanza delle condizioni iniziali, ma pure il significato delle emozioni e delle fantasie dei bambini, dei loro sogni e delle loro azioni.»[4]

Convinto che «l’educazione è il motore del cambiamento sociale e di una cittadinanza attiva»[3], basa il suo insegnamento non solo sulla lettura di testi o i corsi in aula, ma soprattutto sulla pratica, By Doing We Learn, è con il fare che s’impara. Perciò s’impegna a portare avanti, ovunque vive, attività all’aperto guidate dal suo motto «coniugando rispettivamente hand, heart, and head, mano, cuore e testa»[3]: creazione in qualsiasi spazio abbandonato in città di giardini ed orti in modo di produrre cibo locale, osservazione e studio della biodiversità, delle forme vitali e dei cambiamenti stagionali, rinforzamento della coesione sociale con la consapevolezza ecologica e l’impegno collettivo sul mantenimento e il miglioramento dell’ambiente. Non a caso, Patrick Geddes è considerato il primo ad aver evidenziato la necessità di coltivare delle green belts, «cinture verdi» alternando orti e giardini intorno alle città.

Valley Section, 1909.png

Inventa il modello della “sezione di valle”, tramite il quale si usa descrivere le complesse interazioni tra biogeografia, geomorfologia e sistemi antropici e dove si vorrebbe dimostrare che le “naturali occupazioni” come la caccia, l’attività estrattiva, o la pesca sono supportate da geografie fisiche che rispettivamente determinano diversi modelli dell’insediamento umano[5].

Scienziato generalista[modifica | modifica wikitesto]

Vita natural durante, Geddes promuove in teoria e in pratica un approccio pluridisciplinare della scienza, collegando le tematiche e gli oggetti di studio per farli interagire indipendentemente delle discipline accademiche. Dal 1883 al 1903, organizza gli Summer Meetings of Art and Science, «Incontri estivi di arte e scienza» che dureranno sempre più a lungo ed amplieranno di continuo i loro campi d’intervento per attrarre partecipanti sempre più numerosi da tutta Europa e dall’America. Dal 1890 al 1913, fa girare tra Edimburgo, Londra, Dublino, Belfast e Gand Cities Exhibition, la sua mostra sulla pianificazione urbana, il cui materiale scompare nel 1914, all’inizio della guerra, nel naufragio della Clan Grant, la nave che lo transporta in India. Gli amici di Geddes lo aiutano allora a radunare altro materiale, in modo che l’inaugurazione della mostra possa svolgersi lo stesso a Madras nel gennaio 1915, con solo due settimane di ritardo[3].

È in India che Geddes trascorre l’essenziale della sua vita attiva, pianificandovi una cinquantina di città. Nel 1918, inaugura all’università di Bombay la cattedra di Civiltà e sociologia che ha contribuito a fondare e dove insegna dal 1919 al 1924, anno in cui torna definitivamente in Europa. Nel 1920, scrive una biografia[6] di Jagadish Chandra Bose, fisico indiano suo contemporaneo all’origine di varie invenzioni nel campo dell’elettromagnetismo, che lasciò la fisica per dedicarsi alla fisiologia vegetale.

Decisamente pacifista, Geddes condivide pure le idee di Tagore in campo di educazione ed ecologia, cosicché contribuisce nel 1921 alla fondazione dell’università internazionale Visva-Bharati a Santiniketan nel Bengala occidentale, a scopo di «farsi incontrare Est ed Ovest per il beneficio dell’umanità»[7]. La loro amicizia amplierà importanti scambi educativi tra India e Scozia, tuttora attivi.

Di ritorno in Europa nel 1924 dopo aver perso la moglie ed un figlio, Geddes si stabilisce con la figlia Norah a Montpellier, città del sud della Francia sviluppatasi intorno alla sua facoltà di medicina sin dai tempi medievali, e la cui scuola di vitalismo manteneva legami antichi con quella scozzese. Vi crea il Collège des Écossais, un centro d’insegnamento e di ricerca pluridisciplinare per studenti di ogni provenienza, secondo un’idea già maturata durante un primo soggiorno a Montpellier nel 1890, su invito dell’amico biologo botanico e insegnante Charles Flahault. In mezzo ad un parco formato da giardini tematici, dove «la sua ecologia umana unisce natura e civiltà»[8], fa costruire dei padiglioni per studenti ed una Outlook Tower simile a quella edificata nel quadro della rimodellazione dell'Old Town di Edimburgo[9]. Il sito intero del Collège des Écossais, padiglioni e giardini, è stato classificato monumento storico nel dicembre 2013[10].

Ispirò l’essenziale dei lavori di Lewis Mumford, che lo cita spesso come il suo maestro, «my master Patrick Geddes», anche se non lo incontrò mai.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito web Garden visit, in rete.
  2. ^ Cf. Matteo e Virgilio Vercelloni, L’invenzione del giardino occidentale, Jaca Book, 2009, a proposito del parco Pittencrieff, comprato nel 1902 dal miliardario statunitense Andrew Carnegie a Dumferline, la sua città di origine. Il famoso mecena chiese a Geddes e a Thomas Mawson, altro architetto di paesaggio, di concepire il rimodellamento del terreno. Anche se nessuno dei loro progetti fu ritenuto, ambedue influenzarono notevolmente il disegno del parco attuale e rimangono esemplari nel campo dell’architettura di paesaggio.
  3. ^ a b c d Cf. Learning Zone in National Library of Scotland (EN) [1]
  4. ^ Patrick Geddes, The Life and Work of Sir Jagadis C. Bose, Chapter I – Childhood and Early Education, Longmans, Green and Co, 1920, in linea
  5. ^ (EN) Patrick Geddes and the Digital Age
  6. ^ The Life and Work of Sir Jagadis C. Bose, Longmans, London, 1920
  7. ^ Cf. «A meeting of minds», Un incontro di pensatori, sul portale web educativo e culturale della Scozia.
  8. ^ Sabine Kraus, « Le Collège des Écossais : une mise en espace de la pensée de Geddes », juin 2014, cf. in linea
  9. ^ Rimodellazione che definiva «conservative surgery», chirurgia di conservazione
  10. ^ Cf. scheda ministero della Cultura in linea

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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