Almina, contessa di Carnarvon

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Lady e Lord Carnarvon alle corse nel giugno 1921

Almina, Contessa di Carnarvon (15 agosto 18768 maggio 1969), era un’aristocratica inglese, moglie di George Herbert, V conte di Carnarvon, e châtelaine di Highclere Castle nell’Hampshire.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Nata Almina Victoria Maria Alexandra Wombwell,[1] figlia di Marie Wombwell nata Boyer, moglie del Capitano Frederick Charles Wombwell. Tuttavia, il suo vero padre era ampiamente riconosciuto come Alfred de Rothschild, un membro non sposato della importante famiglia Rothschield, che nel 1918 la rese sua erede poco prima della sua morte.

Il 26 giugno 1895, nella Chiesa di Santa Margherita, sposò George Edward Stanhope Molyneux Herbert, V Conte di Carnarvon.

La coppia ebbe due figli:[2]

Il Conte sviluppò un interesse per l'egittologia e divenne il finanziatore della ricerca e dello scavo della tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re, aiutato dalla ricchezza di Almina. Nel novembre 1922 suo marito e sua figlia erano presenti con l'archeologo Howard Carter all'apertura della tomba.

Nel marzo 1923 si recò in Egitto per essere accanto a suo marito che si era ammalato di polmonite. Il Conte morì il 5 aprile 1923 ed Almina ritornò con il suo corpo in Inghilterra nello stesso mese.[3]

Il loro unico figlio maschio, Henry George Alfred Marius Victor Francis Herbert (1898–1987), successe al padre come sesto conte. Almina si risposò quello stesso anno con il Tenente Colonnello Ian Onslow Dennistoun. Continuò a finanziare il lavoro di Howard Carter nella Valle dei Re.

Morì nel 1969 a Bristol, all'età di 92 anni.

Processo all'Alta Corte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1925 la Contessa di Carnarvon fu coinvolta in un caso giudiziario clamoroso, noto come "Bachelor's Case" all'High Court of Justice tra suo marito, il Tenente Colonnello Ian Dennistoun e la sua ex-moglie Dorothy Dennistoun.[4] Quando i Dennistoun divorziarono, Mr Dennistoun non era in gardo di pagare l'assegno di mantenimento. Egli, invece, promise che avrebbe provveduto per la sua ex-moglie, in futuro, quando avrebbe avuto i soldi.[4] Dopo aver appreso della ricchezza di Almina dopo il matrimonio, Dorothy Dennistoun richiese il denaro dell'assegno alimentare che era stato promesso. Almina vide ciò come un ricatto e convinse il suo nuovo marito a trascinare la sua ex moglie in tribunale in quello che Sir Henry McCardie, che giudicò il caso, chiamò "il contenzioso condotto più amaramente che abbia mai conosciuto".[4] Un brillante discorso nell'aula di Norman Birkett convinse la giuria a decidere di ignorare l'accordo di Mr Dennistoun di pagare l'assegno di mantenimento alla sua ex moglie.[5]

Biografie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Barnard Burke, 1914, p.387
  2. ^ Charles Mosley, editor, Burke's Peerage, Baronetage & Knightage, 107th edition, 3 volumes (Wilmington, Delaware, U.S.A.: Burke's Peerage (Genealogical Books) Ltd, 2003).
  3. ^ Griffith Institute, Oxford: Howard Carter's diaries
  4. ^ a b c Hyde (1965) p. 135.
  5. ^ Hyde (1965) p. 154.
  6. ^ The Life and Secrets of Almina Carnarvon

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • H. Montgomery Hyde, Norman Birkett: The Life of Lord Birkett of Ulverston, Hamish Hamilton, 1965, OCLC 255057963.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]