Battaglia di Suomussalmi

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Battaglia di Suomussalmi
Le operazioni militari della guerra d'inverno fra il 30 novembre e il 31 gennaio
Le operazioni militari della guerra d'inverno fra il 30 novembre e il 31 gennaio
Data 30 novembre 1939 - 8 gennaio 1940
Luogo Suomussalmi, Finlandia
Esito Vittoria finlandese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
11.500 uomini 23.000 uomini
Perdite
900 morti e 1770 feriti.[4] 8.500 morti, 5.000 dispersi e 32.500 feriti.[5]
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La battaglia di Suomussalmi, fu combattuta tra Finlandia e Unione Sovietica durante la guerra d'inverno nel periodo compreso tra il 30 novembre 1939 e l'8 gennaio 1940. La battaglia fu parte di uno scontro più ampio che si svolse in due fasi: la prima fu combattuta nel villaggio finlandese di Suomussalmi e la seconda sulla strada per Suomussalmi che passava attraverso il villaggio di Raate (battaglia della strada di Raate). La battaglia terminò con una vittoria delle truppe finlandesi su quelle sovietiche.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

La Germania nazista e l'Unione Sovietica firmarono il 23 agosto del 1939 un patto di non aggressione, il cosiddetto patto Molotov-Ribbentrop. Il trattato includeva una clausola segreta sulla "spartizione" dell'Europa centro-orientale in zone d'influenza tra le due potenze. La Finlandia era assegnata alla sfera di influenza sovietica. Tuttavia, mentre da un lato i sovietici continuarono a rifornire scrupolosamente la Germania di materie prime secondo quanto stabilito dal patto, dall'altro cercarono di attestarsi su posizioni strategiche più sicure, essendo Stalin convinto che la Germania, una volta terminato il conflitto che la opponeva alle potenze occidentali, avrebbe scatenato la guerra contro l'URSS, avendo quindi ben chiaro il carattere meramente strumentale, per entrambe le nazioni, del trattato: si trattava in sostanza di guadagnare tempo prima dell'inevitabile scontro.

Rientravano in questa prospettiva le richieste che, ai primi di ottobre del 1939 (dopo averne già formulate nel marzo precedente), l'Unione Sovietica presentò alla Finlandia. Le richieste comprendevano rettifiche alla linea di frontiera lungo l'Istmo di Carelia, la cessione di alcune isole nel Golfo di Finlandia e la parte occidentale della Penisola dei Pescatori sul Mare di Barents, all'imbocco dell'estuario del fiume Kola su cui sorge l'importante porto di Murmansk, offrendo in cambio territori di maggiore superficie nella Carelia orientale, a nord del Lago Ladoga. Inoltre venne richiesto un patto militare di mutua assistenza, lo smantellamento delle fortificazioni finlandesi (Linea Mannerheim) sull'istmo di Carelia, in cambio di un'analoga azione sovietica, e l'affitto di una base navale sul promontorio di Hanko, all'imbocco del Golfo di Finlandia. In totale 2761 km2 di suolo finnico, in cambio del quale Stalin era pronto a cedere 5529 km2 di territorio sovietico nella Carelia orientale, a nord del lago Ladoga. Dal punto di vista sovietico le richieste erano giustificate dalla necessità di creare un sistema difensivo che proteggesse Leningrado, seconda città dell'Unione Sovietica, in caso di guerra con la Germania.

Le richieste sovietiche si scontrarono con l'acceso patriottismo del popolo finlandese e con il timore di condividere la sorte toccata alle Repubbliche Baltiche, costrette ad accettare la presenza delle forze armate sovietiche sul proprio territorio, per cui, nonostante le divisioni all'interno del governo finlandese, vennero respinte. Successivamente i sovietici avanzarono richieste meno gravose e anche la delegazione finlandese, guidata da Juho Kusti Paasikivi, si mostrò disposta a maggiori concessioni, ma, nella sostanza, ciò che la Finlandia era disposta a concedere era meno del minimo di ciò che Stalin si aspettava di ottenere, per cui, mentre si intensificavano gli incidenti di frontiera, le trattative arrivarono ad un punto morto.

Alle 6,15 del 30 novembre 1939 l'Unione Sovietica attaccò la Finlandia allo scopo di ottenere per via militare ciò che non era riuscita ad ottenere per via diplomatica. Il pretesto per la guerra fu un incidente di frontiera, il cosiddetto incidente di Mainila, un villaggio nel quale alcuni soldati russi furono uccisi da colpi di artiglieria, sparati dai finlandesi secondo i sovietici, dai sovietici secondo i finlandesi.

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Uno degli elementi chiave della strategia sovietica nell'attacco alla Finlandia, era una rapida azione dalla Carelia sovietica verso il Golfo di Botnia, in modo da tagliare in due la Finlandia per impedire sia che le potessero giungere i rifornimenti via terra attraverso la frontiera con la Svezia e sia il paventato intervento delle truppe delle potenze occidentali. Alla 9ª armata di Michail Pavlovič Duchanov, fu affidato il compito di marciare su Kemi e Oulu, all'estremità settentrionale del Golfo di Botnia, allo scopo di realizzare questo piano strategico. Per raggiungere l'obiettivo furono organizzate due azioni indipendenti. A nord, la 122ª divisione doveva raggiungere Kemi marciando verso Rovaniemi, capitale della Lapponia finlandese, lungo la strada che correva attraverso il villaggio di Salla e lo snodo ferroviario di Kemijärvi.

Battaglia di Suomussalmi e della strada di Raate: l'avanzata sovietica

Mentre più a sud, la forza principale di Duchanov doveva raggiungere Oulu, avanzando verso l'interno della Finlandia su tre colonne. A tale scopo due reggimenti della 163ª divisione di fanteria, l'81° e il 662°, mossero lungo la strada di Juntusranta; un terzo reggimento, il 759°, avanzò verso ovest per la strada di Raate, circa 50 km più a sud della strada di Juntusranta, e una terza colonna, formata da elementi della 54ª divisione di montagna di base a Repola, avanzò verso nord-ovest lungo la strada per il villaggio di Kuhmo. Le tre colonne erano separate l'una dall'altra da decine di kilometri di terreno fitto di boschi e laghi, già coperto di neve e impraticabile ai mezzi meccanici. Le diverse forze non avevano alcuna possibilità di cooperare fra di loro, potevano muoversi solo in lunghe file seguendo il percorso delle strade, non potevano raggrupparsi, per meglio organizzare la difesa o l'attacco, ed erano prive di adeguato equipaggiamento e vestiario per affrontare le rigide temperature dell'inverno a quelle latitudini.

Intanto, sulla strada di Raate, la 44ª divisione ucraina di fanteria motorizzata era in attesa di intervenire in supporto dell'avanzata.[6][7] Raggiunta Palovaara, il 666º e l'81º reggimento si separarono. Mentre l'81° avanzò verso sud in direzione di Suomussalmi, il 662° fu inviato a nord per sviluppare una manovra di aggiramento ma, bloccato alle strettoie di Piispajärvi dal 16º battaglione di fanteria finlandese, spese due giorni cercando di forzare le difese finlandesi. L'arrivo di rinforzi (il 6º battaglione di fanteria in bicicletta e il 65º battaglione di fanteria) consentì, l'8 dicembre, ai finlandesi di passare al contrattacco costringendo i sovietici a ritirarsi. Nel frattempo, l'81º e il 759º reggimento sovietici si erano riuniti e avevano catturato, alla sera del 9 dicembre, il villaggio di Suomussalmi, abbandonato e dato alle fiamme dai finlandesi.[6][7]

Battaglia di Suomussalmi e della strada di Raate: il contrattacco finlandese

Le truppe finlandesi disponibili il 9 dicembre nell'area di Suomussalmi per contrastare l'offensiva sovietica totalizzavano circa 5.000 uomini al comando del colonnello Hjalmar Siilasvuo. In inferiorità numerica, Siilasvuo decise di separare le due divisioni sovietiche e ingaggiarle separatamente. L'11 dicembre i finlandesi occuparono la strada di Raate, stabilendo una posizione difensiva per bloccare l'avanzata della 44ª divisione, e due giorni dopo attaccarono le posizioni della 163ª divisione a Suomussalmi e sulla strada di Juntisranta. I soldati sovietici, tagliati fuori dalle proprie vie di comunicazione, a corto di rifornimenti ed ancora nelle uniformi estive, si rifugiarono fra le rovine del villaggio per sfuggire alle basse temperature ed organizzare la difesa. Fra il 13 e il 16 dicembre, i finlandesi condussero una nutrita serie di attacchi contro le difese sovietiche, ma, a dispetto delle critiche condizioni in cui si trovavano, i sovietici riuscirono a respingerli. Siilasvuo fu costretto a interrompere l'attacco a causa delle pesanti perdite subite. Il 22 dicembre il generale Duchanov fu sostituito dal generale Vasilij Ivanovič Čujkov e due giorni dopo i sovietici contrattaccarono, senza successo, nel tentativo di rompere l'accerchiamento.

Con l'arrivo di nuovi reparti di fanteria ed artiglieria, le forze finlandesi furono riorganizzate come 9ª divisione con una forza di circa 11.500 uomini e, il 27 dicembre, Siilasvuo poté lanciare l'attacco decisivo contro la 163ª divisione riuscendo a penetrare nelle difese sovietiche. I soldati sovietici furono costretti ad arretrare in una situazione di panico generale e il giorno dopo i sopravvissuti si ritirarono in disordine verso la frontiera con la protezione dei carri armati rimasti e la copertura dell'aviazione.[8][9] Il 662º reggimento, abbandonato a se stesso sulla strada di Juntusranta dopo il ritiro del grosso delle forze sovietiche, subì una pesante sconfitta. Il comandante Sharov e il commissario politico Podhomutov abbandonarono i loro soldati fuggendo verso Juntusranta attraverso la foresta. Arrestati, furono processati e fucilati di fronte ai resti delle loro truppe[10]

Dopo la fine della battaglia a Suomussalmi, Siilasvuo, con una complessa serie di operazioni che videro anche la creazione di una strada parallelamente alle linee sovietiche attraverso la foresta innevata per poter trasportare gli equipaggiamenti pesanti, nella battaglia della strada di Raate, dapprima spezzò la lunga colonna della 44ª divisione in più tronconi e quindi procedette alla loro distruzione. Successivamente Siilasvuo diresse le sue forze verso sud, dove la 54ª divisione di montagna, sebbene allungata lungo la strada di Kuhmo, si era preparata alla difesa trincerandosi nel terreno. Il 28 gennaio i finlandesi attaccarono bloccando la via della ritirata ai sovietici e frazionando la divisione in tre tronconi; tuttavia, questa volta, Siilasvuo non riuscì a ripetere il successo di Suomussalmi e i sovietici, grazie anche ai rifornimenti aerei, riuscirono a resistere agli attacchi finlandesi fino alla fine della guerra.[11]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Il colonnello Siilasvuo riceve un rapporto durante la battaglia di Suomussalmi.

Le perdite finlandesi nella duplice battaglia ammontarono, secondo i dati ufficiali finnici, a 900 morti e 1770 feriti. I dati relativi al numero delle vittime sovietiche divergono a seconda della fonte. Nelle fonti finlandesi si varia fra 13.000[7] e 27.500 morti.[4] I rapporti dell'Armata Rossa, stilati dopo la guerra, indicano informazioni precise solo per la 44ª divisione. Questi dati danno le perdite sovietiche al 7 gennaio a 1001 morti, 1430 feriti, 2243 dispersi e 82 morti per congelamento. Le perdite totali delle due divisioni, a Suomussalmi e sulla strada di Raate, dovrebbero essere state di circa 8.500 morti, 5.000 dispersi e 32.500 feriti.[5]

La vittoria a Suomussalmi e quella sulla strada di Raate, con la distruzione della 44ª divisione, un reparto di élite dell'Armata Rossa, ebbe grande importanza per la Finlandia e un grande risalto internazionale. Risollevò il morale dell'esercito, rafforzò il "fronte interno" e pose fine ad ogni ulteriore tentativo sovietico nella Finlandia settentrionale. La notizia della vittoria finlandese divenne il titolo di prima pagina dei maggiori quotidiani mondiali. Le foto della strada di Raate, con le lunghe file dei veicoli sovietici distrutti o abbandonati, la marcia dei prigionieri e i corpi dei soldati russi abbandonati nella neve, fecero il giro del mondo diventando il simbolo della guerra e della disfatta sovietica, e infliggendo un duro colpo all'immagine e alla reputazione dell'Armata Rossa.[12]

La vittoria di Suomussalmi, insieme a quella di Tolvajärvi, portò l'opinione pubblica finlandese a credere alla possibilità che la Finlandia potesse vincere la guerra. Alcuni giornali finlandesi si spinsero a prevedere che le sconfitte subite dall'Armata Rossa sul fronte settentrionale avrebbero portato al crollo dell'Unione Sovietica.[13] Dal punto di vista strategico, la vittoria riportata dai finlandesi ebbe effetti poco importanti sull'andamento generale della guerra. Infatti, anche se aveva portato alla distruzione di due divisioni di fanteria sovietiche e aveva allontanato la minaccia sovietica dalla Finlandia settentrionale, aveva nel contempo costretto il maresciallo Mannerheim, comandante supremo delle forze armate finlandesi, a spostare a nord quasi tutte le sue riserve, indebolendo così le posizioni finniche sul fronte strategicamente molto più importante dell'Istmo di Carelia.[14] Il capo della delegazione finlandese nei negoziati con l'Unione Sovietica, Juho Kusti Paasikivi, riassunse il significato dei risultati conseguiti dall'esercito finlandese nel nord del paese con queste parole:[15]

« Le nostre vittorie sono considerate terribilmente grandi, e dal nostro punto di vista sono ottime. Tuttavia, esse non possono avere alcun effetto sul risultato finale. Data l'enorme potenza della Russia, queste sconfitte sono per essa prive di significato. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comandante della 9ª armata all'inizio della guerra.
  2. ^ Comandante della 9ª armata dal 22 dicembre 1939
  3. ^ Comandante della 163ª divisione di fanteria.
  4. ^ a b William Trotter, A Frozen Hell, Chapel Hill, 1991, p. 170. ISBN 1565122496
  5. ^ a b Carl Van Dyke, The Soviet Invasion of Finland 1939-40, London, Portland, 1997, p. 88. ISBN 0714643149
  6. ^ a b Lieutenant Colonel Jouni Keravuori, The Russo-Finnish War 1939-1940: a Study in Leadership, Training, and Esprit-de-Corps, US Army War College, Carlisle Barracks PA, 1985, p. III-8, III-9. ISBN non esistente
  7. ^ a b c Allen F. Chew, The Destruction of the Soviet 44th Motorized Rifle Division, in, Fighting the Russians in Winter. Three Case Studies, Leavenworth Papers No. 5, Fort Leavenworth, Kansas, Combat Studies Institute, U.S. Army Command and General Staff College, 1981, pp. 17-30. ISBN non esistente
  8. ^ Irincheev, pp. 105-108
  9. ^ Chew, op. cit., p. 18
  10. ^ Irincheev, p. 108
  11. ^ Anthony Clayton, Warfare in Woods and Forests, Indiana University Press, 2011, p.101. ISBN 0253356881
  12. ^ Irincheev, pp. 108-117
  13. ^ Sinikka Wunsch, Image Research and the Enemy Image: The Soviet Union in Finnish Newspapers during the Winter War (November 30, 1939 – March 13, 1940), Oulu, 2002, http://herkules.oulu.fi/isbn9514266331/html/t857.html
  14. ^ Anthony Upton, Finland 1939-40, Newark, 1979, p. 90. ISBN 0706701461
  15. ^ Anthony Upton, op. cit, p.91

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bair Irincheev, War of the White Death: Finland Against the Soviet Union 1939-40, Mechanicsburg PA, Stackpole Books, 2012, ISBN 978-0-8117-1088-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]