Tratturello Camporeale-Foggia

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Il punto d'inizio del tratturello sull'altipiano di Camporeale, presso Ariano Irpino

Il tratturello Camporeale-Foggia è un antichissimo itinerario della transumanza che ha condiviso larga parte del suo tracciato con la grande viabilità di epoca romana e medievale. Nell'ambito della complessa rete dei tratturi nell'Italia meridionale il tratturello Camporeale-Foggia costituisce una diramazione del tratturo Pescasseroli-Candela.[1]

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il tratturello si dirama dal tratturo Pescasseroli-Candela all'altezza dell'altipiano di Camporeale, presso il valico appenninico della sella di Ariano. Lungo il tratto iniziale del percorso il tratturello corre esattamente lungo la linea spartiacque dirigendosi verso nord, lasciando a ovest la valle del Miscano (ricca di eminenze archeologiche) e a est il fiume Cervaro. In questo tratto si trovano gli imponenti ruderi delle masserie Falceta, Montefalco e Scannaturo (in territorio di Ariano Irpino), che basavano la loro economia sulle attività zootecniche[2] legate ai transiti delle greggi sul tratturello (si noti che scannaturo in dialetto arianese significa "mattatoio").

La confluenza del tratturello e della via Francigena (l'antica via Traiana), poco prima delle Tre Fontane

Più oltre si raggiunge il casale Tre Fontane, ove sorge una grande taverna; il tratturello, per mezzo di una coppia simmetrica di portali in pietra, penetra fin dentro il cortile della taverna per poi uscirne dal lato opposto[3]. Dal casale Tre Fontane si diparte una diramazione per Volturara (passante per Castelfranco, Roseto e San Bartolomeo) e sempre a partire da questo crocevia il percorso del tratturello viene a coincidere con quello della via Traiana proveniente dalla vicina Aequum Tuticum, un vicus situato all'incrocio con la via Herculea.[4]

Il tratturello continua il suo percorso verso nord fino al modesto valico di Tre Sportelli, alle sorgenti del Celone. A partire da questo punto il tratturello vira verso nord-est per raggiungere quindi il passo di San Vito ove tocca la massima altitudine (947 m s.l.m.)[5]. Il valico è sovrastato da un'altura isolata di grande rilevanza strategica, il Castiglione, mentre in corrispondenza del valico (attraversato anche dalla mulattiera Faeto-Orsara) vi è un casale con una fontana e una chiesetta[6], quest'ultima ricostruita dopo la distruzione pressoché totale avvenuta nel corso del Novecento.

La taverna San Vito con il piano terra adibito a stalla...
...e l'attigua fontana con l'abbeveratoio per il bestiame.

Più oltre, superata l'intersezione con un'altra mulattiera (la Celle-Orsara), il tratturello sfrutta il cosiddetto Buccolo (una gola angusta, forse ricavata artificialmente[7]), per superare l'aspro rilievo del subappennino Dauno. Da qui il tratturello scende verso Troia (l'antica Eca), dapprima assai ripido e poi quasi pianeggiante; in questo tratto sorge la grande taverna Cancarro. A partire da Troia (il centro abitato più importante tra quelli attraversati direttamente) il tratturello abbandona il tracciato della via Traiana (che procedeva verso sud-est in direzione Herdonia) per proseguire verso nord-est, parallelamente all'attuale strada provinciale 115, in direzione Foggia, per giungere così al centro del Tavoliere delle Puglie ove erano ubicati i vasti pascoli invernali e la Regia dogana che ne gestiva l'uso. I pastori giungevano in pianura agli inizi dell'autunno e tornavano in Abruzzo a primavera inoltrata, dopo lo svolgimento della grande fiera di Foggia che si teneva annualmente tra aprile e maggio[8]. Il quartiere di Foggia attraversato dal tratturello ha assunto a sua volta il nome di Camporeale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso era in uso fin dalla più remota antichità, in quanto consentiva il collegamento fra l'Appennino campano e il golfo di Manfredonia senza richiedere l'attraversamento di alcun corso d'acqua. Ne è prova la presenza, a poca distanza dall'inizio del percorso, dell'area archeologica de La Starza che costituisce il più antico insediamento neolitico in Campania[9]. In epoca romana imperiale la via Appia Traiana, una strada romana costruita fra il 108 ed il 110 d.C. per volontà dell'imperatore Traiano, si sovrappose al tratturello per gran parte del suo percorso, ossia dalle Tre Fontane di Greci fino all'antica città di Eca, presso Troia. In seguito, in epoca longobarda, il tratturello venne a essere parte integrante della via Micaelica (meglio nota come via Sacra Langobardorum), un itinerario percorso dai pellegrini diretti al santuario di san Michele Arcangelo sul Gargano; anche nel periodo della dominazione normanna il tracciato fece parte della via Francigena, ossia del sistema delle grandi vie di pellegrinaggio e durante le crociate fu percorso da eserciti e fedeli in viaggio verso la Terra Santa[10]. Fu in quell'epoca che all'altezza del valico di San Vito fu eretta l'omonima chiesa, mentre sull'attigua altura del Castiglione venne innalzato il castello di Crepacuore[6]; tale fortezza ebbe poi un ruolo cruciale nell'assedio all'insediamento musulmano di Lucera condotto nel 1269 da re Carlo I d'Angiò[11]. In quei periodi il tratturello era percorso da popolazioni appartenenti a vari gruppi etnici; ne sono testimonianza la minoranza francoprovenzale di Faeto e Celle e quella arbëreshë di Greci, entrambe tuttora esistenti. Proprio mentre lungo il percorso del tratturello sorgevano le taverne e i casali di Tre Fontane, San Vito e Cancarro, si accesero lotte violentissime per il possesso della fortezza di Crepacuore, che finì distrutta. In particolare nel 1461, durante la guerra angioino-aragonese, avvenne in loco una battaglia talmente cruenta che la conca compresa fra i valichi di San Vito e del Buccolo assunse il nome di Lago di sangue[7].

Nel corso dei secoli il tracciato fungeva anche da mulattiera, tanto da essere definito "la via del sale" perché largamente in uso per il trasporto del sale marino prodotto dalle saline di Margherita di Savoia[3]. Il tratturello mantenne infatti notevole importanza fino agli inizi del Settecento quando, per iniziativa di re Carlo III di Borbone, venne soppiantato dalla nuova via Nazionale delle Puglie (l'attuale strada statale 90 delle Puglie) che dalla sella di Ariano penetra direttamente nella valle del Cervaro. L'intero percorso del tratturello è transitabile anche in epoca contemporanea; lungo il tracciato sono visibili la taverna delle Tre Fontane, l'altura del Castiglione, il casale di San Vito, la gola del Buccolo e la taverna Cancarro.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ N. Paone, Carta dei tratturi, tratturelli, bracci e riposi.
  2. ^ Associazione "Amici del Museo", Ariano Irpino, a cura di Carmine Iuorio, Ariano Irpino, 1996.
  3. ^ a b Archeoclub di San Severo, Armando Gravina, Un segmento della via Traiana poco conosciuto e i collegamenti culturali. Il percorso Aequum Tuticum-Troia (PDF), 35º Convegno nazionale sulla Preistoria - Protostoria -Storia della Daunia, Foggia, settembre 2015. URL consultato il 24 aprile 2018.
  4. ^ Greci (AV), su Archemail (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2015).
  5. ^ Istituto geografico militare, Foglio "Castelfranco in Miscano" 174 IV NE, in Carta d'Italia, M 891, 1ª ed., 1954-1955.
  6. ^ a b San Vito, su Comune di Faeto. URL consultato il 2 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2018).
  7. ^ a b c Nicola Flammia, Storia della città di Ariano, Ariano di Puglia, Tipografia Marino, 1893, pp. 114-119.
  8. ^ N. Paone, pp.46-47.
  9. ^ L'abitato neolitico de La Starza, su Archemail (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2015).
  10. ^ Piano di valorizzazione della via Francigena del Sud (PDF), su Territorio - Provincia di Foggia - Regione Puglia.
  11. ^ Archeoclub d'Italia (sede di Casalbore), Progetto itinerari turistici Campania interna - La Valle del Miscano, a cura di Vincenzo Rubino, Regione Campania (Centro di Servizi Culturali - Ariano Irpino), vol. 2, Avellino, 1995, pp. 259-260.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Natalino Paone, La transumanza, immagini di una civiltà, Cosmo Iannone, giugno 1987, ISBN 88-516-0013-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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