Non ti muovere (film)

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Non ti muovere
Non ti muovere (film).jpg
Sergio Castellitto e Penelope Cruz
Titolo originale Non ti muovere
Paese di produzione Italia, Spagna, Gran Bretagna
Anno 2004
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico
Regia Sergio Castellitto
Soggetto Margaret Mazzantini
Sceneggiatura Margaret Mazzantini, Sergio Castellitto
Fotografia Gianfilippo Corticelli
Montaggio Patrizio Marone
Musiche Lucio Godoy
Tema musicale Un senso - Vasco Rossi
Scenografia Francesco Frigeri
Costumi Isabella Rizza
Interpreti e personaggi
« One life. Two destinies. »
(Tagline in lingua inglese del film[1])

Non ti muovere è un film del 2004 diretto da Sergio Castellitto. La pellicola è tratta dal romanzo omonimo di Margaret Mazzantini (moglie di Castellitto), ed è interpretata dallo stesso Castellitto, Penélope Cruz e Claudia Gerini. È stato presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2004.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

La figlia quindicenne di Timoteo, vittima di un incidente in motorino, viene trasportata nell'ospedale dove il padre lavora come chirurgo. La ragazza è sotto i ferri in pericolo di vita e Timoteo, che non ha voluto operarla, durante l'attesa del risultato dell'operazione, si affaccia a una finestra da dove scorge una donna che siede sotto la pioggia al centro di un incrocio di vialetti che portano alla struttura ospedaliera. Nella donna, seduta di spalle e che indossa delle scarpe rosse, Timoteo riconosce Italia, una giovane che aveva incontrato più di quindici anni prima.

Timoteo ripercorre mentalmente l'incontro e immagina di raccontare alla figlia la storia con questa donna: in un caldissimo pomeriggio d'estate, con l'auto in panne, era rimasto bloccato in una borgata della periferia romana. Si era recato allora in un bar dove attendere un meccanico che però tardava ad arrivare. Timoteo avrebbe voluto telefonare per avvertire la moglie del ritardo ma il telefono pubblico di una cabina era rotto. Una giovane extracomunitaria, Italia, che l'aveva visto in difficoltà, l'aveva invitato a casa sua per telefonare. Nessuno aveva risposto alla chiamata di Timoteo che, stravolto dal caldo, era ritornato al bar dove assetato aveva bevuto l'unica bevanda fresca disponibile: alcuni bicchieri di vodka.

Ritornato a casa di Italia per chiederle di poter usare ancora il telefono, Timoteo, ormai ubriaco, aveva brutalmente violentato la ragazza e poi se ne era andato sconvolto dalla vigliaccheria e violenza del suo stesso atto.

Dopo qualche giorno si era recato di nuovo da Italia per chiederle scusa, ma invece le aveva nuovamente usato violenza. Era cominciata così una relazione con Italia, una donna di borgata di origini albanesi, che da sempre aveva conosciuto povertà e violenze da parte degli uomini.

Timoteo, nonostante il modo con cui il loro rapporto puramente sessuale aveva avuto inizio, aveva sentito crescere in sé un sentimento sincero e sempre più forte contraccambiato da Italia: si era reso conto che con lei, per il suo amore spontaneo e devoto, poteva essere se stesso e non sentirsi inadeguato, come gli accadeva invece quando stava con Elsa, la bella moglie innamorata e del tutto integrata nel loro ambiente borghese.

Durante un malore di Italia e una visita in ospedale, dove Timoteo lavora, entrambi scoprono che Italia è rimasta incinta. Timoteo inizialmente aveva chiesto di abortire ma poi, spinto dall'amore, aveva deciso di accettare la nascita del bambino e di lasciare Elsa per passare la sua vita con Italia. Quando stava per comunicare questa scelta alla moglie, anche lei gli aveva confidato di aspettare un figlio e questo aveva convinto Timoteo a tacere della sua relazione.

Dopo questi ricordi, dalla sala operatoria esce una sua amica infermiera che lo avverte che la figlia sta morendo per un blocco cardiaco e allora Timoteo disperatamente le pratica un massaggio che fa tornare il cuore a battere: la figlia è fuori pericolo.

Timoteo ritorna a pensare a quanto accadde poi con Italia che, convinta di essere stata abbandonata, aveva alla fine deciso di abortire con l'aiuto di alcune zingare che vivevano nella borgata e aveva confessato a Timoteo di essere stata oggetto di molestie sessuali da parte di suo padre quando era ancora adolescente. Cacciata dalla decrepita casa che doveva essere abbattuta per far posto al nuovo quartiere in costruzione, la giovane aveva deciso di tornare nel suo paese natale accompagnata in auto da Timoteo che le aveva confessato di aver avuto una figlia e di non aver avuto il coraggio di lasciare la moglie.

Durante il tragitto, Italia aveva avuto un'emorragia interna causata dall'aborto mal eseguito. Arrivati a un ospedale in costruzione, Timoteo aveva inutilmente tentato di salvarle la vita. La ragazza era morta durante la notte e un'agenzia di pompe funebri era stata incaricata da Timoteo di seppellirla nel suo paese.

Timoteo, affacciatosi di nuovo, vede che la sedia su cui sedeva Italia ora è vuota. Decide, come per ringraziare quella donna tornata a trovarlo, di portare nel punto in cui sedeva una scarpa rossa, che la ragazza aveva perso durante il tragitto verso l'ospedale il giorno della sua morte, e che l'impresa funebre si era rifiutata di mettere nella bara ormai chiusa.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La sceneggiatura del film è tratta dal romanzo omonimo scritto da Margaret Mazzantini, autrice e moglie di Castellitto.

Cast[modifica | modifica sorgente]

  • Sergio Castellitto è Timoteo; chirurgo frustrato e infelice. Sente che la sua vita con Elsa non è felice e dopo aver violentato Italia, se ne innamora perdutamente ritrovando in lei la gioia e la voglia di vivere.
  • Penélope Cruz è Italia; una ragazza di umili origini che vive ai margini. Tratta Timoteo con semplicità e ricambia il suo amore. Nella sua vita è stata sempre trattata come un oggetto ed è stata addirittura violentata dal suo stesso padre.
  • Claudia Gerini è Elsa; donna in carriera e moglie di Timoteo. Molto volubile, non sospetta della relazione extraconiugale di suo marito. Ama essere al centro dell'attenzione e ostentare il loro stile di vita borghese.
  • Marco Giallini è Manlio; ginecologo, collega e amico di Timoteo. È l'unico al quale Timoteo confida di essersi innamorato. Ha un debole per Elsa.
  • Angela Finocchiaro è Ada; infermiera, collega e amica di Timoteo. È lei che avverte l'amico dell'arrivo in ospedale della figlia ed è lei che lo tiene informato sull'operazione in corso. È sposata con Alfredo.
  • Pietro De Silva è Alfredo; chirurgo, collega e amico di Timoteo. Sarà lui ad effettuare l'operazione su Angela. Durante il film verrà lasciato dalla moglie.
  • Elena Perino è Angela; la figlia di Timoteo ed Elsa. Molto legata al padre, durante la sua adolescenza ha uno scatto d'ira verso il padre che la costringe a seguire dei corsi di judo. Angela gli fa capire crudelmente che lei non è un maschio ma una femmina e Timoteo si rende conto che questo trattamento glielo aveva riservato quasi per compensare la perdita del figlio che Italia aspettava da lui.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Nella colonna sonora sono presenti brani di Leonard Cohen, Nino Buonocore, Toto Cutugno e Vasco Rossi con la canzone Un senso. Le musiche sono state affidate a Lucio Godoy, compositore di origine argentina, autore tra l'altro delle colonne sonore per film I lunedì al sole del 2003 e Melissa P. del 2005.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Nel film l'attrice Penélope Cruz recita in lingua italiana, e la sua interpretazione è stata elogiata dalla stampa di tutto il mondo. Il San Francisco Chronicle l'ha definita «la nuova Anna Magnani del XXI secolo, in grado di comunicare la sua essenza in italiano meglio di quanto non riesca a fare in inglese».[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) "Non ti muovere" cover, movieposterdb.com. URL consultato il 26 dicembre 2010.
  2. ^ (EN) Official Selection 2004, festival-cannes.fr. URL consultato il 9 luglio 2011.
  3. ^ (EN) Ruthe Stein, A horrific act unites perfect strangers in sfgate.com, 22 aprile 2005. URL consultato l'11 settembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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