Museo d'arte di San Paolo

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Museo d'Arte di San Paolo
Museo di Arte di San Paolo
Museo di Arte di San Paolo
Tipo Arte antica, arte moderna
Data fondazione 1947
Fondatori Assis Chateaubriand de Mello e Pietro Maria Bardi
Indirizzo Avenida Paulista 1578, CEP 01310-200 São Paulo SP
Sito ufficiale

Il Museo d'Arte di San Paolo (in portoghese: Museu de Arte de São Paulo), o MASP, si trova nell'avenida Paulista, a San Paolo del Brasile.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondato nel 1949 dal giornalista Assis Chateaubriand, magnate del gruppo Diários Associados e dal giornalista e critico d'arte Pietro Maria Bardi[1], che ne restò curatore per 45 anni, il museo è un ente privato senza scopo di lucro, e costituisce uno dei più importanti centri culturali del paese. Il MASP è famoso per la straordinaria collezione custodita, ed è noto al grande pubblico per l'arditezza della sua architettura, tanto che l'edificio, opera dell'architetto Lina Bo Bardi, in sé rappresenta un'icona della città[2].

Collezioni[modifica | modifica sorgente]

Internazionalmente riconosciuta per la sua qualità e diversità, la raccolta di arte occidentale del MASP è considerata la più importante dell'intera America Latina, con opere che spaziano dall'arte classica a quella contemporanea[3][4].

Sono esposte opere di grandi artisti italiani dal Trecento al Cinquecento, tra cui Bernardo Daddi, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Sandro Botticelli, Raffaello, Tiziano, Tintoretto.

Tra i grandi pittori europei, sono presenti opere di Hieronymus Bosch, Rubens, van Dyck, Frans Hals, Rembrandt, Lucas Cranach il vecchio, El Greco, Velázquez, Goya, Gainsborough, John Constable, Ingres, Delacroix, Daumier, Courbet, Corot.

La pittura moderna è rappresentata da Matisse, Chagall, Utrillo, Picasso, Dalì, Miró, Modigliani, Sironi, Morandi, Carrà, Warhol.

Di grande importanza è anche la raccolta di opere di impressionismo e postimpressionismo, con dipinti di Cézanne, Manet, Monet, Renoir, Toulouse-Lautrec, van Gogh, e alcune sculture di Degas.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Storia del museo
  2. ^ L'edificio
  3. ^ Le collezioni
  4. ^ RODRIGUES, Tânia Francisco. Enciclopédia Itaú Cultural de Artes Visuais 29 giugno 2008.

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