Sōsuke Aizen

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« Sarò io l'unico a sedersi sul trono del cielo »
(Sōsuke Aizen)
Sōsuke Aizen
Sōsuke Aizen durante lo scontro nella falsa Karakura
Sōsuke Aizen durante lo scontro nella falsa Karakura
Universo Bleach
Nome orig. 惣右介 藍染 (Sōsuke Aizen)
Lingua orig. Giapponese
Autore Tite Kubo
Editore Shueisha
1ª app. in Weekly Shonen Jump
Editore it. Panini Comics - Planet Manga
Voce orig. Sho Hayami
Sesso Maschio
Data di nascita 29 maggio

Sōsuke Aizen (藍染 惣右介 Aizen Sōsuke?) è il principale antagonista della serie manga e anime Bleach di Tite Kubo.

Secondo il penultimo sondaggio di Shōnen Jump sui personaggi preferiti, Aizen risulta essere al diciottesimo posto, sorpassando Yachiru Kusajishi di soli quarantadue voti. Nell'ultimo sondaggio ha però un calo, scendendo al ventitreesimo posto con 1423 voti e venendo preceduto da Ikkaku Madarame.

Aspetto e personalità[modifica | modifica wikitesto]

Occhiali quadrati, viso affabile e capelli quasi davanti agli occhi: così si mostra nelle sue prime apparizioni il comandante della Quinta Divisione, da tutti ritenuto una persona rispettabile e di indole pacifica.

Scoperto il suo piano, Aizen getta la maschera e mostra il suo vero aspetto: senza occhiali, capelli tirati all'indietro e un ciuffo che continuamente gli pende davanti al viso. La sua vera indole è quella di un essere che non mostra alcun sentimento verso gli altri, ma anzi li usa a suo piacimento facendo leva sulle loro debolezze e si diverte a vederli soffrire.

Nonostante l'indifferenza con cui gioca con la vita degli altri, Aizen utilizza sempre un linguaggio formale e cortese, anche se in caso di minima contraddizione non esita a cambiare subito tono o a lanciare sguardi intimidatori temuti persino da esseri del calibro di Grimmjow Jeagerjaques. Nonostante il carattere assolutamente negativo del personaggio, è innegabile il fascino che riesce a esercitare su diversi soggetti, tra cui il suo ex luogotenente Momo Hinamori, Orihime, Loly Aivirrne e Menoly Mallia.

Gli unici di cui veramente si fida sono Gin Ichimaru, l'unico col quale sembra talmente in confidenza da esporgli i suoi veri piani (anche se, in realtà, è velatamente guardingo e sospettoso nei suoi confronti) e Ulquiorra Schiffer, al quale affida le missioni più importanti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antefatto - Saga del Pendolo[modifica | modifica wikitesto]

Aizen come appariva nel Gotei 13

Durante la Saga del Pendolo, ambientata cento anni prima della storia regolare, Aizen ricopre il rango di luogotenente della Quinta Divisione al servizio del capitano Shinji Hirako, futuro leader dei Vizard[1]. Già all'epoca Aizen collaborava con Tosen e Gin, a quel tempo ancora un bambino ma comunque già un killer provetto. Aizen aveva provato ad usare diversi Shinigami per i suoi esperimenti, fornendo loro poteri superiori: tutte le sue cavie, eccetto i futuri Vizard, erano stati dei fallimenti, che gli erano comunque risultati molto utili. Tentando di rintracciare Shinji e il suo gruppo Aizen crea, utilizzando l'anima di uno Shinigami, un Hollow chiamato "White" e progettato appositamente per hollowificare gli Shinigami. Dopo il suo attacco a Isshin Shiba e l'hollowficazione di Masaki Kurosaki, Aizen rimane in disparte, curioso di vedere quello che potrà succedere.

Saga della Soul Society[modifica | modifica wikitesto]

Il falso Aizen[modifica | modifica wikitesto]

Al termine di una riunione tra tutti i capitani, Aizen, inizialmente ritenuto universalmente una persona gentile e disponibile, esterna i suoi forti sospetti su alcune attività illecite svolte dal capitano della Terza Divisione Gin Ichimaru, suo ex luogotenente in passato, arrivando persino a sfidare il suo "avversario" a parole, con tanto di testimoni. Più tardi lo si vede trafitto a morte, inchiodato sulle mura di una torre, gettando la sua luogotenente nella disperazione più profonda. Successivamente si scopre che Aizen aveva lasciato una lettera al suo vice, affermando che il suo futuro assassino sarebbe stato Tōshirō Hitsugaya, capitano della Decima Divisione e amico di Hinamori, cosa che causa nella ragazza un grande shock e un'inevitabile sfida tra i due.

Il vero Aizen[modifica | modifica wikitesto]

« L'ammirazione è il sentimento più lontano dalla comprensione. »
(Sōsuke Aizen, parlando con Hitsugaya di Hinamori[2])

Solo al termine dell'invasione della Soul Society ad opera di Ichigo e compagni si scopre chi è e cosa vuole davvero: Aizen aveva solo finto la sua morte, grazie anche all'appoggio dei suoi fidati compagni Gin Ichimaru e Kaname Tōsen, in modo da poter recuperare l'Hogyoku nascosto nell'anima di Rukia. Hitsugaya, poco prima che i piani di Aizen diventassero palesi, scopre gli intenti malvagi dello Shinigami e cerca dunque di difendere la sua amica Hinamori giunta poco prima di lui nella Camera dei 46, i cui componenti sono stati sterminati dallo stesso Aizen. Hitsugaya, anche sfoderando il suo Bankai, viene sconfitto in un istante dall'immenso potere del suo avversario.

Dopo aver rivelato i suoi terribili piani, riesce a liquidare tutti i capitani e luogotenenti che gli si lanciano contro, Ichigo compreso (quest'ultimo viene quasi spezzato in due con un movimento dell'indice di Aizen). Solo quando viene apparentemente immobilizzato da Soifon e da Yoruichi Shihōin inizia a pensare ad una ritirata. Raggiunti i suoi scopi si rifugia con i suoi alleati nell'Hueco Mundo.

Saga degli Arrancar[modifica | modifica wikitesto]

Aizen si pone quindi a capo di tutti gli Arrancar in quanto loro creatore, sedendosi sul trono di Las Noches: la sua base operativa. Mentre la Soul Society inizia a prepararsi per la guerra, Aizen continua a creare sottoposti tramite la Gemma della Distruzione (si noti come l'Hougyoku possa essere usata solo da chi ha un Reiatsu di gran lunga superiore a quello di un Capitano). Si diverte a giocare con gli Arrancar e con i suoi vecchi alleati, anche a discapito della loro salute fisica. Ottimo esempio si ha quando, davanti al trono di Aizen, Tosen mozza un braccio all'Espada Grimmjow Jaegerjaques. Non solo rimane indifferente all'accaduto, ma successivamente, alla prima occasione, richiede esplicitamente che il ferito vada in missione.

Saga dell'Hueco Mundo[modifica | modifica wikitesto]

Aizen occupa il suo tempo a creare nuovi Arrancar, quasi divertito dai suoi esperimenti e, su suggerimento di Ulquiorra, comincia a provare un certo interesse per Orihime Inoue, a causa delle sue proprietà curative. Fa in modo che venga catturata e portata al suo cospetto. Ritiene, infatti, che la ragazza possa salvare l'Hougyoku dal deterioramento. Mostra piena fiducia in Orihime, tanto da permetterle di osservare da vicino la sfera. In seguito, Aizen viene subito a conoscenza dell'invasione da parte di Ichigo e compagni nel suo mondo e organizza subito un incontro con tutti gli Espada, ordinando loro di rimanere in attesa nei loro appartamenti (cosa che non tutti gli Espada faranno). Successivamente, quando ben quattro Capitani del Gotei 13 entrano nel suo regno, in soccorso di Ichigo e compagni, finalmente si scopre cosa stesse realmente architettando: aveva previsto tutto, e infatti riesce con successo a imprigionarli nello stesso Hueco Mundo, il tutto per poter invadere in tutta tranquillità la città di Karakura, sebbene sappia si tratti di una copia creata dal Comandante Yamamoto, affiancato dai tre più potenti Espada al suo servizio.

Saga della falsa Karakura Town[modifica | modifica wikitesto]

Una volta giunto nella falsa Karakura, viene bloccato, insieme a Ichimaru e Tosen, dietro ad una muraglia di fuoco generata dalla Zanpakuto del Comandante Yamamoto. Decide di rimanere prigioniero senza muoversi, sicuro che i suoi Espada vinceranno il conflitto senza di lui. Verrà successivamente liberato da Wonderweiss: come prima cosa, vedendo la disfatta dei suoi seguaci Hollow, ferisce gravemente l'unica rimasta, Harribel.

Lo scontro con gli shinigami[modifica | modifica wikitesto]

Aizen, uscito dalle fiamme, si trova davanti come primo avversario Shinji Hirako, il quale gli rivela che la sua Zanpakutō ha poteri illusori simili a Kyōka Suigetsu. Aizen non sembra, tuttavia, minimamente preoccupato di ciò. Shinji rilascia la sua Zanpakuto, Sakanade, la quale verrà definita dallo stesso Aizen come una "katana dalla forma molto interessante", in quanto dotata di un anello sull'impugnatura che permette a Shinji di farla girare nel palmo della sua mano. Aizen si guarda attorno, convinto di essere sotto l'effetto di un qualche tipo di ipnosi, ma non riesce a percepire niente: allora commenta ironico di aver sentito male quando il suo avversario parlava di una Zanpakutō che controllava i sensi. Shinji però gli farà notare che nell'aria c'è uno strano profumo, dovuto al potere di Sakanade: Aizen se ne accorge e, guardando il suo avversario, si accorge di essere caduto nella sua trappola, ovvero nel Mondo al rovescio, tecnica in cui i sensi di chi ne viene colpito si invertono totalmente. Shinji si getterà all'attacco, spiegando che nessuno è in grado di combattere con tutti i sensi invertiti, poiché più una persona è abituata a combattere e più di conseguenza i suoi riflessi reagiranno. Aizen riesce comunque a prevedere l'attacco di Shinji cercando di contrattaccare, ma senza successo, riportando una lieve ferita. Nel successivo attacco, però, Shinji, sicuro della vittoria, viene sconfitto da Aizen con un colpo solo, commentando che le abilità di Sakanade e Kyōka Suigetsu sono lontane anni luce l'una dall'altra (nell'anime, invece, Aizen verrà ferito una seconda volta e i due avranno anche un breve duello prima del colpo definitivo di Aizen). Contemporaneamente Ichigo Kurosaki arriva nella falsa Karakura e, intenzionato a uccidere Aizen con un colpo solo, lo attacca alle spalle, non ottenendo però il risultato desiderato. Aizen comincerà a provocare Ichigo, che continuerà ad attaccarlo senza successo. Notando la differenza di forza tra lui e l'avversario, Ichigo si scoraggia, ma gli Shinigami e i Vizard presenti nella falsa Karakura intervengono, dicendogli di aspettare il momento giusto per attaccare mentre loro cercheranno di confrontarsi con lo stesso Aizen. Hitsugaya rilascia il Bankai, iniziando subito ad attaccare Aizen, ma quest'ultimo schiva senza difficoltà il colpo e vede arrivarsi le Zanpakutō di Sajin Komamura e Love Aikawa, ovvero Tenken e Tengumaru, che cercano di schiacciarlo, anche loro senza alcun risultato. Aizen sembra intoccabile, e addirittura riesce a distruggere Tenken semplicemente con la sua forza spirituale. Il capitano della Settima Divisione non si scoraggia e attiva il Bankai, che viene totalmente distrutto con un colpo solo da Aizen. Komamura non si arrenderà e attaccherà di nuovo Aizen, nonostante la Zanpakutō rotta e la perdita di una mano, ma verrà definitivamente sconfitto. Nello stesso momento, Rose e Love lo attaccano alle spalle, ma Aizen, approfittando della forma della Zanpakutō di Rose, sconfigge entrambi con un colpo. Anche Lisa cercherà di sorprendere Aizen colpendolo alle spalle, ma verrà anche lei sconfitta e umiliata da Aizen, che la apostroferà come uno "pseudo-Arrancar mal riuscito".

Dopo aver sconfitto la maggior parte dei nemici con facilità, Aizen si trova davanti Soifon, che utilizza una tecnica di sdoppiamento per cercare di prenderlo alla sprovvista e colpirlo così con Suzumebachi. Aizen non sembra minimamente preoccupato dei cloni, giudicandoli come "un'attrazione da baraccone". Sicuro di sé, Aizen attacca con la sua spada, ma viene bloccato dal ghiaccio di Hitsugaya, che fa sì che Soifon colpisca Aizen con Suzumebachi, anche se non sortisce l'effetto desiderato per via del reiatsu troppo elevato di Aizen. Quest'ultimo riesce a liberarsi dal ghiaccio e a puntare la spada contro Soifon, ma viene fermato da Shunsui Kyōraku che, sfruttando la sua tecnica chiamata Kageoni, riesce a trafiggere Aizen tramite la sua ombra proiettata sul ghiaccio. Hitsugaya allora parte all'attacco per uccidere Aizen, che si prepara a difendersi, convinto di sopraffare con facilità il capitano della Decima Divisione. Tuttavia, girandosi, nota Shinji Hirako sorridere, e nota anche che il potere della sua Zanpakutō è attivo e che è tutta un'illusione; ma ormai è troppo tardi, e Aizen si ritrova la spada di Hitsugaya conficcata nel petto.

Tutti pensano ormai di aver sconfitto Aizen e di aver vinto la battaglia, ma Ichigo, che era rimasto lì a seguire lo scontro, e che era l'unico a non essere sotto l'effetto di Kyōka Suigetsu, si accorge in anticipo che Aizen aveva scambiato il suo corpo con quello di Hinamori, e grida ai presenti cosa stessero facendo. Dopo l'esclamazione di Ichigo, tutti notano che la Zanpakutō di Hitsugaya non si trova conficcata nel petto di Aizen, ma in quello di Hinamori. Toshiro allora si arrabbia e perde la ragione, mentre Aizen sistema con un colpo solo i luogotenenti Tetsuzaemon e Kira. Hirako, non comprendendo quando Aizen avesse attivato il potere della sua Kyōka Suigetsu, chiede ad Aizen quando l'abbia fatto, ma quest'ultimo gli fa capire che per tutto il tempo Aizen poteva sfruttare il potere della sua spada. Allora Hitsugaya, Soifon, Kyōraku e Hirako lo attaccano in successione, venendo sconfitti anche loro con un singolo colpo di spada.

Confronto con Genryūsai Yamamoto[modifica | modifica wikitesto]

Aizen mette fuori gioco chiunque si trovi nella falsa Karakura e Ichigo, prendendo coraggio, decide di affrontarlo, ma viene interrotto dal Comandante Generale del Gotei 13, che scende in campo. Aizen commenta che la sconfitta di Yamamoto porterà al crollo definitivo delle tredici squadre di protezione, e che quindi sarebbe stato meglio se Yamamoto non fosse uscito allo scoperto. Il Comandante Generale, sicuro di sé, sbeffeggia Aizen, dicendo che uno con la sua misera potenza non può ucciderlo. Allora Aizen risponde alla provocazione, dicendogli che lui non vuole ucciderlo, perché lo ha già fatto. Questo fa arrabbiare Yamamoto che attacca Aizen, tuttavia quest'ultimo riesce ad evitare l'attacco con uno Shunpo fenomenale e a portarsi alle sue spalle con facilità. Aizen e Yamamoto si girano contemporaneamente, ma anche questo frangente viene vinto da Aizen, che trafigge Yamamoto al fianco. Il Comandante Generale ne approfitterà, tenendo stretto il braccio di Aizen così da catturarlo; tuttavia quest'ultimo fa notare che anche quella potrebbe essere un'illusione, ma Yamamoto lo smentisce dicendo che il reiatsu proveniente dalla Zanpakutō di Aizen non lascia dubbi che sia quello autentico. Allora Yamamoto attiverà una delle tecniche del suo Shikai, ovvero Ennetsu Jigoku, spiegando ad Aizen di volersi sacrificare così da ucciderlo. Aizen mantiene comunque la calma, mentre alle spalle di Yamamoto spunta Wonderweiss, unico sottoposto di Aizen (oltre a Gin) ad essere rimasto in vita nella falsa Karakura. Yamamoto si gira di scatto cercando di colpirlo, ma la Zanpakuto viene fermata con il palmo della mano mentre il fuoco proveniente da essa si spegne. Mentre Yamamoto si chiederà il perché di ciò, mentre Wonderweiss lo colpisce con un pugno violentissimo, spedendolo a terra. In seguito Aizen spiegherà che Wonderweiss è l'unico Arrancar modificato, e che la sua Résurrection, Extinguir, ha il potere di sigillare le fiamme provenienti dalla katana del comandante generale. Aizen si incammina, disinteressandosi dello scontro poiché sicuro della vittoria, ma Yamamoto, dando un pugno violentissimo a Wonderweiss, dice che non basta sigillargli la Zanpakutō per sconfiggerlo, poiché lui è il Comandante Generale del Gotei 13 e in mille anni non è mai esistito uno Shinigami più forte di lui. Dopo un breve combattimento, Yamamoto sconfigge Wonderweiss e si prepara al confronto diretto con Aizen, tuttavia quest'ultimo fa notare al Comandante Generale che il potere di Wonderweiss ha sigillato le fiamme che dovevano uscire dalla katana, all'interno di essa, ma comunque sul campo di battaglia c'erano "altre fiamme". Yamamoto capisce subito che le fiamme di cui Aizen parla sono quelle innescate dall'Ennetsu Jigoku, e che esse sono state sigillate all'interno della testa di Wonderweiss. Yamamoto cerca di evitare che tutta la potenza di quelle fiamme venga rilasciata, trattenendo l'esplosione con il suo corpo, ma tuttavia riportando gravi ustioni. Il Comandante Generale cade a terra, e Aizen dice che a differenza degli altri, lui deve venire ucciso per forza, poiché rappresenta l'essenza stessa del Gotei 13. Ma Yamamoto, prima che Aizen lo colpisca, si aggrappa a una sua caviglia e, usando il suo braccio ustionato come catalizzatore, esegue un Kidō sacrificale di livello 96, chiamato Ittokasō, ma Aizen esce subito dalle fiamme, riportando lievi ferite.

Confronto con Kisuke Urahara, Isshin Kurosaki e Yoruichi Shihōin[modifica | modifica wikitesto]

Aizen si distrae dopo il disperato tentativo di Yamamoto di eliminarlo, e Ichigo allora ne approfitta per colpirlo con il Getsuga Tenshō, ferendolo. Aizen si rigenera grazie ai poteri relativi all'Hōgyoku e inizia a spiegare a Ichigo che tutte le battaglie che lui ha combattuto, sono state opera sua. Il protagonista, sconvolto dalla dichiarazione dell'ex Capitano, gli chiede come mai lui nutra tutto quest'interesse per lui; e quando Aizen sta per rispondergli, appare Isshin Kurosaki che lo blocca. I due cominceranno uno scontro, dove Isshin all'inizio sembra anche avere la meglio riuscendo, con una tecnica chiamata Oni Dekopin, a sorprendere Aizen e a spedirlo violentemente contro tre edifici con l'utilizzo di un solo dito. Lo scontro proseguirà e anche Aizen riuscirà a mettere alle strette Isshin, approfittando di un abbassamento di guardia da parte sua così da lanciare un Raikōhō direttamente sul suo fianco da una distanza minima. L'incantesimo non sortirà alcun effetto su Isshin e i due proseguono lo scontro in netta parità, ma Aizen comincerà a sentire il peso dei suoi scontri precedenti, così la sua velocità inizia a rallentare, cosa che Isshin gli farà notare. Aizen non sembra turbato da questo, vedendo che l'Hougyoku comincia a mutarlo lentamente. In quell'istante interviene Kisuke Urahara che sosterrà un breve combattimento con Aizen.Quando l'Hōgyoku completerà la prima fase della sua evoluzione, combatterà in contemporanea con Kisuke, Isshin e Yoruichi, anche qui senza combattere veramente sul serio, ma di più per far vedere agli avversari che nessuna tecnica può scalfirlo. Dopo l'esaurimento di opzioni da parte dei tre Shinigami, Aizen decide di fare sul serio, sistemandoli con un colpo solo. In quel momento il suo volto va in frantumi, mostrando il suo nuovo viso con tanto di capelli lunghi, così da mettere fine alla precedente evoluzione, passando alla successiva. Dopo ciò, ordina a Gin di aprire il Senkaimon, così da andare ad invadere Karakura per creare l'Ōken, sotto gli occhi sconcertati di Ichigo Kurosaki.

Invasione di Karakura[modifica | modifica wikitesto]

Aizen e Ichimaru arrivano a Karakura, qui trovano gli amici di Ichigo: Tatsuki Arisawa e Keigo Asano, aiutati da Don Kanoji, ma essi non riescono a provocare il minimo danno ai nemici. Sopraggiunge in loro aiuto Rangiku Matsumoto che ordina a tutti i presenti di fuggire, allora Gin prega il suo capitano di potersi occupare di lei e, dopo un breve combattimento lontano dagli occhi di quest'ultimo, finge di averla uccisa, usando una tecnica di occultazione del Reiatsu, denominata Hakufuku. Ichimaru, ritornato dal suo capo, lo attacca, trafiggendolo diritto al cuore, per poi grazie al veleno del suo Bankai, riuscire a distruggergli tutto il petto, facendolo collassare al suolo. Quest'ultimo a primo impatto, sembra che sia riuscito a sconfiggere l'avversario, ma Sōsuke si evolve nuovamente, gli spuntano sei paia d'ali simili a quelle delle farfalle e un buco circolare nel petto, chiuso da una croce con al centro l'Hōgyoku. Aizen ringrazia Ichimaru per la nuova evoluzione e lo colpisce lacerandogli il tronco con un fendente di spada e successivamente gli strappa il braccio nel suo ultimo disperato tentativo di riprendersi la gemma. Lo finisce trapassandolo da parte a parte con la sua Kyōka Suigetsu.

La battaglia finale[modifica | modifica wikitesto]

Aizen si trova innanzi Ichigo, ma non sente provenire da lui alcuna energia. L'ex Capitano spiega che, anche se la Forza Spirituale di uno Shinigami viene trattenuta al massimo, si dovrebbe comunque percepire minimanente. Per via di questo particolare quindi, Aizen inizia a sbeffeggiare Ichigo, dicendo che invece di essere migliorato, è addirittura peggiorato. Il ragazzo, che nel frattempo aveva tenuto un allenamento segreto con il padre, afferra Aizen e, per non coinvolgere alcun civile nello scontro, lo trascina con sé lontano dalla città, dicendo che questo scontro finirà in un istante. Aizen rimarrà stupefatto per qualche secondo, chiedendosi come ciò possa essere possibile, per poi riprendere la calma e teletrasportarsi dietro di lui, sicuro della vittoria.

Inizia lo scontro. Aizen cerca di colpire Ichigo alle spalle, che reagisce prontamente e blocca il fendente. L'onda d'urto delle due Zanpakutō provoca la distruzione e la polverizzazione di una montagna, così da far credere ad Aizen di averla distrutta grazie al suo potere. Questo lo stimola, e lo fa partire all'attacco facendo iniziare un breve duello di spade tra i due. In questo frangente, Aizen farà notare la fusione di entrambe le Zanpakutō con il braccio destro del proprio possessore. Quest'ultimo sembra molto sicuro di sé, dicendo che se solo volesse, con un colpo di spada potrebbe disintegrare la Tensa Zangetsu di Ichigo, ma il protagonista riesce a fermare la spada di Aizen semplicemente con il palmo della mano. L'ex capitano guarda incredulo la scena e viene provocato da Ichigo, questo lo spinge ad effettuare un Kidō di livello 90 con tanto di formula, chiamato Kurohitsugi (Bara Nera), per mettere definitivamente fine allo scontro. Viene spiegato da Aizen che un incantesimo di quel livello, fatto senza rito abbreviato da un essere che trascende Hollow e Shinigami, distorcerà lo spazio-tempo, ma Ichigo distrugge l'incantesimo con una mano come se niente fosse. Aizen rimane incredulo per l'ennesima volta, mentre Ichigo spiega che a disintregrare la montagna è stata la sua Katana, e non Kyōka Suigetsu. Dopodiché parte all'attacco, provocando una brutta cicatrice sul corpo di Aizen, che si teletrasporta lontano mentre continua a chiedersi come sia possibile tutto questo. L'ex capitano si arrabbia veramente per la prima volta all'interno del manga, adirato profondamente dal comportamento di Ichigo, che continua a provocarlo, gridandogli che un misero umano non deve nemmeno permettersi di essere così arrogante nei suoi confronti. Detto questo, l'Hōgyoku lo fa evolvere per l'ennesima volta e il suo corpo muta: si apre un terzo occhio nella fronte che si incrina facendo fuoriuscire un rivolo di sangue, il viso di Aizen si apre in due mostrando un volto simile a un teschio nero, sulla schiena le ali di farfalla hanno lasciato il posto a delle nuove ali con delle maschere hollow alle estremità, capaci di rilasciare sfere simili a Cero, e degli occhi nel centro. Lentamente, Aizen si alza, e lancia una sfera d'energia che distrugge tutto nel raggio di centinaia di metri, provocando un'esplosione gigantesca, che verrà vista persino dagli amici di Ichigo che si trovano a Karakura. L'esplosione danneggia il braccio sinistro di Ichigo, che Aizen giudicherà come "inservibile", e poi si getta all'attacco su di lui, immobilizzandolo temporaneamente. Kurosaki si libera facilmente dalla morsa di Aizen e richiama il potere della sua spada, mostrandogli il Getsuga Tenshō finale e la tecnica chiamata "Mugetsu", ovvero una fusione momentanea con l'essenza della spada che, una volta utilizzata, fa perdere tutti i poteri di shinigami al ragazzo.

La disfatta[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio, Aizen sembra essere morto per via del Mugetsu di Kurosaki, utilizzato per mettere fine allo scontro, ma ciò non si rivela esatto, infatti Ichigo si gira, vedendo Aizen a terra che comincia a rigenerarsi (tuttavia non in maniera completa, per via del grave danno inflitto dal Mugetsu), alzandosi come se niente fosse e prendendo fiato. L'antagonista appare stranamente calmo questa volta, dicendo a Kurosaki di essere stato sconfitto, affermazione che appunto si rivela esatta, poiché quest'ultimo sta lentamente perdendo i suoi poteri da Shinigami, mentre Aizen sembra essersi ripreso, seppur con gravi danni. Sōsuke fa notare la disgregazione della sua Zanpakutō, pensando che sia in corso un'altra evoluzione simile a quella di Kurosaki con la sua spada, ma immediatamente un Kidō all'interno del suo corpo si attiva, facendogli chiedere cosa stia succedendo. Kisuke Urahara arriva sul campo di battaglia, spiegando ad Aizen di averlo colpito con un sigillo nello scontro precedente contro di lui quando ancora l'evoluzione non era completa, occultando quell'incantesimo all'interno di un altro. Aizen non sembra preoccupato e pensa che un Kidō di quel livello non possa sigillarlo, ma viene smentito quando la sua katana e parte della sua armatura si disintegrano, iniziando così il sigillamento. Urahara gli rivela che l'Hōgyoku, ritenendolo ormai troppo debole, non lo riconosce più come suo degno possessore. Aizen non riesce a spiegarsi ciò, dicendo che è impossibile. Innervosito dalla situazione, inizia a rimproverarlo, chiedendogli come mai un uomo con il suo intelletto non reagisca e si faccia soggiogare da quella cosa, ovvero il Re degli Spiriti. Urahara spiega che senza di lui, la Soul Society andrebbe incontro ad una dipartita, poiché il Re è il pilastro che la tiene insieme, e senza il pilastro portante crolla tutto con facilità. Aizen continua ad insultarlo, dicendogli che questa è solamente la logica di un perdente, e che un vincente deve sempre parlare non di come va il mondo, ma di come dovrebbe andare. L'ex capitano viene quindi trasferito nel Seireitei per essere giudicato e punito dalla Camera dei 46. Dopo lo scontro Ichigo chiede ad Urahara se Aizen è stato davvero “rifiutato” dall’Hougyoku che, a detta di Isshin, “prende” i cuori di chi ha intorno e ne materializza i desideri. Ed Ichigo teme proprio che Aizen abbia fatto tutto questo per perdere il suo potere anche perché, quando ha combattuto con il nemico, il ragazzo ha sentito che dalla spada avversaria proveniva una forte “solitudine”. Ichigo pensa che Aizen sia sempre stato un livello sopra tutti gli altri e che, fino all’ultimo, ha cercato una persona che comprendesse il suo potere e che lo considerasse semplicemente per quello che era…ovvero, uno shinigami come tutti gli altri. Aizen lo si vede un'ultima volta legato ad una sedia avvolto da numerose bende nere (probabilmente il Bakudō 99 Kin) innanzi all'intero Consiglio dei 46, che lo condanna in principio a 18800 anni di reclusione nel livello più basso della prigione sotterranea (l'ottavo, detto "Avici"). Trovando ironica la sentenza, Aizen sbeffeggia il consiglio chiedendosi come possano degli esseri come loro permettersi di giudicarlo. Il Consiglio, indispettito da un simile atteggiamento di sfida, aumenta la sua pena fino a 20000 anni di reclusione. Lo sguardo di Aizen però non sembra affatto preoccupato da ciò.

Saga della Guerra dei Mille Anni[modifica | modifica wikitesto]

Nella saga della Guerra dei Mille Anni, Aizen viene raggiunto da Yhwach nella prigione in cui venne rinchiuso, ovvero sotto la sala della Prima Divisione, proponendogli di unirsi a lui come potenziale bellico speciale. Aizen non solo rifiuta, ma riesce anche ad alterare i sensi del leader dei Quincy (grazie al suo potere che, malgrado la prigionia, è ancora molto forte o perché Yhwach lo ha liberato, tale questione è molto incerta, in più la prigione viene distrutta) che, per via di ciò, si troverà costretto a ritirarsi dalla Soul Society prima di aver catturato Ichigo Kurosaki. I membri della Guardia reale, mentre accompagnano Ichigo nella loro dimensione, gli spiegano che Aizen voleva creare la vita stessa grazie ai 100.000 Konpaku (cioè alle anime) di Karakura, poiché la Chiave del Re risiede nella stessa Divisione Zero, grazie al potere del Re delle Anime. Aizen voleva quindi creare una sorta di loro clone per invadere il palazzo reale, per poi eliminare lo stesso Re Spirito così da autoproclamarsi Dio. Secondo Senjumaru Shutara, Sosuke Aizen non è altro che la personificazione del male. Si scopre che Aizen sapeva che Ichigo fosse un Quincy da parte della madre, infatti fu proprio lui a creare l'Hollow da lui chiamato "Bianco" che risiede in Ichigo. Si trattava di un Hollow capace di fondersi con l'anima di uno Shinigami, ma incredibilmente si fuse con la madre di Ichigo. Aizen decise di non intervenire e di voler vedere cosa sarebbe accaduto.

Zanpakutō[modifica | modifica wikitesto]

La Zanpakutō di Aizen si chiamava Kyōka Suigetsu (鏡花水月? letteralmente "Fiore allo specchio, Luna riflessa nell'acqua", riferito ad un detto cinese che indica che sono entrambe cose che possono essere viste ma non toccate, in relazione al suo potere illusorio) che, come molte Zanpakutō, aveva l'aspetto di una normale katana nella sua forma sigillata.

Lo Shikai veniva rilasciato al comando "spezzati" (砕けろ kudakero?), e creava un'illusione nella mente dell'avversario che coinvolgeva tutti e cinque i sensi, la cosiddetta "ipnosi totale" (完全催眠 Kanzen Saimin?). L'unico modo per vincere tale tecnica era quello di non vedere la spada al suo rilascio, per questo soltanto Tosen ne era immune (essendo non vedente). Aizen utilizzò questa abilità per creare l'immagine di un corpo falso, per fingere che i membri della Camera 46 fossero ancora vivi e al lavoro e per far credere ai capitani impegnati a combattere con lui nella falsa Karakura di averlo mortalmente ferito quando in realtà è stata trafitta la povera Hinamori. Era una tecnica quasi perfetta, ma comunque non infallibile, dal momento che il capitano della Quarta Divisione, Retsu Unohana, aveva compreso che qualcosa non andasse nel cadavere di Aizen, anche se non è riuscita a comprendere cosa. A quanto dice Aizen, è in grado di far sembrare una mosca un drago e un campo fiorito una palude. La caratteristica che rende questo potere ancora più spaventoso è che una volta visto il rilascio della spada, Aizen può condizionare le sue vittime quando vuole, senza alcun bisogno di mostrare nuovamente lo Shikai. Sostanzialmente, quando una persona vede il suo rilascio, è nulla più che un burattino nelle mani di Aizen per l'eternità. Ciò è dimostrato contro il Gotei 13 nella falsa Karakura, dove Hitsugaya e altri capitani lo affrontano per permettere ad Ichigo di attaccarlo al momento giusto. Aizen non rilascia mai la sua spada durante il combattimento e surclassa tutti, abbattendoli uno alla volta con un solo colpo. Quando inganna tutti gli Shinigami presenti, facendo trafiggere Hinamori da Hitsugaya con un'illusione, fa capire ad Hirako, che non capisce quando Aizen abbia attivato Kyoka Suigetsu, di aver sempre utilizzato il potere della sua Zanpakutō durante tutto il combattimento. Come affermato da Gin nel capitolo 414 (ma già intuito in precedenza da Yamamoto), il solo modo per sfuggire ai poteri della Zanpakutō è toccarne la lama stessa prima che venga attivata l'Ipnosi Totale.

Prima dell'insurrezione di Aizen, Kyōka Suigetsu era conosciuta nella Soul Society come una Zanpakuto di tipo Ryusui, in quanto il suo finto potere conosciuto dagli Shinigami era quello di usare i riflessi della nebbia e dell'acqua corrente per far sì che i compagni si attaccassero a vicenda. Dopo che Aizen ne svela i reali poteri, però, si scopre che in realtà la sua è una Zanpakuto di tipo illusorio, nonché la più potente della sua categoria.

Tale Zanpakuto si dissolverà un attimo prima della disfatta totale del suo portatore, che ironicamente credette che fosse stato l'Hōgyoku ad aver deciso di renderlo un tutt'uno con essa (come successo a Ichigo con Tensa Zangetsu), ma invece non sarà così.

Il Bankai rimane sconosciuto.

Poteri e abilità[modifica | modifica wikitesto]

Aizen è uno dei personaggi più potenti di tutto il manga di Bleach. Nel "libro delle anime" di Bleach, il databook ufficiale della serie redatto da Tite Kubo, è presente uno schema che riassume tutte le sue caratteristiche[3]:

  • Potere offensivo (攻撃力?): 100
  • Potere difensivo (防御力?): 90
  • Agilità (機動力?): 90
  • Arti demoniache ・ Forza spirituale (鬼道・霊圧?): 100
  • Intelligenza (知力?): 100
  • Stamina (体力?): 80
  • Totale: 560
  • In percentuale: 93,33%

Capacità di base[modifica | modifica wikitesto]

Aizen, anche senza rilasciare il potere terrificante di Kyoka Suigetsu, è uno Shinigami eccezionale: la sua velocità è mostruosa, tanto che Ichigo con la sua maschera da Hollow non riesce nemmeno a vederlo. Con un solo fendente è stato in grado di tagliare in profondità l'enorme Bankai di Komamura, tagliando anche il suo braccio, e di sconfiggere tutti i capitani del Gotei 13. È inoltre abilissimo nel Kido, anche se non si sa chi, tra lui ed Urahara, sia il più ferrato in questo campo (Urahara, per stessa ammissione di Aizen, è l'unico uomo più intelligente di lui nella Soul Society). La sua intelligenza è eccezionalmente spiccata: anche lui, infatti, riuscì a creare un Hōgyoku come Urahara, ma a differenza di questi riuscì a comprenderne il reale potere. La sua reiatsu è talmente elevata che, scatenandola, ha messo in ginocchio un Espada potente come Grimmjow in un attimo.

Hōgyoku[modifica | modifica wikitesto]

Aizen, nonostante abbia capacità già di per sé eccezionali, che lo rendono uno degli Shinigami più potenti dell'intera storia della Soul Society, è in grado di aumentare ancora di più le sue abilità, portandole ad un livello che va oltre la concezione di quest'ultimi e degli Hollow. Tutto ciò è reso possibile dall'Hōgyoku: tramite quest'oggetto dai poteri incredibili, Aizen non solo creò il suo esercito di Arrancar, ma riuscì anche a trovare un modo per potenziare sé stesso.

Aizen usa per la prima volta i poteri dell'Hōgyoku su sé stesso quando, colpito dal Getsuga Tenshō di Ichigo, riuscì a rigenerare completamente la grande ferita formatasi dopo il colpo subito. Inizialmente Ichigo la scambia per la rigenerazione usata dagli Hollow, tuttavia Aizen lo smentisce subito, dicendo che si tratta semplicemente di una reazione istintiva di protezione nei confronti del proprio padrone e che lui non si abbasserebbe mai ad Hollowificarsi. Dopo aver detto ciò, l'antagonista si apre la veste, mostrando la gemma conficcata nello sterno.

Grazie alla fusione con l'Hōgyoku, i poteri di Aizen raggiungono livelli inimmaginabili, tanto che Isshin Kurosaki e Kisuke Urahara non riescono ad avvertire minimamente la sua forza spirituale.

Con il procedere degli scontri, Aizen sviluppa diversi stadi evolutivi:

  • Prima evoluzione (Crisalide): Questa fase può essere considerata come una pre-evoluzione alla successiva, poiché l'intero corpo di Aizen viene ricoperto dalla materia dell'Hōugyoku facendolo sembrare un bozzolo, per poi successivamente sgretolarsi rivelando in seguito i suoi veri poteri nell'evoluzione vera e propria. In questa forma, Aizen appare ricoperto da un corazza interamente bianca, senza capelli, senza bocca e senza naso, con un colore degli occhi che normalmente appare viola. Il suo potere è così elevato da mettere al tappeto Shinigami del calibro di Isshin Kurosaki, Kisuke Urahara e Yoruichi Shihōin con molta facilità, sebbene questa non sia l'evoluzione vera e propria. La sua resistenza agli attacchi, inoltre, è molto sviluppata, tanto da resistere alle tecniche della Zanpakuto di Kisuke, allo Shunkō di Yoruichi e al Getsuga Tenshō di Isshin (quest'ultimo comunque gli provocò gravi danni). Inoltre, in questo stadio, comincia anche la fusione tra la Zanpakutō e il suo possessore.
  • Seconda evoluzione: Dopo aver sconfitto con facilità Kisuke, Isshin e Yoruichi, Aizen ordina a Gin di aprire il Senkaimon. Gin obbedisce, ma durante questo lasso di tempo succede qualcosa che inizialmente impensierisce sia Gin che Ichigo (che era rimasto lì a seguire lo scontro), ovvero lo sgretolamento del volto di Aizen. La parte superiore del bozzolo si sgretola lentamente, mostrando il "vero" volto di Aizen, cioè l'originale, seppur con qualche cambiamento. I capelli castani si sono allungati, arrivando quasi al fondoschiena, mentre la sclera dell'occhio passa dal bianco al viola e l'iride diventa di un colore biancastro; la pupilla invece rimane invariata. Si può notare che, da questo stadio in poi, Kyōka Suigetsu si fonderà completamente con il braccio destro del suo possessore. Aizen mostra il suo potere in questa forma all'interno del Mondo del Precipizio, quando il Koutotsu (normalmente invincibile e indistruttibile) si distrugge al semplice contatto con Aizen. Gin, un po' perplesso, segue il suo capo senza dire una parola, così i due escono dal Mondo del Precipizio ed invadono Karakura. Il suo potere viene mostrato anche in questo frangente, poiché alcuni abitanti di Karakura vennero uccisi involontariamente da Aizen: lui stesso spiegò che qualsiasi essere umano si avvicini troppo a lui, per via del suo reiatsu, cessa di esistere.
« A quanto pare è finito lo stadio di crisalide. Ne sono lieto, così potrò assistere con i miei occhi alla fine della Soul Society. »
(Aizen, mostrandosi per la prima volta dopo lo stadio di crisalide, completando così la sua evoluzione.)
  • Terza evoluzione: Aizen si evolve ulteriormente quando, dopo il tradimento da parte di Gin, tutto il suo petto (compresa anche la spalla sinistra) viene letteralmente polverizzato dal veleno di Kamishini no Yari, il Bankai di Ichimaru. Gin pensa che, sottraendo l'Hōugyoku dal corpo del proprio padrone, essa cessa di dare il suo potere a quest'ultimo, ma ciò non si rivela esatto: infatti Aizen, dopo un grido lacerante, viene avvolto da una luce violetta (che sembra uscire proprio dal punto in cui viene inferta la ferita), da cui in seguito uscirà nella sua nuova forma. Gin, nascosto dietro un edificio nelle vicinanze, osserva la scena, chiedendosi come mai stia avvenendo ciò. L'aspetto di Aizen cambia ancora: dalla sua schiena si protendono ora dodici ali, mentre sulla fronte appare un ipotetico terzo occhio. Il petto non sembra rigenerarsi completamente, infatti al centro del petto rimane un buco circolare (che ricorda il buco di un Hollow) con una croce al di sopra, dove in seguito si andrà ad inserire l'Hōgyoku. In più, in questa evoluzione, la pupilla sparisce. La potenza di questo stadio viene mostrata nello scontro finale contro Ichigo, nel momento in cui con un solo fendente (anche se bloccato dallo shinigami) riesce a distruggere un grandissimo pezzo di territorio davanti a sé, e nel momento in cui Aizen afferma che con un Kidō lanciato da lui, ovvero da un essere che trascende Hollow e Shinigami, potrebbe piegare lo spazio-tempo.
« La paura è una componente necessaria per l'evoluzione. Il terrore che si resta così come si è... si potrebbe venire annientati e scomparire in un istante. Grazie, Gin. Per merito tuo, io sono finalmente diventato un'entità che trascende sia gli Shinigami che gli Hollow. »
(Aizen, dopo aver completato la sua successiva evoluzione e aver trafitto Gin.)
  • Quarta evoluzione: Aizen, adirato dal comportamento di Ichigo, si arrabbia spaventosamente, gridando a quest'ultimo come si permettesse di parlare in tono così arrogante essendo solo un misero umano. Dopo questa reazione, l'ipotetico occhio che aveva ottenuto nella forma precedente si "rompe": la rottura comporta l'uscita di un'iride di colore bianco che comincia a muoversi sempre più velocemente, mentre l'osso del collo sembra rompersi. In seguito Aizen verrà avvolto da un'intensa luce violetta, non mostrando precisamente in che modo avviene la trasformazione. Dopo che la luce si dissolve, in mezzo a un grandissimo mare di sangue, appare il nuovo Aizen. Il viso diventa completamente nero e gli occhi diventano tre, tutti totalmente senza pupilla né iride; il naso e le labbra spariscono, mostrando solo i denti, e nel petto si formano tre buchi che ricordano quelli degli Hollow (l'Hōugyoku è situata nel primo buco). Sei ali sono cadute, formando sei code che si uniranno alle sei ali principali a cui sono spuntati degli occhi al centro e delle maschere Hollow all'estremità; il vecchio viso di Aizen invece, spaccato a metà, è situato nelle sue guance, facendo cadere sulla schiena i suoi vecchi capelli. Ciò nonostante, Ichigo non sembra minimamente preoccupato di ciò, ma questa sua arroganza gli costerà il braccio sinistro, che viene totalmente ustionato da Fragor, tecnica che Aizen lancia da una delle maschere Hollow. L'esplosione provocata fu così potente da essere vista anche a chilometri di distanza dalla città di Karakura. In questo stadio, Aizen è anche così veloce da riuscire a sorprendere per un attimo anche lo stesso Ichigo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Manga di Bleach, volume 36, capitolo -108
  2. ^ Manga di Bleach, volume 20 pagina 48, traduzione a cura di Simona Stanzani
  3. ^ Dal databook ufficiale giapponese di Bleach

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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