Henry Howard, I conte di Northampton

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Henry Howard

Henry Howard I conte di Northampton (Norfolk, 25 febbraio 154015 giugno 1614) esponente della potente famiglia Howard, fu un personaggio di spicco della corte inglese. Ciclicamente sospettato di essere cattolico andò incontro, per questo, a periodi in cui la sua credibilità ed affidabilità era azzerata ed il favore regale annullato. Per suo volere venne costruita la Northumberland House di Londra e sovrintese a quella di Audley End House.

La lunga istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Henry Howard nacque, come secondogenito, nel Norfolk il 25 febbraio 1540 dal poeta Henry Howard e da Frances de Vere (1516 circa-30 giugno 1577) figlia di John de Vere, XV conte di Oxford (prima del 1490-21 marzo 1540). Suo fratello maggiore era Thomas Howard, IV duca di Norfolk, che venne giustiziato per aver cospirato contro Elisabetta I d'Inghilterra volendo sposarne la cugina Maria Stuarda e fu il prozio di Thomas Howard, XXI conte di Arundel. Nel 1547 suo padre morì ed egli, insieme alle sorelle ed i fratelli, venne affidato alle cure di Mary FitzRoy che li pose sotto il tutoraggio del teologo John Foxe, con lui rimasero nella casa di famiglia degli Howard per tutto il regno di Edoardo VI d'Inghilterra e quando al trono salì la sorella Maria I d'Inghilterra il loro nonno Thomas Howard, III duca di Norfolk fu rilasciato e, tornato a casa, licenziò Foxe[1]. Gli studi di Henry proseguirono con il Vescovo di Lincoln John White (1510-1560) e quando questi si trasferì a Winchester nel 1556 il ragazzo andò con lui. Con White Henry studiò il diritto, la filosofia, la storia e la teologia e pare che avesse concepito una grande simpatia per la religione cattolica e la relativa chiesa. Tale professione di fede era assai gradita alla regina Maria, ma non andava bene con la sorella Elisabetta I d'Inghilterra che la sostituì dal 1558, ella privò White del vescovado e prese sotto la propria responsabilità l'educazione di Henry che proseguì la propria istruzione presso il King's College (Cambridge). Nel 1564 Henry si diplomò ed iniziò a frequentare il Trinity Hall che era stato fondato circa trent'anni prima e quattro anni dopo andò ad Oxford[2].

I molti sospetti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1568 Henry scrisse a William Cecil, I barone Burghley protestando per il fatto che egli veniva ingiustamente sospettato di nutrire simpatie cattoliche e, per ringraziare la sorella Catherine che lo supportava, scrisse per lei un trattato sulla natura e la filosofia morale datato 6 agosto 1569[3]. Nello stesso periodo si rumoreggiò della possibilità che Henry potesse prendere gli ordini sacri per sostituire il vescovo, anglicano, di York, Thomas Young (1507-1568), queste voci, anche contrastanti, non impedirono ad Elisabetta di chiamarlo a corte nel 1570. Henry dovette comunque tenere un basso profilo, in quel periodo suo fratello maggiore Thomas stava infatti macchinando per convolare a nozze con Maria Stuarda e detronizzare Elisabetta e le sue azioni, che lo portarono alla morte, dovettero deprimere non poco le prospettive di Henry. Nel 1572 Thomas venne arrestato ed Henry con lui perché qualcuno confessò che egli si era proposto come marito alla regina Maria, una commissione esaminò ripetutamente la sua posizione e quando venne dichiarato innocente Elisabetta lo richiamò a corte. Dopo la morte di Thomas Henry si ritirò presso Audley End House dove si occupò dell'educazione dei nipoti e non trascurò di rimanere in contatto con alcuni membri della corte così da rimanere entro il favore regale e per non perdere credibilità, infatti nel 1574, quando fu scoperto che egli si scambiava pegni con la regina Maria, fu in grado di dare una spiegazione convincente. A quanto pare Henry le fornì informazioni politiche per molti anni, ma se dobbiamo dare retta ai suoi rapporti, si trattò sempre di informazioni piuttosto prudenti e circostanziate. Sia come sia Henry doveva ora recuperare il favore di Elisabetta e lo fece con petizioni condite di un'abbondante dose di adulazione. Nel 1580 fu scoperto un piccolo documento che caldeggiava un possibile matrimonio, di cui allora si parlava, fra Elisabetta e Francesco Ercole di Valois che sarebbe stato scritto in risposta ad un manoscritto di John Stubbs (1543 circa-1591) che invece era contrario all'unione. Quando Cecil ne domandò ragione Henry rispose con un Pamphlet sull'inopportunità di avere una donna al governo e che venne completato soltanto nel 1589. Due anni dopo suo cugino, Edward de Vere, riportò alla ribalta la corrispondenza che Henry aveva avuto con la regina Maria Stuarda e le relative e fino ad allora sottaciute, accuse di eresia e tradimento. Fu arrestato nuovamemte e si difese lungamente in una lettera indirizzata alla regina dove ammetteva di essersi avvicinato alla dottrina cattolica per alcune e proprie difficoltà di coscienza, ma negò fermamente di averlo fatto pensando di potere ottenere i favori di Maria. Una volta libero si ritirò per un anno, fino al 1583 a St Albans dove scrisse un trattato contro l'Astrologia giudiziaria e che dedicò a Francis Walsingham. Anche questo libro fu visto con sospetto e dopo che, sempre nel 1583, si scoprì il Piano di Throckmorton, un complotto Cattolico teso a spodestare Elisabetta in favore di Maria, Henry fu mandato alle Fleet Prison. L'accusa era che egli avesse ricevuto dalla regina di Scozia un anello con dento un messaggio, Cecil si rifiutò di intervenire a suo favore, ma suo figlio, Robert Cecil, I conte di Salisbury acconsentì a mandarlo, sulla parola, presso la casa di Nicholas Bacon presso Redgrave. Gli anni che seguirono furono di assoluto isolamento ed Henry li passò anche quasi del tutto privo di mezzi di sussistenza poiché la sua pensione veniva pagata irregolarmente.

Gli onori[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni d'esilio Henry non perse mai i contatti con William e Robert Cecil e fu grazie a loro che, nel 1600 poté tornare alla presenza della regina. Ormai Elisabetta era vecchia ed alla fine del suo regno, motivo per cui Henry andò alla corte di Giacomo I d'Inghilterra figlio della defunta Maria. Elisabetta infatti sarebbe morta senza eredi, così come suo fratello e sua sorella, e l'erede più prossimo era proprio Giacomo, figlio della cugina della sovrana. Ovviamente tale successione non fu lineare, c'erano altri pretendenti, come Walter Raleigh, ma Henry fu uno di coloro che si operò perché il trono andasse a Giacom e quando questo avvenne ricevette la giusta ricompensa[4]. Nel 1603, anno della morte di Elisabetta, Henry fu messo a parte del Consiglio privato di sua maestà, il 1º gennaio dell'anno dopo fu nominato Lord Guardiano dei Cinque Porti, il 31 marzo fu creato Conte di Northampton, il 24 febbraio del 1605 fu nominato cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera ed ancora il 29 aprile fu nominato Lord del Sigillo Privato. Gli onori non finiro qui, nel 1609 fu nominato High Steward per l'Università di Oxford e nel 1612 fu messo a capo di quella di Cambridge. Tante volte giudicato ora fu il suo turno di giudicare, Henry fu uno dei giudic al processo di Walter Raleigh, di Henry Brooke, XI barone Cobham (22 novembre 1564-3 febbraio 1619), di Guy Fawkes e di Henry Garnet ed in ognuno di questi casi premette per un verdetto di colpevolezza.

Il matrimonio ad ogni costo[modifica | modifica wikitesto]

Attorno al 1609 Henry assistette la nipote Frances Carr, Contessa di Somerset (31 maggio 1590-23 agosto 1632) che intendeva divorziare dal marito Robert Devereux, III conte di Essex per sposare Robert Carr, I conte di Somerset con cui aveva già una relazione. Sia Henry che il padre di lei la rappresentarono durante un'udienza che si tenne a Whitehall nel maggio del 1613 nella speranza che suo marito acconsentisse al divorzio. Essex tuttavia non fu accomodante ed Henry riuscì a fare in modo che la cosa approdasse di fronte ad una commissione, una volta che il divorzio fu ottenuto però, il poeta Thomas Overbury sconsigliò Somerset di sposare una donna con un tale passato. L'affronto fu preso di petto dagli Howard ed Henry, sulla base di prove assai scarne, lo fece rinchiudere nella Torre di Londra e fece sì che il loro alleato Gervase Helwys divenisse Lord Lieautenant della Torre. Helwys scrisse spesso ad Henry descrivendogli la condotta e la salute del prigioniero e questi, pur mettendo in chiaro che non voleva essere messo in connessione con la faccenda, gli fece conoscere John Craig (morto nel 1620), uno degli archiatri perché facesse un resoconto sullo stato di salute di Overbury. Nel 1613 Overbury morì avvelenato, e dopo pochi mesi, il 15 giugno 1614 anche Henry lo seguì e fu solo l'anno seguente che un'indagine sulla morte del poeta mise in luce la possibilità che anche Howard fosse coinvolto nel suo decesso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [Howard, Henry, Earl of Northampton". Dictionary of National Biography]. London: Smith, Elder & Co. 1885–1900
  2. ^ [Howard, Henry] in Venn, J. & J. A., [Alumni Cantabrigienses], [Cambridge University Press]
  3. ^ Anne Somerset (1997), Unnatural Murder: Poison at the Court of James I
  4. ^ Alan Stewart (2004), The Cradle King: A Life of James VI and I

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