George Herbert, V conte di Carnarvon

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George Edward Stanhope Molyneux Herbert

George Edward Stanhope Molyneux Herbert, V conte di Carnarvon (Highclere Castle, 26 giugno 1866Il Cairo, 5 aprile 1923), era un collezionista ed egittologo britannico, finanziatore - in particolare - dello scavo di Howard Carter che portò alla scoperta della tomba di Tutankhamon nella Valle dei re.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Maledizione di Tutankhamon.

Nato nella residenza di famiglia di Highclere Castle nell'Hampshire il 26 giugno 1866, George Herbert fu educato ad Eton ed al Trinity College a Cambridge,[1] succedendo al titolo di Carnarvon nel 1890.[2] Il 26 giugno 1895, nella Chiesa di Santa Margherita, Carnarvon sposò Almina Victoria Maria Alexandra Wombwell,[3] figlia di Marie Wombwell nata Boyer, moglie del Capitano Frederick Charles Wombwell.

Estremamente ricco, Carnarvon dapprima meglio conosciuto come proprietario di cavalli da corsa e autista spericolato delle prime automobili, subendo nel 1901 un grave incidente automobilistico nei pressi di Bad Schwalbach in Germania che lo lasciò significativamente disabile.

Nel 1902, il V Conte fondò lo Highclere Stud per allevare cavalli da corsa purosangue.[4] In 1905, fu nominato uno dei Stewards presso il nuovo Newbury Racecourse. La sua famiglia mantiene il legame da allora. Suo nipote, Henry George Reginald Molyneux Herbert, VII Conte di Carnarvon, fu responsabile delle corse per la Regina Elisabetta II dal 1969, ed uno dei più intimi amici di Sua Maestà.

Egittologia[modifica | modifica wikitesto]

Il conte era un grande amatore di egittologia e nel 1907 si recò in Egitto intenzionato ad effettuare campagne di scavo per arricchire la propria collezione. Resosi conto della necessità di avere sul campo una persona esperta ed a conoscenza delle difficoltà della ricerca, chiese consiglio a Gaston Maspero che gli indicò come persona più adatta l'archeologo Howard Carter, all'epoca in forte difficoltà.

I due si intesero subito e nacque una profonda amicizia. Con le ricchezze di famiglia Lord Carnarvon finanziò gli scavi di Howard Carter a Tebe (Egitto) e molti altri che ingrossarono la collezione di reperti egizi del conte. L'archeologo aveva però l'intenzione di scoprire, nella Valle dei Re, le tombe mancanti di due faraoni di cui all'epoca si sapeva poco (Amenothep IV, il faraone eretico, e Tutankhamon, il faraone bambino) e convinse George Herbert a finanziare l'impresa. Grazie alla propria abilità, il lord riuscì ad ottenere la concessione di scavo, all'epoca ancora in mano all'archeologo Theodore M. Davis, e gli scavi iniziarono nel 1917.

Questi durarono cinque anni senza alcun successo e con gravose spese per il conte tanto che giunse sull'orlo, nell'agosto del 1922, di dichiarare conclusa la ricerca. Ma l'entusiasmo ancora vivo di Carter e la sua assoluta certezza di riuscire a trovare la tomba convinsero George Herbert a concedergli ancora una stagione di scavo, tempo necessario per scavare l'ultimo settore rimasto. La campagna riprese il 3 novembre 1922 e già il secondo giorno vide la luce uno scalino di una tomba sconosciuta. Presto si giunse all'ingresso di quest'ultima ed i sigilli alla porta rivelavano che nei millenni non era ancora stata violata da alcuno.

Lord Carnarvon, allora in Inghilterra, venne subito richiamato in Egitto e vi giunse il 20 novembre. Sette giorni dopo assistette, assieme a Carter, all'apertura della tomba che rivelò in quel momento il suo ricco corredo funebre ancora sul posto così come venne sistemato millenni prima. Questa scoperta è, a ragione, considerata la più grande scoperta archeologica del XX secolo, non per la ricchezza del corredo ma perché, per la prima volta, era possibile ammirare una tomba di un faraone mai violata nella storia.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

La morte il 5 aprile 1923 non permise a George Herbert di assistere all'apertura, in due fasi distanziate di un anno, del sarcofago di Tutankhamon. Morì per cause naturali, in conseguenza alla puntura di un insetto, pochi mesi dopo la scoperta della tomba: la sua improvvisa scomparsa alimentò le dicerie sulla famosa maledizione del faraone.

A Carnarvon sopravvisse la moglie Almina, che si risposò, e i loro due figli:[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) J. & J. A. Venn, Herbert, George Edward Stanhope Molyneux, Lord Porchester in Alumni Cantabrigienses, Cambridge University Press, 1922–1958.
  2. ^ Kathleen Weidner Zoehfeld, Nelson, James, 3 in The Curse of King Tut's Mummy, Random House Books for Young Readers, 2007, ISBN 978-0-375-83862-0.
  3. ^ Barnard Burke, 1914, p.387
  4. ^ Architecture in House and Garden, vol. 160, 1-4, Condé Nast Publications, Ltd, 1994, p. 54.
  5. ^ Charles Mosley, editor, Burke's Peerage, Baronetage & Knightage, 107th edition, 3 volumes (Wilmington, Delaware, U.S.A.: Burke's Peerage (Genealogical Books) Ltd, 2003).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • with Howard Carter, Five Years' Explorations at Thebes - A Record of Work Done 1907-1911, ed. Paul Kegan, 2004 (ISBN 0-7103-0835-3).
  • Five Years' Explorations at Thebes
  • Fiona Carnarvon, Egypt at Highclere - The discovery of Tutankhamun, Highclere Enterprises LPP, 2009.
  • Fiona Carnarvon, Carnarvon & Carter - the story of the two Englishman who discovered the tomb of Tutankhamun, Highclere Enterprises LPP, 2007.
  • Elisabeth David, Gaston Maspero 1846-1916, Pygmalion/Gérard Watelet, 1999 (ISBN 2-85704-565-4).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Conte di Carnarvon Successore
Henry Herbert, IV conte di Carnarvon 1890–1923 Henry George Herbert, VI conte di Carnarvon

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