Cucurbita

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Zucche
Yellow squash DSC01080.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Cucurbitales
Famiglia Cucurbitaceae
Genere Cucurbita

Cucurbita è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae.
Comprende un gruppo di specie coltivate per i loro frutti, i loro fiori e i loro semi commestibili.
Originarie del Centro-Sud America, conosciute nei paesi di origine come ayotes (dal Náhuatl ayotli), zapallos, calabazas, calabacines, auyamas (Repubblica Dominicana o Colombia e Venezuela). La diversità delle varietà coltivate e la facilità con cui le specie di Cucurbita si ibridano porta a molta confusione nella loro nomenclatura.
Esiste sufficiente evidenzia archeologica per considerare che le cucurbitacee cominciarono a essere coltivate, per la prima volta in maniera sistematica, negli stati di Puebla, Oaxaca e nello stato di México. La coltivazione si praticò in epoche preispaniche praticamente in tutta la America centrale, in una trilogia detta milpera, costituita dalla cucurbita congiunta con il maíz e i fagioli. Tale coltivazione si conosceva anche in altre culture americane, come nel caso del Perú, dove si è trovata ceramica Mochica con rappresentazione della pianta. Più tardi, a partire dal secolo XVI, si diffuse in Europa, Asia e Africa.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le specie del genere Cucurbita sono piante erbacee annuali. In generale adiacenti al terreno o rampicanti, raggiungono nella varietà silvestre vari metri di lunghezza del tallo, lanciando inoltre laccioli con i quali si attaccano alla vegetazione adiacente. Le foglie sono in generale palmate. I frutti sono il prodotto per cui normalmente si coltivano, varíano grandemente di dimensioni a seconda della specie, arrivando a vari kg di peso, e variano anche grandemente di forma; ve ne sono di larghi, cilindrici, sferici, con colori che vanno dal giallo pallido al verde intenso. La parte esterna del frutto si indurisce e ingrossa avanzando la maturazione.

Diffusione originaria[modifica | modifica wikitesto]

I nativi americani coltivavano varie specie di Cucurbita per il suo consumo. Faceva parte delle tre coltivazioni sorelle, assieme con il mais e i fagioli, che costituívano la base della alimentazione delle culture mesoamericane.
Nel secolo XVI la sua coltivazione fu introdotta in Europa, però tardò a diffondersi; la facilità e lo scarso impegno nella sua coltivazione portarono a utilizzarla molto come alimento per animali.

Requisiti per una buona produzione[modifica | modifica wikitesto]

Molto adattabile e di poche cure, richiede in generale suoli leggeri e poco umidi, e molto sole. Non gradisce temperature al di sotto dello zero, sopporta invece bene la scarsità d'acqua. Si coltivava anche come piante secondaria nella coltivazioni di mais.
Varie specie di lepidotteri attaccano i frutti, specialmente in autunno; tra i più aggressivi vi sono Agrotis segetum e la Mamestra brassicae.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Da epoca remota in Mexico si preparano tradizionalmente assieme con chile dolce e altre verdure. Tanto il suo frutto come il suo fiore sono popolari nella cucina di Italia, USA, Panamá e del Cile. Le varietà estive, normalmente di C. pepo, ma anche di C. moschata, si usano anche immature, e si consumano immediatamente. Sono conosciute come calabacines (España), zucchine (Italia) o zapallitos (Argentina), si usano in una gran varietà di preparazioni. La fragilità della loro polpa comporta che le si cuociano brevemente o si utilizzino crude, se si raccolgono in epoca molto iniziale. Altre specie, in particolare la C. maxima, si consumano, verso la fine dell'autunno o inizio dell'inverno. La buccia dura permette, se conservate in luogo fresco e asciutto, che durino vari mesi.

Diffusione attuale[modifica | modifica wikitesto]

Tra le diverse specie appartenenti al genere ne vengono abitualmente coltivate cinque:

La Cucurbita maxima e la Cucurbita moschata sono dette zucche invernali, perché si raccolgono in autunno e si conservano a lungo durante l'inverno.

Riferimenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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