Criolite (minerale)

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Criolite
816- Ivigtut - cryolite.jpg
Classificazione Strunz III/B.03-30
Formula chimica Na3AlF6
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino trimetrico
Sistema cristallino monoclino
Classe di simmetria prismatica
Parametri di cella a = 5.4, b = 5.6, c = 7.78
Gruppo puntuale 2/m
Gruppo spaziale P 21/n
Proprietà fisiche
Densità 2,95 g/cm³
Durezza (Mohs) 2,5-3
Sfaldatura buona secondo {001}
Frattura irregolare
Colore bianco, grigio, rossastro, brunastro
Lucentezza vitrea, grassa; madreperlacea su {001}
Opacità trasparente, traslucida
Striscio bianco
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La criolite è un minerale, un fluoruro di sodio e alluminio.

Il nome deriva dal greco κρύος = freddo e λίθος = pietra

Descritta per la prima volta nel 1799 da Peter Christian Abildgaard (1740 - 1801), medico e veterinario danese.


Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

Cristalli pseudotetragonali, pseudocubici, geminati


Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

È il componente principale di alcuni rari tipi di pegmatite, dove vi compare però in una certa abbondanza. La paragenesi è con galena, siderite, pirite e quarzo.


Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

In cristalli e aggregati granulari, di sovente con aspetto della superficie ad intarsio.


Caratteri fisico-chimici[modifica | modifica wikitesto]

Il minerale quasi scompare se messo nell'acqua; questo fenomeno succede perché l'indice medio di rifrazione della criolite è circa 1,338, assai vicino a quello dell'acqua stessa, circa 1,333.
Fonde facilmente e dà origine ad un vetro incolore. Solubile in H2SO4 e parzialmente in HCl. Colora la fiamma di giallo.

Il riconoscimento del minerale è più difficile qualora la si voglia distinguere dagli altri fluoruri rari che la accompagnano, a meno che non si presentino in nitidi cristalli. Se si presenta in masse compatte occorre ricorrere alla diffrattometria ai raggi X per il riconoscimento.


Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

La località classica è Ivittuut, nella parte meridionale della Groenlandia, dove associati alla criolite si trovano anche siderite, fluorite e topazio.
Anche presso Miass, nei monti Urali, si trova con chiolite, topazio, fenacite e fluorite; In Nigeria, nei graniti di Kaffa, si osserva associato a pirocloro, astrofillite e thomsenolite.

Utilizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

La criolite allo stato fuso è il componente principale delle celle elettrolitiche da cui si ottiene l'alluminio.Mentre una volta a questo scopo veniva impiegato solo il prodotto naturale, oggi si usa esclusivamente quello sintetico (attualmente la miniera di Ivittuut è chiusa). Il minerale è anche richiesto nell'industria degli smalti e dei vetri speciali. Viene usato nelle fonderie siderurgiche come fondente, poiché abbassa la temperatura di fusione, rendendo più rapida la reattività dei sistemi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004)
  • Le rocce e i loro costituenti - Morbidelli - Ed. Bardi (2005)
  • Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962)
  • Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987)
  • Atlante delle rocce magmatiche e delle loro tessiture - Mackenzie,Donaldson e Guilford - Zanichelli (1990)
  • Atlante delle rocce sedimentarie al microscopio - Adams, Mackenzie e Guilford - Zanichelli (1988)
  • I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978
  • Minerali e Rocce - Corsini e Turi - Enciclopedie Pratiche Sansoni (1965)


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