Lingua ligure antica

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Ligure antico
Parlato in Piemonte, Liguria, Provenza, Lombardia, Emilia-Romagna
Periodo estinta intorno al II secolo d.C.
Classifica estinta
Filogenesi sconosciuta
 Ligure
Codici di classificazione
ISO 639-3 xlg  (EN)

Il ligure antico fu una lingua parlata in epoca pre-romana e romana dai Liguri, un antico popolo dell'Italia nord-occidentale e della Francia sud-orientale. Dai riferimenti di Seneca e di Plinio sappiamo che la lingua dei Liguri si continuava a parlare ancora nel I secolo d.C.[1].

Evidenziata in violetto la zona di diffusione della lingua ligure in Italia.

Molto poco si conosce di questa lingua (prevalentemente toponimi e nomi di persona), che non si sa con certezza se considerare indoeuropea o pre-indoeuropea. Il problema è strettamente correlato all'altrettanto misteriosa origine dell'antico popolo ligure.

Tra le poche radici sicuramente liguri, tipici i suffissi "-asca" o "-asco", che sono una desinenza usata per indicare un villaggio. Esempio: il toponimo "Grugliasco", dall'antico Curliascum, prende probabilmente il nome (Currelius o Correlius) del colono che fondò l'insediamento nel territorio dei Taurini, all'epoca della colonizzazione romana (I sec. a.C.). Moltissime altre città prendono la desinenza nei territori tradizionalmente occupati dai liguri (Buriasco, Piossasco....).

Un'altra radice legata ai toponimi è il suffisso "alb-", che indicherebbe "capitale federale della tribù", esempio: Album Intemelium (Ventimiglia) capitale degli Intimeli, Album Ingaunum (Albenga) capitale degli Ingauni, Album Pompeia (Alba in Piemonte) capitale degli Epanteri.

Infine, alcuni studiosi ritengono che la discussa radice "alp-", da cui deriverebbe il nome delle Alpi, sia di origine ligure, con il significato di "pascoli/prati di montagna".

Ipotesi pre-indoeuropea[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei linguisti considerano l'antico ligure una lingua pre-indoeuropea con significative influenze indoeuropee, soprattutto celtiche (gallico) e italiche (latino), sovrappostesi alla lingua originaria.

La tesi di fondo è che i Liguri fossero dei superstiti delle antichissime popolazioni che avevano occupato l'Europa, almeno dal V millennio a.C. Queste popolazioni avrebbero avuto un loro ceppo linguistico, che avrebbero conservato fino al sopraggiungere delle ondate migratorie indoeuropee. In seguito, quest'ultimi, avrebbero conquistato i territori, imponendo la loro cultura e la loro lingua. Le poche popolazioni che erano riuscite a creare enclave etniche, avrebbero mantenuto il substrato dell'antica lingua; anche se, con il passar dei secoli, termini "stranieri" hanno finito per impregnarne la lingua. L'antico ligure, come il basco e il sardo, rappresenterebbero i resti dell'antico ceppo linguistico.

Delle prove indirette relative all'unicità dei Liguri, sono i ritrovamenti archeologici megalitici (che ne fa esponenti della cultura megalitica dell'estremo occidente europeo) e l'esame genetico delle popolazioni italiane (che evidenzia nell'area dei Liguri una variabilità genetica particolare) [2].

Un'altra testimonianza della diversità culturale tra celti e liguri, ci arriva dall'antico geografo greco Strabone (I sec. a.C.), il quale sosteneva: «In quanto alle Alpi... molti popoli (éthnê) occupano queste montagne, tutti celti (Keltikà) tranne i Liguri; ma sebbene questi Liguri appartengano a un popolo differente (hetero-ethneis), essi sono simili ai Celti nel loro modo di vivere (bíois).»

Francisco Villar scrive che in epoca romana la Liguria presenta per lo meno cinque strati ben identificati: latino, gallico, lepontico, antico europeo[3] e pre-indoeuropeo[4].

Paul-Louis Rousset, analizzando i toponimi dell'area alpina, suggerisce che molte radici, ritenute celtiche o galliche, siano in realtà radici di origine pre-indoeuropea (es. -bal, -lap o -pen)[5].

Ipotesi indoeuropea[modifica | modifica wikitesto]

In opposizione della tesi precedente, alcuni linguisti sostengono che l'antico ligure sarebbe stato un'antica variante della lingua indoeuropea, per cui cugino del gallico.

Xavier Delamarre sostiene che il ligure sia una lingua celtica, simile ma non identica al gallico. La sua argomentazione verte su due punti: primo, il toponimo ligure Genua (odierna Genova, situata vicino alla foce di un fiume), sostiene Delamarre, deriva dal PIE *genu-, "mascella". Molte lingue indoeuropee usano il termine 'bocca' per indicare la foce di un fiume, ma solo in goidelico il PIE *genu- significa 'bocca'. Oltre a Genua, che è considerata ligure (Delamarre 2003, p. 177), questo termine si trova anche in Genava (moderna Ginevra), che potrebbe essere gallica. Comunque, Genua e Genava potrebbero derivare da un'altra radice PIE con la forma *genu-, che significa "ginocchio" (così in Pokorny, IEW [1]).

Il secondo punto di Delamarre si basa sulla menzione che Plutarco fa (nella Vita di Mario 10, 5-6) di un fatto avvenuto durante la battaglia di Aquae Sextiae nel 102 a.C., quando gli Ambroni iniziarono ad urlare "Ambrones!" come loro grido di battaglia; le truppe liguri alleate dei Romani, a sentire questo grido, trovarono che era identico a un antico nome del loro paese che i Liguri spesso usavano parlando della loro discendenza (outôs kata genos onomazousi Ligues), così gridarono a loro volta, "Ambrones!".

Delamarre evidenzia un rischio di logica circolare: se si crede che i Liguri siano non-celtici, e se molti toponimi e nomi tribali che molti autori classici sostengono essere liguri sembrano essere celtici, non è corretto scartare tutti quelli celtici quando si raccolgono i termini liguri e usare questo corpus pubblicato per dimostrare che il ligure è non-celtico o non-indoeuropeo.

Erodoto (5.9) scrive che Sigynnai significa 'venditori ambulanti' tra i Liguri che vivevano intorno a Massalia (odierna Marsiglia), parola che ricorda quella dei Sequani, popolazione celto-gallica che all'epoca di Cesare era situata nella Franca Contea e nella Borgogna, 450 km a nord di Marsiglia. Inoltre Erodoto ricorda un popolo dei Sigynnai, stanziato lungo il Danubio.

Antonio Sciarretta, analizzando la toponomastica italiana, ha ipotizzato che l'antico ligure fosse una lingua appartenuta ad una popolazione della ondata indoeuropea più antica, poi schiacciata dall'arrivo di successive ondate migratorie più consistenti (quelle che formeranno le etnie italiche).

Le questione celto-ligure è discussa anche da Barruol (1999).

Secondo l'indeouropeista Villar i Liguri sono effettivamente una "gens antiqua" come diceva Tito Livio, ma indoeuropea, del primo popolamento e con numerosi elementi di sostrato pre-indeuropeo rimasti vivi nella loro lingua, vivevano in tutte le coste dalla zona di Pisa (foci dell'Arno) alla foce dell'Ebro con molte isole linguistiche all'interno della Spagna, della Francia e dell'Italia, (e forse anche della Sicilia, della Corsica e del nord della Sardegna) in seguito occupate dai Celti e da altre popolazioni indoeuropee successive che agirono come sovrastrato linguistico modificando il ligure originario in modo divergente. Anche se va ridimensionato o negato il concetto di super-ligure proposto da D'Arbois de Jubanville come corrispondente occidentale del pan-illirismo dell'Europa sud-orientale. Alcune isoglosse liguri sono asia (segale), bodinco- (profondo), sigyna (mercante/ambulante), e forse leberis (conglio), raucielo- (pino, forse pino marittimo), saliunca (nardo), balaro (disertore), damma (cervo), ginnus (mulo), tutti di tipo indeuorpeo, inoltre lapid (pietra), pala (lapide) e cararia (cava) che sarebbero però termini liguri come prestito linguistico del sostrato pre indeuropeo (con qualche dubbio per pala, che ha attinenza a termini religiosi indiani e indeoerupei relativi al fiume che le anime attraversano dopo la morte). Comunque pur propendendo per l'indoeuropeità del ligure (ma molto antico) Villar non esclude che sia una lingua pre-inodeuropea, magari fortemente condizionata da lingue indoeuropee con cui era venuto in contatto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francisco Villar,Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, 1997
  2. ^ Recenti studi comparativi hanno evidenziato il legame biunivoco tra le etnie e le loro lingue.
  3. ^ Ovvero indoeuropeo non ancora differenziato.
  4. ^ In relazione agli strati antico europeo e pre-indoeuropeo essi possono essere stati degli strati unici o, molto più probabilemte, specialmente nel caso dello strato antico europeo, multipli.
  5. ^ L'autore va ben oltre, ipotizzando addirittura un'antica infiltrazione uralo-altaica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barruol, G. (1999) Les peuples pré-romains du sud-est de la Gaule - Etude de géographie historique, 2d ed., Paris
  • Cavalli-Sforza L. L., Menozzi P., Piazza A. (2005). Storia e geografia dei geni umani II ediz., Milano: Adelphi. ISBN 88-459-1588-3
  • Del ponte, Renato (1999). I Liguri, Etnogenesi di un popolo, Genova: ECIG. ISBN 88-7545-832-4
  • Delamarre, X. (2003). Dictionaire de la Langue Gauloise (2nd ed.). Paris: Editions Errance. ISBN 2-87772-237-6
  • Rousset, Paul-Louis (1991). Ipotesi sulle radici preindoeuropee dei toponimi alpini, Ivrea: Priuli & Verlucca Editori.
  • Sciarretta, Antonio (2010). Toponomastica d'Italia, Nomi di luoghi, storie di popoli antichi, Milano: Mursia. ISBN 978-88-425-4017-5
  • Strabone (1917) The Geography of Strabo I. Horace Jones, translator. Loeb Classical Library. London, William Heineman.
  • Francisco Villar, Los Indoeuropeos y los origines de Europa: lenguaje e historia, (in spagnolo) Madrid, Gredos, 1991. ISBN 84-249-1471-6 Trad. it.: Francisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, Bologna, Il Mulino, 1997. ISBN 88-15-05708-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]