Wikipedia:Oracolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "WP:O" rimanda qui. Se stai cercando le linee guida sulle pagine orfane, vedi Wikipedia:Pagina orfana.
Torna a inizio pagina ↑
Abbreviazioni
WP:O

L'oracolo

Attenzione!!!


Hai già provato a fare una ricerca...?

 

Cos'è l'Oracolo?
« Ogni uomo è un eroe e un oracolo per qualcuno » (Ralph Waldo Emerson, Letters and Social Aims (1876))
  • Se ci sono informazioni che non riesci a localizzare sull'enciclopedia, o hai domande su contenuti che normalmente potresti trovare su un'enciclopedia ma non trovi su Wikipedia, prova a lasciare un messaggio qui.
  • Non c'è alcuna garanzia che le risposte che ti vengono fornite siano corrette, né che qualcuno ti risponda.
  • Alcune risposte potrebbero essere accompagnate da ironia e voglia di scherzare, che non vanno scambiate per intento apertamente derisorio: qui non morde nessuno.
  • Se in seguito trovi la risposta alla tua domanda qui o in altra sede, per favore aggiungi alle voci relative le informazioni mancanti, aiutando Wikipedia a crescere e diventare sempre più completa.
  • Le risposte alle tue domande vengono scritte in questa pagina, dove resteranno visibili per alcuni giorni; in seguito verranno spostate nell'Archivio dell'Oracolo.
  • Per favore, non lasciare il tuo indirizzo e-mail: Wikipedia è pubblicamente consultabile e rischi di ricevere posta indesiderata.
  • Firma sempre i tuoi messaggi con 4 tildi: ~~~~ (vedi anche Aiuto:Firma).



Sogno o son desto[modifica wikitesto]

Ho le traveggole, il mio google è condizionato dalle ricerche/estensioni o veramente il primo risultato di cotta su google è il wikizionario? Stavo cascando dalla sedia--Pierpao.lo (listening) 15:22, 17 giu 2018 (CEST)

A me come primo risultato salta fuori il sito di un liceo di Legnago (VR) di cui non avevo mai sentito parlare prima 0_0 --Postcrosser (msg) 19:43, 17 giu 2018 (CEST)
Liceo anche me.--Flazaza (msg) 19:54, 17 giu 2018 (CEST)
I risultati sono influenzati dalle ricerche precedenti, dall'indirizzo IP e chissà cos'altro. Ad esempio il mio primo risultato è Cotta, ma con la modalità incognito è il wikizionario. Dall'ufficio, il primo risultato è sempre cotta, ma con la modalità incognito il primo risultato è... un ristorante italiano a New York. Il liceo è presente in alcuni di questi quattro risultati ma non in altri. --87.8.122.28 (msg) 22:47, 19 giu 2018 (CEST)

pH[modifica wikitesto]

Domandona di chimica. In seconda superiore mi avevano spiegato che il pH era una scala da 1 a 14 che ti diceva il livello di acidità di una sostanza: da 1 a 7 è acido, da 7 a 14 è basico. E il pH si calcola facendo l'opposto del logaritmo della concentrazione dell'acido. Quindi l'acido cloridrico 0,1 ha pH 1. Però ho letto di soluzioni di acido cloridrico 2 M, e se faccio -log di 2 ottengo un pH di -0,3. Dove lavoro io abbiamo in laboratorio bocce di acido cloridrico al 37%, che com'è scritto pure su Wikipedia in Acido cloridrico#Proprietà fisiche e reattività corrisponde a circa 12 M. Se faccio -log di 12 mi viene -1,08. Ma se il pH è una scala che va da 1 a 14, con le soluzioni così tanto concentrate come si calcola, visto che con il procedimento del - log si va fuori scala? Grazie

--87.0.62.197 (msg) 09:44, 18 giu 2018 (CEST)

Una soluzione 12M è troppo concentrata per poterla considerare una soluzione ideale. Gli usuali calcoli di pH sono applicabili a soluzioni diluite, diciamo sotto 1M. Per soluzioni più concentrate bisogna usare il concetto di attività.--Albris (msg) 14:19, 19 giu 2018 (CEST)
Quoto Albris. Aggiungo solo che l'intervallo 1-14 è in realtà più una convenzione che un limite reale. Trattasi del range che identifica appunto soluzioni più o meno diluite ("ideali") ed in cui operano i comuni indicatori e gli strumenti di misura. Come tu stesso hai notato, per concentrazioni molto elevate nella pratica di laboratorio non si fa riferimento al pH o alla Molarità, ma più comunemente al rapporto percentuale peso/peso. --Samuele Madini (msg) 19:24, 23 giu 2018 (CEST)

Common-law couples[modifica wikitesto]

Sommo Oracolo, ho un dubbio sulla traduzione di common-law couples per un articolo accademico. Secondo lei è corretta la traduzione in "sposati di fatto", o forse è meglio lasciare il termine in inglese, evitando traduzioni storpiate? --Dapifer Ψ 12:48, 19 giu 2018 (CEST)

Se può aiutarti in es.wiki è tradotto con matrimonio de derecho consuetudinario. --Valerio Bozzolan (msg) 02:26, 20 giu 2018 (CEST)
Rispondere senza conoscere il contesto in cui è usato il termine è difficile, perché come si legge in en:Common-law marriage il termine è usato frequentemente in maniera impropria ("The term common-law marriage has wide informal use, often to denote relations that are not legally recognized as common-law marriages. The term common-law marriage is often used colloquially or by the media to refer to cohabiting couples, regardless of any legal rights that these couples may or may not have, which can create public confusion both in regard to the term and in regard to the legal rights of unmarried partners"). --Franz van Lanzee (msg) 11:24, 20 giu 2018 (CEST)
"Coppia di fatto", qui trovi un riferimento--79.19.32.157 (msg) 23:25, 20 giu 2018 (CEST)
Grazie per i consigli, valuto un po' quale possa essere la forma più adatta. --Dapifer Ψ 11:56, 21 giu 2018 (CEST)

Chi semina tamarindi non raccoglie tamarindi.[modifica wikitesto]

O sommo Oracolo, volevo sapere se il detto sia vero oppure no. Non ho trovato riferimenti né sulla wiki italiana né inglese. Davvero il tamarindo fruttifica dopo 90 anni? Grazie.

--Felbamato (msg) 20:36, 21 giu 2018 (CEST)

Il tamarindo è un albero che cresce lentamente (tanto che può vivere fino a 150 anni), ma non così lemtamente! Altrimenti nessuno lo coltiverebbe per raccoglierne i frutti. Qui viene detto che le piante nate da semi cominciano a fruttificare non prima dei 6-7 anni, mentre esemplari ottenuti per riproduzione vegetativa (tipo le talee) possono fare i primi frutti già a 3-4 anni --Postcrosser (msg) 22:04, 21 giu 2018 (CEST)
Sommo Oracolo, visto che si parla di tamarindo, a cosa si deve il titolo del libro Il seme del tamarindo, da cui è stato tratto l'omonimo film? C'entra qualcosa con il detto popolare?--Flazaza (msg) 07:20, 23 giu 2018 (CEST)

Abitante del Brunei[modifica wikitesto]

Oh luminescente Oracolo, come si chiama un abitante del Sultanato del Brunei (Brunei)? --Valerio Bozzolan (msg) 16:16, 23 giu 2018 (CEST)

Bruneiano, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. Semplice, no?--Flazaza (msg) 16:52, 23 giu 2018 (CEST)
Grazie sommo oracolo! Ho poi appena scoperto la lista di etnici nazionali quindi ti risparmio altre 90 domande. asd. Una però ce l'ho ancora: come si chiama l'abitante delle Antille Olandesi? --Valerio Bozzolan (msg) 18:37, 23 giu 2018 (CEST)
Antille: Antillano, Antille Olandesi... Antillano olandese?[senza fonte] --Titore (msg) 19:11, 23 giu 2018 (CEST)

Drakemall[modifica wikitesto]

Trovate affidabile Drakemall? Mi posso fidare a registrarmi? --5.169.180.33 (msg) 16:09, 24 giu 2018 (CEST)

Se la loro politica non ti vieta di usare una e-mail temporanea, e nome Paolino Paperino, io non ci vedo niente di male in registrarsi... asd... (a parte il fatto di dover abilitare JavaScript, dato che questo sito non funziona senza... ma questo spero non ti interessi molto... asd) --Valerio Bozzolan (msg) 18:55, 24 giu 2018 (CEST)
Non ho esperienza diretta e il tutto potrebbe essere un equivoco ma.. su mywot non ha nessun risultato, neanche negativo in realtà, la sua app https://chrome.google.com/webstore/detail/drakemallcom/dhbagjfibcbffnlplgmdhpoojgkapbab ha un pugno di recensioni, è soprattutto dichiara di essere associato amazon senza uno straccio di link quando non compare nei venditori di amazon https://www.amazon.com/gp/search/other/ref=sr_in_D_-2?rh=i%3Aappliances%2Cn%3A2619525011&page=2&pickerToList=enc-merchantbin&indexField=D&ie=UTF8&qid=1529859454. Quindi io personalmente eviterei. Tieni presente che se acquisti extra ue devi pagare l'iva e a seconda del prezzo anche i dazi, entrambi applicati al prezzo di vendita oltre le commissioni della carta di credito se è intitolata in euro--Pierpao.lo (listening) 19:04, 24 giu 2018 (CEST)

Combinazioni possibili del sudoku[modifica wikitesto]

Il sudoku: griglia di 81 caselle, suddivisa in 9 sottogriglie di 9 caselle, nelle quali si inseriscono i numeri da 1 a 9 senza che lo stesso numero si ripeta in una colonna, in una riga o in una sottogriglia.

Quante possibili combinazioni di sudoku possono esistere, e soprattutto come si calcola tale numero?


--79.51.154.209 (msg) 16:24, 26 giu 2018 (CEST)

3.546.146.300.288. Se te la cavi con l'inglese, qui è spiegato nel dettaglio. --Postcrosser (msg) 16:36, 26 giu 2018 (CEST)
In realtà il numero di griglie Sudoku distinte che loro ottengono è 6670903752021072936960 ≈ 6.671×1021: il numero (molto inferiore) indicato da Postcrosser è quello delle griglie "non equivalenti", ossia che non si possono ottenere l'una dall'altra semplicemente ribattezzando i numeri e/o permutando tra loro determinate righe e determinate colonne (da notare che non tutte le permutazioni sono ammesse, altrimenti calcolare quel numero sarebbe molto più facile). Però c'è un fatto strano, relativamente a quel lavoro. È del 2005, ma da allora non è stato pubblicato su nessuna rivista peer-reviewed: è solo disponibile su qualche bacheca elettronica. Quel lavoro, e il risultato ottenuto, sono abbastanza citati in giro, ma per lo più da preprint o articoli divulgativi: a parte lavori in giapponese che non ho idea di che siano, l'unico lavoro pubblicato che li cita sembra essere questo, in cui il risultato è solo menzionato ma non è riottenuto in alcun modo (questo articolo, a sua volta, non è citato da nessuno, se non dal medesimo autore in altri quattro suoi lavori). Questo per dire che è ben possibile che gli autori abbiano fatto i conti giusti e il numero sia proprio quello: ma se avessero sbagliato qualcosa nell'impostazione (la loro presentazione non è un capolavoro di rigore, diciamo), è anche possibile che nessuno se ne sia accorto. Io darei quel numero per sicuro solo se trovassi qualche altro autore che l'abbia ottenuto indipendentemente.
Beninteso, quello è il numero di griglie completate: quando uno trova un Sudoku da fare, contiene solo una parte dei numeri da collocare. Una domanda che ho sempre trovato interessante (chissà se l'Oracolo sa rispondere?) è: "come si può stabilire se un problema Sudoku, ossia una griglia con solo parte dei numeri indicati, ha una soluzione unica?". Ad esempio, nei problemi Sudoku di regola manca del tutto una delle nove cifre: se ne mancassero due, è ovvio che la soluzione non sarebbe unica. Qualcuno ha formulato un "teorema di unicità"? Immagino di no, altrimenti il conto del numero di griglie possibili si potrebbe fare in maniera più semplice... --130.192.155.254 (msg) 17:45, 26 giu 2018 (CEST)

Lygie[modifica wikitesto]

come risaputo fino agli anni 50 del secolo scorso le squadre di ciclismo professionistico erano emanazione diretta del costruttore della bicicletta___ poi anche qui subentrò la pubblicità tramite sponsorizzazione e si persero quindi antichi e mitici march___di alcuni di essi si riesce a ricostruire l'etimologia, proprio grazie a Internet________per esempio ARBOS (crasi di ARMANI e BOSELLI)____ viceversa non si trova alcun riscontro circa l'altrettanto gloriosa LYGIE fondata da ALFREDO SIRONI nel lontanissimo 1905_____per vaga ipotesi (avvalorata dal fatto che Sironi si riforniva in Francia) potrebbe trattarsi di termine botanico o geografico francese di origine greca______spero vivamente in qualche appassionato di linguistica e due ruote.

--79.54.169.117 (msg) 15:55, 27 giu 2018 (CEST)

dei germanici[modifica wikitesto]

gli dei germanici hanno vari nome a seconda della lingua, è solo una differenza di nome o ci sono altre differenze come tra Giove romano e Zeus greco? --93.61.55.121 (msg) 17:11, 27 giu 2018 (CEST)

Ci sono differenze a seconda del luogo e persino a seconda dell'epoca. Come faceva notare Marija Gimbutas, prima delle grandi migrazioni (Völkerwanderung) tra il III e il V secolo, l'iniziale struttura mitologica delle popolazioni abitanti l'europa continentale, basate sull'agricoltura e dove la Terra aveva un ruolo fondamentale, si rifaceva ad un'organizzazione matriarcale dove le varie divinità femminili, rappresentavano i vari componenti della natura. Successivamente vi fu uno sviluppo su formato patriarcale dove molte delle divinità femminili persero influenza. Andando tra le fonti primarie, anche Tacito nel De origine et situ Germanorum, del 98 d.C. segnalava la preminenza delle divinità femminili. Col Völkerwanderung e l'arrivo di popolazioni basate sulla raccolta, caccia e pesca (e pastorizia), i vari numen della Madre Terra lasciarono posto a divinità maschili. Quali?
Per adesso limitiamoci SOLO alle varie manifestazioni dei ben noti Odino e Thor. La figura del Grande Padre (o meglio, del protoindoeuropeo *Dyēus Ph2ter, il Padre Cielo luminoso, corrispondente al sanscrito Dyaus(-pitā) e al greco Zeus) è presente in praticamente tutte le popolazioni germaniche, ma la sua manifestazione e preminenza variava leggermente da tribù a tribù. Oltre il suo aspetto di Grande Padre degli Dei e di Demiurgo, le varie popolazioni enfatizzavano le sue funzioni di Giudice delle anime dei morti (funzioni spesso collegate alla Terra), oppure, quella di Dio della Guerra, quest'ultima funzione a volte demandata a suo figlio. Persino alla domanda secca "Odino è il Dio del Cielo o della Terra?" non si può rispondere, in quanto alcune popolazioni (alcune baltiche) era il primo, in altre il secondo (causa la sua funzione ctonia psicopompa), ma nella grande maggioranza nessuno dei due. Come caso estremo, tra i romani abbiamo in contemporanea un Dis Pater, divinità assolutamente ctonia e un Iu(piter) assolutamente celeste. Tornando ai Germanici, il Dyēus Ph2ter diventa Diẽvas, Dievs, Occopirmus, oppure Wotan/Odino a seconda delle popolazioni, la cui importanza però era occasionalmente offuscata da Perun/Perkūnas/Thor, spesso descritto come suo figlio, divinità guerriera associata al Tuono e spesso "più vicino agli uomini". Anche volendo stare solo tra i norreni, verso il X secolo in Norvegia era più popolare la figura di Odino, in Islanda quella di Thor, eppure l'Islanda fu colonizzata solo pochi decenni prima da coloni norvegesi. Poi, abbiamo diverse forme di fusione tra le due divinità padre-figlio. Esempio il gemanico orientale Stribog e l'estone Tharapita, corrispondente a Taara (che però non è una divinità germanica a tutti gli effetti, fondendosi a sua volta con Ukko, il cui attributo principale era il martello Ukonvasara, tipico della divinità del Tuono) che anche la radice del nome richiama Thor, ma che presso diverse tribù estoni era la divinità del Cielo. Quest'ultima divinità (quella del Cielo), nonchè quella di Padre degli Dei e di Demiurgo, è talvolta è propria di Svarog, che non ha molti punti in comune con Wotan/Odino, come del resto, in altre tribù la funzione del Dio della Guerra per eccellenza non è svolta da Thor, bensì da Týr. Basta spostarsi un po', andare nella tribù accanto, e le funzioni delle divinità potevano cambiare.
Ebbene. Se questa è la variabilità delle varie manifestazioni di Odino e Thor, prova solo ad immaginare quanto potrebbero essere variabili i pantheon tra le varie popolazioni germaniche per quanto riguarda le divinità minori, divinità delle quali però disponiamo di poche fonti primarie (e non di rado costituite dagli scritti di cronisti cristiani, spesso non particolarmente interessati a ricostruire nel dettaglio le funzioni e le relazioni tra i vari dèi pagani) . --Skyfall (msg) 13:33, 29 giu 2018 (CEST)
quindi non e vero che c'è più uniformità degli dei germanici tra le varie tribù rispetto a gli dei greci tra le varie polis.--93.61.55.121 (msg) 16:25, 29 giu 2018 (CEST)
Aspetta. Io ho evidenziato c'è una certa variabilità. Da qui a stabilire se c'era più variabilità tra i Greci e i Germanici non è cosa facilissima, anche per la estrema scarsità di informazioni presso alcune popolazioni. A scuola spesso si insegna la mitologia greca rifacendosi alla Teogonia di Esiodo, ma sappiamo benissimo che c'erano diverse altre teogonie. Persino nella stessa Atene, se si includono i Culti Orfici, potevano esserci delle interpretazioni del Divino molto diverse. Spostandoci nelle polis e andando per il mondo greco nella sua accezione estesa (es. includendo Alessandria d'Egitto, fondata dai Tolomei e di origine greca, ma punto di convergenza di moltissime religioni) allora la variabilità diventa notevole. Invece, di certi popoli germanici si sa poco o nulla. In tutti i popoli germanici, anche nella loro accezione piu completa, l'unica opera che riunisce, organizza e spiega i miti del inn forni sidr (il costume antico, spesso non c'era neanche un termine per indicare quello che i cristiani definivano con spregio paganesimo,) è la monumentale Edda di Snorri Sturluson (sarebbero due opere di autori diversi, ma l' Edda in prosa include quasi tutta l' Edda poetica ed entrambe trattano solo i miti norreni). Tutte le saghe, poemi e frammenti rinvenuti, anche non norreni vengono letti ed interpretati usando come riferimento l' Edda (un esempio, il Canto della schiera di Igor, la quale è variaga, scritta a migliaia di chilometri dall'Islanda). Ma per il fatto che mancano fonti non significa che c'era uniformità. Abbiamo in effetti molte fonti, ma sono assolutamente frammentarie, che cerchiamo di incastrare tenendo come riferimento l' Edda, spesso forzatamente. Ad esempio, abbiamo una nota di un comandante romano che riporta che una data popolazione germanica (ora al volo nom mi ricordo quale, ma era proprio nel territorio della attuale Germania) che riporta che la divinità principale era Týr, corrispondente a Marte, quando invece presso le popolazioni attigue si hanno descrizioni piu simili a Thor. È probabile che fosse la stessa divinità, invece nell' Edda sono due divinità ben distinte. Poi, sempre nell' Edda, Odino/Thor sono  ben distinti, eppure il De bello gothico, del V secolo, afferma che:

« gli slavi riconoscevano un unico dio, creatore del fulmine, solo padrone dell'universo, a cui venivano sacrificati bestiame e uccelli di diverso tipo »

Notare come mettesse assieme gli Slavi con i Goti. A volte nemmeno l' Edda da possibili tracce di interpretazione (per quanto fuorivanti). Ad esempio, nel 1249 il Trattato di Christburg (un commentario su come procedeva la cristianizzazione forzata della Polonia e dei paesei Baltici), riporta che i Pruzzi adoravano Curche, durante le cerimonie per il raccolto. Non ci sono altri riferimenti. Ebbene, ci sono svariate ipotesi su chi possa essere questo Curche, portate avanti da studiosi appoggiandosi a considerazioni etimologiche, residui nel folklore locale, frammenti in opere più tarde e cosi via, giungendo alle conclusioni più disparate (e decisamente contrastanti).
Dal mio punto di vista personale, osservo che, se adottiamo una nozione in senso lato di popoli germanici, come fa il Monumenta Germaniae Historica e includiamo tutte le popolazioni dai variaghi ai norreni, dai slavi occidentali ai franchi ai baltici, allora includiamo tante di quelle popolazioni che necessariamente il complesso dei miti sviluppati sarà stato molto piu variegato di quello greco. Se ci limitiamo a guardare il complesso dei miti pervenuti (e in piu li interpretiamo tutti usando solo un metro, quello stabilito da Sturluson nella sua Edda), oppure adottiamo una nozione in senso stretto di gemanici (solo quelli orginari della Germania del nord), allora il complesso dei miti greci pare più variegato. --Skyfall (msg) 17:25, 29 giu 2018 (CEST)

Alternative CSS a <div align=center>[modifica wikitesto]

cb La discussione proviene dalla pagina Aiuto:Sportello informazioni.
– Il cambusiere --Lepido (msg) 20:05, 27 giu 2018 (CEST)


Salve, che voi sappiate esiste un'alternativa CSS al comando sopra citato? (<div style="text-align:center"> funziona per l'appunto solo per testi e immagini e non ad esempio per tabelle, e i vari margin:auto se inclusi in un <div> non hanno effetto, perché appunto riguardano ciò che sta fuori dall'area delimitata dal <div>, e non ciò che sta dentro, senza contare che di default i <div> occupano in larghezza il 100% della pagina, per cui...).

Grazie in anticipo a chi mi sapesse fornire indicazioni utili (anche se sono un po' pessimista al riguardo), --╰CORSA╮ 19:38, 27 giu 2018 (CEST)

Ciao, ti ho spostato "di qua" perché probabilmente l'Oracolo è più consono per questo genere di domande. Non so se ho capito bene che cosa vuoi ottenere, se il tuo scopo è di centrare delle tabelle, puoi usare il codice:
<div style="text-align: center">
	<table border="1" width="100" style="margin-left:auto; margin-right:auto;">
		<tr>
			<td>Tabella</td>
		</tr>
	</table>
</div>
codice che dovrebbe essere cross-browser. --Lepido (msg) 20:05, 27 giu 2018 (CEST)
[@ Corsaiolo], non so se è quello che intendevi, ma quando crei una tabella devi inserire {| class="wikitable" style="font-size:90%;width:50%;text-align:center;" dove il parametro width da appunto la larghezza della tabella. Invece inserendo {| class=wikitable  align=right … il parametro align determina la posizione della tabella. Ti lascio comunque la pagina guida, scritta in simple english qui. Per altri dubbi chiedi pure. --Sboccia (msg) 20:08, 27 giu 2018 (CEST)
No no quell'esempio non va bene, perché il centraggio della tabella nella pagina è appunto dato da margin-left:auto + margin-right:auto, e non dal text-align:center contenuto nel div, il quale centra solo il testo all'interno della tabella in esso compresa, perché per l'appunto (dato il nome) è un comando che ha effetto solo sul testo (e sulle immagini), e non su oggetti come possono essere tabelle o template che generano tabelle.
Il fatto è che mentre ad esempio il comando width= ha il suo corrispettivo in style=width:, bgcolor= in style=background:, e persino valign= in style=vertical-align:, il comando align= (soprattutto nella sua "declinazione" center, perché l'allineamento a destra o a sinistra può anche essere ottenuto usando ad esempio float:right e float:left, o simili) a quanto mi risulta è l'unico comando a non aver corrispettivi esatti fra i CSS, e trovo la cosa francamente sorprendente, dato che si tratta di uno dei comandi più usati in assoluto.
Quello che gli si avvicina di più è il già citato style=text-align:, che però come detto ha effetto unicamente su testo e immagini, a meno certo di non voler ricorrere all'ancor più vetusto <center>...</center> (che comunque non è un CSS), il che sarebbe un bel controsenso, senza contare che, se non sarà più supportato il <div align=center>, con tutta probabilità non sarà più supportato neanche quest'ultimo.
Sto parlando del fatto - magari mi smentirete, e sinceramente, date queste premesse, lo spero - che wikipedia si sta preparando a passare alla piena compatibilità con lo standard HTML5, all'interno del quale >>a quanto pare<< il <div align=center> non risulta essere supportato, e perciò mi chiedo: come lo si sostituirà? (nei casi appunto in cui non si possano inserire i comandi margin-left e margin-right nell'incipit di una tabella, per il fatto ad esempio che quella tabella è generata da un template) (sto pensando al template {{Colonne}}, ma è una cosa che potrà riguardare qualsiasi template che non misuri in larghezza il 100% della pagina)
Come si agirà? Si dovrà andare a dotare ognuno di questi template di un'opzione di centraggio "interna", dato che a quanto pare centrarlo comprendendolo in un div non sarà più possibile? O esiste come chiedevo un comando CSS di cui non sono a conoscenza che - a differenza di quelli già citati - ricalchi perfettamente l'align=center?
E, in seconda battuta: c'è già chi si occupa di questo problema? (ammesso, come dicevo, che esista, che il passaggio cioè della wiki alla piena compatibilità con l'HTML5 stia effettivamente avvenendo, cosa della quale come dicevo non sono del tutto sicuro) E se sì, sono già state formulate linee guida per bypassarlo/risolverlo?
Questo chiedevo. --╰CORSA╮ 12:19, 28 giu 2018 (CEST)
Oggi il problema non si pone. Un giorno - che potrà essere tra 1 o 10 anni - WMF darà indicazioni su come abbandonare questi attributi e sulle eventuali scadenze. Se l'alternativa sarà solo il CSS, forse saremo costretti a ridurre drasticamente le personalizzazioni in favore dell'uniformità. Tuttavia ora nessuno può conoscere cosa e come accadrà, perché nel frattempo potrebbero essere progettate nuove alternative.--Sakretsu (炸裂) 13:03, 28 giu 2018 (CEST)
Se ti può consolare, il template {{Colonne}} ammette il parametro CSS, quindi la tabella generata può essere aggiustata alla bisogna e nulla vieta di introdurre il parametro CSS in tutti i template che generano tabelle. --Lepido (msg) 13:45, 28 giu 2018 (CEST)
Se un template non è già stato programmato per essere flessibile, probabilmente l'allineamento forzato o costituisce un'anomalia o è una personalizzazione da pagina utente/portale. Però in effetti stavo pensando che banalmente il div potrebbe essere sostituito da una seconda tabella che centri la prima... o sto dimenticando qualche potenziale effetto collaterale?--Sakretsu (炸裂) 15:42, 28 giu 2018 (CEST)
Mah, così su due piedi non me ne vengono in mente, qualcosa forse con alcune tabelle di class=toccolours, ma solo in determinate condizioni, e mai che io sappia cose che stravolgono. Comunque questa mia era più che altro una richiesta esplorativa, perché pensavo che, se non funzionerà più associato al div, l'align=center probabilmente non sarà supportato neanche a sé stante fra i comandi di una tabella. (dotare invece la tabella-contenitore dei o del margin:auto avrebbe alcuni effetti collaterali, come ad esempio annullare il dimensionamento delle cellette della tabella contenuta, qualora questo fosse effettuato in termini percentuali)
(quella presente nel template {{Colonne}} è in effetti più o meno la soluzione cui accennavo, solo che dalla scoperta che in quel template la cosa era già stata risolta in quel modo e questo messaggio son passate 3 o 4 settimane e nel frattempo mi sono dimenticato che proprio in quel template la questione in effetti era già stata risolta in quel modo)
Comunque sia, per sapere, il passaggio di wiki alla compatibilità con HTML5 sta effettivamente avvenendo barra è in programma oppure no? --╰CORSA╮ 18:58, 28 giu 2018 (CEST)
Dopo aver estirpato i tag obsoleti e corretto diversi codici, siamo già passati a dicembre ad HTML5 con WP:RemexHTML. Se però ho capito bene quanto scritto qui, gli sviluppatori hanno lasciato un certo grado di compatibilità con HTML4. Comunque gran parte del lavoro l'abbiamo fatta l'estate scorsa.--Sakretsu (炸裂) 14:48, 29 giu 2018 (CEST)
Capito, grazie dei chiarimenti. Saluti, --╰CORSA╮ 19:55, 29 giu 2018 (CEST)

Differenziale[modifica wikitesto]

Domanda di matematica: Ho letto la voce di Wikipedia Differenziale (matematica) e anche qualche sito, ma non riesco a capire il senso. Da quello che ho capito un differenziale si calcola facendo la derivata della funzione in un punto e piazzandoci davanti un dx. Il che mi sembra senza senso, è come se dicessi che il differenziale di x^2 in x=1 è 2dx, ma che cosa vorrebbe dire 2dx. Sarò asino, però 2dx non mi sembra un valore, ma un calcolo dove si moltiplica il 2 per un valore di dx che non conosco, che poi essendo infinitamente piccolo e tendente a zero è come moltiplicare la derivata per zero, che fa zero. Quindi da ciò che deduco il differenziale è qualcosa che da sempre zero, ma visto che so di non aver capito, caro oracolo, mi sapresti dire anche a grandi linee cos'è un differenziale. So che è una cosa che spiegano in qualsiasi liceo, ma io il liceo non l'ho fatto... Grazie --82.50.27.160 (msg) 13:53, 28 giu 2018 (CEST)

Torna male perché quella notazione usa un paio di "scorciatoie", dettagli che non vengono scritti perché inutili per il calcolo... ma piuttosto importanti per capire cosa sta succedendo. :-)
Partiamo con la funzione di singola variabile f(x). Il suo differenziale, indicato con "df", è anch'esso una funzione, ed è una funzione di due variabili: df(x,h).
Il differenziale risponde alla domanda: di quanto cambia il valore di f se parto dal punto "x" e mi sposto da lì di una quantità (piccola) "h"?
Dividendo e moltiplicando il secondo membro per "h", e considerando che stiamo parlando del limite per h tendente a zero, sbuca fuori la definizione della derivata di f come limite del rapporto incrementale:
Adesso sembrerà che io sia impazzito e che mi complichi la vita per nulla: considero una funzione speciale che chiamo, per il momento, : è una funzione "identità", il cui valore è esattamente il valore della variabile: .
Essendo una funzione come tutte le altre, per quanto semplice, anche di questa ha senso chiedersi quale sia il differenziale:
Quindi il differenziale di è una funzione il cui valore è sempre pari allo spostamento "h", indipendentemente dalla posizione "x" di partenza. E proprio per questo motivo, adesso lo uso al posto di "h" nella formula del differenziale di f:
Ed è qui che partono le semplificazioni di notazione:
  • Lo spostamento "h" tendente a zero è implicito nel fatto stesso che stiamo parlando di differenziali, ed è sempre necessariamente lo stesso spostamento per tutti i differenziali che compaiono assieme in una stessa formula... quindi si evita direttamente di scriverlo: così facendo, sembra che i differenziali siano funzione di una sola variabile, ma non è vero: sono funzione di due variabili, di cui una non viene scritta solo perché inutile ai fini pratici di svolgimento dei calcoli.
  • Il valore del differenziale della funzione identità non dipende dalla posizione "x", che quindi non viene scritta. Adesso sembra che non sia nemmeno più una funzione, che non dipenda da alcuna variabile e sia semplicemente un numero, ma non è vero: è ancora e sempre funzione di due variabili, solo che una è implicita (h) e l'altra irrilevante (x).
  • E quel puntino che ho sempre usato per evidenziare la distinzione tra la funzione identità e la variabile x, in realtà non viene usato (ma ciò non cambia il fatto che la lettera "x" usata quando si scrive "dx" non è la variabile x, ma la funzione che restituisce la componente lungo le ascisse dello spostamento infinitesimo sottinteso dal differenziale):
L'intera formula, quindi, si interpreta in linguaggio umano come:
«La variazione di valore della funzione f quando mi sposto (poco) dall'ascissa "x" è pari al prodotto tra la derivata di f calcolata in "x" e l'entità dello spostamento.»
Tornando quindi al tuo esempio, hai perfettamente ragione nell'intuire che "2dx" non è un valore: è una funzione dello "spostamento" implicito nel differenziale. Significa che nella parabola x^2, quando ci si sposta (di poco) dal punto di ascissa 1, per ogni "h" di incremento delle ascisse la funzione aumenta di una quantità che possiamo approssimare con "2h". Abbiamo cioè "linearizzato" la parabola negli immediati dintorni del punto di ascissa "1" approssimandola con la retta tangente di coefficiente angolare 2 (che è la derivata della funzione in quel punto).
Purtroppo finché ci si limita a funzioni mono-dimensionali, di una sola variabile, sembra che tutto questo sia solo un'inutile complicazione, un modo assurdo per scrivere qualcosa di facile. La sua vera potenza e comodità si apprezza di più quando si applicano gli stessi ragionamenti alle funzioni di più variabili... ma lì la faccenda si complica un tantinello, e se per caso non hai pratica di derivate parziali rischio solo di aggiungere ulteriore caos. :-) -- Rojelio (dimmi tutto) 15:07, 29 giu 2018 (CEST)


Cosa succede[modifica wikitesto]

Vorrei segnalare che, sulla pagina Speciale:UltimeModifiche, i rollback da parte di rollbacker o amministratori sono state segnalate come non verificate.

All'inizio, ho pensato fosse un bug capitato a caso e l'ho segnalato a [[Discussioni utente:L736E|questo amministratore (la mia segnalazione sta in fondo in una fotografia, ma poi ho scoperto che capitava anche agli altri! Se non mi credete, andate voi su "Ultime Modifiche" ....


--Stupeficium (msg) 09:51, 1 lug 2018 (CEST)

Boh. Forse era meglio segnalarlo in WP:Officina. Comunque grazie--Pierpao.lo (listening) 11:05, 1 lug 2018 (CEST)
Sì, se ne sta già parlando lì. --Lepido (msg) 13:21, 1 lug 2018 (CEST)

Curiosità su IP[modifica wikitesto]

Non ho postato qui la domanda perché la voce tratta l'argomento in senso tecnico, più che statistico (come interessa a me). Noto che gli IP su Wikipedia rientrano tutti nel range da 79 a 95 (tralascio i numeri seguenti): vorrei perciò sapere il numero totale di IP con cui è possibile contribuire, cioè quanti sono dal primo dopo 79. all'ultimo dopo 95. E perché invece alcuni hanno solo un numero prima del . ? Per esempio, gli IP che editano da mobile hanno spesso una sola cifra prima del . (solitamente 1, 2, 3, 5 o 6). Grazie in anticipo. --79.24.19.238 (msg) 21:13, 1 lug 2018 (CEST)

Due dettagli preliminari:
  1. Sono ragionevolmente convinto che tu intenda nello specifico questa Wikipedia, ovvero it.wiki (sulle edizioni in altre lingue trovi altri IP).
  2. Gli IP qui da noi non sono proprio tutti nel range 79-95 (ma sono indubbiamente la maggioranza) e non coprono tutto il range 79-95 (va "a macchie": alcuni prefissi compaiono spessissimo e altri non si vedono quasi mai).
Se la vuoi mettere sul piano statistico, è una banale questione di probabilità condizionata: sulla Wiki in italiano bazzicano prevalentemente utenti che parlano italiano, che sono geograficamente localizzati per lo più in territorio italiano, e la maggior parte dei quali si connette quindi attraverso uno degli operatori telefonici italiani (fisso o mobile che sia). I loro IP, quindi, apparterranno per lo più a uno dei range assegnati a tali operatori. All'interno di quella lista (che di per sé coprirebbe grosso modo l'intera gamma di possibilità), alcuni range sono "più probabili" da incontrare perché hanno "più traffico", ovvero sono utilizzati dai maggiori operatori con il più alto numero di utenti. Come gli operatori distribuiscano i propri clienti tra gli IP a propria disposizione è una questione esclusivamente di loro organizzazione interna, quindi dall'esterno non possiamo fare altro che "osservare" quali vengono assegnati più spesso e quali sono invece riservati a classi particolari di utenza (ad esempio, il fatto che i prefissi "piccoli" sembrino essere assegnati agli IP per dispositivi mobili). Gli IP più comuni di Telecom Italia sono proprio i 79.* e 95.* che citi, ma a parte quello non hanno alcuna significanza speciale. -- Rojelio (dimmi tutto) 12:00, 2 lug 2018 (CEST)

Galleggiare facendo "il morto"[modifica wikitesto]

Caro Oracolo, ti espongo un mio dubbio acquatico

è molto comune vedere in piscina o al mare la gente che fa il morto, galleggiando sul dorso. A quanto pare l'unico pistola che non riesce a farlo sono io. Qualche anno fa, in una discussione a tempo perso in classe col prof di chimica era saltato fuori il fatto che io non so nuotare e nemmeno fare il morto lui mi ha detto "guarda, galleggiare in acqua è facilissimo, sdraiati sul dorso, riempi i polmoni d'aria e metti le gambe sott'acqua, e vedrai che per il principio di Archimede galleggerei facendo il morto". non sono le parole testuali ma il senso è questo. Beh, sta di fatto che nonostante mi sdrai sull'acqua a polmoni pieni e piego le gambe verso il basso il sedere tende lo stesso ad affondare, facendomi ruotare il corpo in posizione verticale. Come faccio a fare il morto in acqua, considerando anche che chi lo fa le gambe mica che le piega verso il basso? In fondo questa è una domanda di fisica --87.14.136.144 (msg) 15:00, 2 lug 2018 (CEST)

In attesa che un oracolo pienamente titolato come tale esprima il suo verdetto, pongo questa mia osservazione tratta dalla mia esperienza personale: moltissimi anni fa, quando ero uno studente universitario e quando ancora le certificazioni e abilitazioni varie per i corsi in palestra & similari non hanno cominciato a complicarsi e costare un capitale, anche io frequentai un corso di insegnante acquagym in quanto la palestra che frequentavo mi aveva chiesto se facessi alcune lezioni. Una volta durante il corso, quando facevo il morto, l'insegnante richiamò l'attenzione di tutti su di me: le mie gambe effettivamente affondavano. Effettivamente avevo delle gambe abbastanza muscolose non avevo un filo di grasso in tutto il corpo. Quasi tutte le altre del corso invece erano donne, quasi tutte con con un po' di ciccia nelle gambe o nei fianchi. Gli altri due maschi in quel corso invece non avevano i muscoli che avevo io nelle gambe. Ero l'unico che galleggiava da morto in quella posizione strana (probabilmente per il bassissimo rapporto grasso/(massa ossea+massa muscolare), dalla quale dipende appunto la densità). Un'altra cosa particolare e che mi indispettiva, era che la mia linea di galleggiamento era molto bassa. Se messo in verticale senza muovermi, l'acqua mi arrivava alla fronte; se espellevo aria dai polmoni, affondavo. A mio cugino, 130 chili, la linea arrivava al collo (tipo boa). Ora sono passati molti anni, sono ingrassato, con meno muscoli nelle gambe (e ho pure un principio di osteoporosi nelle ossa, quando invece, in una MOC (DEXA) che feci a 22 anni, risultava che avevo una densità ossea superiore alla norma), ma ho notato che la mia linea di galleggiamento è salita, portandosi a un livello più comune. --Skyfall (msg) 15:27, 2 lug 2018 (CEST)
(conflittato) Be' la densità media del corpo umano è di poco inferiore a quella dell'acqua quindi se i polmoni sono pieni d'aria di norma si tende a galleggiare. Si galleggia meglio facendo "il morto" perchè quella è la posizione che offre una maggiore superficie su cui viene esercitata la spinta dovuta al principio di Archimede. Ci sono però due cose da dire: 1) è molto più facile farlo al mare rispetto alla piscina o ad un lago, perchè l'acqua salata ha una densità maggiore e quindi il peso del volume di fluido spostato è maggiore. 2) i muscoli pesano più del grasso. Per cui se ad esempio hai un corpo asciutto e muscoloso galleggerai più difficilmente rispetto a chi - a parità di volume del corpo - ha meno muscoli e più grasso. --Postcrosser (msg) 15:36, 2 lug 2018 (CEST)
Avvertenza
Alcuni dei contenuti riportati potrebbero generare situazioni di pericolo o danni. Le informazioni hanno solo fine illustrativo, non esortativo né didattico. L'uso di Wikipedia è a proprio rischio: leggi le avvertenze.

. :-D --Flazaza (msg) 16:46, 2 lug 2018 (CEST)

Gravitazionale universale e fusioni spontanee[modifica wikitesto]

Salve, Mi stavo chiedendo, secondo la legge di gravitazione universale due corpi si attraggono con una forza inversamente proporzionale alla loro distanza. Cosa impedisce quindi a due atomi molto vicini l'un l'altro a non attrarsi al punto da fondersi spontaneamente?


--Fab1can (msg) 13:28, 5 lug 2018 (CEST)

La carica dei nuclei. Gli atomi sono composti da un nucleo positivo con intorno una nube elettronica negativa, quando due atomi sono messi in relazione tra loro, le nubi elettroniche si respingono tra loro, così come i nuclei, mentre la nube di uno tende ad attrarre il nucleo dell'altro. Di conseguenza due atomi li puoi avvicinare, però arrivi ad un certo punto che la forza di repulsione dei nuclei è prevalente.--87.9.209.87 (msg) 13:45, 5 lug 2018 (CEST)
Come si può calcolare questa forza repulsiva in funzione della distanza? Esiste una formula? --Fab1can (msg) 14:40, 5 lug 2018 (CEST)

Certo, è la Legge di Coulomb, dove . F è la forza, k è la costante di Coulomb (8,99*10^9), d è la distanza tra le cariche e q1 e q2 sono i valori delle cariche in Coulomb. Se le cariche sono dello stesso segno la forza è di tipo repulsivo, se di segno opposto la forza è di tipo attrattivo. Ti accorgerai che la formula è quasi identica alla legge di gravitazione universale, a parte l'utilizzo delle cariche al posto della massa e la costante--87.15.144.64 (msg) 15:15, 5 lug 2018 (CEST)

Ragioni dell'oscuramento[modifica wikitesto]

Buonasera a tutti: rientro ora dopo due giorni di assenza perché non ho potuto editare nel sito a causa di un advertising enorme riguardo una legge che si starebbe firmando al parlamento europeo... o qualcosa del genere. Alla fine com'è andata? Presumo bene, ora che l'oscuramento è sparito.--Gybo 95 (msg) 21:27, 5 lug 2018 (CEST)

Il voto è stato rimandato a settembre --Postcrosser (msg) 21:48, 5 lug 2018 (CEST)
Vuol dire che a settembre ci sarà un altro oscuramento? :(--Gybo 95 (msg) 21:55, 5 lug 2018 (CEST)
A settembre saranno costretti a revisionare la proposta. Dipenderà dal risultato, ma ovviamente si spera che non ce ne sarà bisogno.--Sakretsu (炸裂) 23:22, 5 lug 2018 (CEST)

esiste un cavo così??[modifica wikitesto]

Vorrei collegare un dispositivo con uscita scart al computer con uscita usb? é possibile?


--El Nick Dica, dica, dica 20:35, 7 lug 2018 (CEST)

Dipende da che dispositivo si tratta. Se intendi "hardware", ne esistono anche via collegamento USB (stampanti, monitor, mouse ecc.).--Gybo 95 (msg) 20:53, 7 lug 2018 (CEST)
Esiste e sarà presto in mio possesso--El Nick Dica, dica, dica 09:48, 8 lug 2018 (CEST)
Non so... tutto è possibile a questo mondo, ma ho purtroppo il sospetto che andrai in contro ad una grande delusione. --Lepido (msg) 10:30, 8 lug 2018 (CEST)
In un certo senso si, ma non è un normale cavo "passivo". La scart è uno standard di connessione analogico, l'usb invece è digitale, quindi per interfacciare due periferiche con tali standard occorre un vero e proprio dispositivo di campionamento digitalizzazione. Possono avere anche l'aspetto di un cavo con un grosso "nodo"; quest'ultimo è la periferica di conversione vera e propria. Sono anni che non li vedo in commercio. Cercandoli si troveranno ancora, ma tali lavori si fanno solo se la sorgente è già analogica (tipo se hai un vecchio video di un battesimo su una videocassetta VHS) perché se invece è digitale sarebbe da evitare. Riprodurre un segnale video da digitale in analogico e poi digitalizzarlo di nuovo finisci col perdere di qualità.--Skyfall (msg) 21:25, 8 lug 2018 (CEST)
Grazie Skyfall e tutti quelli che mi hanno risposto--El Nick Dica, dica, dica 20:53, 9 lug 2018 (CEST)

Potenze dell'Asse[modifica wikitesto]

Non riesco a capire se la sconfitta delle potenze dell'Asse nella Seconda guerra mondiale fu determinata dalla loro intrinseca debolezza (pochi territori controllati con poche colonie, poca manodopera e poche risorse) o dai clamorosi errori commessi (l'attacco all'URSS prima della resa inglese, la mancata occupazione di Malta, l'abbandono dell'Iraq e del suo petrolio in mano agli inglesi ecc.)--Villasfracelli (msg) 13:57, 8 lug 2018 (CEST)

Non è facile rispondere, e nei quadrilioni di tonnellate di bibliografia scritta sulla seconda guerra mondiale si può leggere tutto, il contrario di tutto e il contrario del contrario di tutto.
Tentando di essere sintetici, e senza la pretesa di dire cose inaudite (ma comunque con una dose di POV personale), si può sostenere questo: fatta eccezione per l'errore degli errori dell'Asse (cioé iniziare la guerra, o almeno iniziarla nel 1939 e non nel 1942/1944 come inizialmente preventivato), più o meno gli errori militari e politici dei due contendenti tendono a compensarsi a vicenda e non risultano determinati in modo assoluto. Gli errori di Stalin e dei generali sovietici nei primi mesi dell'invasione tedesca provocarono gravissimi danni all'URSS, ma anche i generali americani avevano i loro momenti no (Kasserine il più noto, ma anche l'operazione Torch ebbe dei momenti tragicomici che rimasero più comici che tragici perché i francesi combatterono poco e svogliatamente) e i britannici non furono da meno (anche qui, qualche caso arcinoto: il ritiro di truppe dal fronte libico all'inizio del 1941, quando la strada per Tripoli era quasi aperta, per inviare un corpo di spedizione ad aiutare la Grecia, con il solo risultato di produrre un'altra Dunkerque nei Balcani e prolungare di un paio d'anni la guerra nel Nordafrica; e l'invio delle navi della Force Z a Singapore nella pia illusione che la presenza di un paio di corazzate nello scacchiere asiatico potesse scoraggiare il Giappone dall'entrare in guerra, per sua stessa ammissione il peggior errore commesso da Churchill). Centinaia di autori hanno provato a ipotizzare cosa sarebbe successo correggendo alcuni dei più grossolani errori strategici commessi dalla dirigenza dell'Asse e cambiando il corso degli eventi: nel 90% di queste ipotesi, la durata della guerra viene prolungata di alcuni anni ma il suo risultato finale non cambia.
Fondamentalmente, così come la prima guerra mondiale fu una guerra di uomini (vinse chi arrivò a gettare in battaglia il maggior numero di uomini, perché le differenze tra i vari schieramenti in fatto di armamenti non erano elevate), la seconda guerra mondiale fu una guerra di materiali: vinse chi arrivò a gettare in battaglia la maggior quantità (e qualità) di armamenti. E in questo gli Alleati godevano di una superiorità schiacciante: le industrie sovietiche ma soprattutto americane potevano produrre quello che volevano, nella quantità che volevano e portarlo ovunque i loro governi volessero; il maggior sforzo esercitato dall'Asse per spezzare questo stato di cose (la campagna tedesca contro il traffico mercantile in Atlantico e nell'Artico) fu alla fine sconfitto dalla superiorità materiale degli Alleati (i cantieri americani potevano varare più navi di quante i tedeschi potessero affondarne, tenendo quindi aperte le rotte di rifornimento per far arrivare le armi dove ce ne era bisogno). Il dato quantitativo alla fine prevalse pure su quello qualitativo: verso la fine della guerrai tedeschi potevano contare su armamenti tra i più tecnologicamente avanzati del mondo, ma quando il rapporto era di un carro armato tedesco contro dieci carri armati sovietici o americani il risultato finale era scontato. --Franz van Lanzee (msg) 16:54, 8 lug 2018 (CEST)

Due domande di matematica[modifica wikitesto]

Scomposizione polinomio[modifica wikitesto]

Ringrazio chi mi aiuterà a far chiarezza su questo dubbio...
Ho letto che un polinomio è sempre possibile risciverlo come B(x)*Q(x)+R(x)=A(x). Ho altresì letto il teorema del resto e ho visto che Ruffini (la regola) discende da esso. Tuttavia non capisco se discenda da questi teoremi anche il fatto che trovate due radici di un polinomio di secondo grado allora tale polinomio è riscrivibile come (x-a)(x-b). In un certo senso capisco che sia correlato, infatti trovate le radici ciascuna di esse sono un numero reale che annulla tale polinomio e per il teorema di ruffini dato che si annulla in a e b allora A(x) è divisibile per (x-a) e (x-b).
Questo vuol dire che (x-b)*Q(x)+0=A(x)
e che (x-a)*Q'(x)+0=A(x),
però chi mi assicura che Q(x) non sia ad esempio della forma (x-a)*M(x) oppure (x-a)+M(x) e chi più ne ha più ne metta.
E identicamente per Q'(x) che non sia (x-b)+M(x) ma sia invece proprio solo (x-b)? --31.157.232.219 (msg) 16:44, 9 lug 2018 (CEST)

La tua intuizione è corretta, e sembra non tornare perché hai commesso un piccolo ma fondamentale errore nel trarre le tue conclusioni sulla scomposizione. Se un polinomio A(x) (di qualsiasi grado dal 2 in su) si annulla per x=a e x=b, allora quello che puoi dire con certezza è che può essere riscritto come A(x)=(x-a)(x-b)M(x). È inoltre garantito che il grado di un prodotto di polinomi è pari alla somma dei gradi dei singoli fattori: M(x) è di grado "due in meno" del grado di A(x).
Siccome hai imposto che A(x) sia di secondo grado, il tuo M(x) deve essere di grado zero, ovvero una qualche costante reale "k"... ma nessuno ha detto che tale costante debba essere proprio "1", e infatti in generale non lo è. Se svolgi il prodotto k(x-a)(x-b) risulta rapidamente che "k" è il coefficiente del termine di grado massimo del prodotto (ovvero il coefficiente di x², in questo caso), il cui valore non hai imposto.
La scomposizione di polinomi (a coefficienti reali) risulta essere "unica", univocamente determinata, solo se imponi che tutti i fattori di grado non zero abbiano coefficiente "1" al termine di grado massimo (ovvero, in gergo, che siano polinomi mònici). Se non lo fai, avresti infinite combinazioni, tutte perfettamente valide, tra cui scegliere in totale arbitrio: (x-a)(x-b) = (x/2-a/2)(2x-2b) = (x/3-a/3)(3x-3b)... -- Rojelio (dimmi tutto) 22:16, 9 lug 2018 (CEST)
Wow, ora sì che mi è chiaro. Davvero grazie mille --31.159.219.1 (msg) 11:32, 10 lug 2018 (CEST)

L'annosa questione delle potenze ad esponente fratto[modifica wikitesto]

Mi piacerebbe chiedere una seconda e ultima curiosità, in realtà del tutto scorrelata alla prima, però non essendo matematico non homai avuto modo di fugare il dubbio.
Ricordo molto bene che le potenze ad esponente fratto creano grandi problematiche legate al fatto che se la base fosse negativa si creerebbero assurdi. Un esempio è: (-2)^(2/6) che se semplificate porterebbe a (-2)^⅓ che è ben diverso.
Convenzione comune è quella di non dare significato.
Il problema però mi nasce quando si applica la derivazione, ad esempio: per derivare (x-1)^⅓ applicando la regola si arriverebbe ad avere:-1/3((x-1)^(-2/3)) e spesso si "gioca" con questi esponenti. Ad esempio se a numeratore avessi qualche termine del genere (x-1)^n si cerca di scriverli sotto la stessa base. A questo punto, in questi casi, si decide di accettare l'esponente fratto per un dominio (di x-1) che assume anche valori negativi (infatti x assume valori nei reali).
A questo punto mi chiedo: ma quali operazioni sono fattibili e quali no? Sicuramente non si possono semplificare gli esponenti, però rimane valido il sommare esponenti se si moltiplicano (x-1)^m*(x-1)^n come proprietà delle potenze.
E ad esempio un altro dubbio potrebbe essere, (x-1)^(2/3) scrivere: ((x-1)^(2))^(1/3) è perfettamente identico a scrivere ((x-1)^(1/))^(2); cosa che non rimarrebbe vera per (x-1)^(2/6), varrebbe infatti solo ((x-1)^2)^(1/6), cioè è da intendere solo con lettura in ordine:"prima numeratore e poi denominatore dell'esponente.
Insomma, ho un po' di confusione in mente. Grazie ancora. :) --31.159.219.1 (msg) 11:32, 10 lug 2018 (CEST)

Premessa: ma perche' ti sei complicato la vita a scrivere sempre (x-1) invece di x? Giuro che non e' quel "-1" a fare la benche' minima differenza. XD
  • Esatto, per evitare strane questioni con segni che si alternano, radici di ordine pari o dispari e robaccia cosi', si decide una volta per tutte che queste funzioni esistono e hanno significato solo quando la base e' non-negativa.
  • A parte un errore di segno, la derivata e' corretta (, ovvero ) e non ha nulla di strano: la funzione di partenza esisteva solo per x non-negativo, e la sua derivata pure (beh, piu' precisamente la derivata esiste per x proprio positivo, non nullo: x=0 annullerebbe il denominatore, e infatti la radica cubica ha in zero tangente verticale). Tutto torna.
  • La frase successiva non pare avere senso compiuto, quindi fatico a dire in quale punto del ragionamento, che non riesco a ricostruire, esci dal seminato. Le operazioni tra potenze frazionarie della stessa base seguono le stesse solite regole delle potenze a esponente intero: il prodotto comporta la somma degli esponenti, il quoziente la loro differenza, e una potenza di potenza il prodotto degli esponenti. Sono tutte operazioni che hanno la stessa base (da dove hai tirato fuori "lo stesso esponente"?) e il cui risultato e', di nuovo, una potenza della stessa base, e quindi tutti i pezzi del calcolo sono perfettamente concordi riguardo al dominio in cui l'espressione ha significato: dove la base, comune a tutti, e' non-negativa. Mai in nessun momento mi risulta che un'operazione induca ad estendere il dominio oltre il lecito; se hai esempi del contrario, scrivili.
  • "Semplificare gli esponenti" non e' un'operazione matematica, ma qualcosa che fai "meccanicamente" per risolverne una (ad esempio, "semplificare il 2 con il 2" in e' una manipolazione meccanica della scrittura, usata per risolvere la vera operazione "prodotto tra frazioni"). Tu escludi categoricamente che si possa fare, ma se non dici di quale operazione parli e' impossibile determinare cosa significhi "semplificare gli esponenti" in quel contesto e se davvero sia o meno un metodo risolutivo legittimo per quell'operazione.
  • L'ordine di valutazione e' irrilevante (la "potenza di potenza" e' commutativa). Hai arbitrariamente affermato come auto-evidente che (che e' vero), ma , ma non hai detto la parte importante: perche' sei cosi' sicuro che non siano equivalenti. Ovvero, tanto per dirne una, anche solo un singolo valore di "x" per il quale quelle due espressioni darebbero, a tuo avviso, risultati diversi. -- Rojelio (dimmi tutto) 13:48, 10 lug 2018 (CEST)
Rispondo per punti così da mantenere l'ordine.
Re-premessa: perché sono stupido XD, hai ragione. Forse perché mi ero fatto un esempio del genere e mi era rimasto in testa x-1
2)Sono d'accordo quando dici che è definita per x strettamente maggiore di zero (proprio perché ha esponente fratto). Tuttavia io stavo immaginando di voler derivare la radice cubica di x, questa è definita per x qualunque nei reali. Ed è qui che nascono poi tutte le elucubrazioni, perché per derivarla si va proprio ad impostare la regoletta mnemonica sfruttando le potenze con esponenti fratti non considerando che per convenzione si è deciso di non darne senso per basi negative. Ma come dicevo la f(x)=radice cubica di x ha dominio in tutto R (in uno studio di funzione con radice cubica ricordo, ad esempio, di non aver mai imposto un dominio positivo, e quando andavo a studiare la derivata prima aveva senso considerarla anche per x nei reali negativi).
Non ho infatti capito quando dici (, ovvero ) in realtà non sono la stessa funzione, mi sembra limitante definire una radice cubica solo per i positivi, sbaglio?
Tutti i problemi sorgono dal punto 2 a cascata.
4)Anche qui (come nel punto successivo) intendevo semplificare non ha senso se la base fosse negativa, ha perfettamente senso (dando lo stesso risultato) se la base è positiva.
5)Per l'ultimo punto in realtà intendevo dire che non sono equivalenti le due espressioni nel momento in cui x sia negativa (e quindi si torna al punto 2).
Direi che il dubbio è tutto incernierato su quel passaggio in cui affermavo che per derivare una radice cubica (che ha dominio anche nei reali negativi) si va a considerare la regoletta di derivazione impostandola come una potenza con esponente fratto non curandosi del fatto che la radice cubica ha in realtà senso per x<0 ma la notazione con esponente no.
Quindi il risultato della "regoletta" di derivazione mi porta ad avere a sua volta una x elevata a frazioni e questo mi crea i dubbi, perché devo stare attento da lì in avanti a non cascare nel tranello "semplificazioni", perché ho una base negativa (lo era fin dall'inizio per il dominio), "sommare esponenti" ecc. --31.159.219.1 (msg) 15:48, 10 lug 2018 (CEST)
Credo che a questo punto tu possa aver notato un pattern: va tutto a meretricio ogni volta che tenti di allargare il dominio di alcune radici (quelle dispari) al semi-dominio negativo. Lo percepisci (comprensibilmente) come uno spreco, ma in realtà è il prezzo da pagare per poter effettuare in totale libertà e con la garanzia che funzionerà sempre la "conversione" da rappresentazione "a radici" a rappresentazione "a esponenti frazionari": sono due diverse notazioni per un set di operazioni, che vorremmo essere equivalenti.
In una frazione è perfettamente lecito semplificare numeratore e denominatore se non sono già ridotti ai minimi termini, e il risultato è, a voler essere pignolissimi, una nuova frazione, diversa dalla precedente, ma ad essa equivalente, nel senso che entrambe sono rappresentazioni del medesimo numero razionale. Se la frazione è un esponente e ne stiamo usando numeratore e denominatore come espressione di indice di potenza e radice rispettivamente, e vogliamo mantenere la medesima libertà di semplificare a piacimento senza mai doverci porre alcun problema, perché il risultato sarà sempre per forza una nuova rappresentazione equivalente dello stesso numero di prima... dobbiamo imporre che la base sia positiva. Se non lo facciamo, a volte funziona e a volte no, e perdiamo la potenza delle proprietà note e comode del calcolo con frazioni per svolgere velocemente e in modo pratico i calcoli con le potenze.
Analogamente, in una frazione numeratore e denominatore sono (usando il termine un po' a sproposito) "commutativi": non importa se prima moltiplichi e poi dividi o viceversa, e tutti i calcoli con frazioni sono basati su questa essenziale indifferenza. Se vogliamo usare le frazioni come esponenti, dobbiamo quindi sincerarci che anche le operazioni che rappresentano (potenza e radice) siano sempre perfettamente commutative. E non è una sorpresa quale sia l'unico modo per garantirlo sempre e comunque. Yep: base non-negativa. :-)
Non è che un sistema è giusto e uno sbagliato. Semplicemente uno dei due "sacrifica" la possibilità di lavorare con le base negative per guadagnare la garanzia di poter usare le proprietà delle frazioni "alla cieca" senza doversi ogni volta chiedere se funzionerà e il risultato abbia davvero senso. E comunque, per mia esperienza personale, le basi negative non servono essenzialmente mai, sono altamente sopravvalutate. XD -- Rojelio (dimmi tutto) 21:02, 10 lug 2018 (CEST)
Beh che dire, estremamente chiaro. Grazie ancora :)
Il fatto è che non saprei come fare nel caso di derivazione (leggasi: come applicare la regoletta) senza estendere la notazione alle basi negative. Oltre questo caso mi pare non siano utili, in effetti, come rimarcavi nel precedente "post".
PS: se non fossi gia insegnante, un pensierino potresti farcelo :P, leggo sempre di buon grado le tue risposte da due mesetti (in pratica da quando ho scoperto questa pagina). Sono da molti auspicabili le tue doti di sintesi e chiarezza. --31.157.45.15 (msg) 10:02, 11 lug 2018 (CEST)
Non vedo il nesso tra usare la regola "meccanica" per le derivate delle potenze con quelle frazionarie e la necessità di accettare basi negative: l'applicazione di quella regola genera esponenti negativi (la radice finisce a denominatore). -- Rojelio (dimmi tutto) 16:13, 11 lug 2018 (CEST)

Speravo di non doverti tediare oltre, sembrandomi chiaro.
In questo caso ad esempio: , e mettiamo che la radice cubica sia una funzione di cui dover fare uno studio di funzione tipico delle superiori (in verità molto facile come funzione :P). Ecco che passo ad accettare implicitamente che nel risultato sia con base negativa.
Poi, per carità, per non far errori si può subito tornare alla "notazione radicale".
Sempre che non sia una stupidata, intendevo questo :D. --31.157.145.223 (msg) 19:06, 11 lug 2018 (CEST)

Vestito francese[modifica wikitesto]

Chiedo aiuto all'Oracolo francologo. C'è un abito tipico francese, ovvero una sorta di polo a maniche lunghe a strisce strette orizzontali bianche e blu spesso abbinato a un cappello che sembra quello dei pittori e un foulard rosso. Come si chiama questo abito, sempre che abbia un nome? É quasi uno stereotipo sui francesi, lo si vede in molte opere cinematografiche e illustrate e ricordo che l'altra sera a Francia-Uruguay c'erano dei tifosi francesi vestiti così. Se si scrive su Google immagini francesi lo si becca subito. Grazie

--79.54.204.144 (msg) 09:31, 10 lug 2018 (CEST)

L'intera "tenuta" non credo abbia un nome, è solo un agglomerato di stereotipi; la maglietta a righe è la marinière. -- Rojelio (dimmi tutto) 11:22, 10 lug 2018 (CEST)
È semplicemente uno stereotipo dell'abbigliamento francese, composto da: marinière + basco francese/parigino + foulard + pantalone a sigaretta e scarpe nere. --Dapifer Ψ 11:41, 10 lug 2018 (CEST)

Imposta di bollo[modifica wikitesto]

Se ho letto bene, la domanda che sto per fare è legata al patto di stabilità del 2014, ancora in vigore.

Per i conti correnti se la giacenza media è superiore a 5000 € annui bisogna pagare 34,20 €, mentre se sotto quella cifra non si paga nulla. Per gli investimenti, fondi, conti depositi e robe simili, bisogna pagare di bollo lo 0,2% di capitale investito.

Ma per quanto riguarda gli investimenti, esiste anche per loro una soglia minima sotto la quale non si paga il bollo oppure questo si applica indipendentemente dalla somma investita? Cioè ragionando per assurdo se uno ha investito 100 € in un fondo deve comunque dare allo stato 20 centesimi all'anno oppure è esente. Buona giornata


--87.5.165.88 (msg) 13:57, 10 lug 2018 (CEST)

Non mi risulta vi sia una corrispondente soglia minima per i depositi. Vi e' semmai un ammontare minimo del bollo, pari a 1 €, che e' la cifra che dovresti quindi pagare, tutt'altro che per assurdo, per quel deposito di 100 €. :-) -- Rojelio (dimmi tutto) 14:57, 10 lug 2018 (CEST)

Consumo di tè pro capite nel mondo[modifica wikitesto]

Mi sono posto questa domanda leggendo un libro della metà degli anni ottanta, una guida del TCI, che diceva che la Polonia era il principale consumatore al mondo pro capite di tè, giustificando il fenomeno con il fatto che all'epoca l'acqua dell'acquedotto era potabile solo dopo averla bollita, e oltre cortina non c'era l'acqua in bottiglia, o ce n'era ma era costosa e per pochi.

Oggi non penso che sia così, ed ho cercato su internet chi è il principale consumatore pro-capite di tè al mondo (ovviamente se si guarda il valore assoluto in litri di tè bevuto vince la Cina, sono più di 1 miliardo...). Il problema è che le fonti che ho trovato su Google sono discordanti: alcune dicono che il primato spetta alla Turchia, un altra alla Russia, un libro che ho in casa stampato l'anno scorso sull'Irlanda dice che il primato spetta all'isola di smeraldo... Visto i dati contrastanti, ho pensato che magari l'Oracolo di Wikipedia mi potesse aiutare. Sapresti dirmi qual è il maggiore consumatore pro-capite di tè al mondo?

--95.248.29.137 (msg) 14:20, 11 lug 2018 (CEST)

Domanda musicale[modifica wikitesto]

Domanda musicale: non sono un esperto di generi musicali, però mi sembra che le canzoni Sono una donna, non sono una santa di Rosanna Fratello, Finché la barca va' e La via dei ciclamini di Orietta Berti e Questa è casa mia e qui comando io di Gigliola Cinquetti appartengano allo stesso genere musicale. Come si chiama questo genere musicale?


--79.40.165.239 (msg) 09:52, 14 lug 2018 (CEST)

Musica leggera ? --Postcrosser (msg) 16:26, 14 lug 2018 (CEST)

Black-out marzo 2015[modifica wikitesto]

Ricordo che nel marzo di 3 anni fa, l'Italia fu colpita da black-out a più riprese: lunedì 9, mercoledì 11 e domenica 15. Qualcuno sa da cosa furono causati e in che modo colpirono la penisola ? Volevo farne cenno qui. --82.50.192.89 (msg) 15:20, 16 lug 2018 (CEST)

Quelle date da dove le hai cicciate fuori? Perché non si trova mezzo riscontro, e un blackout su scala nazionale si lascia alle spalle (per usare un'espressione cara agli anglosassoni) un vero e proprio shitstorm mediatico, figuriamoci se 3 nel corso di una singola settimana hanno qualche possibilità di passare nel silenzio più totale. -- Rojelio (dimmi tutto) 16:32, 16 lug 2018 (CEST)
Io ricordo il blackout del 2003, causato dal famigerato albero svizzero --Postcrosser (msg) 17:05, 16 lug 2018 (CEST)
Le date che ho indicato sono quelle in cui - nella mia zona - il black out si è verificato. Cerco di essere più chiaro: il 9 e 11 colpì in tarda serata, mentre il 15 iniziò un po' prima (ricordo che persi l'inizio di Inter-Cesena causa la mancanza di energia della tv). Il lunedì fu a scatti (tale comunque da costringermi a riavvare, non meno di 3 volte, il router) mentre il mercoledì e la domenica fu prolungato, circa un'ora. Ho trovato solo questa fonte, dove però le date differiscono (si parla del 5-7 marzo); un altro black out, che ora mi sovviene, si verificò l'11 giugno dell'anno scorso. Era comunque solo curiosità; la fonte parla solo di maltempo generico. --82.50.192.89 (msg) 17:28, 16 lug 2018 (CEST)
Dalla fonte pare sia stato un problema circoscritto all'Abruzzo. --Captivo (msg) 10:55, 17 lug 2018 (CEST)

Titolo film con Danny DeVito[modifica wikitesto]

Ricordo di aver visto anni fa su Rete 4 un film con Danny DeVito. È un film a colori un po' vecchiotto, una commedia, DeVito insieme ad un altro attore facevano il ruolo dei gangster italoamericani (o comunque due legati alla mala vita) e alla fine i due simulano la loro morte facendo esplodere il fornello a gas di casa loro. Qualcuno saprebbe darmi il titolo di questo film? Grazie --80.117.40.50 (msg) 21:03, 16 lug 2018 (CEST)

Potrebbe essere Cadaveri e compari del 1986. --Dapifer Ψ 22:43, 16 lug 2018 (CEST)

Ritorno al futuro[modifica wikitesto]

Anche Ritorno al futuro può essere definito film di culto? --151.95.10.240 (msg) 08:46, 17 lug 2018 (CEST)

non esiste una definizione oggettiva di cult. Adesso non so, direi che come opinione personale che lo è stato per lungo tempo anche per le vicissitudini personali del protagonista--Pierpao.lo (listening) 09:11, 17 lug 2018 (CEST)
Molti siti/pubblicazioni specializzate lo definiscono tale (qui, qui e qui, per esempio).--Flazaza (msg) 09:47, 17 lug 2018 (CEST)

Testo canzone[modifica wikitesto]

Ieri ho sentito alla radio una canzone, che nel testo diceva (tra le altre cose): "Ogni cosa svanisce lentamente [...] tra di noi". Si tratta di una canzone d'amore, cantata da una donna ma non sono riuscito a risalire al titolo. Sapreste aiutarmi ? Aggiungo che "tra di noi" era presente anche nel ritornello.


--Burt Lele (msg) 15:20, 21 lug 2018 (CEST)

Pierpaolo detto Pippo allo Zecchino d'Oro 1998[modifica wikitesto]

« Permesso, permesso, permesso. Bambini, sapete che cos'è questa? Una P, voi non sapete però che io conosco il proprietario della P. E allora, lumiere, musicouse, potete sedervi qui accanto a me. Pierpaolo detto Pippo figlio di Pe- »

(Giorgio Comaschi / Mago Zurloff)

Chi era il "proprietario della P", la lettera che Giorgio Comaschi aveva in mano? Anche se l'OP in Discussione:Zecchino d'Oro 1998 dice "mistero risolto", non mi sembra che il mistero sia stato davvero risolto, così ho pensato di linkarlo qui nell'Oracolo, così magari se qualcuno sa la risposta... --87.2.126.150 (msg)

Anima gemella prima dei 21 anni?[modifica wikitesto]

Questa foto dice che ci sono studi che dimostrano che prima dei 21 anni si incontra l’anima gemella. È vera questa affermazione? Dove posso trovare questi studi? --5.168.209.135 (msg) 21:05, 22 lug 2018 (CEST)

Cavolate! --Abisys (msg) 21:09, 22 lug 2018 (CEST)
No, non è vera. "Anima gemella" è un'espressione poetica, priva di alcun valore scientifico. Se quel meme ha un fondo di verità (ma probabilmente non ce l'ha), può al massimo essere una cosa tipo "statisticamente la maggioranza delle persone incontra il partner con cui stabilisce una relazione duratura prima dei 21 anni", ma non ho idea se una cosa del genere sia vera o meno. --Syrio posso aiutare? 21:11, 22 lug 2018 (CEST)
Secondo ricerche matematiche, la probabilità nel range di età 18-24 di trovare la vera anima gemella è di 1 su 1024... quindi direi di no ː)-- Dao LR Say something 21:16, 22 lug 2018 (CEST)