Letztemensch

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L'ultimo uomo, o ultimuomo (in tedesco der Letzte Mensch o Letztemensch) è un concetto filosofico ideato dal filosofo e scrittore tedesco Friedrich Nietzsche.

Il termine Letztemensch venne utilizzato da Nietzsche per la prima volta nella sua opera più famosa, Così Parlò Zarathustra, e indica l'antitesi dell'essere superiore immaginato, l'Übermensch (l'oltreuomo, anche questo ideato da Nietzsche), la cui imminente apparizione è stata predetta da Zarathustra. L'ultimuomo è stanco della vita, non si assume nessun rischio e cerca solo il benessere e la sicurezza.

La prima apparizione dell'ultimuomo si trova nel "prologo di Zarathustra". Dopo aver tentato, senza successo, di convincere la popolazione ad accettare l'oltreuomo come l'obbiettivo della società, Zarathustra propone loro uno scopo che crede così disgustoso da dare loro il voltastomaco; l'ultimuomo è apparentemente l'obbiettivo che la civiltà europea ha creato per sé stessa. Le vite degli ultimuomini sono agiate. Non c'è più nessuna distinzione tra signore e servo, lo sfruttamento politico è stato abbandonato. Il conflitto sociale è stato minimizzato.

Nietzsche afferma che la società dell'ultimuomo sarebbe troppo "sterile", o comunque culturalmente povera, per sostenere la crescita e la maturazione dei grandi individui. L'ultimuomo diventa possibile solo dall'umanità che ha male educato un individuo, rendendolo una creatura patetica senza passioni o impegno, incapace di sognare, che semplicemente si guadagna da vivere e cerca di mantenersi al caldo. L'ultimuomo rivendica di aver scoperto la felicità, ma "sbatte le palpebre" ogni volta che lo dice.

L'ultimuomo, predetto da Nietzsche, sarebbe la risposta al nichilismo. Ma le mere implicazioni della morte di Dio sono già state rivelate. Nietzsche scrisse che "l'evento in sé è fin troppo grande, distante, lontano dalla capacità della moltitudine per comprendere anche la notizia di sé per essere pensato come se fosse già arrivato".

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