Ordine della Vergine Maria

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L'Ordine della Vergine Maria (in latino Ordo Mariae Virginis Annuntiatae) è un ordine monastico femminile di diritto pontificio: le monache dell'ordine, dette Annunziate, pospongono al loro nome la sigla O.V.M.[1]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Giovanna di Valois, fondatrice dell'ordine
Gabriele Maria Nicolas, cofondatore dell'ordine

Origini[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine venne fondato da Giovanna di Valois (1464-1505). Figlia di Luigi XI e di Carlotta di Savoia, nel 1476 il cugino Luigi d'Orléans (il futuro Luigi XII): nel 1498, dopo l'annullamento del suo matrimonio, ottenne il ducato di Berry e si ritirò Bourges, dove iniziò a pensare alla fondazione di un ordine specialmente dedicato al culto di Maria.[1]

Espose il suo progetto al frate minore osservante Gabriele Maria Nicolas, ritenuto il cofondatore dell'ordine,[1] il quale reclutò in un educandato di Tours le prime religiose dell'ordine e le condusse dalla duchessa Giovanna a Bourges, dove iniziarono a prepararsi alla vita religiosa sotto la guida di due francescani.[2]

Nicolas, sotto la guida di Giovanna, preparò per le monache la regola "dei dieci gaudi e virtù della Vergine" e inviò a Roma un suo collaboratore per sottoporla all'esame della Santa Sede: papa Alessandro VI accolse favorevolmente l'iniziativa di Giovanna e padre Nicolas ma i prelati della Curia, per la decisione del concilio Lateranense IV di vietare l'approvazione di nuove regole religiose, negarono l'autorizzazione a iniziare un nuovo ordine.[2]

Gabriele Maria rivedette la regola, quindi si recò personalmente a Roma e, grazie al sostegno del cardinale Giovanni Battista Ferrari, prefetto della Dataria, il 12 febbraio 1502 ottenne da Alessandro VI la bolla di approvazione Ea quae.[2]

Nell'agosto 1502 si iniziò ad erigere il primo monastero dell'ordine a Bourges e il 20 ottobre 1502 le prime cinque aspiranti ricevettero l'abito religioso; il 9 novembre 1504 le cinque monache emisero i voti di povertà, obbedienza, castità e clausura secondo la regola dell'ordine.[2]

Sviluppo dell'ordine[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte della fondatrice, il cardinale Giorgio d'Amboise, arcivescovo di Rouen e legato pontificio in Francia, affidò la direzione spirituale delle monache annunziate ai frati minori osservanti.[3]

Luigi d'Amboise, nipote del cardinale Giorgio e vescovo di Albi, il 22 aprile 1508 fece giungere da Bourges una comunità di monache e le fece insediare nell'antico priorato di Notre Dame de Gargues, che divenne il secondo monastero dell'ordine; grazie alla protezione di Margherita d'Austria, contessa di Borgogna, l'ordine si diffuse anche nei Paesi Bassi (nel 1517 venne fondato un monastero a Bruges); in breve sorsero comunità di monache annunziate a Béthune, Rodez, Bordeaux, Lovanio, Agen e Ligny-en-Barrois.[3]

Poiché la regola originale prevedeva la creazione di un ramo maschile dell'ordine, Gabriele Maria Nicolas ne preparò una nuova e definitiva versione, approvata da papa Leone X con decreto Regulam profitentibus del 22 luglio 1517.[3]

Le guerre di religione colpirono duramente l'ordine: il 27 maggio 1562 la casa madre di Bourges venne attaccata dai protestanti, la tomba della fondatrice profanata e i suoi resti dati alle fiamme.[3] Tornata la pace, l'ordine tornò a espandersi e sorsero numerosi monasteri nel sud-ovest della Francia, nell'Île-de-France, in Normandia, nel Nord, nella Marche, nell'attuale Belgio, in Olanda, in Renania e Vestfalia.[4]

Dissoluzione e restaurazione[modifica | modifica wikitesto]

Alla vigilia della rivoluzione francese i monasteri dell'ordine erano circa cinquanta ma in seguito tutte le religiose vennero disperse: nel 1816 in Francia vennero restaurati i monasteri di Villeneuve-sur-Lot e Boulogne-sur-Mer; in Belgio alcune religiose superstiti ridiedero vita al monastero di Tirlemont nel 1833 e altre comunità di annunziate vennero ricostituite a Geel e Merksem.[4]

Espulse dalla Francia nel 1904, le annunziate si rifugiarono a Saint Margaret's at Cliffe, presso Dover, e nel 1920 poterono tornare in patria, dove eressero il monastero di Thiais. La regola e gli statuti dell'ordine vennero nuovamente approvati dalla Santa Sede il 25 marzo 1932.[4]

Carisma e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Il fine delle monache è quello di imitare i dieci gaudi e virtù della Vergine: prudenza, purezza, umiltà, verità, lode, obbedienza, povertà, pazienza, carità e sofferenza.[4]

L'ordine si compone di monasteri sui iuris:[5] la superiora di ogni monastero porta il titolo di "madre ancella".[2]

L'abito delle monache è costituito da tunica di stoffa grigio pallido, scapolare rosso, mantello e velo bianchi e, in vita, cordone con dieci nodi (in omaggio ai dieci gaudi e virtù della Vergine).[2]

Le case dell'ordine sono in Francia e Belgio.[6] Alla fine del 2008 le monache annunziate erano 78 e i monasteri 6.[5]

Dall'ordine sono sorte anche numerose congregazioni di suore annunziate (di Velten, di Huldenberg, di Heverlee).[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c P. Péano, DIP, vol. I (1974), col. 658.
  2. ^ a b c d e f P. Péano, DIP, vol. I (1974), col. 659.
  3. ^ a b c d P. Péano, DIP, vol. I (1974), col. 660.
  4. ^ a b c d P. Péano, DIP, vol. I (1974), col. 661.
  5. ^ a b Ann. Pont. 2010, p. 1495.
  6. ^ Les monastères de l'Ordre. URL consultato il 7 agosto 2011.
  7. ^ G. Rocca, DIP, vol. I (1974), col. 662.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annuario Pontificio per l'anno 2010, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2010. ISBN 978-88-209-8355-0.
  • Guerrino Pelliccia e Giancarlo Rocca (curr.), Dizionario degli Istituti di Perfezione (DIP), 10 voll., Edizioni paoline, Milano 1974-2003.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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