Ecce Homo (Nietzsche)
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Ecce Homo, è considerato uno dei più acuti e disperati ritratti autobiografici nella letteratura moderna.
Qui, Friedrich Nietzsche, al culmine di quelle crisi che lo porteranno ad essere ricoverato all'ospedale psichiatrico, si fa portatore del valore dicotomico che contraddistingue la sua intera opera filosofica: descrive e rivede la sua vita sotto i brucianti chiaroscuri del dionisiaco/nichilismo. In questo senso finirà l'autobiografia con una domanda: "Cristo o Dionisio?", vedendo nel cristianesimo la negazione dei valori vitali dell'Oltreuomo ("Übermensch").
Paradossale, Ecce Homo è il tentativo di scardinare, con le sue iperboli, la mentalità più prettamente puritana dell'Europa di quel periodo. Infatti, per evitarne una "scandalosa" esegesi, dai più venne semplicemente scartato come opera di un folle, nonostante abbia avuto tra i suoi estimatori anche Sigmund Freud, che esortò i suoi colleghi, in una delle riunioni della neo-nata società di Psicologia, a non trascurarlo e a non considerarlo semplicisticamente l'opera di un pazzo, ma al contrario a vederne la profonda e sconvolgente lucidità.
Ecce Homo è l'autobiografia di una coscienza ipetrofica in bilico sulla follia, e in tal senso è interessante confrontarla con l'opera di Antonin Artaud, Van Gogh il suicidato della società
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- (DE) testo online di Ecce Homo al progetto Gutenberg

