Ugo Boghetta

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Ugo Boghetta

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 1992 –
2001
Legislature XI, XII e XIII
Gruppo
parlamentare
Rifondazione Comunista

Dati generali
Titolo di studio diploma di elettrotecnico
Professione ferroviere

Ugo Boghetta (Rimini, 27 luglio 1951) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo avere conseguito il diploma di elettrotecnico, diventa ferroviere.

Parlamentare del Partito della Rifondazione Comunista durante la XI, XII e XIII legislatura, dal 1992 al 2001. Membro della Commissione Lavoro e della Commissione Trasporti durante la XII legislatura, ne è stato vicepresidente dal 1994 al 1996. Membro della Commissione Lavoro Pubblica e Privato durante la XIII legislatura, ne è stato vicepresidente dal 1996 al 1997. Percepisce un vitalizio di più di € 4000[1].

In precedenza è stato consigliere comunale a Bologna, dapprima dal 30 settembre 1985 - a seguito delle dimissioni del consigliere Fabio Alberti - per il gruppo consiliare di Democrazia Proletaria, poi dal 6 maggio 1990 fino al 12 ottobre 1992 - quando si dimette a seguito dell'avvenuta elezione al Parlamento - sempre per il gruppo consiliare di Democrazia Proletaria. Alle elezioni comunali di Bologna del 1995 è candidato sindaco per il PRC, ottenendo 20443 voti (pari a oltre il 7%) ed è eletto consigliere comunale, si dimette il 21 maggio 1995 proseguendo l'attività parlamentare. Rimane a Montecitorio fino al 2001. Successivamente è membro della Direzione Nazionale del PRC.

Nell'aprile 2016 a firma di Boghetta viene pubblicato un articolo, Contro il sinistrismo, che appare in molti siti di estrema destra, specialmente di stampo comunitarista, in cui vengono criticate le linee sia del suo partito, allora Rifondazione Comunista, sia di Sinistra Italiana sulla questione degli immigrati. Per i comunisti, infatti, l'immigrazione conduce le masse lavoratrici di tutto il mondo alla lotta di classe sul terreno del capitalismo stesso, attraverso l'unione di lavoratori da tutto il mondo nei centri dei paesi sviluppati, ed opporvisi è considerata pertanto una posizione reazionaria[2] e complice del capitale imperialista che depreda le risorse ed invade i mercati dei paesi arretrati nel momento stesso in cui chiude le frontiere a quelle proprie vittime che non fanno che seguire le rotte percorse dai profitti generati dallo sfruttamento dei loro paesi[3]. Boghetta, invece, attacca quanti lottano contro la chiusura delle frontiere da parte del blocco imperialista e lo fa utilizzando un linguaggio canzonatorio (buonismo, anime belle della sinistra ecc.) oggi caratteristicamente usato dalla destra per denigrare quanto si avvicini anche lontanamente ai valori di fratellanza e giustizia sociale tipici del socialismo. Comprensibilmente tale articolo suscita parecchia riprovazione nella sinistra radicale sia dentro sia fuori del suo partito[4].

Nel marzo 2017, abbandona Rifondazione Comunista. Da allora le sue posizioni sugli immigrati si sono fatte sempre più controverse nel suo ex ambiente politico ed hanno attirato la riprovazione di molti esponenti del mondo comunista italiano[5], essendo Boghetta arrivato a sostenere la necessità di sovranità nazionale sui confini e sulla regolazione delle persone[6] in una critica all'Unione Europea[7], a parlare di invasione di migranti senza diritto[5], a negare l'esistenza di siccità, miserie e guerre in Africa occidentale[8], apparentemente quindi per esempio ignorando i conflitti in atto in atto in Gambia[9], Mali[10], Mauritania[11], Nigeria[12] e Senegal[13], e a dire che a rischiare, e spesso a perdere, la vita sui barconi sia ceto medio[5]. Sostiene inoltre, in netto contrasto con l'idea dei comunisti secondo cui l'Organizzazione delle Nazioni Unite è uno strumento dell'imperialismo euroamericano[14], la necessità di un intervento militare ONU in Libia per fermare l'emigrazione dall'Africa[15].

Partecipa all'associazione Indipendenza e Costituzione, che promuove l'uscita dall'eurozona e dall'Unione Europea, collaborando con varie personalità del campo sovranista come il comunitarista Moreno Pasquinelli e l'ex frontista della gioventù Fausto Biloslavo[16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Super-vitalizi e liquidazioni d'oro - Gli assegni degli ex parlamentari, corrieredibologna.corriere.it.
  2. ^ Vladimir Il'ič Ul'janov, detto Lenin, Il capitalismo e l'immigrazione operaia, in Za Pravdu, nº 22.
  3. ^ Eduardo Galeano, Las venas abiertas de América Latina, 1971.
  4. ^ Frontiere o rosse bandiere?, pane-rose.it.
  5. ^ a b c Post su Facebook di Ugo Boghetta del 7 luglio 2017., facebook.com.
  6. ^ Ugo Boghetta, Per un patriottismo costituzionale, socialismo2017.it.
  7. ^ La cui agenzia di frontiera è Frontex, criticata al contrario perché troppo repressiva e in quanto braccio armato dell'Europa imperialista dai comunisti.
  8. ^ Post su Facebook di Ugo Boghetta del 21 luglio 2017., facebook.com.
  9. ^ Gambian constitutional crisis, en.wikipedia.org.
  10. ^ List of conflicts in Mali, en.wikipedia.org.
  11. ^ Insurgency in the Maghreb (2002-present), en.wikipedia.org.
  12. ^ List of conflicts in Africa, en.wikipedia.org.
  13. ^ Casamance conflict, en.wikipedia.org.
  14. ^ César Rodríguez, La ONU, instrumento del imperialismo, a cura di Partito Comunista dei Popoli di Spagna, unidadylucha.es.
  15. ^ Comunicato stampa di Indipendenza e Costituzione del 4 agosto 2017., facebook.com.
  16. ^ Post su Facebook di Ugo Boghetta del 13 ottobre 2016., facebook.com.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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