Ajuga reptans

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Bugola
Ajuga reptans ENBLA01.JPG
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteride
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Ajugoideae
Genere Ajuga
Specie A. reptans
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Nomenclatura binomiale
Ajuga reptans
L. (1753)
Sinonimi
(Vedi testo)
Nomi comuni

Iva
Erba di S. Lorenzo
Consolida
Morandola

Bugola (nome scientifico Ajuga reptans L.) è una piccola pianta erbacea perenne, sempreverde, inodore a portamento strisciante non più alta di 20 cm, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il genere Ajuga si compone di circa 20 – 30 specie (secondo le varie classificazioni), mezza dozzina delle quali vivono in Italia.
Nelle classificazioni più vecchie la famiglia del genere Ajuga è chiamata Labiatae.

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Essendo la pianta molto diffusa e conosciuta fin dall’antichità, nel tempo si sono creati molti sinonimi; eccone alcuni :

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

Le possibilità di fecondazione intraspecifica per la nostra specie hanno creato anche alcuni ibridi :

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

I caratteri morfologici della nostra pianta non sono molto ben definiti per cui sono possibili delle confusioni con individui di altre specie (dello stesso genere). Due comunque sono le specie più vicine alla nostra :

  • Ajuga genevensis L. – Bugola azzurra, Iva ginevrina : differisce per il fusto che è privo di stoloni ed è grigiastro e per la rosetta basale che è poco evidente; il margine fogliare è provvisto di denti ben definiti; la pubescenza è su tutte e quattro le facce del fusto.
  • Ajuga piramidalis L. – Iva piramidale : si differenzia per le foglie che diminuiscono progressivamente di dimensione verso la parte alta del fusto (e quindi la pianta in generale ha un portamento piramidale); le brattee dei verticilli sono tutte più grandi dei fiori che quindi rimangono seminascosti; la dimensione della pianta è mediamente più grande.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Come in altri casi il nome del genere (“ajuga”) deriva dal latino. Si tratta di una parola composta da due termini : “a” che significa negazione, privazione; “ugum” che significa “giogo”. Ossia assenza del labbro superiore nella corolla. Altri autori comunque danno etimologie diverse (vedi la scheda del genere).
Il termine “reptans” è relativo al carattere strisciante del portamento della pianta (a carattere stolonifero). In francese la nostra pianta è chiamata Bugle rampant, mentre in inglese si chiama Common Bugle e Kriechender Gunsel è in tedesco.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta

La forma biologica della pianta è emicriptofita reptante (H rept) : sono delle piante perennati per mezzo di gemme situate al livello del suolo e con fusti più o meno striscianti (con stoloni). L’aspetto della nostra pianta è fondamentalmente tappezzante grazie ai suoi stoloni striscianti con foglie basali che diffondendosi formano densi tappeti dal colore verde scuro quasi metallico.

Radici[modifica | modifica sorgente]

La radice è fascicolata.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Il fusto (solo parte epigea) è tetragono ed è eretto. Nella zona dell’infiorescenza si presenta tomentoso quasi lanoso: ha la particolarità di avere i peli in linea sullo spigolo del fusto a facce opposte/alternate. Mentre nella parte inferiore è glabro e si ramifica con dei fogliosi stoloni superficiali, lunghi anche 3 dm, e radicanti ai nodi. Anche il fusto come le foglie bratteali dell’infiorescenza presenta delle sfumature violette tendenti al porpora.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Foglie basali spatolate
Foglie cauline piccole, sessili e opposte
  • Foglie basali: le foglie basali sono disposte a rosetta e sono picciolate lungamente (picciolo lungo come la lamina fogliare) di forma oblungo – spatolata (a forma di cucchiaio) e quasi intere o lievemente crenate. Sono di aspetto lucido e sono spesso persistenti. Dimensioni delle foglie : larghezza 2 – 4 cm; lunghezza 8 – 12 cm.
  • Foglie cauline: le foglie cauline sono più piccole, sessili (subsessili) a disposizione opposta e grossolanamente dentate. Nella zona fiorale del fusto queste foglie si trasformano in brattee; inoltre le più mature sui bordi spesso si colorano di porpora o marrone. Dimensione delle foglie : larghezza 1,5 – 2 cm; lunghezza 3 –4 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

L’infiorescenza è a spicastro denso, ossia è composta da fiori (6 – 8 elementi) posti nei verticilli fogliari (all’ascella delle foglie cauline di forma ovale). Le brattee fogliacee nella parte superiore sono più piccole dei fiori che così quest’ultimi porgono dalla spiga.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

Corolla con labbro superiore mancante
Stami giallastri sporgenti

I fiori sono ermafroditi e dalla tipica forma delle “labiate” (vecchio nome della famiglia).

  • Calice: il calice è attinomorfo, gamosepalo e peloso. La parte terminale presenta 5 denti lunghi quanto il calice stesso. Dimensione del calice: 4 – 6 mm, altrettanto i denti.
  • Corolla: la corolla è zigomorfa, gamopetala, pubescente e di colore azzurro - violetta con nervature longitudinali più scure; il labbro superiore è quasi assente, quello inferiore è trilobo col lobo centrale più grande. Dimensione del tubo corollino : 1 – 1,5 cm; labbro inferiore di 6 mm.
  • Androceo: gli stami sono 4 paralleli con antere di colore giallastro ed emergono completamente dalla fuce.
  • Gineceo: l’ovario è semi – infero, mentre lo stigma è bifido molto lungo e sporgente, ma protetto dalla pioggia per opera delle brattee fogliari del fiore inserito sul verticillo soprastante.
  • Fioritura : da aprile a luglio.
  • Impollinazione : impollinazione tramite farfalle (anche notturne) e api.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è uno schizocarpo ( tetrachenio reticolato) composto da 4 nucule e dalla superficie rugosa.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

  • Geoelemento : dal punto di visto corologico il geoelemento è definito come Euroasiatico : si tratta di un vasto areale dell’emisfero boreale è che va dall’Europa al Giappone.
  • Diffusione : la nostra pianta è diffusa in quasi tutta l’Europa, nel Caucaso, in Asia minore. In Italia è comune su tutto il territorio fino alla fascia montana. Meno frequente al Sud. È assente in Sardegna.
  • Habitat : nelle nostre zone questa specie si trova nei prati fertili e concimati, lungo le siepi e margini dei sentieri, ma anche nei boschi di latifoglie.
  • Diffusione altitudinale : dal piano fino a 1500 m s.l.m.

Ecologia[modifica | modifica sorgente]

Alcune farfalle: Boloria selene, Argynnis aglaja, Fabriciana adippe, Boloria euphrosyne si cibano del nettare dei suoi fiori.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

  • Sostanze presenti: ha dei componenti aromatici ma anche amari.
  • Proprietà curative: è una pianta conosciuta per le sue proprietà astringenti, antinfiammatorie e vulnerarie. È usata in omeopatia ma anche in cosmetica per pelli delicate. Ha inoltre presunte capacità di fermare le emorragie.
  • Parti usate: soprattutto le foglie e comunque le parti aeree.

Tossicità[modifica | modifica sorgente]

Esistono dati comprovati che si tratta di una pianta epatotossica. Alcuni componenti presenti nella pianta (diterpeni neoclerodanici) possono provocare epatiti di vario tipo (disturbi al parenchima epatico tipo epatiti croniche, acute ma anche fulminanti).

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Le foglie primaverili possono essere consumate come insalata con altre verdure o nei minestroni di verdure (minestra da erbette come popolarmente viene chiamata).

Giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

Grazie alla particolare caratteristica del portamento (tappezzante), la nostra pianta colonizza rapidamente ampi spazi di terreno, allargandosi sottoterra. Proprietà determinata dai suoi robusti e lunghi stoloni.
Le varie tecniche di giardinaggio hanno prodotto diversi cultivar con fiori bianchi e rosa o con foglie variegate o maculate, oppure bronzate, o chiazzate di rosso, giallo o bruno.

Galleria di foto[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.
  • Maria Teresa della Beffa, Fiori di campo, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2002.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 62.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 440, ISBN 88-506-2449-2.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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