Ajuga

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Ajuga
Ajuga-reptans01.jpg
Bugola (Ajuga reptans)
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteride
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Ajugoideae
Tribù Ajugeae
Sottotribù Ajuginae
Genere Ajuga
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Nomenclatura binomiale
Ajuga
L., 1753
Specie
  • Vedi testo

Ajuga L., 1753 è un genere di piante Spermatofite Dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae, dall'aspetto di piccole erbacee perenni.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il genere Ajuga si compone di circa 30 – 50 specie (secondo le varie classificazioni), mezza dozzina delle quali vivono in Italia.
Nelle classificazioni più vecchie la famiglia del genere Ajuga è chiamata Labiatae già dai botanici del XVII secolo, mentre il nome dell'attuale famiglia (Lamiaceae) è stata definita in una pubblicazione nel 1836 dal botanico inglese John Lindley (1799 – 1865).
Le caratteristiche delle singole specie in certi casi differiscono molto, tanto che alcune (anticamente) venivano classificate in altri generi (Ajuga chamaepitys). Per i giardinieri le cose sono più semplici: dato che il colore dei fiori è abbastanza caratteristico nell'ambito del genere, è quest'ultima caratteristica che viene ampiamente usata per distinguere le varie specie per le loro necessità ornamentali.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Come in altri casi il nome del genere deriva dal latino. Si tratta di una parola composta da due termini: "a" che significa negazione, privazione; "ugum" che significa "giogo"; quindi "senza giogo", ossia assenza del labbro superiore nella corolla. Altri autori comunque danno etimologie diverse a dimostrare che l'origine del nome di questo genere è quanto mai confusa e dubbia: Plinio c'informa che "ajuga" potrebbe essere una corruzione del vocabolo "abigo" che vuol dire "io espello" (in riferimento alle proprietà medicinali della pianta). Altre scritture deformate del vocabolo potrebbero essere "Abuga", ma anche "Iva".

Nel Medioevo comunque si trovano diversi riferimenti ad una forma diminutiva "Abigula", dalla quale per corruzione deriva l'attuale vocabolo usato comunemente per alcune specie: "Bugula" o "Bugola". Questo nome volgare comunque andrebbe usato in modo proprio solamente per la specie Ajuga reptans.

In inglese e in francese questo genere viene chiamato "Bugle", mentre si chiama "Gunsel" in tedesco.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Un tipico portamento delle piante di questo genere è quello strisciante, spesso decombente e comunque con fusti non molto alti (massimo 30 cm).
La forma biologica più tipica delle specie di questo genere è emicriptofita scaposa (H scap): sono delle piante perennati per mezzo di gemme situate al livello del suolo e con fusti singoli e infiorescenza apicale.

Radici[modifica | modifica sorgente]

La radice è fascicolata in alcuni casi a fittone.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Il fusto è a sezione quadrangolare. In alcune specie può essere caratteristicamente peloso a facce alterne. Inoltre parte delle specie di questo genere, alla base del fusto, possiedono degli stoloni (corti e forti) dai quali si erigono gli scapi fioriferi, mentre in altre specie il fusto può essere alla base sublegnoso, in altre ancora quasi inesistente.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie sono obovate o lineari a volte grossolanamente dentate e in genere opposte. Nella parte apicale (zona fiorale) le foglie si trasformano in brattee a protezione dei fiori. Spesso è presente una rosetta basale.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

L'infiorescenza è a spicastro, ossia è composta da diversi fiori posti nei verticilli fogliari (all'ascella delle foglie cauline).

Fiori[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono asimmetrici (zigomorfi), simpetali (i petali sono fusi tra di loro), ermafroditi e pentameri (formati da 5 parti). Il colore va dal blu al rosa, al bianco, al giallo o al purpureo.

  • Calice: il calice è ovato e campanulato; ed è diviso, nella parte terminale, in cinque denti quasi uguali.
  • Corolla: la corolla è composta da due lembi; quello superiore è quasi inesistente (o molto corto) ed è bilobato; quello inferiore è più lungo ed è trilobato (generalmente il lobo centrale è maggiore degli altri due).
  • Androceo: gli stami sono 4, paralleli e sporgenti superiormente dal tubo corollino.
  • Gineceo: gli stigmi (ogni fiore ne ha uno solo) sono biforcati e lunghi, ma in tutti i casi protetti dalla pioggia per opera delle brattee fogliari del fiore inserito sul verticillo soprastante. L'ovario è supero.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto e un achenio (tetrachenio).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

  • Diffusione: il genere è ampiamente distribuito in Europa, Africa, America e soprattutto in Asia. Un paio di specie si sono trovate anche in Australia sud-orientale.
  • Habitat: l'habitat di questo genere è abbastanza vario in quanto alcune specie vivono su terreni freschi e umidicci ma altre specie preferiscono i terreni incolti e asciutti (a carattere scistoso - calcareo).

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

Come indicato in altre parti di questa scheda la specie più conosciuta dal punto di vista medicamentoso è la Ajuga chamaepitys. Se usata sembra che dia sollievo nei casi di gotta e di altri dolori artritici. In altri testi si dice che abbia delle proprietà stimolanti, sudorifere e toniche. In medicina popolare è usata anche come diuretica e depurativa in generale.

Giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

Alcune specie vengono usate per il giardinaggio, utilizzo che risale almeno al 1732 per Ajuga orientalis e più tardi per un'altra specie d'importazione australiana denominata Ajuga australis. L'utilizzo prevalente è nella formazione di giardini rocciosi, bordure e macchie di colore. Sono piante di facile impianto e gestione, ma se non controllate facilmente infestano altre zone (è il caso della Ajuga reptans) come i pascoli impedendo lo sviluppo di altre buone erbe foraggere,

Specie del genere[modifica | modifica sorgente]

Brevi descrizioni di alcune specie[modifica | modifica sorgente]

Qui di seguito sono descritte le caratteristiche delle specie di maggiore interesse.

  • Ajuga chamaepitys (L.) Schreber - Iva artritica (chiamata anche Camepizio o Canapicchio): la classificazione di questa specie è stata abbastanza sofferta nel passato in quanto presenta delle caratteristiche atipiche come ad esempio l'aroma di trementina. Infatti Linneo inizialmente la sistemò in un genere diverso: Teucrium chamaepitys; soltanto nel 1773 ad opera del botanico Schreber acquistò l'attuale sistemazione tassonomica. Il colore dei fiori va dal giallo al porpora. È la specie officinale più importante del genere tanto che ha un nome specifico nella farmacopea italiana: “Ivae arteticae herba”.
  • Ajuga genevensis (L.) – Iva ginevrina: la pianta è vellutata con fusti pubescenti; le foglie sono verdi, dentate e coperte di peli non troppo densi; le brattee (foglie fiorali) superiori sono più piccole dei fiori che sono colorati di blu con forme anche bianche o rosate.
  • Ajuga iva (L.) Schreber - Iva muschiata, Piccola iva: i fiori sono di colore giallo o porporino; è caratteristica per il suo odore muschiato; i fusti sono legnosi alla base.
  • Ajuga pyramidalis (L.) – Iva piramidale: anche questa specie per alcuni autori è sistemata in un genere a parte. Non è stolonifera; i fusti sono a sezione quadrangolare e sono vellutati su tutte e quattro le facce (non come Ajuga reptans); tutta la pianta decresce in larghezza verso l'alto, per cui ha una struttura piramidale; le brattee superiori sono più lunghe dei fiori che così sono parzialmente nascosti alla vista. Una forma orticola presenta le brattee colorate come il bronzo (chiamata “metallica crispa”).
  • Ajuga reptans L. – Bugola: (per questa specie esiste una specifica scheda di approfondimento) i fiori sono blu. La specie emette stoloni. I fusti, di sezione quadrata, hanno le facce pelose in modo alternato. È la specie più frequente in Italia. A volte è considerata infestante.

Specie spontanee della flora italiana[modifica | modifica sorgente]

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della nostra flora) l'elenco che segue utilizza il sistema delle chiavi analitiche.

  • Gruppo 1A : le foglie cauline sono ovato - ellittiche (quasi due volte più lunghe che larghe);
  • Gruppo 2A : gli stami sono completamente inclusi nel tubo corollino;
Ajuga orientalis L. – Iva meridionale: si trova solo nella Calabria e nelle isole.
  • Gruppo 2B : gli stami sporgono oltre la fauce della corolla;
  • Gruppo 3A : il fusto è inesistente;
Ajuga tenorii Presl. – Iva acaule: si trova nell'Italia centrale e del sud.
  • Gruppo 3B : il fusto è sviluppato normalmente;
  • Gruppo 4A : il fusto è pubescente nella parte superiore e la peluria si trova su tutte e quattro le facce del fusto quadrangolare; gruppo di piante senza stoloni;
Ajuga pyramidalis L. – Iva piramidale: il colore delle foglie è giallastro; quelle basali sono maggiori delle cauline in modo progressivo; le foglie basali sono inoltre persistenti, mentre le brattee fogliari superiori sono maggiori dei fiori; si trova solo al nord;
Ajuga genevensis L. – Iva ginevrina: le foglie sono di colore verde – mare e sono di dimensioni tutte uguali; quelle basali scompaiono alla fioritura; i fiori sono sempre ben evidenti; è assente nelle isole;
  • Gruppo 4B : il fusto è pubescente nella parte superiore e la peluria si trova sul facce alterne del fusto quadrangolare; gruppo di piante con robusti e lunghi stoloni;
Ajuga reptans L. – Iva comune, Bugala: pianta comune in tutta la penisola;
  • Gruppo 1B : le foglie cauline cono lanceolate - lineari (fino a 6 volte più lunghe che larghe);
Ajuga chamaepitys (L.) Schreber – Iva artritica: foglie composte in tre segmenti lineari; presente in tutta la penisola;
Ajuga iva (L.) Schreber – Iva moscata: foglie lineari intere e dentate; è assente al nord;

Elenco specie[modifica | modifica sorgente]

Elenco delle specie di Ajuga più conosciute (i corrispondenti nomi di origine italiana sono indicati in grassetto):

Alcuni ibridi[modifica | modifica sorgente]

Le possibilità di fecondazione intraspecifica per il nostro genere è abbastanza alta, ecco alcuni ibridi tra i più frequenti:

  • Ajuga × adulterina Wallr. (1840) (sinonimo = A. × foliosa)
  • Ajuga × foliosa Tratt. (1813) (ibrido fra: A. genevensis × A. pyramidalis)
  • Ajuga × hampeana A. Braun & Vatke (1872) (sinonimo = A. × pseudopyramidalis)
  • Ajuga × hybrida A. Kerner (1874) (ibrido fra: A. genevensis × A. reptans)
  • Ajuga × latifolia Host (1831) (sinonimo = A. × foliosa)
  • Ajuga × pseudopyramidalis Schur (1853) (ibrido fra: A. pyramidalis × A. reptans)

Galleria di foto[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 62.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 440, ISBN 88-506-2449-2.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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