Alfonso d'Aragona (1481-1500)

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Regno di Napoli (1441-1503)
Trastamara
Coat of Arms of Ferdinand I of Naples.svg

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Alfonso d'Aragona ritratto da Pinturicchio

Alfonso d'Aragona, Duca di Bisceglie, Principe di Salerno (148118 agosto 1500), era il figlio illegittimo del re Alfonso II di Napoli e dell'amante Trogia Gazzela. Fu il secondo marito di Lucrezia Borgia.

Indice

Biografia [modifica]

Ritratto di Flora di Bartolomeo Veneto, presunto ritratto di Lucrezia Borgia[1]
Alfonso II di Napoli, padre di Alfonso

Giovinezza [modifica]

Secondo gli usi della famiglia Aragonese, Alfonso ricevette un'eccellente educazione umanistica. Il suo primo precettore fu Giuniano Maio, dell'Accademia Pontaniana. Successivamente fu istruito dal letterato fiorentino Raffaele Brandolini, anche detto "Lippus Brandolinus" perché soggetto a una grave malattia agli occhi che lo condusse alla cecità.

Sin dall'infanzia si trovò implicato nella crisi che colpì la sua dinastia. Durante l'occupazione francese il padre fuggì in Sicilia dove morì. Alfonso si batté per il ritorno al trono del fratellastro Ferdinando II di Napoli, che morì un anno dopo la sua ascesa. Il successore, Federico I di Napoli zio di Alfonso, gli affidò i primi incarichi di una certa responsabilità; nel 1497 Alfonso assunse la luogotenenza generale in Abruzzo.

Matrimonio [modifica]

Papa Alessandro VI volle il matrimonio della figlia Lucrezia con Alfonso come base per poter poi far sposare Cesare con Carlotta d'Aragona e avere così un punto d'appoggio nel regno di Napoli.

Le nozze furono celebrate, dopo una complessa trattiva sulla dote di Lucrezia, il 21 luglio 1498 alla presenza del cardinale Ascanio Sforza a palazzo Santa Maria in Portico. Il 5 agosto fu celebrata una seconda cerimonia.

Tentata fuga da Roma [modifica]

La politica internazionale dei Borgia cambiava rapidamente: non più interessato a Napoli, Cesare intraprese una politica filofrancese sposando Charlotte d'Albret.

Non sentendosi più sicuro a Roma, il 2 agosto 1499 Alfonso lasciò in segreto la città e Lucrezia incinta di sei mesi per recarsi nelle terre dei Colonna e poi a Napoli. A Genazzano scrisse alla moglie affinché lo raggiungesse. La lettera però cadde nelle mani di Alessandro che costrinse il re di Napoli a rispedire Alfonso a Roma, nel settembre del 1499. Il 1º novembre nacque Rodrigo d'Aragona, il primo e unico figlio di Lucrezia e Alfonso.

Prima aggressione [modifica]

Il 15 luglio 1500 Alfonso fu aggredito sulla gradinata di Piazza San Pietro da persone ignote che lo avevano colpito alla testa. Mentre cercavano di trascinarlo via, furono sorprese dalle guardie e messe in fuga. Gravemente ferito, Alfonso fu portato negli appartamenti sopra quelli del papa.

Circolava voce che il mandante fosse in realtà il cognato Cesare Borgia, affinché la sorella potesse essere utilizzata nuovamente come strumento politico matrimoniale. Fra i sospetti attendibili risulta anche la famiglia Orsini, poiché Alfonso simpatizzava con i Colonna, da tempo acerrimi nemici degli Orsini.

Assassinio [modifica]

« Dato che don Alfonso rifiutava di morire delle sue ferite, fu strangolato nel letto.[2] »
(Burcardo)

Il 18 agosto 1500 Alfonso si trovava nella sua camera con la moglie e la sorella Sancha d'Aragona, che aveva sposato Goffredo Borgia, fratello di Lucrezia. Nella stanza irruppero gli uomini di Cesare, fra i quali Michelotto Corella, che fecero uscire le due donne con una scusa. Mentre queste erano lontane, Alfonso venne strangolato.

La giustificazione che Cesare diede al padre fu che Alfonso tramasse per ucciderlo. La notizia della morte violenta di Alfonso divenne presto di dominio pubblico, anche all'estero. Lucrezia venne fatta maritare di nuovo, due anni dopo, con Alfonso I d'Este.

Nella cultura popolare [modifica]

Alfonso d'Aragona è stato interpretato da:

Note [modifica]

  1. ^ Maria Bellonci, Lucrezia Borgia, Milano, Mondadori, 1998. ISBN 978-88-04-45101-3
  2. ^ Cloulas, 1989, op. cit., p. 241

Bibliografia [modifica]

Voci correlate [modifica]

Predecessore Principe di Salerno Successore
Antonello Sanseverino 1486 - 1500 Roberto II Sanseverino

Controllo di autorità VIAF: 55454909