Latrodectus tredecimguttatus

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Maschio di L. tredecimguttatus

La malmignatta, o falange volterrana (Latrodectus tredecimguttatus Rossi, 1790) è un aracnide del sottordine Araneomorfi. In Italia è, assieme al Loxosceles rufescens,una delle poche specie italiane il cui morso può rivelarsi molto pericoloso per gli umani. Prende anche il nome di vedova nera mediterranea, bottone nell'alto Lazio e a nord di Roma, Arza, Argia o s’Alza in Sardegna.

Indice

[modifica] Diffusione

È diffuso in tutto il centro Italia e in Sardegna, tuttavia è molto schivo, vive in tele dalla forma irregolare tra la vegetazione bassa, i sassi ed i muretti, raramente lo si può trovare nelle vicinanze delle case di campagna.

Uno studio curato dall'erpetologo Roberto Mossone [senza fonte] dimostra che, contrariamente a quanto supposto da diverse teorie sul progressivo declino della specie in oggetto, la malmignatta è un aracnide che resterà sempre ben ambientato nel contesto sardo-mediterraneo.

[modifica] Descrizione

Il corpo, che nella femmina può raggiungere i 15 mm, è contraddistinto dalla presenza di 13 macchie rosse. Questa colorazione, esibita a scopo di avvertimento contro i predatori, rappresenta un chiaro esempio di aposematismo nel mondo animale.

[modifica] Rapporti con l'uomo

Il morso della femmina, pur se meno pericoloso di quello della cugina americana (la famigerata Vedova nera), non è doloroso al momento ma successivamente provoca sudorazione, nausea, conati di vomito, febbre, cefalea e nei casi più gravi perdita di sensi e rarissime volte la morte. Tuttavia i casi mortali sono veramente molto rari. Si segnalano due tristi episodi di morte in seguito ai morsi in provincia di Genova, avvenuti nel 1987. Resta ovviamente pericoloso per i bambini perché la quantità di veleno iniettata va proporzionata alla corporatura e per il corpo di un bambino tale quantità può essere letale. In pericolo sono anche gli adulti, che siano indeboliti da malattia al momento del morso in quanto un soggetto adulto non pienamente sano può non riuscire a salvarsi dagli effetti del veleno che in questi casi può essere letale, e gli anziani. Può provocare nei soli soggetti allergici shock anafilattico, come d'altronde molte altre punture di insetti ritenuti praticamente innocui(come ad es. vespidi).

In caso d'incidente, l'unico consiglio, dettato dalla pura razionalità, su cui possiamo fare affidamento è di recarsi il prima possibile al pronto soccorso.

È attualmente ritenuto la causa del tarantismo in Italia, per lungo tempo erroneamente attribuito alla Lycosa tarentula.

[modifica] Bibliografia

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