Gin Ichimaru

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« I guardiani sconfitti non aprono i portoni; per un guardiano, sconfitta significa morte. »
(Gin Ichimaru)
Gin Ichimaru
Gin Ichimaru
Gin Ichimaru
Universo Bleach
Nome orig. ギン 市丸 (Gin Ichimaru)
Lingua orig. Giapponese
Autore Tite Kubo
Editore Shueisha
1ª app. in Weekly Shonen Jump
Editore it. Panini Comics - Planet Manga
Voce orig. Koji Yusa
Sesso Maschio
Data di nascita 10 settembre

Gin Ichimaru (市丸 ギン Ichimaru Gin?) è un personaggio immaginario dell'anime e manga Bleach di Tite Kubo. Era il capitano della Terza Divisione.

Nel secondo e nel penultimo sondaggio fra i personaggi preferiti Gin risulta essere al 5º posto, confermando la sua grande popolarità. Ha avuto un calo nell'ultimo sondaggio, arrivando al 12º posto con 3699 voti.

Aspetto e personalità[modifica | modifica sorgente]

Gin Ichimaru si presenta come un giovane magro, dal viso affusolato e dai corti capelli grigio chiaro. Ha sempre la stessa espressione: occhi perennemente socchiusi ed un ampio sorriso da una guancia all'altra, malizioso e inquietante. È infido, cinico, spietato ed imprevedibile. Si diverte a far soffrire le persone illudendole con false speranze: a tal proposito, esplicativo è il suo dialogo con Rukia Kuchiki, tenuta prigioniera; prima la illude di poter sopravvivere e di essere venuto lì per salvarla, poi la getta nella disperazione più profonda affermando che stava solo scherzando.

Con un incredibile colpo di scena, negli ultimi capitoli della saga degli Arrancar, si rivela un personaggio positivo: attraverso un flashback si scopre infatti che era diventato Shinigami per vendicare i maltrattamenti che Matsumoto aveva subito da una squadra di Shinigami capitanata da Sōsuke Aizen, i quali le avevano rubato parte della propria energia per usarla come ingrediente per l'Hogyoku. Per tutta la sua vita era stato al fianco di quest'ultimo per scoprirne i punti deboli e poterlo uccidere. Fallisce nella sua impresa, morendo, e le sue ultime parole sono un incoraggiamento nei confronti di Ichigo affinché sconfigga il suo nemico di sempre.

È sicuramente il personaggio più ambiguo della serie, e infatti neanche Sōsuke Aizen, che non si dichiara sorpreso dal tradimento, si fidava di lui.

Le uniche persone per le quali abbia mostrato interesse sono Aizen e Matsumoto, luogotenente della Decima Divisione a cui una volta salvò la vita e della quale è innamorato.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Passato[modifica | modifica sorgente]

È stato per molto tempo il luogotenente del capitano della Quinta Divisione Sōsuke Aizen, che l'aveva già notato ai tempi in cui era uno studente. È stato l'unico a terminare l'Accademia degli Shinigami in un solo anno, prima di diventare a sua volta capitano della Terza Compagnia e di avere al suo servizio come luogotenente il leale Izuru Kira. Da piccolo ha salvato dalla fame Rangiku Matsumoto, verso cui avrà sempre un legame.

Saga della Soul Society[modifica | modifica sorgente]

Dopo che Ichigo e gli altri hanno appena superato il guardiano di uno dei cancelli, Gin va ad affrontarli e ricacciarli indietro senza ucciderli. Sospettato di aver favoreggiato gli intrusi, Gin viene convocato, di fronte a tutti gli altri Capitani, al cospetto del Comandante Generale Yamamoto, in cerca di risposte. Gin non fornisce alcuna spiegazione al suo comportamento, e il suono dell'allarme generale lo salva in tempo.

Molti all'interno del Gotei 13 credono che sia il responsabile dell'assassinio di Aizen, a causa anche di alcuni discorsi ambigui tra i due uditi dal Capitano della Decima Divisione, Toshiro Hitsugaya. In particolare, Momo Hinamori, fedelissima luogotenente del Capitano deceduto, è inizialmente convinta della colpevolezza di Gin e cerca di ucciderlo, ma invano. In seguito anche Hitsugaya, che è amico di Hinamori, si scontrerà con lui ma senza ucciderlo.

Quando successivamente il complotto di Aizen viene rivelato, Gin e Kaname Tōsen si scoprono suoi fidati alleati. All'ordine del suo capo di uccidere Rukia dopo aver estratto da lei l'Hougyoku, l'ex capitano subito estrae la sua Zanpakutō pronto ad ucciderla, ma non appena interviene Byakuya Kuchiki rinuncia al suo intento.

Gin, Aizen e Tosen, ormai ottenuto quello che cercavano, si ritirano nell'Hueco Mundo. Prima di andarsene lancerà un ultimo sguardo a Matsumoto, e in quell'istante non sorriderà e le chiederà scusa.

Saga dell'Hueco Mundo[modifica | modifica sorgente]

Da quando si trova nella base di Las Noches, la "volpe d'argento" si mostra di rado e soltanto per parlare con Aizen, commentando le varie decisioni del suo capo quasi a cercare di comprenderne i veri intenti.

In seguito all'intrusione di Ichigo e compagni nelle stanze di Las Noches, lo vediamo manovrare, con dei sofisticati congegni, la disposizione delle varie stanze della fortezza. Interrogato da Ulquiorra, negherà tutto, dicendo soltanto che si trattava di "un gioco per quei bambini".

Saga della falsa Karakura Town[modifica | modifica sorgente]

Gin Ichimaru

Giunge, insieme ad Aizen e Tosen, nella falsa Karakura preparata dal Comandante Yamamoto, e da quest'ultimo viene intrappolato da una impenetrabile barriera di fuoco. Assiste al duello del suo vecchio luogotenente, Kira, affermando di essere felice di come se la stia cavando bene senza di lui.

Dopo l'arrivo di Wonderweiss, il Menos Grande di nome Fura venuto assieme a lui libera i tre capitani dalla loro prigione di fuoco con un semplice soffio. Per il resto, si limita a ben poche azioni e a qualche commento sulle battaglie in corso (come l'affermare che i poteri della Zanpakuto di Aizen, se pur stupefacenti, sono solo una parte del potenziale del suo comandante), fino a quando, attaccato da Ichigo, torna in azione decidendo di rilasciare dopo tanto tempo il proprio Bankai. Gin, durante lo scontro, mette in crisi Ichigo senza fatica, bloccando tutti i suoi colpi. Ad un certo punto Ichigo sfodera anche la sua nuova maschera da Hollow, ma nemmeno il suo Getsuga Tensho in quella forma serve a qualcosa contro Gin. In seguito Gin vede negli occhi di Ichigo la paura nei confronti di Aizen, come se fosse sicuro di morire senza poter fare niente. Si dichiara deluso dal comportamento di Ichigo (delusione che verrà compresa solo in seguito) e gli dice di scappare, altrimenti sarà lui ad ucciderlo, perché in ogni caso sarebbe morto, avendo perso la voglia di lottare. Aizen, però, interrompe lo scontro e se ne va con Gin.

Dopo lo scontro con Ichigo si reca, sempre in compagnia di Aizen, nella vera città di Karakura dove incontra nuovamente Rangiku Matsumoto, che aveva deciso di inseguirlo per fermarlo. Ichimaru, vedendo la ragazza, prega Aizen di occuparsene lui stesso e la porta in un luogo lontano dal suo capitano. L'esito dello scontro è incerto ma di ritorno da Aizen è lui stesso a dichiarare di aver ucciso Matsumoto. In seguito abbassa la spada di Aizen, che voleva catturare gli amici di Ichigo, dicendo di volerlo fare lui stesso. Inaspettatamente però si rivolta contro Aizen, trafiggendolo e dichiarando di aver aspettato decenni prima che Aizen gli confidasse che solo toccando la lama di Kyōka Suigetsu, prima che l'ipnosi totale si completi, il suo potere si annulla. Utilizza poi la vera abilità della sua spada iniettando nel cuore di Aizen un potente veleno che distrugge le cellule. Effettivamente Aizen si ritrova con un enorme buco sul petto, e Gin recupera l'Hougyoku (nonostante Aizen riesca a spingerlo via).

Nonostante ciò i suoi sforzi paiono del tutto inutili: la successiva morte di Aizen è solo apparente, infatti questi si rialza con un aspetto simile al precedente ma dotato di sei paia di ali simili a quelle delle farfalle. Dopo aver affermato che l'Hougyoku è ormai suo anche se non lo possiede, si para di fronte a Gin e gli squarcia il petto e il tronco con un fendente. Gin tenta nuovamente di riprendere l'Hougyoku, ma ormai è troppo debole e il suo braccio teso viene strappato da Aizen, che in seguito ne trapassa l'addome da parte a parte con la sua spada. Durante lo scontro, Gin ricorda vari eventi del suo passato, dove fin da piccolo vede e capisce la pericolosità di Aizen, che faceva già all'epoca esperimenti sulle anime del Rukongai per la creazione dell'Hougyoku, e decide di fermarlo diventando uno shinigami per proteggere Rangiku.

Dopo essere stato spinto da Aizen contro un palazzo, viene poi raggiunto da Rangiku che, risvegliatasi dalla tecnica di morte apparente che Gin aveva usato per nasconderla, piange disperata e assiste all'arrivo di Ichigo sulla scena. Gin commenta che gli occhi di Ichigo, a differenza di quelli che aveva quando si era scontrato lui nella falsa Karakura, sono occhi forti e sicuri, e grazie a quelli afferma di poter morire tranquillo in quanto il ragazzo riuscirà sicuramente a battere Aizen. Lo si vedrà un'ultima volta alla fine di questa saga nei ricordi di Rangiku, che parla di lui al passato facendo quindi intendere la sua probabile morte.

Zanpakutō[modifica | modifica sorgente]

La sua Zanpakuto, Shinsō (神鎗? letteralmente "Fiocina divina"), ha la forma di un normale wakizashi. L'elsa è azzurra con una tsuba composto da due volute sottili di metallo che girano intorno alla lama, con la forma di un ovale aperto simile ad una "S".

Lo Shikai si attiva al comando "Colpisci a morte" (射殺せ ikorose?). Peculiarità del doppiaggio inglese è il fatto che a questa frase viene aggiunto un pronome personale (lui, lei, esso) specificando chi o cosa vuole colpire. Tramite lo Shikai, la lama di Shinso, illuminatasi di bianco, è in grado di estendersi ad alta velocità per colpire gli avversari di Gin anche sulla lunga distanza, oltre a permettergli di colpire più nemici contemporaneamente con un singolo colpo. Grazie al suo Shikai, Shinso è in grado di raggiungere una lunghezza massima equivalente a 100 volte la sua lunghezza iniziale: è per questo che la spada si è guadagnata il soprannome di Hyapponzashi (百本差し? "cento wakizashi"). Oltre alla grande velocità dimostrata dalla lama durante la sua estensione, altro aspetto significativo è la forza che viene impressa al momento dell'espansione, come si è visto quando Gin spinse sia Ichigo che il mastodontico Jidanbō fuori dal cancello della Seireitei, nonostante il guardiano fosse saldamente attaccato ad esso.

Bankai[modifica | modifica sorgente]

Il Bankai di Shinsō prende il nome di Kamishini no Yari (神殺鎗? "Lancia del Deicida"): la Zanpakutō di Gin non cambia affatto il suo aspetto, conservando la sua forma di piccola wakizashi. Tuttavia, nonostante le apparenze, la lama è in grado di raggiungere una lunghezza equivalente a 13 kilometri (circa 8,1 miglia) a 500 volte la velocità del suono. La lama può anche ritirarsi a dimensioni normali con la stessa velocità. In occasione del suo tradimento nei confronti di Aizen, Gin ha però sostenuto che sia la velocità con cui il suo Bankai si estende sia la sua portata non raggiungono le stime da lui stesso precedentemente affermate.

Abilità speciali del Bankai

Le caratteristiche principali del Bankai di Gin sono essenzialmente le stesse possedute dal suo Shikai, ma la sua potenza, la lunghezza e la velocità di estensione sono notevolmente aumentate. L'enorme potenza di taglio che la lama aveva già dimostrato durante lo Shikai viene ulteriormente incrementata, al punto che Gin è in grado di tagliare a metà buona parte della falsa Karakura senza apparente sforzo.

  • Veleno: la vera abilità di Kamishini no Yari e il suo aspetto più letale non sono legati alla sua lunghezza o alla sua velocità, ma piuttosto alla capacità di trasformarsi in polvere solo per un secondo quando esso si espande e si contrae. All'interno della lama viene secreto un veleno mortale, che a contatto con materiali organici è in grado di dissolverli a livello cellulare. Questa abilità viene mostrata per la prima volta da Gin quando, dopo aver trafitto Aizen, lascia all'interno del suo organismo un frammento della sua lama. In questo modo Gin è in grado di uccidere un avversario in qualsiasi momento, puntando la mano sul bersaglio e pronunciando il comando "Uccidi" (殺せ korose?).
  • Estensione e contrazione della spada: Gin ha affermato che il suo Bankai può raggiungere la sua lunghezza totale a 500 volte la velocità del suono, esattamente 171.500 metri al secondo per arrivare al massimo della sua lunghezza in meno di 0,08 secondi, il che renderebbe Kamishini no Yari non solo la più lunga Zanpakutō, ma anche la più veloce. Poiché l'estensione della lama e la velocità di contrazione sono delle abilità molto pericolose, Gin tende a sminuire la sua velocità quando parla della sua Zanpakutō, e si concentra invece sulla portata e la potenza della lama al fine di ottenere un vantaggio psicologico sul suo avversario. La potenza della lama di Gin in estensione è tale da bloccare e spingere indietro il Bankai di Ichigo con il Getsuga avvolto nella lama, mentre indossa la maschera da Hollow. Inoltre un solo affondo è stato sufficiente a sbriciolare la maschera di Ichigo.
  • Butō (舞踏? "Passo di danza"): dopo aver saldamente afferrato Kamishini no Yari con entrambe le mani ed averla posta esattamente al centro del petto e rivolta contro il nemico, Gin è in grado di scatenare le enormi capacità di estensione e contrazione del suo Bankai in maniera ancora più efficace del normale.
  • Butō: Renjin (舞踏連刃? "Passo di danza: Tempesta di lame"): questa abilità ripete l'azione di estensione e contrazione di Kamishini no Yari in maniera analoga al Buto, ma in rapida successione. L'intero processo avviene in un singolo istante, rendendo i singoli passaggi della tecnica indistinguibili l'uno dall'altro, generando un apparente massa di spade che rende alla vittima quasi impossibile schivare questo colpo.

Poteri e abilità[modifica | modifica sorgente]

Nel "libro delle anime" di Bleach, il databook ufficiale della serie redatto da Tite Kubo, è presente uno schema che riassume tutte le sue caratteristiche[1]:

  • Potere offensivo (攻撃力?): 100
  • Potere difensivo (防御力?): 80
  • Agilità (機動力?): 90
  • Arti demoniache ・ Forza spirituale (鬼道・霊圧?): 80
  • Intelligenza (知力?): 90
  • Stamina (体力?): 80
  • Totale: 520
  • In percentuale: 84,5%

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dal databook ufficiale giapponese di Bleach

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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