Sturer Emil

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Sturer Emil
Vk3001.png
una riproduzione grafica dell'aspetto dello Sturer Emil
Descrizione
Equipaggio 5
Costruttore Germania Henschel
Data entrata in servizio 1943
Data ritiro dal servizio 1945
Utilizzatore principale Germania Heer
Esemplari 2
Dimensioni e peso
Lunghezza 9,70 m
Larghezza 3,17 m
Altezza 2,67 m
Peso 35 000 kg
Propulsione e tecnica
Motore Maybach HL 116S
Potenza 300 PS
Trazione cingolata
Armamento e corazzatura
Armamento primario 1 KwK L/61 calibro 128 mm
Armamento secondario 1 MG 34 calibro 7,92 mm
Corazzatura frontale 50 mm
Corazzatura laterale 30 mm
Corazzatura posteriore 30 mm
Corazzatura superiore 15 mm

12.8cm Selbstfahrlafette L/61 in Achtung Panzer[1]

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Il 12,8 cm Selbstfahrlafette auf VK3001(H) Sturer Emil, indicato anche come Selbstfahrlafette L/61 o semplicemente con la designazione non ufficiale Sturer Emil, era un semovente cacciacarri sperimentale realizzato dall'azienda tedesca Henschel & Sohn ed utilizzato dall'Heer durante la seconda guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Unico esemplare esistente esposto al Kubinka Tank Museum

Nel 1939 l'esigenza di soddisfare la richiesta di veicoli atti a contrastare i corazzati nemici esortò il governo tedesco a richiedere alla Henschel & Sohn lo sviluppo di un nuovo veicolo basato sul Panzer VI Tiger I equipaggiandolo con un cannone prodotto dalla Rheinmetall, il 12,8 cm K L/61 (basato a sua volta sul cannone contraerei 12,8 cm FlaK 40).

Il telaio era basato su un precedente modello designato VK3001(H), un prototipo realizzato nell'ambito di un programma di sviluppo per un carro armato medio ma che venne scartato dalla commissione militare.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

I due esemplari realizzati, battezzati Max und Moritz in omaggio agli omonimi personaggi di una filastrocca, vennero entrambi utilizzati sul fronte orientale. Uno dei due veicoli rimase distrutto in combattimento, mentre l'altro, operativo nella 2. Panzer-Division e che esibiva 22 simboli di unità distrutte dipinti sulla canna, venne catturato integro a Stalingrado nel gennaio 1943.

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica wikitesto]

L'esemplare catturato dalle truppe dell'Armata Rossa è ora conservato nel padiglione 6 del Museo dei mezzi corazzati (VIM BTVT) di Kubinka, in Russia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 12.8cm Selbstfahrlafette L/61 in Achtung Panzer

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Chamberlain, Peter, and Hilary L. Doyle. Thomas L. Jentz (Technical Editor). Encyclopedia of German Tanks of World War Two: A Complete Illustrated Directory of German Battle Tanks, Armoured Cars, Self-propelled Guns, and Semi-tracked Vehicles, 1933–1945. London: Arms and Armour Press, 1978 (revised edition 1993). ISBN 1-85409-214-6
  • (DE) M. Sawodny, K. Bracher. Panzerkampfwagen Maus und andere deutsche Panzerprojekte. Podzun-Pallas-Verlag, ISBN 3-7909-0098-2

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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