Aurora (incrociatore)
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Coordinate: 59°57′19″N 30°20′17″E / 59.95528°N 30.33806°E
| Aurora | |
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Immagine dell'incrociatore nel 2004
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| Descrizione generale | |
| Tipo | incrociatore protetto |
| Classe | Pallada |
| Proprietario | |
| Cantiere | San Pietroburgo |
| Impostata | 23 maggio 1897 |
| Varata | 11 maggio 1900 |
| Entrata in servizio | luglio 1903 |
| Destino finale | nave museo |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | 6731,3 |
| Lunghezza | 126,8 m |
| Larghezza | 16,8 m |
| Pescaggio | 6,4 m |
| Propulsione | 3 motori alternativi Za vapore verticali a triplice espansione; 24 caldaie Belleville tipo 1894; potenza 11.610 CV |
| Velocità | 19,2 nodi (35,5 km/h) |
| Autonomia | circa 4.000 mn a 10 nodi (7.400 km a 18,5 km/h) |
| Equipaggio | 570 (20 ufficiali) |
| Armamento | |
| Armamento | *Artiglieria nel 1913: 8 cannoni da 152/45 mm, 24 da 75 mm e 8 da 37 mm.
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| Corazzatura | ponte superiore 38 mm; inferiore 50,8 - 63,5 mm; barbette 152mm. |
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L'Aurora è un incrociatore protetto russo carico di storia e simbolo di un'era. Attualmente è divenuto un museo galleggiante, una delle principali mete turistiche di San Pietroburgo. La sua costruzione iniziò nei cantieri navali di San Pietroburgo il 23 maggio 1897 e venne varato l'11 maggio 1900[1]. Venne battezzato così in onore della fregata Aurora, che difese la città di Petropavlovsk-Kamčatski durante la guerra di Crimea (1853-1856).
Indice |
[modifica] Storia
L'Aurora nel 1903.
- Nel 1904-1905 prese parte alla guerra russo-giapponese. Dopo la battaglia di Tsushima, che vide una schiacciante vittoria giapponese, fu una delle poche navi russe superstiti.
- Dopo la guerra venne usata come unità di addestramento.
- Nel 1908 fu una delle prime navi a portare i soccorsi alla popolazione di Messina e Reggio Calabria colpite dal famoso terremoto del 1908.
- Durante la prima guerra mondiale, prese parte alle operazioni militari nel mar Baltico.
- Nell'Ottobre del 1917 sparò il colpo che diede il segnale per la conquista del Palazzo d'Inverno di San Pietroburgo durante la Rivoluzione russa, alla quale partecipò attivamente.
- Nella seconda guerra mondiale, durante l'assedio di Leningrado, venne ancorata a Oranienbaum, combattendo come batteria antiaerea, fin quando non venne affondata, nonostante gli sforzi eroici del suo equipaggio. I suoi cannoni vennero rimossi e usati in prima linea nelle difese della città. Nel luglio del 1944 venne finalmente recuperata.
- Dopo la guerra venne restaurata (1945-1947) e riportata approssimativamente all'aspetto che aveva nel 1917. Questa decisione venne presa già prima della fine della guerra. In quel periodo divenne una nave d'addestramento per la scuola navale Nakhimov
- Dal 1950 si iniziò a trasformarla in museo (non fu più in servizio come nave d'addestramento dal 1961), diventando parte del Museo Navale nel 1956. Vennero fatti altri lavori di riparazione nel periodo 1957-1958 e nel 1966-1968. Ulteriori restauri vennero eseguiti nel periodo 1984-1987, nei quali l'incrociatore venne reso il più simile possibile alla sua configurazione originale del 1917, incluse le decorazioni.
- Il 5 giugno 2009 l'incrociatore Aurora è tornato sotto i riflettori a causa di uno scandalo avvenuto in seguito ad una discussa festa a bordo, organizzata dal miliardario russo Mikhail Prokhorov, e che ha visto coinvolti numerosi personaggi di spicco locali. La festa, avvenuta a margine del XIII Forum Economico Internazionale del 5-6 giugno, pare sia degenerata quando diversi uomini d'affari ubriachi si sono gettati nelle acque del fiume Neva per cercare di smaltire la sbornia; recuperati poi da alcune motovedette della Marina Russa in servizio a San Pietroburgo, causando numerose polemiche e proteste, da parte del Partito comunista russo e di numerosi gruppi di cittadini, che hanno portato nei giorni seguenti all'apertura di un'inchiesta sull'accaduto[2][3][4].
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[modifica] Note
- ^ The Cruiser Aurora
- ^ Leonardo Coen. «Russia, Rivolta per l'Aurora-party.». repubblica.it.
- ^ Paolo Torretta. «Russia: party per miliardari sulla storica nave Aurora, cimelio bolscevico». corriere.it.
- ^ Fabrizio Dragosei. «Russia, festino degli oligarchi sulla nave della Rivoluzione». corriere.it.
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- (RU, EN) Sito ufficiale
- (EN) Storia e dati