La Fère

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La Fère
comune
La fortezza di La Fère
La fortezza di La Fère
Dati amministrativi
Stato Francia Francia
Regione Blason région fr Picardie.svg Piccardia
Dipartimento Blason département fr Aisne.svg Aisne
Arrondissement Laon
Cantone La Fère
Territorio
Coordinate 49°40′N 3°22′E / 49.666667°N 3.366667°E49.666667; 3.366667 (La Fère)Coordinate: 49°40′N 3°22′E / 49.666667°N 3.366667°E49.666667; 3.366667 (La Fère)
Altitudine da 47 a 80 m s.l.m.
Superficie 6,74 km²
Abitanti 3 138[1] (2009)
Densità 465,58 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 02800
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 02304
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Francia
La Fère

La Fère è un comune francese di 3.138 abitanti situato nel dipartimento dell'Aisne, nella regione della Piccardia.

Antica sede della Scuola Reale di Artiglieria, è conosciuta per ospitare la statua dell'artigliere che in passato adornava il Pont de l'Alma di Parigi.

Scuole Militari[modifica | modifica sorgente]

La prima scuola militare nella città di La Fère fu creata dal 1720 al 1732, nei quartieri dell'Arsenale della "città vecchia", allo stesso tempo di quelle di Metz (che fusa con l'ex Scuola Reale del Genio di Mézières, doveva divenire Scuola di Applicazione del Politecnico), Strasburgo, Grenoble e Perpignano, con regia ordinanza del 5 febbraio 1720, la quale tirava le conclusioni dalle ultime campagne di Luigi XIV, facendo dell'Artiglieria un'Arma scientifica, con ufficiali formati di conseguenza. Ognuna delle cinque città ospitava un reggimento di 4.000 uomini, con una scuola di artiglieria a dimora stabile.

La scuola di artiglieria di La Fère deve la sua fama in gran parte alla qualità degli insegnanti che vi prestarono servizio. Il primo di loro fu l'ingegnere di fortificazioni Bélidor, dal 1720 al 1740.

Rispondendo alla richiesta del Ministero della Guerra, Bélidor si dedicò a sviluppare tabelle balistiche universali e dispensò agli allievi ufficiali o cadetti un insegnamento scientifico completo.

Nel 1740, la successione di Bélidor in questa funzione fu assicurata da un professore di matematica, l'abate Deidier, a sua volta sostituito dall'abate Nollet a partire dal 1757, il quale insegnava, oltre alla matematica, l'idraulica, la fisica e la chimica.

L'8 aprile 1756, Luigi XV annesse alla scuola di artiglieria, una scuola di allievi cadetti, chiamata "la Cinquantina", che venne trasferita da La Fère a Bapaume nel 1766, non potendo più la Municipalità ad assicurare il mantenimento delle caserme. Restò così solo la prima scuola, con i signori Bélidor e Deidier come professori.

Choderlos de Laclos (1759-1761) et Gribeauval vi fecero i loro studi, ed il generale Augustin Marie Aboville fu nominato da Napoleone comandante della Scuola a partire dal 1809.

Napoleone Bonaparte prestò servizio nel reggimento di artiglieria di La Fère, sotto gli ordini del barone du Teil, ma, contrariamente alla leggenda, non vi è mai stato assegnato come effettivo, poiché questo reggimento era di stanza ovvero acquartierato a Valence, e poi ad Auxonne.

Nel 1820, la prima scuola fu trasferita al castello di La Fère e vi rimase stabilmente fino al 1903. A decorrere da questa data, il castello fu trasformato in appartamenti per gli ufficiali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Oddone I, conte di Parigi e marchese di Neustria, poi re dei Franchi (888-898), morì a La Fère, sede del suo campo d'inverno, il 3 gennaio dell'anno 898.

Verso l'XI secolo, La Fère in Piccardia diviene la roccaforte dei Signori di Coucy, potenti rivali della giovane monarchia capetingia, i quali costruiscono fortificazioni che sfideranno a lungo i re di Francia.

Nel 1187, il gran torneo di La Fère, organizzato dal Sire di Coucy nelle praterie tra La Fère e Vendeuil, durò una settimana, e fu fatto annunciare fino in Belgio, lanciando molte sfide e numerosi inviti.

Nel 1545, durante la guerra di Francesco I contro Carlo V, la Piccardia fu invasa di nuovo, ed il re cominciò a sparare sul villaggio, e durante la settima guerra di religione, La Fère-sur-Oise è colta di sorpresa dal principe di Condé, il 29 novembre 1579, che vien subito ripresa dal Maresciallo di Matignon, l'anno seguente.

L'assedio del 1580 fu chiamato "assedio di velluto", poiché i Duchi di Epernon, Gioiosa ed altri Giovin Signori vi vennero in brillante compagnia, dato che i viveri abbondavano, ma non fu meno duro e lungo, dal momento che durò dal 20 giugno al 31 agosto.

L'assedio di velluto, dove feste e celebrazioni si alternarono a scariche di artiglieria, fece perdere più di 4.000 uomini agli assedianti ed 800 agli assediati.

Si scrisse e ripeté dappertutto che una "bestia cattiva" aveva divorato tutti i servi del re Enrico III, e la località prese così il soprannome di Fera, leggasi Fèra, dal latino "bestia feroce", in italiano fièra. Il 12 settembre 1580, la città di La Fère si arrende infine alle truppe reali.

Nel 1586, la Lega è in pieno svolgimento, e la guerra dei tre Enrico ugualmente. Nel 1587, l'ugonotto Enrico di Navarra / Borbone (il futuro Enrico IV di Francia, il cui padre Antonio di Borbone è nato nel castello di La Fère), è a capo di un esercito nella parte occidentale del regno.

Diveuto re (1589-1610), Enrico IV s'impadronisce poco a poco dei luoghi che gli spagnoli difendono con accanimento, e decide di porre l'assedio a La Fère nel 1595, che per quasi due anni è assediata.

Il re farà inondare la città, sbarrando la vallata dell'Oise tra Andelain e Beautor, con una linea d'acqua di 1500 metri, che porterà la città a capitolare il 16 maggio 1596.

Enrico IV riunisce allora La Fère al dominio della corona e vi stabilisce un Baliato reale, che si estendeva sulla città, sui sobborghi e su sedici villaggi vicini, che dipendeva da quello di Laon.

Nel 1643, La Fère è stata data in dote alla regina Anna d'Austria, che durante la Fronda, vi si rifugiò con il suo ministro cardinale, i suoi figli e la Corte, contro l'opposizione dei nobili rivoltosi.

Quando la ribellione cessa, Mazzarino si attacca alla città e vi ritorna nel 1654, per seguire da presso gli sforzi delle sue armate in campo più a nord.

Nel marzo del 1814, dopo la battaglia di Laon, 3.000 prussiani attaccano La Fère.

Qualche giorno dopo Waterloo, un nuovo corpo di Prussiani, marciante su Parigi, s'arresta nel giugno 1815 davanti a La Fère: l'assedio, cominciato il 24 giugno 1815, riduce ben presto la popolazione alla fame. "Affamata... mangiando cavalli, cani, gatti ...", la guarnigione tiene bene ed i prussiani si ritirano.

Il 26 novembre 1870, la città è sottoposta a bombardamenti che durano 30 ore, incendiano le caserme, una parte delle case, il municipio e l'ospedale. Si dice che più di tremila proiettili siano caduti sulla città. Il capitano Jacques Ferdinand Planche è costretto a capitolare il 27 novembre 1870, e La Fère è occupata fino al 28 ottobre 1871.

Durante la prima guerra mondiale (1914-1918), La Fère è occupata dal 1º settembre 1914 e funge da baluardo alla linea Hindenburg, ed infatti sono stati costruiti numerosi fortini. Il 13 ottobre 1918, la il 1º Armata Francese del generale Debeney varca il fiume Oise e libera la città.

Durante la seconda guerra mondiale, La Fère è invasa il 19 maggio 1940, e la caserma serve da campo provvisorio ai prigionieri fatti dai tedeschi. La città è allora in zona occupata, nella "Francia Tedesca" come dicono gli abitanti più anziani di La Fère.

La linea di demarcazione era rappresentata dal canale che va dalla Sambre all'Oise, e poiché non v'era che una sola scuola superiore, quella di La Fère, i giovani di Chauny, Tergnier ... dovevano disporre di un lascia-passare per venirvi a studiare.

Tutti i commercianti dovevano presentare una carta d'identità, in tedesco ausweis, od un "passi", in tedesco passierschein, per andare ad esempio, a cercare di là le loro merci.

Il 3 settembre 1944, la 28ª Divisione di Fanteria degli Stati Uniti, che ha subito pesanti perdite durante i combattimenti, libera La Fère.

Nel corso delle due guerre mondiali, La Fère ha dovuto far fronte a numerose distruzioni del suo patrimonio.

Città di guarnigione nei secoli XIX e XX, quando vi stazionava notoriamente il 41º Reggimento di Marina, che è stato sciolto nel giugno 1993, così la vita militare è scomparsa dalla città di La Fère. Solo le Caserme ricordano infatti tre secoli di storia, e da pochi anni un centro sociale si è installato sul sito militare[2].

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Estratto dal libro pubblicato dall'Ufficio turistico di La Fère: ... la storia...

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