Nikos Zachariadis

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Nikolaos Zachariadis, detto Nikos (greco: Νίκος Ζαχαριάδης; Adrianopoli, 27 aprile 1903Surgut, 8 agosto 1973), è stato un politico greco, segretario generale del Partito Comunista Greco dal 1931 al 1956.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Nikos Zachariadis nacque ad Adrianopoli (allora parte dell'Impero Ottomano) in una famiglia di etnia greca. Il padre, Panagiotis Zachariadis, era un ufficiale del monopolio del tabacco. Dopo la sconfitta greca nella guerra greco-turca e lo scampio di popolazione tra i due paesi, la famiglia Zachariadis fu trasferita con la forza in Grecia e cadde in povertà.

Nikos Zachariadis cominciò quindi a lavorare come marinaio (e in seguito come comandante) in una compagnia di navigazione, viaggiò in Unione Sovietica e si interessò alla rivoluzione bolscevica. Studiò in vari istituti politici e militari sovietici e del Comintern, tra cui la Scuola Internazionale Lenin.

Attività politica in Grecia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1923 fu inviato in Grecia per organizzare la Lega Giovanile Comunista Greca (OKNE). Imprigionato, riuscì a fuggire in Unione Sovietica. Nel 1931 fu rimandato in Grecia per riportare l'ordine nel Partito Comunista Greco (KKE), diviso in varie frazioni, e su indicazione di Stalin fu nominato segretario del partito. Fino al 1936 Zachariadis guidò il KKE con successo, arrivando a triplicare il numero di militanti, guadagnando seggi al parlamento e acquisendo il controllo di alcune organizzazioni sindacali.

Nell'agosto 1936 fu arrestato dalla polizia del regime di Ioannis Metaxas e nuovamente imprigionato; dal carcere riuscì a diffondere una lettera che incitava i greci a resistere all'invasione italiana del 1940 e a trasformare la guerra in una lotta contro il fascismo. Secondo il KKE, che vedeva la guerra come uno scontro tra interessi imperialisti opposti, la lettera era in realtà un falso a opera del regime di Metaxas. Zachariadis fu anche accusato di aver fatto pubblicare la lettera per guadagnarsi i favori di Konstantinos Maniadakis ed essere rilasciato[1][2].

Dopo l'invasione tedesca, Zachariadis fu trasferito al campo di concentramento di Dachau, dal quale fu liberato nel maggio 1945. Tornato in Grecia, riassunse la guida del Partito Comunista.

Guerra civile[modifica | modifica sorgente]

Durante la guerra civile greca, Zachariadis guidò le operazioni dell'Esercito Democratico Greco, una formazione comunista rivoluzionaria che aveva l'obiettivo di instaurare in Grecia una repubblica popolare[3]. La resistenza comunista fu sconfitta nel 1949, quando l'esercito di Tito ritirò il suo appoggio in seguito alla rottura delle relazioni tra Jugoslavia e URSS, e i militanti del KKE vennero esiliati nei paesi filo-sovietici.

Dopo la guerra[modifica | modifica sorgente]

I dirigenti del Partito Comunista trovarono rifugio a Taškent. Su indicazione del PCUS, Zachariadis mantenne la carica di segretario del KKE anche in esilio. Dopo la morte di Stalin (1953) ebbe violenti contrasti ideologici con la nuova dirigenza di Nikita Chruščëv e il programma di destalinizzazione in corso.

Nel maggio 1956, durante la sesta assemblea generale del Comitato Centrale del KKE, il PCUS intervenne direttamente per far rimuovere Zachariadis dal ruolo di segretario generale. Nel febbraio 1957 fu espulso dal partito insieme a quasi tutti i membri contrari alla destalinizzazione. Nel 1964 una risoluzione del Partito Comunista Greco (ormai definitivamente allontanatosi dallo stalinismo) lo condannò come "nemico del popolo"[4].

Zachariadis passò il resto della sua vita in esilio in Siberia, prima nella regione della Jakuzia e poi a Surgut. Nel 1962 riuscì a tornare a Mosca, dove visitò l'ambasciata ellenica e chiese di parlare con l'ambasciatore. Venne arrestato subito dopo e riportato a Surgut[5], dove secondo il KGB si sarebbe suicidato nel 1973. I documenti ufficiali relativi alla sua morte sono a tutt'oggi scretati. Nel dicembre 1991, pochi giorni dopo il crollo dell'Unione Sovietica, i resti di Zachariadis furono riportati in Grecia, dove un tardivo funerale diede finalmente ai suoi seguaci, tra i quali i rappresentanti del KKE, l'opportunità di onorarlo[6][7].

Zachariadis fu ufficialmente riabilitato dal Partito Comunista Greco nel 2011.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Andrew L. Zapantis, Greek Soviet Relations 1917-1941, 1983.
  2. ^ Nikos Zachariadis, Open Letter of the General Secretary of the KKE.
  3. ^ Charles R. Shrader, The withered vine : logistics and the communist insurgency in Greece, 1945-1949, [Online-Ausg.], Westport, Conn., Praeger, 1999, p. 67, ISBN 978-0-275-96544-0.
  4. ^ Lefteris Apostolou, Nikos Zachariadis, Atene, Filistor, 2000.
  5. ^ Fotini Tomai, Γιατί έκλεισαν το στόμα του Ζαχαριάδη, To Vima, 4 luglio 2010. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  6. ^ 105 χρόνια από τη γέννηση του Νίκου Ζαχαριάδη, laikidimokratia.blogspot.com.
  7. ^ "Μια ιστορική προσωπικότητα του κομμουνιστικού κινήματος", Rizospastis, 3 agosto 2003.

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