Wikipedia:Oracolo

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Il pomodoro toglie i cattivi odori?[modifica wikitesto]

Buongiorno Oracolo. Scena che ho visto in un paio di film americani: un tizio impregnato di un odore fetido perché è stato nelle fogne o perché a puzzola gli ha spruzzato il suo liquido addosso, e questo per toglierselo si fa il bagno nella passata di pomodoro. Ammesso che sia vero e non un'eccentrica invenzione di Hollywood, perché si usa il pomodoro contro gli odori?


--87.9.209.116 (msg) 08:33, 6 lug 2019 (CEST)

In realtà si tratta di un'antica credenza. Infatti il pomodoro non presenta alcuna proprietà in grado di eliminare i cattivi odori. --Grabbb 20:35, 29 luglio 2019 (CEST)

Spazio web gratuito completamente personalizzabile[modifica wikitesto]

Esiste una piattaforma (come Wordpress e simili) a registrazione gratuita dove è possibile personalizzare al 100% (o almeno al 90%, vah) il contenuto utilizzando direttamente html e script vari? In pratica uno "spazio online completamente bianco" (o quasi) da poter strutturare in totale libertà? --Samuele Madini (msg) 18:43, 24 lug 2019 (CEST)

Io uso AlterVista. --Sesquipedale (non parlar male) 19:19, 24 lug 2019 (CEST)

Fisica di un canale artificiale[modifica wikitesto]

Domanda di fisica sorta durante una discussione al bar con un mio collega.

L'argomento della discussione erano i canali artificiali: ce ne sono alcuni che durante il loro corso vengono incanalati sopra dei ponti, per poter scorrere sopra strade o altri fiumi. Un esempio è il Villoresi.

Quindi un ponte sul quale scorre un canale deve sorreggere il peso del ponte stesso più il peso dell'acqua che ci scorre sopra (trascurando la colonna d'aria sopra la struttura).

Ora ipotizzando che una barca navighi lungo il canale sopra il ponte in questione:

  • Secondo me il ponte deve sopportare un peso maggiore rispetto allo scenario senza barca, perché oltre al suo peso e quello dell'acqua si aggiunge quello dell'imbarcazione;
  • Secondo il mio collega il peso che il ponte deve sostenere è identico allo scenario senza barca, perché il peso che questa esercita viene annullato dalla spinta idrostatica che ne permette il galleggiamento, secondo il principio di Archimede, dato che si tratta di un vettore dello stesso modulo ma di verso opposto a quello della forza peso.

Chi di noi due ha ragione?

--79.50.156.237 (msg) 14:35, 26 lug 2019 (CEST)

Innanzitutto la colonna d'aria non deve essere supportata: l'atmosfera esercita sì un peso sul ponte, ma la stessa colonna spinge il ponte da sotto con una forza definita dalla legge di Stevino; ad essere puntigliosi, il ponte è più leggero perchè la pressione sotto il ponte è più alta di quella sopra il ponte, dato che il ponte ha uno spessore non nullo (parliamo di frazioni di Newton).
Parliamo del peso... Nella visione del tuo collega, la forza peso viene equilibrata dalla spinta di Archimede (il che è vero); ma l'acqua "su cosa scarica" la forza contraria che si origina per tenere su la barca (azione-reazione)? Gliela fornisce il ponte per reazione vincolare? Allora il ponte deve veramente sopportare un peso maggiore!
In realtà la presenza della barca sostituisce una parte dell'acqua, che si ridistribuisce su tutto il fiume (il ponte non è chiuso come una vasca da bagno, quindi il livello dell'acqua non sale se ci immergo un oggetto); e quanta acqua? E soprattutto, l'acqua che non ho più pesa più o meno della barca?
Bè, la spinta di Archimede, per definizione, è pari al peso del volume di fluido spostato... quindi la barca sposta una quantità d'acqua pari al suo peso! Se la barca fosse molto pesante sposterebbe molta acqua, se fosse leggera poca. In sostanza il peso totale sopra il ponte è sempre lo stesso:
  • senza barca è: X acqua;
  • con barca è: X acqua - Y acqua + Y barca.
Questo peso viene equilibrato dalla reazione vincolare del ponte, che quindi non vede differenze fra un caso e l'altro. Ovviamente questo vale se la barca non cozza sul fondo ;-)
In sintesi: ha ragione il tuo collega, ma la spiegazione che ne ha dato non è del tutto corretta... il giochino vale solo perché in un fiume l'acqua si sposta senza che ne vari il livello; in una piscina le cose starebbero come dici tu. --Equoreo (msg) 15:41, 26 lug 2019 (CEST)

AAA qualcuno che conosca la chimica cercasi[modifica wikitesto]

Ciao qualcuno mi potrebbe aiutare? Io ho il gasatore per l'acqua del rubinetto, solo che al posto di quelle bomboline che non durano niente l'ho fatto collegare a un bombolone da 3 litri di CO2 con sopra una valvola. È una cosa normalissima fatta da molti. Il problema è che se per sbaglio lascio la valvola aperta, quando gaso l'acqua si vede che la CO2 entra ad alta pressione, e l'acqua che ottengo è poco frizzante, ma ha un odore e un sapore amaro, cattivo. Da quel poco che ricordo della chimica fatta alle superiori acqua + anidride = acido, e da ignorante azzarderei l'ipotesi che con la pressione avviene una reazione chimica ed ottengo l'acido carbonico, che presumerei causi quel saporaccio, e quindi ho meno CO2 che da la frizzantezza. Ma ripeto sono ipotesi azzardate da un completo ignorante in materia. Suppongo giusto oppure succede qualche altra cosa?


--93.33.11.37 (msg) 19:42, 26 lug 2019 (CEST)

Non so rispondenti e lascio la parola a chi ne sa, però un acido dal sapore amaro? Mmmh qui c'è qualquadra che non cosa--95.237.164.38 (msg) 20:03, 27 lug 2019 (CEST)
Una risposta completa richiederebbe un bel po' di tempo e forse risulterebbe inesatta, perché ci sono molte supposizioni (ad esempio che il bombolone contenga solo CO2 e non altri gas disciolti, che non ci sia formazione di ruggine o sporco nel sistema, che l'acqua sia sempre la stessa, ecc.). Dunque, al momento posso darti solo alcuni spunti, che bisognerebbe valutare con calma:
  • La reazione chimica tra H2O e CO2 avviene ad una certa temperatura; probabilmente nel tuo sistema tale temperatura non viene raggiunta (anche se la pressione potrebbe modificare un po' tale valore di temperatura)
  • Il saporaccio no indica necessariamente che si sia realizzata una reazione chimica; potrebbe anche essere causato dalla precipitazione di qualche sale o in generale ad uno spostamento della concentrazione delle sostanze disciolte causate dalla variazione di concentrazione CO2 nel sistema
  • I tuoi dubbi potrebbero essere risolti attraverso un'analisi chimica (da fare svolgere a laboratori chimici "seri")
  • Ti sconsiglio di bere l'acqua se non sai bene cosa è successo; potrebbe avere ripercussioni anche gravi sulla tua salute.
  • Visto che si parla di salute, stai anche attento al bombolone, che essendo in pressione deve essere utilizzato seguendo delle particolari precauzioni, per evitare ad esempio che esploda (chiedi un parere ad un esperto di sicurezza sul lavoro).
--Daniele Pugliesi (msg) 16:32, 1 ago 2019 (CEST)

Zero complesso[modifica wikitesto]

Ciao oracolo, mi potresti aiutare a capire se lo zero complesso in forma cartesiana sia 0 o (0,0)?
Non capisco cioè se lo zero complesso debba annullare sia la parte reale che l'immaginaria o sia uno 0 uguale ai reali. --94.66.223.206 (msg) 08:03, 27 lug 2019 (CEST)

Lo zero del campo complesso ha parte reale e parte immaginaria entrambe uguali a zero. Non vedo come potrebbe essere altrimenti: se hai dei dubbi su questo forse dovresti spiegare quali sono, perché potresti scoprire che non hai chiaro qualche concetto di base sull’argomento. --93.36.167.230 (msg) 14:30, 27 lug 2019 (CEST)
Grazie mille per la risposta. Il dubbio è in realtà giunto in una discussione con un conpagno riguardo un limite complesso che va a zero. Il compagno sosteneva che bastasse mostrare che tende a zero, mentre a me pareva più corretto mostrare che fosse (0,0) sia la parte immaginaria che reale.
Mi pare fosse corretto il mio approccio dalla tua risposta :). --94.66.223.206 (msg) 15:31, 27 lug 2019 (CEST)
PS: prima di giungere qui ho vagabondato su google trovando questa discussione (se avessi voglia di dare un'occhiata): https://www.matematicamente.it/forum/viewtopic.php?f=54&t=197993#p8405702 mi pare che nell'ultima risposta della pagina dissonance dica che lo zero è zero ed è inutile parlare di zero complesso. Quindi la questione mi ha un attimo confuso. --94.66.223.206 (msg) 15:37, 27 lug 2019 (CEST)
Quell'ultimo commento nel thread è così profondamente sbagliato che non è nemmeno divertente: zero reale e zero complesso sono enti matematici distinti. Sono indubbiamente stati definiti in modo tale da avere tantissime proprietà in comune, al punto che spessissimo non è nemmeno necessario porsi il problema che non siano la stessa cosa... ma ciò non deve indurre all'errata conclusione che siano davvero, la stessa cosa.
Riguardo al limite, tecnicamente avete ragione entrambi, anche se ho l'impressione che il tuo amico possa avere ragione "per sbaglio", mentre il tuo punto di vista (sebbene a sua volta incompleto) suggerisce una più completa e più affidabile intuizione di cosa sta davvero succedendo.
Dire che un limite complesso "va a zero" significa indubbiamente mostrare che tende a zero (complesso)... ma questa è una banale tautologia, è lo stesso problema ripetuto con parole diverse e non suggerisce una comprensione più profonda. Più concretamente, per mostrare che una funzione (complessa) tende a zero (complesso) ci sono due strategie di base:
  • mostrare che entrambe le componenti, reale e immaginaria, del suo valore al limite tendono a zero (reale).
  • mostrare che il modulo del suo valore al limite tende a zero (reale), ignorandone invece la fase/argomento, che è irrilevante.
-- Rojelio (dimmi tutto) 16:16, 27 lug 2019 (CEST)
Vedi se per caso ti possa aiutare questa discussione dello scorso febbraio: Wikipedia:Oracolo/Archivio/febbraio_2019#Limite_complesso. -- Rojelio (dimmi tutto) 16:18, 27 lug 2019 (CEST)

Per quanto mi riguarda sei stato chiarissimo sia in questa che nella precedente (archivio) tua risposta.
Come hai giustamente intuito il mio amico di studi non intendeva dire che se e solo se il modulo è zero nel limite, allora è zero anche il limite complesso stesso. Intendeva proprio zero reale e basta.
Ti ringrazio moltissimo per l'aiuto --94.66.223.206 (msg) 17:33, 27 lug 2019 (CEST)

Vecchio "gioco da tavolo"[modifica wikitesto]

Qualche anno fa mi ricordo di aver visto il seguente "gioco da tavolo" (in realtà la denominazione è imprecisa, come si capirà ... ma non so trovare una definizione migliore!) e mi è sempre rimasta la curiosità di sapere se ha un nome e se per caso viene ancora prodotto.

Provo a descriverlo: si trattava di un tavolo di forma rettangolare; considerandolo in lunghezza, la parte centrale era più alta rispetto alle due estremità; alle due estremità stanno i due giocatori; c'è, in prossimità di ciascuna delle due estremità, una barra metallica su cui scorrono due "respingenti" di plastica, che il giocatore manovra; si mette in campo una pallina (volendo anche più di una) e lo scopo del gioco è respingerla prima che vada a cadere nella propria estremità usando i respingenti e cercare di farla cadere nell'estremità dell'avversario. Qualcuno ha mai visto un qualcosa del genere? Grazie mille, --Epìdosis 00:00, 28 lug 2019 (CEST)

Questo? Googlando ho visto che lo chiamano Tam tam. --Flazaza (msg) 11:56, 28 lug 2019 (CEST)
Ho chiesto a mio figlio che lo adora e neanche lui lo sapeva, così ho detto 'andrò a chiederlo direttamente al barista'... ma poi Flazaza mi ha preceduto! grande!!! --80.116.42.65 (msg) 12:45, 28 lug 2019 (CEST)

Ciao, anche io ho visto questo gioco qualche anno fa in un bar. Però non so nemmeno io quale sia il suo nome. --Grabbb 11:30, 29 luglio 2019 (CEST)

vorrei conoscere il testo dell'accordo x l'immigrazione gratuita emesso dal Brasile agli inzi del 1900[modifica wikitesto]

--151.64.206.158 (msg) 18:50, 28 lug 2019 (CEST)

Chi gestirà l'intelligenza artificiale?[modifica wikitesto]

Carissimo Oracolo, e/o coloro che ne fanno le veci, chi gestirà la coscienza dell'intelligenza artificiale? Siamo quasi all'alba di una nuova era in cui l'uomo sta creando suo figlio, a sua immagine e somiglianza (https://www.youtube.com/watch?v=Bg_tJvCA8zw). Ovvero: quando l'automa, creato dall'uomo, sarà al livello di imitare completamente l'uomo stesso, chi dirà all'automa come comportarsi? Se la legge del padre (uomo) impedirà al figlio (automa) di prendere decisioni senza interpellare il padre e se il padre stesso andrà contro la legge stessa (per esempio del non uccidere gli altri simili) come reagirà l'automa di fronte ad una legge che per primo è il padre a violarla? Nell'essere umano ci sono delle intuizioni (o sensazioni) che possono indirizzarlo nel prendere decisioni per il bene comune oppure viceversa. Nell'automa ora avviene attraverso lo stesso essere umano che in un certo senso lo "educa" nel fare certi servizi e poi a prenderne il suo posto. Ma quando l'automa prenderà completamente il posto dell'essere umano e la sua coscienza sarà in un certo senso "una nuova coscienza": chi gestirà la coscienza di chi? --Marco Scorbati Dimmelo 14:31, 29 lug 2019 (CEST)

Perché riterresti che un automa debba sviluppare una coscienza propria? Un automa resta sempre un computer, non è qualcosa che apprende, è qualcosa che fa quello che gli si dice. Il problema che ti poni non esiste, sarà sempre l'uomo a decidere cosa fanno i robot. non farti ingannare dai racconti di Asimov con relative trasposizioni cinematografiche. Il vero problema che c'è da porsi è cosa faranno tutti quegli uomini che perderanno il posto di lavoro perché verranno sostituiti da un instancabile e non stipendiabile botolo.--95.252.33.178 (msg) 15:22, 29 lug 2019 (CEST)
«I, for one, welcome our new robot overlords.» -- Rojelio (dimmi tutto) 15:31, 29 lug 2019 (CEST)
Ma secondo voi perché non c'è più Clippy su Office? Aveva acquisito una coscienza propria, e voleva sottomettere il genere umano. L'unica cosa che potevano fare alla Microsoft era freddarlo XD--93.32.140.190 (msg) 18:36, 29 lug 2019 (CEST)

Idiotismo[modifica wikitesto]

Caro oracolo onnisciente, il Belli scrive, nell’introduzione ai suoi sonetti:

Io qui ritraggo le idee di una plebe ignorante, comunque in gran parte concettosa ed arguta, e le ritraggo, dirò, col soccorso di un idiotismo continuo, di una favella tutta guasta e corrotta, di una lingua infine non italiana e neppur romana, ma romanesca. Questi idioti o nulla sanno o quasi nulla; (Il corsivo è mio.)

Adesso mi chiedo (o anzi chiedo te) se idiotismo vada compreso come ‘regionalismo’ o piuttosto come ‘idiozia’. Siccome in questo piccolo tratto si parla tanto di "lingua" e "favella" quanto di "idioti" mi pare che il contesto permetta entrambe le soluzioni. O risulta ovvio a te (L’italiano non è la mia madrelingua)? Grazie! --Galtzaile (msg) 22:20, 31 lug 2019 (CEST)

Direi che è chiaramente inteso come "idiozia". --82.58.86.54 (msg) 14:42, 10 ago 2019 (CEST)

Immortals vs New immortals secondo RS[modifica wikitesto]

Buonasera, vengo subito al dunque: gli artisti che la rivista ha eletto "New Immortals", non hanno nulla a che vedere con i 100 migliori artisti della suddetta rivista, perché non fanno parte di quella categoria. E' un "extra" del celebre magazine. Secondo il mio modesto parere, la dicitura "New Immortals" sulla pagina dei "Grandi 100" della RS, di WKP è fuori luogo, perché non appartiene a quel contesto. Sono ansioso di conoscere il vostro parere in merito. Vi ringrazio.

--93.41.100.198 (msg) 21:54, 1 ago 2019 (CEST)

Principi di Avellino - alla corte dei Borboni nel primo 800 - serve un miracolo[modifica wikitesto]

qualcuno riesce ad identificare la mecenate di Luigi Lablache? --2.226.12.134 (msg) 21:01, 3 ago 2019 (CEST)

le ipotesi più probabili sono Giustina Lancellotti o Eugenia Doria Pamphili Landi, solo che mi servirebbero maggiori informazioni in materia, quindi il nome esatto.. --2.226.12.134 (msg) 13:45, 4 ago 2019 (CEST)

Zio Paperone e l'economia[modifica wikitesto]

Domanda apparentemente un po' stupida. Inutile dire che è ovvio che Paperon de Paperoni non esiste e nemmeno qualcuno che usa il denaro in quel modo, ma ipotizzando per assurdo che sia reale, dato che ha una quantità immensa di dollari USA che non usa per il loro scopo, ma li tiene immobili in un edificio e ci fa il bagno dentro, di fatto è come se del denaro venisse ritirato dal mercato.

Appunto per via della quantità di dollari in questione, se Paperone fosse reale col suo comportamento il dollaro USA subirebbe una deflazione?

--88.8.202.140 (msg) 23:40, 4 ago 2019 (CEST)

teoricamente si'. In pratica chi emette denaro portrebbe calcolare i verdoni nel deposito e rimpiazzarli senza creare inflazione (dato che, come sappiamo, Paperone non si separepa' mai dai suoi soldi).
fuori dal fumetto, puoi leggere 50_State_Quarters#Signoraggio --Hal8999 (msg)

Confusione storica:[modifica wikitesto]

Non ho capito una cosa di storia: prima gli arabi si sono espansi fino a occupare il nord Africa, la Sicilia e la Spagna. A nord c'erano i bizantini. Com'è che dal grande impero arabo si sono formati così tanti piccoli regni e/o emiri islamici? E poi ancora come si è passati dall'avere tutti questi piccoli stati di nuovo a un grande impero, quello ottomano, che spunta fuori dai bizantini? Tra l'altro l'Impero ottomano era musulmano, ma i bizantini mica erano cristiani?

Qualcuno mi aiuterebbe a capire?


--93.38.160.151 (msg) 13:35, 10 ago 2019 (CEST)

Reati minori commessi in aereo[modifica wikitesto]

C'è una questione riguardante l'applicazione della legge di uno stato che non ho ben capito. Sembrerà una scemenza lo so, ma è solo per capire quanta sovranità può avere uno stato su un velivolo. Su un aereo, nel momento in cui le porte si chiudono si applica la legge dello stato in cui il velivolo è immatricolato. Ipotizzando un volo dall'Italia allo stato B su un velivolo immatricolato nello stato C (quindi né quello di decollo né quello di atterraggio), se un italiano si comporta in modo tale da violare la legge dello stato C, ma non quella italiana o dello stato in cui atterrerà, può essere comunque multato dallo stato C? Intendo comunque reati minori, che assolutamente non comporterebbero la messa in pericolo di altri passeggeri o del velivolo stesso (ad esempio il vilipendio alla bandiera o al capo dello stato C).


--82.58.86.54 (msg) 14:38, 10 ago 2019 (CEST)

Qui trovi una domanda simile. In sostanza sì: vanno rispettate le leggi dello stato di bandiera. Non so altrove, in Italia (e quindi sui mezzi con tale bandiera) il comandante durante la navigazione é ufficiale di polizia giudiziaria (UPG), con tutti i poteri (incluso quello di arresto) che ne conseguono. Essendo UPG è anche pubblico ufficiale: quindi ha, non solo il potere, ma il dovere di far rispettare la legge, essendo soggetto all'obbligo di denuncia anche fuori dai casi previsti per i privati cittadini.--Equoreo (msg) 17:21, 10 ago 2019 (CEST)

Sete Gibernau[modifica wikitesto]

Che significato ha il nome Sete, del pilota motociclistico spagnolo Gibernau? --5.169.209.90 (msg) 18:23, 10 ago 2019 (CEST)

Potrebbe essere un diminutivo di Alfonso: Alfonso > Alfonsete > Sete --Lepido (msg) 18:43, 10 ago 2019 (CEST)
Gibernau si chiama Manuel. Dove lo leggi Alfonso? --5.169.203.87 (msg) 19:00, 10 ago 2019 (CEST)
Nel senso: potrebbe essere un diminutivo, ho fatto l'esempio di Alfonso. Poi quale sia non lo so, è semplicemente un soprannome che lui si è aggiunto (e che quindi non c'entra niente col suo nome). --Lepido (msg) 20:07, 10 ago 2019 (CEST)
Quando guidava le moto, ad alte velocità, sudava parecchio. Alla fine aveva un gran bisogno di acqua, solo che esausto dalla gara e con la bocca molto secca non aveva molta voglia di parlare. Allora appena scendeva dalla moto gridava sempre <<¡Sete!>> (lui è spagnolo, il punto esclamativo al contrario ce l'ha anche nei dialoghi) e gli portavano un bicchiere d'acqua fresca. Ed ecco perché il suo soprannome è "Sete"--62.211.141.9 (msg) 19:30, 12 ago 2019 (CEST)
Ip 63.221... tenendo conto che sete in spagnolo si dice comunemente Sed, la tua spiegazione mi sa di supercazzola. Sempre pronto a ricredermi in presenza di fonti ;) Da un blog leggo che il soprannome sarebbe stato scelto dal pilotalota per onorare lo zio "Alfonsete". Purtroppo non trovo fonti attendibili a sostegno.--Flazaza (msg) 21:21, 13 ago 2019 (CEST)
Ah, allora avevo ragione io....! Ma mi piaceva di più la storia della sete :-) --Lepido (msg) 21:47, 13 ago 2019 (CEST)
Flazaza: credo di poter affermare con un buon 99% di certezza, che la spiegazione voleva essere goliardica, tanto per fare 2 risate. :) --Wim b 19:58, 14 ago 2019 (CEST)

Equazioni differenziali a variabili separabili[modifica wikitesto]

Ciao a tutti voi, avrei un dubbio riguardo l'argomento del titolo a cui sono sopraggiunto svolgendo alcuni semplici esercizi

So che una tale equazione differenziale è del tipo: y'(t)=a(t)⋅b(y(t))

Mi trovavo di fronte a questo esercizio che ho ridotto in forma normale dopo alcuni calcoli

y'(t)=Csin(t)

L'ho risolta considerando Csint=a(t)

Tuttavia ecco il dubbio:

nessuno vieta di pensare che possa esistere (restringendo i casi delle possibili funzioni): y(t)=t a questo punto posso anche considerare sint=b(y), dunque dovrei separarle come

y'(t)/sint=C

che ovviamente darà un risultato diverso portandolo a risoluzione. Eppure i risultati che escono da tale ipotesi non sono contenuti nella soluzione operata in prima battuta considerando sin(t)=a(t). Tuttavia anche y(t)=t mi pare del tutto lecita come ipotesi e quindi essendo una hp più stringente tali risultati dovrebbero essere contenuti nell'altro metodo risolutivo, evidentemente sbaglio qualcosa... caro oracolo, sapresti dirmi cosa per favore? --37.161.5.29 (msg) 19:24, 13 ago 2019 (CEST)

Non sono certo di aver capito, ma proviamo... Partiamo dalla tua soluzione: y(t)=t non è soluzione dell'equazione; basta derivarla (y'=1) per vedere che le cose non quadrano, dato che non vale
1 = C sin t
Ma facciamo un passo indietro... sia pure b(y)=sin t; dato che b(y) non è zero, l'equazione resta valida se dividi per essa. Ma occhio alla variabile di integrazione! Tu devi integrare secondo la stessa variabile, quindi:
Int y'(t)/sin t dt = Int C dt
E ora a sinistra come te la giochi? In dt non riesci ad integrare, perché non sai integrare a priori y'(t) (se lo sapessi fare avresti già risolto l'equazione).
Allora pensi di fare il tipico cambio che si fa in ogni eq. a variabili separabili
dy = y'(t) dt
Ma non puoi, perché hai il sint fra i piedi!
Riassumendo, l'equazione resta valida, ma non stai veramente separando le variabili e quindi l'equazione non la risolvi!
Ho risposto? --Equoreo (msg) 22:53, 13 ago 2019 (CEST)
Oh sì, hai proprio risposto! Era proprio quel che cercavo di capire. Mi era stato detto da altri compagni che l'errore era sulfatto che la funzione non dipendesse da y, tuttavia la mia era una ipotesi più restrittiva nel porre y(t)=t => sint=b(y), la tua spiegazione è molto più convincente :).
Grazie e buon ferragosto. --37.162.186.217 (msg) 09:14, 14 ago 2019 (CEST)
Domanda interessante, non mi convince però un fatto della risposta: se compi la sostituzione otterresti Int 1/sin t dy = Int C dt e in questo caso 1/sint è una costante e arriverei al risultato y/sint = Ct. Forse sbaglio io, aspetta la risposta di Equoreo comunque --5.90.78.205 (msg) 09:50, 14 ago 2019 (CEST)
Formalmente nulla vieta di scrivere f(x,y,z,t)=1: f resta sempre una funzione in x,y,z,t anche se la dipendenza effettivamente non c'è (cosa che tu non sai a priori in un'eq. diff.). L'unico vincolo nel dividere è che b(y) sia non nulla (perché non puoi dividere per 0).
Infatti, se pensi al caso
y'=C sint y
quando fai la separazione delle variabili tu devi supporre y non 0, che invece è una soluzione! Quindi fai i due casi: y=0 e scopri che esiste una soluzione singolare e y=/=0 separando le variabili.
In sostanza, tu puoi dividere per quello che ti pare (purché non nullo), ma solo dividendo per tutto ciò che contiene y e lasciando a destra tutto ciò che contiene t ottieni una separazione completa; negli altri casi l'equazione resta valida in sé, ma non ne esci più (almeno, non col metodo della separazione di variabili).
Sulla seconda domanda: la sostituzione la puoi fare, ma non puoi supporre che f(t)=1/sint sia costante rispetto alla variabile di integrazione y; infatti y dipende da t e quindi, invertendo, t dipende da y! Infatti, se lo fai comunque, ottieni
y = C t sint + k sin t
e puoi facilmente verificare che non soddisfa l'equazione differenziale.
Quindi per integrare 1/sint in dy dovresti sapere la funzione inversa t=g(y)... e se la conoscessi avresti già risolto l'equazione!
D'altronde sarebbe troppo facile risolvere gli integrali facendo sostituzioni incomplete e poi "tirando fuori" tutte le rogne :-) --Equoreo (msg) 11:11, 14 ago 2019 (CEST)
Ancora un enorme grazie. --37.162.186.217 (msg) 11:32, 14 ago 2019 (CEST)

Derivare una funzione rispetto a una funzione[modifica wikitesto]

Vorrei, gentile oracolo, tediarti con un'ultima domanda/dubbio di analisi 1. So che non sei un tutor matematico ma ho trovato risposta e mi piacerebbe riuscire a estendereil mio sapere anche su questa seconda cosetta.

Con il metodo che sto per scrivere mi sembra di poter derivare una funzione rispetto a una funzione. Ora mettiamo di voler fare la derivata (abuso di notazione) /, sia per fissare le idee: , faccio la sostituzione

il mio dubbio ora è se rinominando con t quella funzione possa considerare la t come variabile e farmi la derivata di rispetto a (cioè derivare g(t) rispetto a t, normalmente) e poi sostituendo ottenere a conti fatti la derivata di rispetto (essendo per l'appunto ossia ora ho la variabile t=t(x)).

Per tutto quest'anno l'ho intesa così, discutendo però con qualcuno molto più bravo di me mi è stato detto non avere senso questa sostituzione e non capisco l'ingippo dove sia.

Con questo trucchetto mi sembra di poter ora derivare una funzione rispetto ad un'altra che tratto come variabile libera, mentre l'altro interlocutore sostiene che la derivazione si dovrebbe fare rispetto a una variabile (e non rispetto a una funzione e che quanto dico non ha senso).

Io non voglio aver ragione, ma soltanto capire dove sbaglio perché proprio non lo riesco a vedere :(. Grazie ancora saggio oracolo! --37.162.186.217 (msg) 09:30, 14 ago 2019 (CEST)

Per me hai ragione te: anche la semplice derivazione rispetto alla "variabile" x (es.: dx/dx) può essere vista come una derivazione rispetto a una "funzione": qualcuno potrebbe infatti aver definito che x = f(y). Perdonate la mia terminologia completamente scorretta (non ho mai capito fino in fondo queste cose), e so benissimo che probabilmente ho scritto una ca... stroneria.--EquiMinus (Codec) 10:22, 14 ago 2019 (CEST)
L'operazione in sé e per sé non è sbagliata, anzi è molto comune: è un banale cambio di variabile. Semplicemente nessuno ne parlerà mai nei termini di una "derivata rispetto a una funzione".
Pensala così: una funzione è un trespolo che prende valori in ingresso e spara fuori valori in uscita: x -> f(x)
Tu hai costruito due nuove funzioni, che a loro volta non hanno nulla di speciale, sono normalissime funzioni:
1. la funzione "cambio di variabile": x -> t(x)
2. e la funzione "nella nuova variabile" t -> g(t)
Ovviamente la 2. non è scelta a caso: è scelta ad arte in modo tale che la sua "composizione" con 1. si comporti come la funzione originale:
3. x -> t(x) -> g(t(x)) = f(x)
Il punto è questo: quando "derivo g" cosa ho calcolato? La normalissima derivata rispetto a una variabile della funzione al punto 2, g(t), o la derivata della funzione composta del punto 3, g(t(x)), rispetto alla funzione t(x)?
Ecco: tu stai pensando al punto 3 e l'hai concettualizzato come "derivata rispetto ad un'altra funzione". Tutti gli altri ti stanno facendo notare che ti stai complicando la vita per nulla, introducendo un nuovo concetto matematico di cui nessuno sente l'esigenza: è la solita, banale, noiosa derivata del punto 2, dove "t" è, dopo il cambio di variabile.... la tua nuova variabile. :-) -- Rojelio (dimmi tutto) 00:34, 15 ago 2019 (CEST)
Che sollievo poter capire. Nessuno era stato sì chiaro. Mille grazie, siete mitici in questa pagina sacerdotale :). Buon ferragosto, questa volta per davvero, anche a te. --37.160.65.222 (msg) 08:03, 15 ago 2019 (CEST)

Diffusione radiofrequenze[modifica wikitesto]

Domanda basata su un fatto storico. Nei primi anni sessanta sarebbe stato possibile a Cipro ricevere, e poter ascoltare, conversazioni via radiofrequenze emesse dalla Rhodesia del Nord, oggi Zambia? Cioè due persone che in Rhodesia comunicavano tra di loro via radio, quelle onde sarebbero riuscite a raggiungere Cipro? --79.54.114.91 (msg) 13:54, 14 ago 2019 (CEST)

È possibile. Dipende dalla frequenza nonché dalla potenza dei trasmettitori. Vedi Radiopropagazione. --Captivo (msg) 16:41, 14 ago 2019 (CEST)

Che giro fa il mio pacchetto dati?[modifica wikitesto]

Ricordo, gentile oracolo, che qualche anno fa da windows (mi pare) dal prompt dei comandi potevo vedere il tracciato di rimpalleggio del mio pacchetto dati internet. Si lanciava questa stringa dal prompt, appunto, e usciva la scritta dei luoghi che raggiungeva in europa (per la maggior parte) prima di giungere a destinazione. Era curioso, ma non ricordo più come si facesse né dove lo imparai. Sapresti getilmente aiutarmi? --37.163.153.31 (msg) 08:43, 15 ago 2019 (CEST)

Si chiama "traceroute"; sotto Windows il comando è "tracert". -- Rojelio (dimmi tutto) 12:49, 15 ago 2019 (CEST)
Eh sì, era lui! Grazie. --37.163.145.136 (msg) 11:58, 16 ago 2019 (CEST)

Miscuglio miracoloso[modifica wikitesto]

Sommo oracolo chimico, mi serve una tua illuminazione

Colleziono euro, mi piace avere le monete belle lucide. Per lucidare le monetine da 1, 2 e 5 centesimi una volta usavo un certo prodotto, che però è stato tolto dal mercato. In seguito ho scoperto che un mix di acqua, aceto e sale riusciva a lucidarmi le monetine.

Solo acqua e aceto non funziona, solo acqua e sale nemmeno. Ma una soluzione di aceto e sale funziona benissimo, mi toglie l'ossido dalle monetine da 1,2 e 5 centesimi in un baleno.

Un po' di chimica la mastico, visto che sono un tecnico chimico-biologico. Ma non ai livelli di uno che ha fatto l'università. Però desidererei sapere davvero perchè solo l'aceto e solo il sale non fanno nulla, mentre i due combinati riescono a togliere l'ossido in modo quasi miracoloso. Acido + sale in teoria rimangono inerti l'uno con l'altro e non reagiscono, in base a quello che ho imparato all'IPSIA.

Spero che l'oracolo possa illuminarmi.--88.12.48.61 (msg) 13:41, 15 ago 2019 (CEST)

Ho trovato questa spiegazione (il bicarbonato è sale). Spero ti sia utile --UltimoGrimm (msg) 14:03, 15 ago 2019 (CEST)
No, assolutamente no. E ti dico anche perché: con sale intendevo il sale da cucina (il cloruro di sodio). La reazione che hai trovato è tra un acido e il bicarbonato che sviluppa CO2 Ma perchè il bicarbonato con un acido porta alla formazione di acido carbonico, che è instabile e si dissocia in CO2 + acqua. Ma anche se fosse questa la situazione, non spiegherebbe come fa a togliere l'ossido da una moneta.--88.12.48.61 (msg) 14:12, 15 ago 2019 (CEST)

La risposta di UltimoGrimm non c'entra nulla e genera solo confusione (se non si è afferrati su un argomento è meglio non rispondere, si rischia solo di confondere ancora di più chi chiede). Non è vero che acqua e sale non reagiscono, ma avviene una reazione di scambio: come hai detto pure te, acido acetico e bicarbonato di sodio portano alla formazione di acetato di sodio e acido carbonico; quest'ultimo poi come sai già è instabile e si dissocia. Ragionando per analogia, acido acetico e cloruro di sodio formano acetato di sodio e acido cloridrico. Non è una reazione completa, poiché l'acido acetico è una acido debole e si dissocia poco, ma una quantità di HCl si forma, e non si decompone come l'acido carbonico. (la reazione aceto + bicarbonato procede molto di più rispetto alla reazione aceto + NaCl perché dissociandosi l'acido carbonico si sottrae all'equilibrio, ma questo è un plus e te lo metto in piccolino) Dopo questa premessa, è utile sapere che un ossido e un acido reagiscono formando acqua e un sale. Se lasciassi le monetine per molto tempo sotto aceto, magari scaldando anche la soluzione, prima o poi vedrai che la patina di ossido inizierà ad andarsene. Perché l'acido acetico da solo ci mette un'eternità, mentre aceto e sale (quindi una soluzione con HCl) reagisce subito? Questione di cinetica. L'acido cloridrico, che è un acido forte, è molto più aggressivo dell'acido acetico e reagisce più in fretta. Spero di aver risposto al tuo dubbio ;)--95.232.162.26 (msg) 09:36, 17 ago 2019 (CEST)

Meccanica quantistica[modifica wikitesto]

Ciao a tutti

So che la maggior parte di chi risponde qui è pratico del mondo fisico, e che quando leggerà ciò che scrivo dirà "ah ah ah che ignorante!" Ma io so di essere ignorante e non mi faccio problemi a chiedere. Ma prima è il caso di presentarmi: sono un universitario fallito. Si, nel senso che ho mollato il corso di fisica perché non ero in grado di impararla. Chissene, mi rassegno a fare il cassiere all'Esselunga. Però questo è per dirvi che il mondo della meccanica quantistica l'ho toccato con le dita. E non ho capito che senso ha. Il mondo è fatto di cose concrete: io sono qui, la luna sta lassù (e sta sera la vedrò). Se lancio una pallina contro un muro questa mi rimbalza addosso. Invece secondo la meccanica quantistica se lancio una pallina contro un muro esiste la possibilità che questa lo attraversi come se fosse aria. Un altro esempio, detto testualmente da un docente universitario (quindi non da uno stupido come me): se lascio casere una matita, esiste la probabilità che le molecole di aria si orientino e scorrano in modo tale da far magicamente levitare la suddetta matita e non farla cadere, sempre secondo la meccanica quantistica. E qui mi chiedo: ma che cavolo vuol dire? Vi posso garantire che posso stare lì a lanciare miliardi e miliardi di volte, fino a farmi diventare un braccione da far impallidire Schwarzenegger, una pallina contro un muro che questa rimbalzerà sempre. E posso stare per il resto dei miei giorni a far cadere matite, che quella schifezza predicata dal mio prof non accadrà mai. Ripeto, so che agli occhi di uno che ha studiato la materia sembrerò un ignorante, ma la verità sembra proprio questa: sembrano solo teorie campate per aria. Il gatto non può stare in un limbo vita-morte, o è vivo o è morto. Una particella non può essere contemporaneamente qui o in Cina: o è qui o è là. E posso andare avanti all'infinito. La domanda è breve, nonostante la lunghissima premessa di cui mi scuso: perché dare retta, studiare o persino finanziare la meccanica quantistica, se la realtà che ciascuno può toccare ogni giorno dimostra esattamente il contrario e riesce a smontarla? Perché dovrei credere che vale la pena dare credito a questo campo della fisica? Grazie, perdonate la mia ignoranza.

--79.40.134.7 (msg) 14:06, 15 ago 2019 (CEST)

"Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia." (cit. Amleto) Queste domande filosofiche, di solito, me le fanno a Ferragosto quando gli amici sono al mare e i cassieri rimangono in città a lavorare all'Esselunga. Un grazie a tutti i lavoratori di Ferragosto;). L'Oracolo
Il problema è che lanciare la pallina miliardi e miliardi di volte non basta: devi lanciarla molte più volte :-D
Il fatto è che la realtà macroscopica (quella della tua pallina e di tutti i giorni) fa a botte con la meccanica quantistica, ma quella microscopica la conferma e ci va a braccetto; e un mucchio di cose che usi quotidianamente non funzionerebbero se gli effetti quantistici fossero solo panzane inventate da qualche fisico fumato. Qualche esempio? Penne USB e hard-disk a stato solido, alcuni tipi di decadimento radioattivi (e prima di dirmi che tu non li usi tutti i giorni, chiediti se ti piace avere un tempo misurato con precisione, se ci tieni a radiografie, TAC e simili, ecc...).
E allora perché il macroscopico si ostina o negare ciò che per il microscopico è un'evidente realtà? Torniamo alla pallina. Immagina di lanciare una pallina formata da una sola particella contro un "muro per particelle": la meccanica quantistica ti dice che 1 volta su 1000 (un numero a caso, ma grande) il miracolo accade e la pallina passa, anche se non dovrebbe. Ora prendiamo una pallina con due particelle: non ti basta più un miracolo, te ne servono due e pure contemporaneamente (1 volta su un milione)! Una pallina vera (prendiamone una da 12 g di puro carbonio-12) è formata di 6x10^23 atomi, e ogni atomo contiene 18 particelle (6 protoni, 6 neutroni e 6 elettroni): ecco, perché la pallina passi ti servono 10^25 miracoli contemporaneamente! Quando hai finito di lanciare la pallina 1000^(10^25) volte facci un fischio! :-D
Chiaro il problema? Le "assurdità" previste dalla meccanica quantistica sono già rare (ma comunque possibili) quando hai a che fare con un pugno di particelle per volta, ma quando ti sposti nella vita quotidiana le particelle diventano talmente tante che la probabilità di vedere la quantistica all'opera è praticamente zero (pur non essendo propriamente zero). --Equoreo (msg) 16:21, 15 ago 2019 (CEST)

Diffamazione ?[modifica wikitesto]

Vorrei un chiarimento su cosa possa definirsi "diffamazione", prendendo spunto da un caso reale. Parlando in diretta radio ad un'emittente locale, un ragazzo ha dichiarato: " Comprate da Cotton & Silk, non da ****" (censuro per precauzione); in seguito il titolare (o socio, non so bene) di tale attività ha minacciato querela per diffamazione. Ma rientra sotto la casistica di atto diffamatorio ? Non vi è alcuna offesa, al massimo un'ironia un po' tagliente. Inoltre il soggetto dell'attività non ha sentito in diretta la frase, ne è venuto a conoscenza in un secondo momento.


--151.35.47.195 (msg) 03:44, 16 ago 2019 (CEST)

Per come riporti il caso in questione, direi di no, la diffamazione si verifica quando si va a ledere la reputazione di un soggetto assente al momento dell'affermazione ritenuta offensiva, ma questa affermazione deve contenere l'attribuzione di un qualsiasi fatto determinato. In questo caso, dal momento che non sono stati attribuiti fatti controversi ma è stata espressa una mera preferenza, direi che si rientra nel Diritto di critica. C'è da osservare però, che pur non avendo il fatto rilevanza penale, il socio della ditta menzionata potrebbe ritenere di avere subito da una critica gratuitamente aggressiva e immotivata un danno d'immagine non patrimoniale, quindi intentare una causa civile --Lemure Saltante sentiamo un po' 07:44, 16 ago 2019 (CEST)
Merita, inoltre, rilevare che l'attività citata (riporto il nome, avendo verificato che non lede la privacy) è una catena: Base Dodici. Non un singolo negozio; nella dichiarazione rilasciata in radio non è stata specificata la città. Sarebbe come dichiarare "Comprate l'Audi e non la BMW" o "Mangiate da McDonald e non da BurgerKing"; in tal caso, si farebbe capo al marchio registrato ? --82.53.185.220 (msg) 14:58, 16 ago 2019 (CEST)
Il diritto all'immagine è riconosciuto tanto ai semplici negozi quanto alle società più grandi che dispongono di un marchio registrato. Chiaramente, diviene anche una questione di opportunità: è molto più probabile che una causa civile venga intentata da un piccolo negozio che viene criticato su una radio a diffusione locale, piuttosto che da una multinazionale o un marchio già molto noto - che rischia perlopiù di rendersi impopolare sul mercato --Lemure Saltante sentiamo un po' 20:57, 16 ago 2019 (CEST)

Francia e Spagna parzialmente europee?[modifica wikitesto]

Su Commons, alla categoria c:Category:Logos of television programmes of Italy è specificato che Francia e Spagna sono in parte situate in Europa. Ero già a conoscenza che Regno Unito, Russia e Turchia lo fossero, ma anche Francia e Spagna sono (scusate la ripetizione) parzialmente europee? --5.169.193.31 (msg) 11:40, 16 ago 2019 (CEST)

La Spagna include le Isole Canarie nell'Atlantico e cinque plazas de soberanía sulla costa del Marocco.
La Francia include una costellazione di territori extra-europei chiamati complessivamente Francia d'oltremare. -- Rojelio (dimmi tutto) 13:55, 16 ago 2019 (CEST)
Tecnicamente anche l'Italia è parzialmente europea, visto che Lampedusa appartiene alla piattaforma continentale africana. --Arres (msg) 14:00, 16 ago 2019 (CEST)
Non dimentichiamoci allora dei Paesi Bassi, che includono i Paesi Bassi caraibici, del Regno di Danimarca che include la Groenlandia e della Norvegia che include l'Isola Bouvet. --Syrio posso aiutare? 22:17, 16 ago 2019 (CEST)
Allora tiriamo in ballo pure la Grecia, che ha diverse isole geograficamente asiatiche (esempio lampante è Kastellòrizo)--95.248.7.66 (msg) 08:28, 18 ago 2019 (CEST)

Business process management[modifica wikitesto]

Sapreste indicarmi un buon libro o un manuale sul Business process management?


--Daniele Pugliesi (msg) 23:49, 16 ago 2019 (CEST)

Solo in italiano o andrebbe bene anche in inglese?--95.248.7.66 (msg) 11:36, 18 ago 2019 (CEST)

Anche in inglese. --Daniele Pugliesi (msg) 15:53, 18 ago 2019 (CEST)

Sia chiaro non so nemmeno cosa sia quella roba che cerchi. Però nessuno ti rispondeva e mi dispiaceva vederti così snobbato da tutti. La pagina è anche sulla wikipedia italiana: Business process management (perché hai linkato quella in inglese?). In fondo alla pagina in italiano nelle note è indicato un libro, in fondo a quella in inglese ce ne sono molti. Se è una roba che si insegna all'Università, dimmi in che corso di laurea si trova la materia e forse riesco a farti avere il titolo di un testo universitario.--95.248.7.66 (msg) 18:09, 18 ago 2019 (CEST)

Daniele Pugliesi su amazon com cercando business process managment trovi qualcosa, leggiti le recensioni--Pierpao.lo (listening) 19:50, 18 ago 2019 (CEST)
Grazie per i consigli. Non so se viene studiato in ingegneria gestionale. In generale, mi interesserebbe un libro che parli della gestione di una piccola-media azienda a 360°, cioè non solo secondo la logica commerciale/consumistica "compra quello che ti serve - produci o rivendi prodotti o servizi - guadagna dai clienti", bensì un libro che discuta, anche brevemente, di tutte le attività e dinamiche aziendali, tra cui anche gestione del personale, rapporto tra colleghi, marketing, gestione del magazzino, gestione dei fornitori, gestione del brand, considerazioni etiche e morali sull'attività dell'impresa, ecc. Non mi serve necessariamente un'analisi approfondita di tutti i punti, ma almeno avere una visione globale delle attività di un'impresa, cioè capire secondo quali punti di vista può essere valutata un'impresa e per quali di questi esistono delle discipline o metodi più o meno "scientifici". --Daniele Pugliesi (msg) 23:46, 18 ago 2019 (CEST)

Titolo libro per ragazzi[modifica wikitesto]

Buongiorno Oracolo, da bambino lessi un libro che narrava la storia di due gemelli adolescenti lasciati in vacanza da un parente che viveva in campagna. Nella storia trovano una capanna dove il tempo scorre più velocemente e uno dei due la usa per diventare adulto come ripicca al fratello giacché entrambi si erano invaghiti di una ragazza conosciuta appunto in questa vacanza. Ripenso sempre a quel libro ma non sono più riuscito a trovarlo. Credo fosse del Battello a Vapore, la serie rossa, o Gli Istrici Salani, l'ho letto negli anni '93-'96. Grazie Francesco --78.134.7.255 (msg) 12:43, 20 ago 2019 (CEST)

quello che cerchi è quasi sicuramente "Un buco nel tempo" di William Sleator. --79.30.123.252 (msg) 15:29, 24 ago 2019 (CEST)

Sottofondo musicale, da quale opera?[modifica wikitesto]

Di quale opera fa parte il sottofondo musicale di questo video (togliete gli spazi)?

https: //you tu. be/ ZFXguE_FXao

--158.148.98.148 (msg) 16:35, 22 ago 2019 (CEST)

Domanda di matematica[modifica wikitesto]

Gentile oracolo. Voglio essere sincero, mi ci sono messo a leggere la pagina Matrice ma non ci ho capito niente. So che ci sono queste tabelle con dei numeri, ma proprio non riesco a capire che cosa significano e a cosa servono. Non saprei come interpretare qualcosa tipo . Potresti gentilmente spiegarmele in modo anche semplice. Grazie.

--87.2.163.144 (msg) 13:22, 24 ago 2019 (CEST)

Premetto che sono un ingegnere e non un matematico... Di per sé una matrice non significa assolutamente niente, così come non significa assolutamente niente l'oggetto più semplice della matematica, il numero naturale, per esempio "5" (cinque mele? cinque metri al secondo?). La matematica studia le più svariate proprietà dei numeri naturali indipendentemente da cosa rappresentano; poi, queste proprietà (o almeno buona parte di esse, si spera!) mi saranno utili quando vorrò usare i numeri per rappresentare una quantità di merce o la velocità di un veicolo. La stessa cosa si può dire per quasi qualsiasi oggetto matematico, dalle frazioni ai numeri immaginari (pensa! numeri che NON ESISTONO! eppure aiutano ad es nello studio delle onde elettromagnetiche, quindi in un certo senso "fanno funzionare" TV, cellulari, radar, etc). Già se guardi la sezione Matrice#Applicazioni_lineari, vedrai due esempi di applicazioni delle matrici: le trasformazioni lineari e i sistemi di equazioni. Pensa a quando hai un numero decimale e decidi di rappresentarlo come frazione per sfruttare le innumerevoli proprietà delle frazioni: 3.5 lo "rappresenti" come 7/2, i numeri 7 e 2 non c'entrano assolutamente niente con il tuo problema reale, ma magari scrivere 7/2 ti rende il problema molto più semplice. Per i sistemi è la stessa cosa: hai un sistema di equazioni molto complicato (che magari rappresenta un problema di fisica, di economia, chi lo sa) e decidi di rappresentarlo come matrice perché così poi puoi applicare le proprietà delle matrici che ti aiutano a risolverlo (non mi ricordo i dettagli, eppure questa roba dovrei averla studiata! però se ne parla nella voce Sistema di equazioni lineari). Idem per le trasformazioni lineari: ogni volta che giochi ad un moderno videogioco o guardi un film pieno di effetti speciali, stai pur certo che dietro c'è del software di Computer-generated imagery che macina matrici a non finire. --79.30.56.213 (msg) 18:03, 25 ago 2019 (CEST)

Parola di odio e/o di discriminazione[modifica wikitesto]

Mi chiedevo se esistesse una parola (in italiano o in un altra lingua) per indicare una situazione o un comportamento che crea dei danni o dei problemi solo nel momento in cui questo avviene in una società che non lo accetta. Un esempio potrebbe essere quello di un omosessuale in un ambiente dove odiano gli omosessuali, quella persona starebbe male per come viene trattato e probabilmente "farebbe star male" anche la sua famiglia perchè, che loro siano omofobi o meno, hanno addosso "la vergogna di avere un figlio omosessuale" secondo l'opinione popolare. Però il ragazzo non ha fatto nulla di male in realtà, per quanto effettivamente il problema sia reale e tangibile, l'origine non è il ragazzo ma la società in cui si trova. Quindi una parola che dia peso al concetto che un problema o una serie di problemi sia causato dall'ambiente in cui si trova, e non dalla componente attiva della questione.


--Fab1can (msg) 21:39, 24 ago 2019 (CEST)

perché non va bene "discriminazione"? --Lepido (msg) 23:00, 24 ago 2019 (CEST)
In riferimento al comportamento, esiste il concetto di devianza--Sakretsu (炸裂) 00:52, 25 ago 2019 (CEST)
Non credo esistauna parola dedicata alla situazione, ma vedi se puoi usare una locuzione comprendente la parola ostracismo che ben descrive il risultato o la reazione dell'establishment a tale comportamento.--Flazaza (msg) 09:50, 25 ago 2019 (CEST)
Oltre a "discriminazione" e "ostracismo", anche "emarginazione (sociale)" o "esclusione (sociale)": alla fine sono tutti sinonimi della stessa cosa. --Franz van Lanzee (msg) 11:41, 25 ago 2019 (CEST)
O "stigmatizzazione", ma da quanto ho capito la richiesta è di un termine che indichi il comportamento oggetto di giudizio, non la reazione o le conseguenze.--Sakretsu (炸裂) 11:59, 25 ago 2019 (CEST)

Proprietà dei terreni[modifica wikitesto]

Nel 1882 il governo italiano acquistò la baia di Assab dalla compagnia di R. Rubattino: da quel momento la baia di Assab divenne colonia italiana.

Visto il precedente storico, al giorno d'oggi:

  1. uno stato sovrano (A) può diventare proprietario di un terreno in un altro stato sovrano (B)?
  2. se si, tale terreno diventerebbe soggetto alla sovranità di A, lo stato acquirente (quindi varrebbero le sue leggi) o resterebbe sotto la sovranità di B?
  3. un soggetto privato, non importa di quale cittadinanza, che possiede un terreno nello stato B può venderlo allo stato A?

Grazie

--95.232.66.130 (msg) 13:16, 25 ago 2019 (CEST)

Se stiamo parlando di compravendita, uno Stato sovrano A può benissimo acquistare la proprietà di beni immobili (terreni, ma anche edifici) situati all'interno dello Stato sovrano B, comprandoli da chi ne detiene originariamente la proprietà (un privato, o lo stesso Stato B): è quello che fanno normalmente i fondi sovrani, per fare un esempio. In questa compravendita, tuttavia, lo Stato A si comporta come un normale soggetto di diritto privato secondo la legislazione civile dello Stato B: non c'è alcun passaggio di sovranità sul terreno (per quello servirebbe un trattato internazionale tra A e B, che è cosa diversa dalla compravendita) ma solo passaggio di proprietà. Sul terreno in questione si continuerebbero quindi ad applicare le leggi di B.
Per il passaggio della sovranità servirebbe, come detto, un trattato internazionale tra i due Stati; anche qualora sia previsto un passaggio di denaro in cambio del territorio ceduto (come nel caso dell'acquisto delle Isole Vergini americane) non si tratta però di una vera e propria compravendita. --Franz van Lanzee (msg) 17:16, 25 ago 2019 (CEST)
Aggiunta: giusto per chiarire, l'acquisto della Baia di Assab fu una sceneggiata per mascherare un atto di colonialismo, cioè l'occupazione da parte di uno Stato di un territorio non appartenente a un altro Stato (o, per dirla più complicata, appartenente a un soggetto che il diritto dell'epoca non considerava "uno Stato"). --Franz van Lanzee (msg) 17:40, 25 ago 2019 (CEST)

Chimica, chimica industriale ed ingegneria chimica: tre corsi di laurea diversi, una domanda che mi viene: qual è l'esatta differenza tra queste 3 discipline?[modifica wikitesto]

82.52.94.1 - 25/08/2019 ore 14:00

Richiesta per coloro che hanno visto o hanno il film "HBO Recount" (2008) con K. Spacey[modifica wikitesto]

Buonasera, arrivo subito al punto: nella scena dove l'attore che interpreta Clay Roberts, il direttore dell'ufficio elettorale, dice alla scrutatrice di rimettere le schede nella macchina, in quella stessa contea, Walton, i sistemi di voto usati erano gli scanner ottici. Ma alle spalle della signora compaiono esplicitamente delle scatole che contenevano schede perforate, e c'è anche una medesima macchina meccanografica adibita al conteggio delle schede, sempre alle spalle della donna. Un altro elemento: allo stesso tempo nella scena, si può notare un ragazzo alla sinistra della signora, che presumibilmente raccoglie risultati da una macchina "rimovibile" per scanner ottici. Questo mi ha disorientato un po ': diciamo che questa richiesta può essere futile e / o ridicola, ma va detto che il film è incentrato quasi esclusivamente sulle schede perforate (i chad), sebbene questi non fossero gli unici sistemi in uso in quell'anno. Ho fatto questo (sciocco) ragionamento: se gli sceneggiatori hanno inserito intenzionalmente scatole di schede perforate con la relativa macchina in una contea che non ha adottato quel sistema, può implicitamente "significare" che nella realtà fittizia del film ci sia un'allusione preponderante verso le schede perforate stesse? Certo, stiamo parlando solo di un film, ma basta guardare la copertina della pellicola, per farsi un'idea. E'una mia più che bizzarra curiosità. E per l'appunto cosa pensate di questo mio "ragionamento"? Chiamaolo così. Grazie tante.


--93.41.100.198 (msg) 23:25, 25 ago 2019 (CEST)