Monte Paterno

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Monte Paterno
Monte Paterno.JPG
Il Monte Paterno visto dal Rifugio Locatelli
Stato Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Veneto Veneto
Provincia Bolzano Bolzano
Belluno Belluno
Altezza 2.746 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 46°37′47.6″N 12°18′55.5″E / 46.629889°N 12.315417°E46.629889; 12.315417Coordinate: 46°37′47.6″N 12°18′55.5″E / 46.629889°N 12.315417°E46.629889; 12.315417
Altri nomi e significati Paternkofel (tedesco)
Data prima ascensione 11 settembre 1882
Autore/i prima ascensione Franz Innerkofler, Künigl
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Paterno
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Dolomiti
Sottosezione Dolomiti di Sesto, di Braies e d'Ampezzo
Supergruppo Dolomiti di Sesto
Gruppo Gruppo Paterno-Cima Una
Sottogruppo Nodo del Monte Paterno
Codice II/C-31.I-A.3.a

Il Monte Paterno, (Paternkofel in tedesco), è una montagna delle Dolomiti alta 2.746 m s.l.m. Il monte Paterno sorge nelle Dolomiti di Sesto, a fianco delle più rinomate Tre Cime di Lavaredo.

Il Paterno è storicamente famoso, dato che durante la Prima guerra mondiale, si trovava lungo la frontiera tra il confine italiano e quello austriaco. Al suo interno furono quindi scavate alcune gallerie, tra cui la famosa Galleria Paterno, per raggiungere la cima.

La storia del monte Paterno[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'inizio della prima guerra mondiale, sul fronte delle Dolomiti di Sesto, era chiara la posizione strategica del Paterno, ma solo agli esperti di montagna, e non alle alte cariche austriache, che decisero di trascurarlo, almeno inizialmente. Fu così occupato dagli italiani.

Solo il 4 luglio 1915 l'esercito austriaco decise di tentare un'azione per cacciare gli italiani dalla vetta. La notte del giorno precedente, la pattuglia volante di Sepp Innerkofler si appropinquiò in assoluto silenzio alla vetta. Al mattino del giorno 4, l'artiglieria austriaca iniziò un massiccio attacco sulla cima del Paterno.

Il 9 luglio 1974 cadde tra le Tre Cime di Lavaredo ed il monte Paterno un elicottero Bell 206 dell'Esercito Italiano (sigla "EI613"), pilotato dal Capitano Pier Maria Medici dell’ALE. A bordo inoltre vi erano due Ufficiali di SM della Brigata alpina "Tridentina" (Ten. Col. Renzo Bulfone Ca. S.M. della Brigata e il Magg. Gianfranco Lastri Capo Ufficio OAIO).[1] A memoria dell'incidente, tra i due monti si trova una lapide commemorativa, composta anche dalle pale dell'elicottero.

La morte di Sepp Innerkofler[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cima del Monte Paterno, rimase uccisa il 4 luglio 1915 una delle più famose guide alpinistiche della zona: Sepp Innerkofler, il comandante della Pattuglia Volante, ucciso con una pietra da un Alpino italiano del Val Piave (Pietro De Luca) che tentava di difendere la vetta del monte, mentre una pattuglia di 6 uomini (tra cui Innerkofler) cercarva di conquistarla.

La causa della morte di Innerkoler non è ancora certa, altre tesi dicono che sia morto in conseguenza di tiri mal direzionati dell'artiglieria austriaca.[2]

Via ferrata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi via ferrata De Luca-Innerkofler.

Per raggiungere la vetta del monte Paterno, si deve percorrere la via ferrata De Luca-Innerkofler, una via ferrata non troppo complicata, ma pur sempre un sentiero per soli esperti.

Una volta scesi dalla vetta si ha la possibilità di concludere la via per il sentiero delle forcelle.

Rifugi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica storica[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A pagina 61 di, Giovanni Tonicchi, Le Ali dell'Esercito dall'Aviazione leggera alla Cavalleria dell'aria 1951-2001, Viterbo, 2001, p. 207.
  2. ^ Antonio Berti, Guerra in Ampezzo e Cadore. 1915-1917. Edizioni Mursia 2005, 300 pagine