Rifugio Antonio Locatelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rifugio Antonio Locatelli
Dreizinnenhütte
Drei Zinnen Hütte-Rifugion Locatelli 2.JPG
Il rifugio Locatelli, con dietro le Tre Cime di Lavaredo
Stato Italia Italia
Altitudine 2.450 m s.l.m.
Località Dobbiaco
Catena Dolomiti
Coordinate 46°38′13.08″N 12°18′38.1″E / 46.636968°N 12.310582°E46.636968; 12.310582Coordinate: 46°38′13.08″N 12°18′38.1″E / 46.636968°N 12.310582°E46.636968; 12.310582
Mappa di localizzazione: Italia
Inaugurazione 1886
Dati logistici
Proprietà CAI sezione di Padova
Gestione Milka e Hugo Reider
Periodo di apertura estivo
Capienza 210 posti letto
Sito Internet

Il rifugio Antonio Locatelli (in tedesco Dreizinnenhütte) è un rifugio situato nel Parco naturale Tre Cime in Alto Adige, a 2.450 m s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vista del rifugio Locatelli ed appena dietro la piccola cappella

Il proprietario dell'hotel Post di Sesto, Karl Stemberger, propose nel 1881 di costruire un rifugio per la sezione Alta Pusteria del Deutscher und Österreichischer Alpenverein, il club alpino austro-tedesco, presso la Forcella di Toblin. Dopo un sopralluogo dell'intera sezione, tutti i partecipanti rimasero entusiasti del panorama unico che si gode sulle Tre Cime di Lavaredo, sul monte Paterno e le montagne circostanti, e decisero di costruire il rifugio sulla forcella.[1]

Karl Stemberger assunse la direzione dei lavori, mentre il progetto fu realizzato dal presidente della sezione, l'ingegner Rienzner di Dobbiaco. I lavori iniziarono nella primavera del 1882. In due mesi si procurò il materiale e si eresse un semplice edificio ad un piano di 4x8 m di pietra tagliata con il tetto ad una falda. Il piccolo rifugio comprendeva al piano terra una sala attrezzata, una cucina in muratura, due tavoli, panche ed alcune sedie. Accanto ad essa vi era una porta che conduceva ad una seconda stanza che fungeva da giaciglio per i pastori. Sul lato est, vi era una scala esterna che portava al sottotetto, che conteneva fino a dieci giacigli.[1]

Il piccolo rifugio doveva essere aperto per l'autunno, ma il tempo non fu sempre favorevole. Infatti proprio nel 1882, si ricorda in tutta l'Alta Pusteria un'alluvione nel mese di settembre. L'inaugurazione slittò quindi al 1883. Per la sua realizzazione si spesero 1.250 fiorini, di cui 900 provennero dalla cassa centrale ed il resto fu pagato invece dalla sezione.[2]

Il rifugio fu però distrutto durante la Prima guerra mondiale da una granata italiana.[1]

Nel 1922 venne ricostruito un piccolo rifugio al posto del precedente, dalla sezione Alta Pusteria dell'Alpenverein Südtirol.[1] Nel 1923 il rifugio venne espropriato a favore della sezione del CAI di Padova la quale provvide nel 1935 ad un importante restauro ed ampliamento.[1][3]

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Antonio Locatelli.

Antonio Locatelli è nato a Bergamo, il 17 aprile 1895, e morì a Lekempti durante la guerra d'Etiopia il 27 giugno 1936. È stato un aviatore, giornalista e politico italiano. Durante la prima guerra mondiale si distinse come pilota dell'aviazione militare e le sue audaci imprese lo resero celebre. Abbattuto e fatto prigioniero il 15 settembre 1918, riuscì a fuggire travestito da soldato austriaco dopo poche settimane.

Accessi[modifica | modifica wikitesto]

Il rifugio è raggiungibile in poco tempo dal rifugio Auronzo, collegato da una strada carrozzabile a pedaggio. Più impegnativo è invece il collegamento con Sesto tramite la val Fiscalina. È raggiungibile anche dal lago di Landro in tre ore.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Presso il rifugio si trovano una piccola cappella e due piccoli laghi: i Laghi dei Piani (Bödenseen).

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (DE) Hanspaul Menara: Südtiroler Schutzhütten. 2 Auflage. Athesia, Bozen 1983, ISBN 88-7014-017-2, p. 80-83, 162-163.
  2. ^ (DE) Annemarie Maurer, Margareth Pallhuber, Ulrike Lanthaler, Autonome Provinz Bozen-Südtirol Abteilung Natur und Landschaft (Hrsg.): Naturparke in Südtirol. Naturerlebnis drinnen und draußen. 2004, p. 18
  3. ^ Storia Rifugio Locatelli

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]