Marcello Nicchi

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Marcello Nicchi
Informazioni personali
Nome Marcello Nicchi
Data di nascita 18 marzo 1953
Paese di nascita bandiera Italia
Sezione Arezzo
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1988 - 1997 Serie A Arbitro
Attività internazionale
1993 - 1997 UEFA e FIFA Arbitro

Marcello Nicchi (Arezzo, 18 marzo 1953) è un ex arbitro di calcio italiano.

Attualmente ricopre la carica di presidente nazionale dell'Associazione Italiana Arbitri.


[modifica] Carriera

Debuttò in Serie A nel 1988 per decisione del dirigente arbitrale Cesare Gussoni, e nel 1993 venne indicato come arbitro internazionale dall'allora designatore Paolo Casarin. A livello internazionale, svolse le funzioni di IV ufficiale nella finalissima degli europei di calcio 1996 Germania-Repubblica Ceca, arbitrata da Pierluigi Pairetto allo stadio Wembley di Londra.

Mise termine alla carriera sui campi nel 1997 per scelta tecnica dei suoi superiori, dopo gli errori commessi durante il campionato di Serie A 1996/1997, tormentata anche da un'operazione al menisco che lo tenne fermo per qualche tempo: in particolare, nella partita Vicenza-Bologna espulse lo svedese Kenneth Andersson che aveva semplicemente chiesto di essere sostituito dal proprio allenatore; mentre in Perugia-Napoli convalidò un gol segnato nettamente con una mano dal croato Milan Rapaic.

Ha un consuntivo finale di 95 presenze in Serie A, tra cui alcune "classiche" del campionato italiano come 1 Juventus-Inter, 1 Derby di Roma, 1 Juventus-Roma, 2 Derby della Mole e un Derby della Lanterna.

Come dirigente arbitrale è stato vicecommissario alla CAN A e B dal 1998 al 2001 e, successivamente, componente del Settore Tecnico dell'AIA, che si occupa di questioni regolamentari; è stato inoltre osservatore degli arbitri UEFA, oltre che della CAN A e B.

Nel 2006, in seguito alla nomina di Luigi Agnolin quale Commissario Straordinario dell'AIA in sostituzione del presidente Tullio Lanese, che era stato coinvolto nello scandalo Calciopoli, insieme al collega Carlo Pampana della sezione di Pisa si oppose all'operato di Agnolin, chiedendo nuove elezioni per la presidenza dell'AIA e candidandosi personalmente. Alle successive votazioni del novembre 2006 venne però sconfitto da Cesare Gussoni, l'ex arbitro proposto da Antonio Matarrese, e verso il quale avevano fatto convergere i propri voti gli altri candidati della vigilia (Bruno Di Cola, Maurizio Mattei, Arcangelo Pezzella e Cesare Sagrestani).

Nel 2009 si candida per la seconda volta alla carica di Presidente dell'A.I.A.; in occasione dell'Assemblea Generale dell'Associazione, tenutasi a Roma il 6 marzo, consegue più voti (163 contro 155, con una sola scheda bianca) dell'unico altro candidato, Matteo Apricena della Sezione di Firenze, diventando quindi il nuovo Presidente AIA per il quadriennio olimpico 2008-2012. Con lui vengono eletti Narciso Pisacreta quale Vice Presidente e Alfredo Trentalange come Responsabile del Settore Tecnico.

Nel luglio 2010 dopo le dimissioni di Pierluigi Collina, diventato designatore UEFA, nomina come referenti per le designazioni Stefano Braschi per la CAN A, e Roberto Rosetti per la CAN B.[1][2]

[modifica] Bibliografia

[modifica] Note

  1. ^ Da Collina un esempio per i politici: rinunciare al doppio incarico si può ilgiornale.it
  2. ^ CALCIO, COLLINA: PLATINI MI HA CHIAMATO E SARO' DESIGNATORE UEFA sport.repubblica.it
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