Ugo Boghetta

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Ugo Boghetta
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Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 1992 –
2001
Legislature XI, XII e XIII
Gruppo
parlamentare
Rifondazione Comunista
Circoscrizione XI
Collegio 13-Bologna
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente della 9a Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) dal 25 gennaio 1994 al 8 maggio 1996
  • Vicepresidente della 11a Commissione (Lavoro pubblico e privato) dal 4 giugno 1996 al 26 febbraio 1997

Dati generali
Titolo di studio diploma di elettrotecnico
Professione ferroviere

Ugo Boghetta (Rimini, 27 luglio 1951) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo avere conseguito il diploma di elettrotecnico, diventa ferroviere.

Già militante del partito Democrazia Proletaria presso la sezione di Bologna, nel settembre 1985 è protagonista di una contestazione all'allora segretario generale della UIL Giorgio Benvenuto lanciandogli una torta in faccia e motivandone il gesto per l'appoggio acritico del sindacato al taglio della scala mobile operato dal governo Craxi nello stesso anno.[1]

Parlamentare del Partito della Rifondazione Comunista durante la XI, XII e XIII legislatura, dal 1992 al 2001. Membro della Commissione Lavoro e della Commissione Trasporti durante la XII legislatura, ne è stato vicepresidente dal 1994 al 1996. Membro della Commissione Lavoro Pubblica e Privato durante la XIII legislatura, ne è stato vicepresidente dal 1996 al 1997.

Il 17 novembre 1997 è coinvolto in una rissa all'interno di Palazzo Montecitorio insieme con i parlamentari Ramon Mantovani, Famiano Crucianelli contro Mario Borghezio, Luciano Dussin ed Enrico Cavaliere. [2]

In precedenza è stato consigliere comunale a Bologna, dapprima dal 30 settembre 1985 - a seguito delle dimissioni del consigliere Fabio Alberti - per il gruppo consiliare di Democrazia Proletaria, poi dal 6 maggio 1990 fino al 12 ottobre 1992 - quando si dimette a seguito dell'avvenuta elezione al Parlamento - sempre per il gruppo consiliare di Democrazia Proletaria. Alle elezioni comunali di Bologna del 1995 è candidato sindaco per il PRC, ottenendo 20443 voti (pari a oltre il 7%) ed è eletto consigliere comunale, si dimette il 21 maggio 1995 proseguendo l'attività parlamentare. Rimane a Montecitorio fino al 2001. Successivamente è membro della Direzione Nazionale del PRC.

Il 4 aprile 2017, poco dopo il X Congresso del partito, annuncia la sua uscita da Rifondazione Comunista, in polemica sia con la maggioranza sia con la minoranza uscite dall'ultimo congresso e motivando la sua decisione per la scarsa attenzione del PRC e degli altri partiti della sinistra radicale ai temi della sicurezza, sovranità nazionale e immigrazione. [3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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