La foresta dei pugnali volanti

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La foresta dei pugnali volanti
La foresta dei pugnali volanti.jpg
Mei (Zhang Ziyi) in una scena del film
Titolo originale 十面埋伏
shí miàn mái fú
Lingua originale mandarino
Paese di produzione Cina
Anno 2004
Durata 119 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere epico, romantico, azione
Regia Zhang Yimou
Soggetto Zhang Yimou
Sceneggiatura Li Feng, Wang Bin, Zhang Yimou
Produttore William Kong, Zhang Yimou, Zhenyan Zhang
Produttore esecutivo Zhang Weiping
Fotografia Zhao Xiaoding
Montaggio Cheng Long
Effetti speciali Andy Brown, Angie Lam
Musiche Shigeru Umebayashi
Scenografia Huo Tingxiao
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

La foresta dei pugnali volanti (十面埋伏sempl., shí miàn mái fúpinyin lett. "Imboscata da dieci fronti") è un film wuxia del 2004 diretto da Zhang Yimou.

Il film, girato fra la Cina e l'Ucraina, è stato presentato in anteprima fuori concorso al 57º Festival di Cannes il 19 maggio 2004, è uscito nelle sale in Cina il 16 luglio e in Italia il 21 gennaio 2005.

La colonna sonora vede la partecipazione di Kathleen Battle.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Durante la dinastia Tang, in Cina, si forma un'organizzazione di ribelli, conosciuta come l'alleanza dei Pugnali Volanti ("Feidaomen", 飛刀門); essa è composta da rivoluzionari, abilissimi guerrieri ed assassini, che si oppongono all'imperatore, ritenuto, per la sua inettitudine, colpevole della decadenza e della corruzione che attanaglia il paese, e che, rubando ai ricchi per dare ai poveri, ottengono sempre più il favore da parte del popolo dei suoi sudditi. Si sospetta che Mei, una danzatrice cieca, da poco giunta in una casa di piacere detta Padiglione delle Peonie e straordinariamente esperta nelle arti marziali, possa essere la figlia scomparsa del capo di tale setta; costei viene quindi arrestata ed imprigionata dai soldati dell'imperatore. Tutto ciò fa parte di un piano: tant'è vero che l'ufficiale Jin, capitano della milizia, sotto lo pseudonimo di Vento, è incaricato dal suo superiore, Leo, di far fuggire Mei e in questo modo, conquistandone la fiducia, di ingannarla e usarla per scoprire l'identità del capo dei rivoluzionari. Jin deve quindi accompagnare e proteggere Mei durante la loro la fuga, attraverso campi e foreste, fino ad un covo dell'alleanza, mentre Leo li sorveglierà, seguendoli di nascosto da lontano.

Ma questo tragitto pieno di insidie porta in serbo molte sorprese. Una volta giunti ad uno dei principali covi dei Pugnali Volanti, situato nel mezzo di una foresta di alti bambù, si viene a scoprire che in realtà Mei non è cieca e non è nemmeno la figlia scomparsa del capo della setta, pur essendone una delle tante adepte. Viene svelato che effettivamente la figlia del vecchio capo era cieca, ma non aveva mai praticato le arti marziali; per questo Mei ne ha preso il posto, per fare da esca per i soldati imperiali, contro i quali l'alleanza intende scontrarsi. Viene anche rivelato che il precedente vecchio capo è stato ucciso e che ora il suo posto è stato preso da una donna. Inizialmente si fa credere che costei non sia altri che la tenutaria della casa di piacere, anch'essa affiliata ai Pugnali Volanti, ma in realtà lei ne fa soltanto momentaneamente le veci. La vera donna capo, che molto difficilmente si palesa, si vede comparire soltanto una volta, tra i fusti di bambù, con il viso semicoperto dal largo copricapo, quando impedisce a Leo di abusare di Mei in mezzo alla foresta, lanciandogli un coltello che gli si conficca nella schiena. Infatti si è in precedenza scoperto che anche lo stesso Leo milita nell'alleanza segreta e che tre anni prima, arruolandosi, si è infiltrato nell'esercito imperiale; in passato Leo e Mei furono amanti, ma mentre lui è tuttora innamorato di Mei, quest'ultima ora nutre questo stesso sentimento per Jin; è questo uno dei motivi che spingono Leo a cercare di possedere Mei con la violenza, per poi essere fermato dal pugnale del capo dell'alleanza. La stessa donna capo, che ha salvato Mei da questo abuso, le ordina poi, anche affinché dimostri il suo valore e la sua fedeltà alle rigide regole della setta, di uccidere Jin, ormai diventato un pericoloso testimone. Quando però Mei lo dovrà portare in un prato, legato e bendato, per giustiziarlo, lo libera e finisce per giacere con lui. Jin, infatti, a sua volta si è profondamente innamorato di Mei, ma sapendo di militare nella parte a lei avversa, comprendendo ciò che rischia Mei con il suo grave atto di disobbedienza agli ordini ricevuti, decide di andarsene dopo aver tentato invano di convincerla a lasciare ogni cosa e a viaggiare con lui, dato che in fondo entrambi sanno di non essere altro che due piccole pedine dello scontro che dovrà avvenire; partito Jin, però, Mei, dopo un breve indugio, decide di seguirlo, ma nel tragitto, mentre cerca di raggiungerlo a cavallo, viene trafitta da un pugnale lanciato da Leo, in quanto questi non vuole permetterle di fuggire con il suo amato; Jin, presagendo l'accaduto, torna indietro e trovando Mei ferita a morte, ingaggia un combattimento all'ultimo sangue contro Leo; nel finale, quando Jin sembra rischiare di soccombere, Mei estrae il pugnale dal suo petto e lo lancia pensando di poter intercettare il pugnale che Leo a sua volta sembrava stare per scagliare contro Jin, ma che in realtà non viene lanciato per un suo ripensamento. In ogni caso questo estremo atto di amore e sacrificio, costa la vita a Mei, che muore dissanguata una volta che la lama ha lasciato aperta la profonda ferita che ha nel petto.

La fine del film vede Jin che abbraccia il corpo di Mei, ormai morta, sussurrandole la canzone che lei stessa gli aveva cantato nel Padiglione delle Peonie dove si erano incontrati per la prima volta, mentre Leo si allontana traballante e disperato nella neve.

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