Ketotifene

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Ketotifene
Ketotifen structure.svg
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C19H19N1O1S1
Massa molecolare (u) 309.426 g/mol
Numero CAS [34580-14-8]
Codice ATC R06AX17
PubChem 3827
DrugBank APRD01061
Dati farmacocinetici
Emivita 12 ore
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante

attenzione

Frasi H 302
Consigli P ---[1]

Il ketotifene è un farmaco antistaminico di seconda generazione, antagonista non competitivo dei recettori H1 dell'istamina. Il farmaco si trova in commercio come un sale dell'acido fumarico, ketotifene fumarato, ed è disponibile sia nella forma di soluzione oftalmica allo 0.025% che di compresse da 2 mg. Ketotifene è venduto in Italia dalla società farmaceutica Novartis Pharma con il nome di Zaditen. Poiché il brevetto è scaduto diverse società farmaceutiche commercializzano la molecola come medicinale equivalente.

Farmacodinamica[modifica | modifica wikitesto]

Ketotifene è un antistaminico ad azione inibitoria non competitiva sui recettori istaminici H1. Il farmaco ha anche un’attività stabilizzante i mastociti,[2][3] ostacolandone la liberazione di istamina,[4] con un effetto simile a quello dei cromoni.[5][6][7] Possiede inoltre attività antileucotrienica funzionale e di inibizione della liberazione di mediatori chimici da parte delle mastcellule coinvolte nelle reazioni di ipersensibilità,[8][9][10] di riduzione dell'attivazione degli eosinofili e del loro flusso verso la sede dell'infiammazione.[11][12] Infine il farmaco possiede una attività inibitoria sulle fosfodiesterasi (effetto simile a quello della teofillina).

Farmacocinetica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la somministrazione orale ketotifene è assorbito dal tratto gastrointestinale in modo pressoché completo. Il farmaco subisce però un importante effetto di primo passaggio epatico, che ne limita la biodisponibilità a circa il 50%. La biodisponibilità non sembra essere influenzata dalla concomitante assunzione di cibo. Nell'adulto la concentrazione plasmatica massima (Cmax) del farmaco viene raggiunta tra le 2 e le 4 ore. Nel bambino il picco di massima concentrazione è anticipato tra 1 e 2 ore. Il farmaco si lega alle proteine plasmatiche nella misura del 75%.[13] L’eliminazione del ketotifene appare bifasica: l'emivita breve è di circa 3-5 ore, quella prolungata di circa 21 ore. Il metabolismo di ketotifene avviene nel fegato con processi di glucoronoconiugazione e di demetilazione che danno luogo, rispettivamente, a ketotifene-N-glucuronide, inattivo, e nor-ketotifene, il metabolita attivo. Il 60-70% della dose somministrata è eliminato per via urinaria, prevalentemente sotto forma di metaboliti inattivi, nel giro di 48 ore. Una percentuale variabile dal 30 al 40% della dose viene invece eliminata con le feci.[14]

Usi clinici[modifica | modifica wikitesto]

Ketotifene è utilizzato nel trattamento della rinite allergica,[15] della febbre da fieno,[16][17] dell'asma allergico,[18][19][20] dell'orticaria cronica idiopatica,[21][22][23][24] di diverse tipologie di allergie cutanee che causano prurito come ad esempio la dermatite atopica[25][26][27] o le punture di insetto. Nella forma di collirio l'uso è riservato al trattamento della congiuntivite allergica.[28][29][30]
Ketotifene trova anche impiego nella profilassi dell'asma.[31][32][33]

Effetti collaterali ed indesiderati[modifica | modifica wikitesto]

In corso di trattamento sono state segnalate sedazione e sonnolenza, sia pure in misura minore rispetto agli antistaminici di prima generazione e particolarmente all'inizio del trattamento. Cefalea, vertigini, nausea, vomito, dispepsia, epigastralgia, secchezza delle fauci, aumento dell'appetito ed aumento ponderale sono altri effetti indesiderati relativamente comuni.

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il farmaco è controindicato nei soggetti con ipersensibilità nota al principio attivo. Ne deve essere evitato l'uso anche in pazienti in trattamento con antidiabetici orali, in caso di epilessia e nelle donne che allattano al seno.

Dosi terapeutiche[modifica | modifica wikitesto]

Il dosaggio usuale negli adulti equivale a 2 mg di ketotifene (1 compressa contenente ketotifene fumarato acido 2,75 mg, pari a 2 mg di principio attivo) una volta al giorno, preferibilmente la sera. In alcuni soggetti il dosaggio può dover essere incrementato fino a 4 mg al dì, suddivisi in due somministrazioni, al mattino ed alla sera. Nei bambini, oltre i 3 anni di età, il dosaggio equivale a quello degli adulti, cioè 2 mg una volta al giorno.

Sovradosaggio[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi principali includono marcata sonnolenza e grave sedazione che possono evolvere fino al coma. In alcuni soggetti si manifestano disorientamento e confusione, ipereccitabilità, bradi o tachicardia, dispnea e nei casi più gravi depressione respiratoria. Sono possibili convulsioni, in particolare in età pediatrica.
Il trattamento include la lavanda gastrica mentre l’emesi potrebbe rivelarsi controproducente per il rischio di facilitare le convulsioni. Somministrare carbone attivo ed attivare le normali misure di sostegno a respiro ed attività cardiocircolatoria.

Gravidanza ed allattamento[modifica | modifica wikitesto]

Ketotifene attraversa la barriera placentare ma gli studi sperimentali non hanno evidenziato effetti teratogeni. Tuttavia il farmaco può essere somministrato in gravidanza solo in caso di effettiva necessità.
Il farmaco, come altri antistaminici, viene secreto nel latte materno e pertanto le donne che allattano al seno non dovrebbero assumere ketotifene.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 08.10.2012 riferita al fumarato
  2. ^ J. Ruh, F. Vogel; E. Schmidt, In vivo assessment of villous microcirculation in the rat small intestine in indomethacin-induced inflammation: role of mast-cell stabilizer Ketotifen. in Acta Physiol Scand, vol. 170, nº 2, Oct 2000, pp. 137-43, PMID 11114951.
  3. ^ F. Karmeli, R. Eliakim; E. Okon; D. Rachmilewitz, Gastric mucosal damage by ethanol is mediated by substance P and prevented by ketotifen, a mast cell stabilizer. in Gastroenterology, vol. 100, 5 Pt 1, maggio 1991, pp. 1206-16, PMID 1707383.
  4. ^ A. Truneh, JR. White; FL. Pearce, Effect of ketotifen and oxatomide on histamine secretion from mast cells. in Agents Actions, vol. 12, 1-2, Apr 1982, pp. 206-9, PMID 6177216.
  5. ^ TK. Klooker, B. Braak; KE. Koopman; O. Welting; MM. Wouters; S. van der Heide; M. Schemann; SC. Bischoff; RM. van den Wijngaard; GE. Boeckxstaens, The mast cell stabiliser ketotifen decreases visceral hypersensitivity and improves intestinal symptoms in patients with irritable bowel syndrome. in Gut, vol. 59, nº 9, Sep 2010, pp. 1213-21, DOI:10.1136/gut.2010.213108, PMID 20650926.
  6. ^ Drugs for asthma: mast-cell stabilisers. in Br Med J (Clin Res Ed), vol. 282, nº 6269, Mar 1981, pp. 1072-3, PMID 6783253.
  7. ^ W. Split, M. Szmidt; A. Prusiński; J. Rozniecki, [Effectiveness of ketotifen--a drug stabilizing mast cell membranes--in the treatment of chronic forms of Horton's headache]. in Neurol Neurochir Pol, vol. 18, nº 2, pp. 105-9, PMID 6207450.
  8. ^ H. Tomioka, S. Yoshida; M. Tanaka; A. Kumagai, Inhibition of chemical mediator release from human leukocytes by a new antiasthma drug, HC 20-511 (ketotifen). in Monogr Allergy, vol. 14, 1979, pp. 313-7, PMID 91958.
  9. ^ LP. Craps, Immunologic and therapeutic aspects of ketotifen. in J Allergy Clin Immunol, vol. 76, 2 Pt 2, Aug 1985, pp. 389-93, PMID 4019961.
  10. ^ LP. Craps, UM. Ney, Ketotifen: current views on its mechanism of action and their therapeutic implications. in Respiration, vol. 45, nº 4, 1984, pp. 411-21, PMID 6206536.
  11. ^ M. Nabe, H. Miyagawa; DK. Agrawal; H. Sugiyama; RG. Townley, The effect of ketotifen on eosinophils as measured at LTC4 release and by chemotaxis. in Allergy Proc, vol. 12, nº 4, pp. 267-71, PMID 1936977.
  12. ^ G. Woerly, S. Loiseau; M. Loyens; C. Schoch; M. Capron, Inhibitory effects of ketotifen on eotaxin-dependent activation of eosinophils: consequences for allergic eye diseases. in Allergy, vol. 58, nº 5, maggio 2003, pp. 397-406, PMID 12752326.
  13. ^ X. Chen, D. Zhong; D. Liu; Y. Wang; Y. Han; J. Gu, Determination of ketotifen and its conjugated metabolite in human plasma by liquid chromatography/tandem mass spectrometry: application to a pharmacokinetic study. in Rapid Commun Mass Spectrom, vol. 17, nº 22, 2003, pp. 2459-63, DOI:10.1002/rcm.1189, PMID 14608613.
  14. ^ A. Grahnén, A. Lönnebo; O. Beck; SA. Eckernäs; B. Dahlström; B. Lindström, Pharmacokinetics of ketotifen after oral administration to healthy male subjects. in Biopharm Drug Dispos, vol. 13, nº 4, maggio 1992, pp. 255-62, PMID 1600111.
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  30. ^ GL. Torkildsen, MB. Abelson; PJ. Gomes, Bioequivalence of two formulations of ketotifen fumarate ophthalmic solution: a single-center, randomized, double-masked conjunctival allergen challenge investigation in allergic conjunctivitis. in Clin Ther, vol. 30, nº 7, Jul 2008, pp. 1272-82, PMID 18691986.
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