Axur, Re d'Ormus

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Axur, Re d'Ormus
Salieri.jpg
Antonio Salieri
Titolo originale Axur, Re d'Ormus
Lingua originale italiano
Genere dramma tragicomico
Musica Antonio Salieri
Libretto Lorenzo Da Ponte (libretto online)
Atti cinque
Epoca di composizione 1787
Prima rappr. 8 gennaio 1788
Teatro Burgtheater di Vienna
Personaggi
  • Axur, Re di Ormus (basso)
  • Atar, generale dell'esercito di Axur (tenore)
  • Aspasia, sorella di Altamor (soprano)
  • Arteneo, sacerdote (basso)
  • Altamor, confidente di Axur e nemico di Atar (basso)
  • Biscroma, schiavo (tenore)
  • Fiammetta, schiava (soprano)
  • Urson, soldato (tenore)
  • Elamir, fanciullo degli auguri (soprano)
  • Schiavo (basso)

Personaggi minori:

  • Smeraldina (soprano)
  • Brighella (tenore)
  • Arlecchino (basso)
  • Coro (schiavi, soldati, sacerdoti e popolo di Ormus)

Axur, Re d'Ormus è un'opera tragicomica in cinque atti di Antonio Salieri su libretto di Lorenzo Da Ponte, andata in scena al Burgtheater di Vienna l'8 gennaio 1788. Si tratta di una nuova opera liberamente basata su Tarare, libretto in francese di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, che era già stato musicato da Salieri per l'Opéra di Parigi, poco più di sei mesi prima, riscuotendo un notevole successo.

Storia dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

L'opera fu pensata inizialmente come una semplice traduzione in italiano a beneficio della compagnia di opera buffa che, all'epoca, affiancava gli artisti di lingua tedesca al Burgtheater di Vienna. Poi, però, Salieri e Da Ponte, che aveva allora l'incarico di poeta ufficiale del teatro di corte, decisero invece di realizzare un'opera nuova. Per quanto riguarda il testo, Da Ponte seguì abbastanza fedelmente l'originale di Beaumarchais, ma le due versioni "differiscono in molti dettagli e in alcuni aspetti della caratterizzazione dei personaggi", a partire dai nomi dei protagonisti, trasformati rispettivamente da Atar e Tarare ad Azur e Atar, con il singolare scambio di nome fra il vilain parigino e l'eroe positivo viennese.[1]

Il carattere particolare della compagnia di canto del Burgtheater comportò o comunque favorì l'allargamento dell'elemento buffo, pur già presente nelle versione francese: l'Axur di Francesco Benucci presenta diversi aspetti di tiranno caricaturale che erano invece assenti nell'assai più truce Atar di Augustin-Athanase Chéron. Gli elementi comici già inseriti nel personaggio dell'eunuco-capo (ed ex musico castrato) Calpigi diventano molto più evidenti fin dal nome, Biscroma. La nuova versione non fu comunque trasformata in una vera opera buffa, e, anzi, gli aspetti più drammatici del libretto di Beaumarchais vennero senz'altro confermati, a cominciare dall'abbastanza inusitato suicidio in scena del protagonista, così da ben giustificare il carattere di dramma tragicomico attribuito all'opera.[1]

Nel rielaborare il dramma per la corte di Vienna, Da Ponte eliminò dal testo o comunque confinò molto sullo sfondo quegli elementi di allegoria politica pre-rivoluzionaria che erano presenti nel libretto originario di Beaumarchais e che tanta simpatia avevano riscontrato nel pubblico parigino.[2] Per mitigare ulteriormente l'opera Salieri privilegiò le arie al declamato dei recitativi, inserì pezzi di bravura e sostituì i balletti, troppo di gusto francese, con una arlecchinata che ebbe particolare successo.

Rappresentazioni[modifica | modifica wikitesto]

La prima rappresentazione ebbe luogo, in occasione delle nozze dell'arciduca Francesco d'Asburgo con la principessa Elisabetta Guglielmina di Württemberg, al Burgtheater di Vienna l'8 gennaio 1788, davanti l'imperatore Giuseppe II, con una messa in scena altamente sfarzosa. Il ruolo del protagonista, Axur, venne cantato dal grande basso-baritono mozartiano Francesco Benucci.[1]

L'opera si rivelò un immediato e duraturo successo, godendo nell'arco di tempo compreso tra il 1788 e il 1805 di circa cento rappresentazioni e diventando così l'opera più rappresentata nei teatri di corte di Vienna durante questo periodo. Ebbe anche larga diffusione in tutta la Germania, quasi sempre in versione tedesca, e fu data a Praga, Budapest, Varsavia, Mosca, Parigi, Lisbona e Rio de Janeiro.[3] Le rappresentazioni a Varsavia, nel 1793, di una fedele versione tradotta in polacco sono considerate l'inizio della tradizione dell'opera polacca.[4] L'Axur Re d'Ormus rimase in repertorio per tutta la prima metà del XIX secolo e fu data per l'ultima volta a Stoccarda nel 1863.[5]

L'opera venne in seguito dimenticata fino al 20 giugno 1987, quando, sotto la spinta del successo del film Amadeus di Miloš Forman, il Festival di Vienna ne propose un'esecuzione in forma di concerto. L'opera di Salieri, infatti, si ascolta in due momenti del film Amadeus: quando il vecchio Salieri ricorda le sue composizioni giovanili di fronte al confessore e quando l'imperatore dona a Salieri la medaglia per "la migliore opera mai scritta".

La prima rappresentazione scenica moderna avvenne a Siena nel 1989 presso il Teatro dei Rinnovati, e, successivamente, l'opera fu anche data al Teatro Filarmonico di Verona, nel 1994,[6] e poi ripresa nello stesso teatro, tre anni dopo, con Katia Ricciarelli nei panni di Aspasia.[7] Al Theater am Stadtgarten di Winterthur una produzione dell'Axur è stata messa in scena nel 2003, nel quadro delle attività della Opera di Zurigo.[8]

Personaggi e interpreti[modifica | modifica wikitesto]

Personaggio Tipologia vocale[9] Interpreti della prima,
8 gennaio 1788[9]
(Direttore: Antonio Salieri)
Axur basso Francesco Benucci
Arteneo basso Francesco Bussani
Altamor basso Lodovico Trentanove
Atar tenore Vincenzo Calvesi
Aspasia soprano Luisa Laschi-Mombelli
Biscroma tenore Stefano Mandini
Fiammetta soprano Teresa Calvesi
Elamir soprano Franziska Distler[10]
Urson tenore Niccolò Del Sole
Uno schiavo basso
Arlecchino basso
Smeraldina soprano
Brighella tenore
Schiavi, soldati, sacerdoti e popolo di Ormus

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

L'ouverture dell'opera è stata registrata dalla Slovak Radio Symphony Orchestra di Bratislava, diretta da Michael Dittrich, per conto della Naxos Records.

L'opera completa è stata registrata, in occasione della ripresa senese del 1989, con la seguente distribuzione:[11] Axur, Andrea Martin - Atar, Curtis Rayam - Aspasia, Eva Mei - Biscroma/Brighella, Ettore Nova - Fiammetta/Smeraldina, Ambra Vespasiani - Arteneo, Massimo Valentini - Altamor, Michele Porcelli - Urson, Mario Cecchetti - Elamir, Sonia Turchetta - Arlecchino, Giovanni Battista Palmieri - Orchestra Filarmonica Russa e Coro «Guido d'Arezzo» - direttore, René Clemencic.

Esiste anche una videoregistrazione non ufficiale della ripresa veronese del 1994.[11]

Brani celebri[modifica | modifica wikitesto]

  • Son queste le speranze, aria di Aspasia;
  • Qual piacer la nostr'anima ingombra, coro finale dell' opera.
  • Piccola Arlecchinata; e il suo canon Allerta zovenotti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Rice (Grove).
  2. ^ Per gli aspetti politici della versione parigina dell'opera, si veda John A. Rice, Tarare, in Stanely Sadie (a cura di), The New Grove Dictionary of Opera, New York, Grove (Oxford University Press), 1997, IV, pp. 651-652, ISBN 978-0-19-522186-2.
  3. ^ Nonché a Dresda (1789), Milano (1792-1797), Braunschweig (1794) e Barcellona (1800) (CORAGO - Università di Bologna).
  4. ^ Rice, Salieri ..., pp. 418-420.
  5. ^ Angelo Foletto, Due cuori e un eunuco alla corte del tiranno, «la Repubblica», 22 agosto 1989.
  6. ^ Daniela Delfino et al. (a cura di), Opera 2007. Annuario EDT/CIDIM dell'opera lirica in Italia, Torino, EDT, 2007, p. 380, ISBN 978-88-6040-182-3. Per una recensione dell'edizione di Siena, si veda il già citato articolo di Angelo Foletto, Due cuori e un eunuco alla corte del tiranno.
  7. ^ TodOpera
  8. ^ Cfr. locandina degli spettacoli riprodotta nel sito rodoni.ch.
  9. ^ a b Elena Biggi Parodi, Catalogo tematico delle composizioni teatrali di Antonio Salieri: gli autografi, Lucca, Libreria Musicale Italiana, 2005, p. 57. ISBN 978-8870963076.
  10. ^ La Distler non aveva più di quattordici anni quando prese parte alla prima di Axur (Quell'usignolo, voce: (FR) Elisabeth Distler). La parte di Elamir era stata originariamente affidata, in Tarare, alla voce bianca maschile di Joseph-François-Narcisse Carbonel (Alexandre Choron & François Fayolle (a cura di), Dictionnaire Historique des Musiciens, Parigi, Valade/Lenormant, 1810, I, p. 118).
  11. ^ a b Operadis.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John A. Rice, Axur, re d'Ormus, in Stanely Sadie (a cura di), The New Grove Dictionary of Opera, New York, Grove (Oxford University Press), 1997, I, pp. 263–264, ISBN 978-0-19-522186-2
  • John A. Rice, Antonio Salieri and Viennese Opera, Chicago, The University of Chicago Press, 1998. ISBN 0-226-71125-0

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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