Gianstefano Frigerio

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Gianstefano Frigerio (Cernusco sul Naviglio, 4 dicembre 1939) è un politico italiano.

Laureato in lettere, ha partecipato alla vita politica milanese, del 1974 al 1976 è stato segretario provinciale della federazione della Democrazia Cristiana, nel 1987 diviene segretario regionale, mantenendo questa carica, nel 1990 è anche sindaco del suo comune nativo.

Nella XIV legislatura è stato iscritto dal 6 novembre 2002 al gruppo parlamentare di Forza Italia e ha fatto parte della Commissione Difesa. Dal gennaio 2005 è stato designato componente della delegazione parlamentare all'assemblea della NATO. Per Forza Italia è anche "Responsabile nazionale dipartimenti". Il Giornale pubblica suoi articoli.

Viene nominato commissario della sezione di Forza Italia del comune di Cernusco sul Naviglio, poiché in quel comune, a forte tradizione di centro-destra, Forza Italia è reduce da tre sconfitte di seguito (ad opera della Lega Nord e di alcune liste civiche). Nel 2003 tenta quindi di rimediare con un ribaltone politico che porta Forza Italia in giunta, nonostante la sconfitta del candidato berlusconiano al ballottaggio. Nel 2007 a capo della sezione cittadina subisce la quarta sconfitta consecutiva ad opera della coalizione di centro-sinistra guidata da Eugenio Comincini.

[modifica] Vicende giudiziarie

La sua carriera politica si arresta con i processi di Mani pulite. Nel 1992 subisce la prima misura di custodia cautelare per tre mesi su richiesta del pubblico ministero Antonio Di Pietro, seguite da altri due arresti. Nei processi che lo vedono coinvolto viene accusato di vari reati. Egli ammetterà di avere incassato alcune tangenti, ritenendosi però solo un intermediario. Avrebbe ad esempio riscosso da Paolo Berlusconi 150 milioni di lire per favorire la Fininvest nella gestione della discarica di Cerro Maggiore. Nella stessa causa viene anche ritenuto dal Giudice responsabile di una concussione per un miliardo di lire verso un rivale di partito. Da questi processi conseguono diverse condanne definitive: 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione, 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno 7 mesi per finanziamento illecito e ricettazione.

Mentre era da stabilirsi il cumulo della pena, partecipa alle elezioni politiche del 2001, risultando eletto in una lista proporzionale di Forza Italia (partito per cui ha svolto ruolo di consigliere e direttore del centro studi) in Puglia alla Camera dei deputati, con il nome di Carlo Frigerio (la legge permette la scelta del nome da inserire sulla scheda). Dopo il primo giorno della nuova legislatura, il 31 maggio, i Carabinieri eseguono l'arresto. Nel 2002 ottiene dal giudice l'affidamento in prova ai servizi sociali, ciò che gli permette di recarsi in Parlamento quattro volte al mese. La pena finale inflittagli consiste in 6 anni e 5 mesi, sono stati stabiliti anche 5 anni di interdizione legale, che comporta l'impossibilità di esercitare il diritto di voto alle consultazioni popolari.

[modifica] Opere scritte

  • Giovanni Dell'Elce, Gianstefano Frigerio, La sinistra si è venduta l'anima, Sperling & Kupfer, 1999
  • Angelo Frigerio, Gianstefano Frigerio, Nei labirinti del futuro, Bietti, 2001
  • Gianstefano Frigerio (con prefazione di Silvio Berlusconi), Il cuore di tenebra del XXI secolo, Bietti, 2006

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