Don Giovanni de' Medici

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Granducato di Toscana
Casata dei Medici

Coat of arms of the Grand Duke of Tuscany.png

Cosimo I (1569-1574)
Francesco I (1574-1587)
Ferdinando I (1587-1609)
Cosimo II (1609-1621)
Ferdinando II (1621-1670)
Cosimo III (1670-1723)
Gian Gastone (1723-1737)
Ritratto, da un'incisione antica

Don Giovanni de' Medici (Firenze, 13 maggio 1567Murano, 19 luglio 1621) è stato un architetto e condottiero italiano, figlio naturale del Granduca di Toscana Cosimo I de' Medici e di Eleonora degli Albizzi, legittimato per volontà paterna.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato cinque anni dopo la morte del fratello Giovanni, cardinale (figlio legittimo di Cosimo I e di Eleonora di Toledo), porta il suo stesso nome.

Fece carriera militare in Spagna. Nel 1598 lo troviamo Grande di Spagna e ambasciatore a Madrid nel 1598. Nel 1600 fu Maestro di Campo nell’esercito imperiale, mentre l'incarico più importante lo ebbe nel 1616-1617 come Governatore Generale delle armate venete, in seguito al quale fu nominato generale al servizio toscano e veneziano.

Si sposò con Livia Vernazza, dalla quale ebbe due figli: Gianfrancesco Maria de' Medici (Venezia, 1619-1689) e un altro figlio nato postumo e probabilmente morto infante.

Era anche un architetto, coadiuvato da artisti come Matteo Nigetti e Alessandro Pieroni: la sua opera più importante è il progetto della Cappella dei Principi di San Lorenzo.

Il mecenate[modifica | modifica wikitesto]

Cupola della Cappella dei Principi, San Lorenzo, Firenze

Don Giovanni ebbe una cura particolare nel rapporto con gli artisti, lui stesso fu architetto, di sua mano fu il disegno per la costruzione della Cappella dei Principi della Chiesa di San Lorenzo, ma ebbe anche un rapporto particolare con la commedia dell'arte, infatti dal 1612 al 1621 curò i rapporti con la compagnia comica dei Confidenti, con la quale ebbe un'ampia corrispondenza sia con i famosi comici Flaminio Scala e Nicolò Barbieri in arte Beltrame, che con gli altri mecenati come i Gonzaga e i padroni dei teatri nei quali i Confidenti dovevano recitare.

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