The Animals

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The Animals
Gli Animals
Gli Animals
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Rhythm and blues[1]
Blues rock[2]
Periodo di attività 1962-1969 (reunion escluse)
Etichetta Columbia
Decca
MGM
Jet
I.R.S
Atco
Atlantic
Album pubblicati 18
Studio 11
Live 2
Raccolte 5
Sito web

Gli Animals sono stati una rock band britannica degli anni sessanta originaria di Newcastle.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli Animals (1964-1966)[modifica | modifica wikitesto]

Formatosi a Newcastle-upon-Tyne tra il 1962 e il 1963 dal nascente sodalizio di Eric Burdon con gli Alan Price Rhythm and Blues Combo, il gruppo iniziò ad esibirsi nei locali del circondario; a seguito del discreto successo ottenuto e grazie ai buoni uffici di Giorgio Gomelsky, manager degli Yardbirds, nel 1964 la formazione si trasferì a Londra, giusto in tempo per essere inserita nel novero della nascente corrente di gruppi passata alla storia come British invasion. Dopo le prime esibizioni, che vedevano in repertorio diversi brani del repertorio R&B e blues classico nonché di artisti come Jimmy Reed e John Lee Hooker, il gruppo riuscì a pubblicare il suo primo singolo, una versione rock di Baby, Let Me Follow You Down reintitolata per l'occasione Baby Let Me Take You Home.

Nel giugno del 1964 gli Animals pubblicano la loro prima hit, intitolata House of the Rising Sun e caratterizzata da arrangiamenti in cui spicca l'organo Vox Continental suonato da Alan Price. Il brano, un pezzo folk tradizionale (la prima versione registrata esistente è quella di Alger "Texas" Alexander e risale al 1928), è stato oggetto di numerose controversie per quanto riguarda il suo riarrangiamento nella versione odierna: ciò è dovuto al fatto che in quello stesso periodo diversi artisti come Bob Dylan ed il chitarrista blues Josh White avevano nel proprio repertorio questo pezzo.

Durante i loro primi anni, sotto la direzione del produttore Mickie Most, gli Animals ricorsero di frequente alla pubblicazione su 45 giri di cover di canzoni pop, come Bring It On Home to Me di Sam Cooke e Don't Let Me Be Misunderstood di Nina Simone. Discorso differente invece per gli LP, caratterizzati da sonorità molto più vicine al blues ed al R&B: esempi ne sono brani come Boom Boom di John Lee Hooker e I Believe to My Soul di Ray Charles. Fu proprio in quel periodo che si definì il sound caratteristico del gruppo incentrato sulla voce potente e profonda di Burdon e su un uso delle tastiera più esteso rispetto a quello delle chitarre.

Dal maggio del 1965 il gruppo iniziò a disgregarsi: Price abbandonò a causa di motivi musicali, vista la sua intenzione di dedicarsi alla carriera solista, nonché personali (si dice che avesse paura degli aerei). Alan Price fu sostituito da Dave Rowberry prima della registrazione dei brani We've Got to Get Out of This Place and It's My Life. Nel febbraio del 1966 Steel abbandonò il gruppo e venne sostituito da Barry Jenkins; in quello stesso periodo vide la luce l'ultima hit del gruppo, una cover della canzone Don't Bring Me Down di Goffin-King. Il colpo di grazia giunse solo alcuni mesi dopo, quando la band decise di sciogliersi a causa di problemi finanziari dovuti alla cattiva gestione del manager Mike Jeffery.

Eric Burdon and the New Animals (1966-1969) e altre formazioni con Eric Burdon[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre del 1966 Eric Burdon rifondò assieme a Jenkins il gruppo, sotto il nome di Eric Burdon and the New Animals. Fecero parte della nuova formazione John Weider (chitarra, violino, basso), Vic Briggs (chitarra, pianoforte) e Danny McCulloch (basso). Il genere musicale del gruppo (che diverrà esponente della Love Generation) virò dal blues alla psichedelia. Tra le hit del gruppo vi furono San Franciscan Nights, Monterey (un omaggio al Monterey Pop Festival del 1967), e la canzone pacifista Sky Pilot. In seguito si verificarono ulteriori variazioni nella formazione: nell'aprile del 1968 il tastierista Zoot Money (George Bruno) sostituì Briggs, mentre tre mesi dopo Andy Summers, futuro chitarrista dei Police, prese il posto di McCulloch.

Burdon nel 1973

Nel 1969 gli Animals si sciolsero definitivamente ed Eric Burdon si unì al gruppo californiano degli War.

La formazione originale del gruppo si riunì brevemente nel 1977 per registrare Before We Were So Rudely Interrupted e nel 1983 per un ulteriore LP intitolato The Ark, generalmente ritenuto meno pregevole del precedente. L'uscita del disco venne seguita da un tour che vide impegnati diversi musicisti di supporto, tra cui anche Zoot Money. Chandler morì nel 1996.

Per alcuni anni Eric Burdon ha inciso dischi da solista - pur col supporto della Eric Burdon Band, da lui stesso fondata - e nel 1990 la canzone No Man's Land con Anne Haigis e Tony Carey (nell'ambito del progetto "Tony Carey and Friends"). Solo dal 2000 Burdon ha intrapreso nuovamente un tour assieme ad alcuni musicisti, sotto il nome di "Eric Burdon and the Animals". Durante gli anni novanta e 2000 Valentine, Steel, e Rowberry (morto poi nel 2003) si sono ritrovati per una serie di tour sotto le insegne di "(Hilton Valentine's) The Animals"; lo stesso hanno fatto Valentine e Steel con il nome di "Animals II".

Gli Animals sono stati introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1994.

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

Interpreti principali del rhythm and blues dell'Inghilterra settentrionale[1] e protagonisti della scena del British blues[2], gli Animals vengono considerati i precursori del blues dei neri filtrato attraverso la sensibilità di musicisti bianchi[3], e sono ritenuti fra i nomi di punta della prima ondata del fenomeno che è indicato con il termine di British Invasion[4]. I loro esordi furono contraddistinti dall’esecuzione di pezzi skiffle, jazz, soul, e rhythm and blues[1]; nel singolo di debutto, Baby Let Me Take You Home, è presente un mix di rhythm & blues, beat e folk[3], e nel successo The House of the Rising Sun il rock venne adattato al folk anziché al blues come invece nel loro stile abituale[1].

La carriera del gruppo fu caratterizzata da molti brani tratti dal repertorio blues e rhythm and blues di origine americana, mescolati con un rock and roll dalle forti venature blues per andare incontro alla ricettività di un pubblico inglese giovanile e delle fasce popolari e operaie[2], attingendo alla produzione di artisti neri di oltreoceano – da John Lee Hooker a Ray Charles, passando per Fats Domino – e coprendo tre generazioni di musicisti di colore. In seguito, con un primo scioglimento e con la formazione dei New Animals, pur non abbandonando il genere blues che la aveva contraddistinta nel passato[1], la musica deviò dall’originale rhythm and blues verso forme di psichedelia[5].

Il gruppo[modifica | modifica wikitesto]

The Animals[modifica | modifica wikitesto]

Eric Burdon And The New Animals[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Le uscite discografiche del gruppo variano significativamente a seconda che si tratti delle edizioni per il Regno Unito o per gli Stati uniti. In aggiunta, nel corso degli anni sono state pubblicate numerose compilation e riedizioni dei loro album.

Album pubblicati nel Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Album pubblicati negli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Reunions e album successivi[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Posizione più alta raggiunta dai singoli nella classifica dei singoli statunitense e britannica
Anno Titolo UK US
The Animals
1964 "Baby Let Me Take You Home" 21 -
1964 "The House of the Rising Sun" 1 1
1964 "I'm Crying" 8 19
1965 "Don't Let Me Be Misunderstood" 3 15
1965 "Bring It On Home To Me" 7 32
1965 "We've Got to Get Out of This Place" 2 13
1965 "It's My Life" 7 23
1966 "Inside Looking Out" 12 34
1966 "Don't Bring Me Down" 6 12
Eric Burdon and the New Animals
1966 "See See Rider" - 10
1966 "Help Me Girl" 14 29
1967 "When I Was Young" 45 15
1967 "Good Times" 20 -
1967 "San Franciscan Nights" 7 9
1967 "Monterey" - 15
1968 "Sky Pilot" 40 14
1969 "Ring of Fire" 35 -
1969 "River Deep, Mountain High" - -

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Piero Scaruffi, Animals, The History of Rock Music. URL consultato il 30 agosto 2016.
  2. ^ a b c (EN) The Animals, classicbands. URL consultato il 30 agosto 2016.
  3. ^ a b AA.VV., Animals, Ondarock. URL consultato il 30 agosto 2016.
  4. ^ (EN) Bruce Eder, The Animals - Artist Biography, Allmusic. URL consultato il 30 agosto 2016.
  5. ^ (EN) The Animals, British Invasion Radio. URL consultato il 30 agosto 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Note del programma Keith Altham Publicity, The Animals 1983 reunion tour
  • Burdon, Eric (1986). I Used to Be an Animal, but I'm All Right Now. Faber and Faber. ISBN 0-571-13492-0.
  • VH-1 Behind the Music
  • Jeff Kent, The Last Poet: The Story of Eric Burdon, Witan Books, 1989, ISBN 0-9508981-2-0

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