Cucina statunitense

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La cucina statunitense è caratterizzata da una grande variazione regionale. Le principali cucine regionali degli Stati Uniti sono:

  • IL Nord Est: New England con gli stati Connecticut, Maine, Massachusetts, New Hampshire, Rhode Island, e Vermont; New York, Philadelphia e il centro nord est
  • Il Sud Est: comprende parti di Missouri, Oklahoma e gli stati di Kentucky, Tennessee, Virginia, Nord e Sud Carolina, Georgia, Alabama, Mississippi, Louisiana, Arkansas, Florida e la parte est e la costa del Golfo del Messico di Texas
  • Midwest: La parte centrale degli Stati Uniti include Illinois, Indiana, Iowa, Kansas, Minnesota, Nebraska, Nord e Sud Dakota, la maggior parte di Oklahoma, parte di Missouri, la parte ovest di Wisconsin e la parte est di Colorado.
  • L'Ovest: lungo la costa pacifica di California, Washington e Oregon
  • Il Sud Ovest: con una forte influenza Messicana e Tex-Mex comprende la parte sud centrale di California, la parte ovest di Texas, e gli stati di New Mexico e Arizona

Il Sud Est[modifica | modifica sorgente]

Le più importanti influenze provengono dalla cucina nativo-americana, africana, francese, spagnola, scozzese, irlandese, e inglese. Soul Food, Creole, Cajun, Lowcountry e Floribbean[1] sono forme locali o etniche della cucina del Sud. Negli ultimi anni elementi della cucina del Sud si sono diffusi al Nord e hanno influenzato la cucina di altre regioni americane.

Influenze nativo americane[modifica | modifica sorgente]

Molti cibi come zucche, pomodori, mais, e il metodo di cottura chiamato barbecue facevano parte della tradizione culinaria degli indiani Calusa, Timucua, Choctaw e Seminole che vivevano nella regione. La cucina dei nativi americani del Sud è il fondamento della cucina tradizionale del Sud. Gli immigrati non avrebbero potuto sopravvivere senza l’istruzione e l’assistenza dei nativi che erano maestri cacciatori, agricoltori e esperti nella preservazione del cibo in quel ambiente, migliaia di anni prima dell’arrivo degli europei[2]. Dalla loro cultura deriva l’alimento principale della dieta del Sud: il mais, sia macinato per fare la polenta, sia trattato con sali alcalini per fare “Hominy”. Il mais, oltre a fare pane e polenta, serve per fare liquori come whiskey e moonshine.

Gli indiani hanno introdotto agli europei il concetto della cottura lenta con il fumo. La maggior parte degli etimologi credono che la parola barbecue derivi dalla parola barabicu in uso nelle lingue dei Timucua della Florida e dei Taino dei Caraibi. La parola può essere tradotta come “sacro buco del fuoco” e descrive una griglia per cuocere la carne fatta di legno posizionata sopra ad un buco in terra pieno di brace.[3]

Le patate, un alimento principale secondario nella cucina dei nativi americani che le usavano come il mais, sono state adottate dagli immigrati europei.

I nativi americani hanno introdotto ai primi europei immigrati nel Sud molti ortaggi ancora presenti sulle tavole della regione. Zucche, zucchini, molti tipi di fagioli (borlotti, fagioli bianchi, fagiolini verdi, fagioli rossi e neri), pomodori, peperoni, peperoncini, patate dolci o batate, arachidi e sassafras (alla base di molte pietanze Cajun e Creole), che erano sconosciuti in Europa, sono stati presentati agli immigranti dai nativi. Frutti e bacche selvatiche come more e lamponi facevano parte della dieta degli indiani d’America nella parte più settentrionale della regione.

"Molto più di quanto si realizza, alcuni dei più importanti piatti degli indiani del sudest degli Stati Uniti vivono oggi come “soul food” mangiato da bianchi e neri del sud. Hominy, per esempio, è ancora mangiato…Sofkee vive come 'grits'…pane di mais è preparato dai cuochi del sud… la frittata degli indiani (polenta fritta) è conosciuto come “hoe cake” o “Johnny cake”…gli indiani bollivano la polenta in palline oggi chiamati “corn meal dumplings” e “hush puppies”…La gente del sud cuoce i fagioli e piselli bollendoli, come facevano gli indiani…come gli indiani curano la carne con sale e l’affumicano sopra la brace di Hickory."[4]

Gli indiani del Sud degli Stati Uniti arricchivano la loro dieta con carni derivanti dalla caccia di animali nativi. Il cervo era un importante parte della loro dieta perché abbondante. Cacciavano conigli, scoiattoli, tacchini, opossum della Virginia, e procioni. Gli europei hanno portato maiali e vacche da latte. Quando si uccideva un animale l’intera carcassa era usata. A parte la carne, era comune mangiare anche il fegato, il cervello e l'intestino.[5] Questa tradizione perdura e piatti tipici come “chitterlings” chiamato anche “Chit’lins”, intestino di maiale fritto o bollito, livermush (uno sformato di polenta e fegato delle Caroline), e cervello con uova. Il grasso degli animali, veniva separato dai tessuti, come per lo strutto, e usato per cuocere e friggere.

Influenze africane[modifica | modifica sorgente]

Le piantagioni sono nate quando gli immigrati europei si sono resi conto del grande potenziale agricolo della regione. I proprietari più ricchi hanno cominciato a coltivare la terra in grandi tratti, utilizzando schiavi africani per lavorare la terra. La dieta della maggior parte degli africani consisteva in verdure, ortaggi e stufati; il riso era l’alimento principale. I tipici cibi africani che sono diventati parte della cucina del Sud comprendono: melanzane, noci di cola, semi di sesamo, okra, sorghum, piselli, riso e alcuni tipi di meloni.[6]

L’espressione “Soul Food” risale alla prima parte degli anni ’60[7] e può essere considerata una forma di cucina casalinga del Sud esportata dai bianchi e neri del Sud trasferitosi nel Nord degli Stati Uniti. Le persone originarie del Sud dovevano cercare ristoranti gestiti da afroamericani per ritrovare i cibi a loro familiari al Nord all’epoca. I tipici ingredienti non erano in vendita nei supermercati, era necessario cercarli nei negozi dedicati a cibi esteri.

In generale la cucina del Sud dei neri e dei bianchi è uguale. Comunque ci sono sottili differenze nella preparazione e nelle spezie usate. In alcuni regioni, come in Florida, ci sono distinti variazioni tra la cucina dei bianchi e dei neri. Differenze di classe hanno influenzato la cucina della regione in maniera significativa. Per esempio le parti meno appetitose e meno nutrienti degli animali macellati come i piedi e gli intestini erano spesso le uniche parti disponibili agli schiavi o alle persone che vivevano in povertà, tra cui erano più numerosi gli afroamericani.[7] Soluzioni creative per renderli commestibili sono perciò più tipiche della cucina dei neri che di quella dei bianchi. Oggi molti afroamericani fanno parte della classe media e sono attenti alla salute e al peso. Si trovano a decidere se abbandonare i cibi con un alto contenuto di sale e grassi e un basso contenuto di nutrienti mangiati per necessità o continuare a mangiarli per lealtà culturale o preferenza personale. La stessa cosa succede per la polenta che è diventato un piatto del Sud “di moda”, ma che nella mente di molte persone cresciute in povertà richiama la dieta invariabile della loro giovinezza.

Gran parte della cucina del sud deriva da cibi e metodi di preparazione tradizionali africani. Spesso responsabili delle cucine del Sud dal tempo della schiavitù[7] fino alle cucine istituzionali come quelle delle scuole odierne, gli afroamericani hanno avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo della cucina del Sud. Inoltre molti dei più famosi chef sono afroamericani.[8]

Influenze Francesi[modifica | modifica sorgente]

L'area della Louisiana apparteneva alla Francia fino a quando fu venduta agli Stati Uniti da Napoleone Bonaparte. Le cucine Cajun e Creole sono tipiche della Louisiana.

La cucina Cajun, nata nel centro e nel sud-ovest della Louisiana è stata creata da profughi provenienti dalle province francesi dell'odierno Canada, da dove sono stati espulsi dopo la Guerra franco-indiana nel '700. La cucina Creole è una cucina urbana che ha origine a New Orleans ed è tipica della parte sud-est della Louisiana. È più fortemente influenzata dalla cucina Francese ed era già uno stile distinto di cucina nel '700. Madame Langlois, la governante di Jean-Baptiste Le Moyne de Bienville, fondatore di New Orleans, ha insegnato a ragazze francesi inviate a New Orleans per sposarsi con i coloni come cucinare usando prodotti locali e combinando ricette francesi con quelle degli indiani Choctaw.[9]

Influenze spagnole[modifica | modifica sorgente]

La Florida era una colonia spagnola fino al 1819, la Spagna ha tenuto New Orleans dal 1763 al 1800. La seconda più antica città fondata degli europei in Nord America è St. Augustine in Florida, fondata nel 1565.

Uno dei piatti più tipici della cucina spagnola è la paella, un piatto con riso, zafferano, verdure e carne o pesce. L'influenza della cucina spagnola si nota in specialità Cajun e Creole come Jambalaya, un piatto di riso con pesce e verdura, o i molti tipici piatti di riso con fagioli della cucina Floribbean e Lowcountry.

Influenze scozzesi, irlandesi, e inglesi[modifica | modifica sorgente]

La preferenza per una colazione abbondante deriva dalla tradizione anglosassone. I coloni hanno introdotto il whiskey che è diventato un tipico prodotto della regione con due varianti: bourbon whiskey e tennessee whiskey. Jack Daniel's è la più famosa distilleria del Sud Est.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Florida Food | fla-guide.info
  2. ^ Origins of Southern Food
  3. ^ "The Great American Barbecue and Grilling Manual" by Smoky Hale. Abacus Publishing, 2000
  4. ^ Hudson, Charles, The Southeastern Indians, 1976, University of Tennessee Press, Knoxville
  5. ^ http://uwf.edu/tprewitt/sofood/past.htm#native 2011-04-05
  6. ^ African Food and Culture
  7. ^ a b c History of Soul Food A Cuisine Known For Great Southern Food
  8. ^ Top African-American Celebrity Chefs | Madame Noire | Black Women's Lifestyle Guide | Black Hair | Black Love
  9. ^ Experience Great Cajun & Creole Food and Recipes with Chef John Folse & Co

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]