Latrodectus mactans

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Vedova nera
Latrodectus mactans eating.JPG
Femmina di Latrodectus mactans
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Protostomia
Phylum Arthropoda
Subphylum Chelicerata
Classe Arachnida
Ordine Araneae
Sottordine Neocribellatae
Famiglia Theridiidae
Genere Latrodectus
Specie L. mactans
Nomenclatura binomiale
Latrodectus mactans
(Fabricius, 1775)
Nomi comuni

Vedova nera

La vedova nera (Latrodectus mactans (Fabricius, 1775)) è un ragno appartenente alla famiglia Theridiidae ed al genere Latrodectus, che conta anche una specie in Italia.
È considerato uno dei ragni più velenosi che esistano.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome deriva dal latino mactans, participio del verbo mactare, che significa uccidere, sacrificare, in relazione al fatto che, in certi casi, una volta terminato l'accoppiamento la femmina uccide il maschio.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Latrodectus mactans si trova in Nord America; in Italia si trova Latrodectus tredecimguttatus, meno pericolosa della parente americana e raramente mortale. Popola gli ambienti più vari, ma predilige i climi caldi e secchi.

Aspetto e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La vedova nera femmina è di colore nero con una macchia rossa molto brillante sul ventre, la cui forma ricorda una clessidra. Questa macchia ha la funzione di mettere in guardia un potenziale predatore della sua pericolosità. Le sue dimensioni variano dagli 8 ai 40 mm ed il peso medio è di un grammo. È molto sedentaria, una volta creata la tana non l'abbandona più.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

La sua vita è notturna e durante il giorno rimane nella sua tana o sotto una pietra. È una predatrice che si nutre prevalentemente di insetti o altri aracnidi. La preda viene catturata per mezzo della ragnatela che viene tessuta all'ingresso della tana. Una volta caduta nella tela, la preda viene immobilizzata e le viene iniettato il veleno, dopodiché degli enzimi iniziano il processo digestivo dall'esterno sciogliendola; essa viene infine aspirata. Ha inoltre la capacità di lanciare a breve distanza la propria tela grazie ad un quarto paio di zampe: questa abilità può essere usata sia per intrappolare meglio le prede sia per difendersi da predatori di piccola taglia. Il maschio è molto più piccolo della femmina, è di colore arancione e non è velenoso.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Quando un maschio è maturo crea una speciale ragnatela, detta ragnatela spermarica e vi deposita una piccola quantità di sperma. Fatto questo carica lo sperma sui due piccoli arti posti sopra la bocca, i pedipalpi, ed inizia la ricerca di una femmina matura. Quando ne trova una, il maschio deve fare attenzione a non essere confuso con una preda ed iniziare a corteggiarla strofinando le zampe anteriori. Può capitare che il maschio disfi parte della tela della femmina con lo scopo di creare una via di fuga nel caso la femmina non sia ben disposta. Una volta accettato, il maschio raggiunge la femmina ed inizia l'accoppiamento inserendo l'organo riproduttivo nell'apertura della femmina. Concluso l'atto, la femmina talvolta uccide e divora il maschio. La gestazione della femmina ha la durata di circa un mese, durante il quale mangia molto più del solito. Una volta deposte le uova, che possono superare il centinaio, le racchiude in un contenitore a forma di goccia fatto con la sua tela, lo appende e lo protegge fino alla schiusa che avviene dopo circa 20 giorni. I piccoli resteranno aggregati fino alla loro prima muta, dopo la quale si possono verificare atti di cannibalismo. Crescendo le femmine cambieranno spesso colorazione, mentre quella del maschio resterà quasi immutata.

Pericolosità[modifica | modifica sorgente]

La vedova nera è considerata una dei ragni più pericolosi al mondo. Se importunata, attacca mordendo ed iniettando una quantità molto piccola di veleno che può, in rari casi, risultare mortale. Il suo morso non è molto doloroso, ma il veleno agisce rapidamente. Inizia provocando un intorpidimento alla parte colpita seguita da rigidità muscolare, sudorazione, cefalea, nausea, intenso dolore addominale accompagnato a rigidità addominale e dorsale,[1] difficoltà respiratorie, vertigini e aumento della temperatura. Un cubetto di ghiaccio sul punto del morso può alleviare il dolore, ma è comunque necessaria la somministrazione dell'antidoto.

Allevamento[modifica | modifica sorgente]

A causa della sua pericolosità, l'allevamento della vedova nera è consigliato solo ad esperti e studiosi, tuttavia molte persone la allevano come qualsiasi altro ragno. Viene allevata soprattutto nei laboratori per la produzione dell'antidoto. Tale procedimento è mortale per il ragno. In Italia l'allevamento degli aracnidi «che possono arrecare, con la loro azione diretta, effetti mortali o invalidanti per l'uomo o che comunque possono costituire pericolo per l'incolumità pubblica» è vietato come stabilito dalla legge 213/2003; la questione è però controversa.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Harrison, Principi di medicina interna - Volume 1, 16ª edizione, McGraw-Hill, Pag. 99. ISBN 978-88-386-3929-6.
  2. ^ ARACNOFILIA - Articoli

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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