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Ferencz József Gyulai von Maros-Nemeth und Nadaska (conosciuto anche col nome di Ferencz Gyulaj, nome ungherese secondo l'ortografia moderna: Ferenc Gyulai, in tedesco: Franz Gyulai; Budapest, 3 settembre 1798 – Vienna, 21 settembre 1868) è stato un generale e politico ungherese.
Ferencz Gyulai proveniva da una famiglia nobile della Transilvania che nel 1694 aveva ottenuto il titolo baronale e a partire dal 1704 godeva anche di quello comitale. Suo padre era il Feldmaresciallo austriaco Ignácz Gyulay. Sin da giovane, Ferencz Gyulai aveva ricevuto un'educazione essenzialmente concentrata sulle scienze di cui fu sempre un grande appassionato, rimanendo ad ogni modo legato alla tradizione militare di famiglia che perseguì con zelo.
Nel 1815 iniziò la propria carriera militare entrando in servizio nell'esercito come membro del 60º reggimento di fanteria che portava il nome di suo padre, venendo promosso sottotenente l'anno successivo, a soli diciassette anni.
Per il valore dimostrato in diverse operazioni belliche ebbe una carriera brillante, arrivando in breve tempo tra le più alte schiere del genio austriaco: dopo essere stato trasferito in una brigata di ussari dell'Assia-Homburg, Gyulai venne nominato tenente nel 1820 e nel 1826 venne posto a capo di una brigata di ussari del Württemberg, venendo nominato tenente colonnello dal 1829 quando venne trasferito in una brigata di fanteria dell'Assia-Homburg. Nel 1831 Gyulai venne promosso colonnello e nel 1838 divenne infine maggior generale.
La carriera militare e politica negli anni delle prime rivoluzioni [modifica]
Nel 1845, Gyulai venne nominato comandante del 33º reggimento di fanteria da parte dell'Imperatore Ferdinando I d'Austria divenendo in seguito, a partire dal 1846, governatore di Trieste e governatore militare del distretto austriaco di Seebezirk. Quando scoppiò la rivoluzione due anni più tardi, egli come comandante militare ottenne il compito di prendere il comando della flotta austriaca locale e di prevenire che essa potesse essere catturata dai rivoluzionari italiani o ungheresi e nel contempo così facendo evitò attacchi nell'area da parte delle flotte sarda o napoletana, sin quando la vittoria di Radetzky a Custoza (25 luglio 1848) non riportò la situazione alla normalità.
Come ricompensa per il servizio fedelmente svolto e per l'abilità dimostrata nella conduzione delle operazioni, il generale Gyulai venne nominato dall'imperatore Francesco Giuseppe quale nuovo Ministro della Guerra dell'Impero Austriaco dal 1849 al 1850, introducendosi così anche nella vita politica dell'Impero. Durante questo periodo in carica, diresse gli attacchi a Raab (Győr) il 28 giugno 1849 ed i preparativi per l'assedio di Komárom.
Le operazioni militari in Italia [modifica]
Vignetta satirica d'epoca che commenta così la campagna d'Italia: "Il generale Gyulai spaventa i propri nemici... almeno sulla carta"
Nel 1850, dopo la sua promozione a Feldzugmeister del V corpo d'armata austriaco, Gyulai venne inviato a Milano per assumere il comando della 2ª Imperiale e Regia Armata Austriaca. Il 28 febbraio dello stesso anno, Francesco Giuseppe collocò a riposo il generale Radetzky (che si trasferì da Verona a Milano, nella Villa Reale in via Palestro), ponendo al suo posto il generale Gyulai. Contemporaneamente fu designato Governatore Generale l'Arciduca Massimiliano d'Asburgo, fratello dell'Imperatore, fautore di una politica di distensione che detenne il governo sul Regno Lombardo-Veneto sino al 1857 quando accettò la corona dell'Impero del Messico. Il governo dello stato venne quindi affidato al generale Gyulai che ne detenne anche il controllo generale sulle forze d'esercito dislocate.
Quando il 29 aprile 1859 rispose all'ultimatum sabaudo con l'attraversamento del fiume Ticino, aprì di fatti la Seconda guerra d'indipendenza italiana. Piuttosto che procedere direttamente verso Torino ove le truppe austriache sarebbero state più esposte al contatto col nemico o ad un possibile accerchiamento da parte delle truppe francesi di Napoleone III, intervenuto in favore dei piemontesi secondo gli Accordi segreti di Plombiéres, Gyulai preferì attestare le proprie truppe lungo il corso del Ticino ed attaccare il Piemonte dalla Lomellina ove nella sua visione degli eventi i franco-piemontesi avrebbero fortificato in misura minore gli apparati bellici presenti.
Le truppe nemiche, invece, preferirono adottare un'ulteriore strategia che si rivelò vittoriosa, ovvero fecero spostare le loro forze subito verso nord e attraversarono il Ticino prima e poi il Naviglio Grande dapprima a Turbigo e poi a Boffalora sopra Ticino, cogliendo di sorpresa i difensori austriaci.
Il 4 giugno 1859, Gyulai fu sconfitto nella storica Battaglia di Magenta dai franco-piemontesi e, dopo sanguinose perdite, decise di abbandonare il campo ritirandosi in direzione di Milano. Dopo il fallimento dell'impresa, il 16 giugno l'Imperatore esonerò Gyulai dal proprio incarico assumendo personalmente il comando dell'esercito milanese. Al fine di mostrare ancora una volta la propria devozione all'impero austriaco, Gyulai chiese ed ottenne il comando del reggimento che portava il suo nome, ma fu costretto a rimanere in sede a Mantova che fu una delle ultime roccaforti austriache a resistere al processo di unificazione italiano.
Ritiratosi a vita privata, Gyulai morirà il 1 settembre 1868 a Vienna assistito dal cugino Leopold von Edelsheim che egli aveva assunto quale suo erede universale l'anno precedente dal momento che non aveva avuto altri eredi.
Ferencz Gyulai si distinse anche come scrittore, pubblicando le proprie memorie sulla campagna militare italiane del 1859, ricche di personali esperienze biografiche e fatti rilevanti alla corretta ricostruzione degli eventi di quell'anno.
- F. Gyulai, Pensieri dall'Italia, 1859
Nella cultura popolare [modifica]
Gyulai, personaggio discusso già alla sua epoca, ha lasciato moltissime tracce della sua presenza soprattutto nella cultura dialettale lombarda. Il suo nome infatti compare in molte vignette satiriche del periodo della Seconda guerra d'indipendenza italiana e in molte bosinade e canzoni come la famosa Varda Gyulai composta proprio in occasione della Battaglia di Magenta.
Nel semplice e breve testo di questa canzone popolare si rammenta al Generale che prima o poi arriverà la primavera, intesa come stagione di libertà, e che lo stesso Gyulai finirà sull'aia a battere el formenton [il granturco]-
- «Varda Gyulai
- Che vègn la primavera
- Te mettaremm su l’era
- A batt el formenton.»[1]
Di questa canzone esiste una interpretazione di Nanni Svampa che è possibile trovare su Youtube all'indirizzo Varda Gylai
Trattamenti di
Ferencz Gyulai |
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| Feldzeugmeister dell'esercito imperiale austriaco |
| Trattamento di cortesia |
Sua Eccellenza |
| Trattamento colloquiale |
Vostra Eccellenza |
| Titolo nobiliare |
Conte von Maros-Nemeth und Nadaska |
| Trattamento alternativo |
Herr |
| I trattamenti d'onore |
Onorificenze austriache [modifica]
Onorificenze straniere [modifica]
| Stemma |
Descrizione |
Blasonatura |
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Ferencz Gyulai
Conte von Maros-Nemeth und Nadaska |
Inquartato: al 1° di rosso al leone rampante d'oro rivolto a destra, coronato e armato di spada e tenente una corona d'alloro, poggiante su terra verde; al 2° d'azzurro al leone rampante d'oro rivolto a sinistra, coronato e armato di spada e tenente una mezza ruota e una croce patriarcale dello stesso, poggiante su terra verde; al 3° d'azzurro al cavaliere alato al naturale tenente una corona d'oro e poggiante su un monte di verde; al 4° di rosso alla melusina coronata d'oro e fluttuante su un mare al naturale; innesto d'oro al serpente ad anello di verde. Sul tutto d'oro con le lettere C VI in nero. |
Voci correlate [modifica]
- ^ Varda Gyulai dal sito La canzon milanesa
- Gyulay von Maros-Németh und Nadaska, Franz (VI.) Graf, in Constant von Wurzbach, Biographisches Lexikon des Kaiserthums Oesterreich, 6. Band, Seite 70, Wien 1860.
- Meyers Konversations-Lexikon, 5. Auflage, Bibliographisches Institut, Leipzig und Wien, 1894
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